Carl Djerassi.
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Il dilemma di Cantor.
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Titolo originale: Cantor's Dilemma. 1989.
Traduzione e note di: Federico Maria Rubino.
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2003. Di Renzo Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Quando il professor Cantor annuncia la sua sensazionale scoperta nel campo della ricerca oncologica, la comunit scientifica ne resta elettrizzata. A conferma delle sue brillanti ipotesi manca solo un ultimo esperimento. Ma fin dove si spinger il suo giovane assistente per garantirne i risultati? Da Mendel a Newton, non  la prima volta che un esperimento viene truccato. Ma quali le conseguenze? Con la vicenda di Cantor e della sua scoperta, da tutti acclamata ma mai dimostrata fino in fondo, Djerassi descrive quel mondo della ricerca scientifica professionale che ben conosce: le pubblicazioni, lordine degli autori, la scelta della rivista,  la carriera accademica, lassegnazione dei finanziamenti, il Premio Nobel, ecc. Tutto questo rappresenta insieme lanima e il fardello della scienza moderna. I personaggi de "Il dilemma di Cantor" sono immaginari, ma in quarantanni di carriera, sotto diversi travestimenti, Carl Djerassi li ha incontrati tutti. Dietro lo schermo della finzione narrativa, Carl Djerassi getta un raggio di luce su alcune zone grigie dell'attivit scientifica, quelle in cui i professionisti della ricerca, deliberatamente o in modo inconsapevole, abbandonano in alcuni casi la retta via.
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L'AUTORE.
Carl Djerassi, professore di chimica all'Universit di Stanford,  noto soprattutto per essere il padre della pillola anticoncezionale, per la quale ha ottenuto numerosi riconoscimenti accademici.  autore di romanzi, saggi, poesie e racconti. Il dilemma di Cantor  il primo romanzo pubblicato in Italia.
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Il dilemma di Cantor.
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Appare quasi paradossale il fatto che la ricerca scientifica - che  una tra le attivit umane pi aperte al dubbio sistematico e allo scetticismo - debba dipendere dall'affidabilit personale. Il fatto  che, in mancanza di tale fiducia, l'intera avventura scientifica non pu procedere.
Arnold S. Relman, Editor.
New England Journal of Medicine, 1983.
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1.
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Dannazione! imprec premendo la mano sulla rotula pulsante
dal dolore. Zoppic verso il bagno, cercando a tastoni la via sul
muro con il palmo della mano destra. Non erano necessarie particolari
nozioni di neurobiologia per sapere che la stimolazione fotochimica
della retina  il modo pi sicuro di svegliarsi.
A casa, il tragitto gli era ben noto: alzarsi dal lato destro del letto;
quattro passi lungo il materasso con la gamba destra; tre passi
attraverso la terra di nessuno, con la mano destra a cercare il muro;
quindi dritto verso la porta del bagno, la mano sinistra a cercare il
bordo del lavabo e infine il piede destro con cautela per cercare la
base della tazza. Tenendo gli occhi chiusi mentre vuotava la vescica,
stava impiegando il tempo e l'oscurit nel tenere a memoria l'ultimo
sogno dal quale si era risvegliato. Concentrarsi sul sogno interrotto,
cos come astenersi dall'accendere la luce, era un altro passo
per tornare al sonno.
Quella notte, tuttavia, era in un ambiente non familiare: lo Sheraton
Commander a Cambridge, dall'altra parte di Harvard Square,
e aveva realmente battuto il ginocchio. Se lo stava ancora strofinando,
seduto sulla tazza, e il suono delle ultime gocce d'urina era
chiaramente udibile nel silenzio. Il dolore lo aveva del tutto ridestato
e cominci a pensare alla conferenza. Improvvisamente l'idea lo
colp. Dio mio, pens mentre raggiungeva l'interruttore della luce,
 cos! Come posso essermela fatta scappare? La luce lo accec per
un istante, mentre si allungava ad afferrare la vestaglia appesa dietro
la porta.
Erano le 3,14 del mattino quando il professor I. Cantor si sedette
al piccolo scrittoio e incominci a scarabocchiare sull'unico pezzo
di carta che gli riusc di trovare nel cassetto. Probabilmente era
la prima volta che un'idea da Premio Nobel veniva segnata sul retro
della lista della lavanderia.
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2.
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Non maligno come quello di Kaposi, e nemmeno lontanamente
famoso come quello di Rous, il sarcoma di Krauss si distingueva dal
fatto che il suo scopritore, il patriarca della ricerca sul cancro di Harvard
Kurt Krauss, godeva ancora di ottima salute. Il suo sarcoma era
divenuto uno dei modelli classici per la sperimentazione dei nuovi farmaci
antitumorali. Se il nuovo composto non era in grado di ridurre
un sarcoma di Krauss, non valeva la pena di sottoporlo a ulteriori valutazioni.
Le congetture nel campo della ricerca sul cancro avevano un
modo tutto loro di approdare nel laboratorio di Krauss. Il modo migliore
per trasformarne una in realt o per consegnarla all'oblio era
di presentare le conclusioni di una propria ricerca ai seminari tenuti
da Krauss. I. C., gli aveva telefonato Krauss, si dice in giro che stai
pasticciando con una nuova teoria sulla genesi dei tumori.
Non direi che sto pasticciando, replic Cantor, sto facendo
proprio sul serio, anche se per ora  solo un'ipotesi. A detta di
qualcuno, la sua idea era relativamente lineare. Secondo lui, il responsabile
doveva essere una proteina. Prima di poter recare danno
alla cellula, la proteina doveva entrarvi dentro, attraversando
una o, frequentemente, pi di una membrana cellulare. Con una
rara eccezione, tutte le membrane cellulari consentono la
translocazione delle proteine solo in un verso. Secondo Cantor, questo
era il concetto chiave della teoria: cosa poteva accadere se un cambiamento
di struttura chimica, presumibilmente a seguito di una
mutazione, fosse in grado di consentire il passaggio bidirezionale
dell'agente cancerogeno nelle cellule normali? Un singolo invasore
poteva far irruzione in una cellula, arrecare il danno, fuoriuscirne,
entrare in una nuova cellula e cos via... Il segnale responsabile per
il trasporto mono-direzionale delle proteine attraverso le membrane
cellulari  sempre una porzione della sua struttura in prossimit
della sua estremit ammino-terminale. Dei 20 amminoacidi naturali
che compongono le proteine, solo uno, l'arginina, possiede tre
gruppi amminici uniti a un atomo di carbonio. L'assunto chiave
della teoria di Cantor era che le mutazioni, responsabili del cambiamento
nella composizione dell'arginina delle proteine, sono anche
responsabili dell'apertura di un sistema di trasporto bidirezionale
per le proteine.
Davvero? Hai modo di dimostrarla? Krauss aveva subito
messo il dito nella piaga. Cantor non aveva ancora una prova sperimentale
della correttezza della propria ipotesi, e un'ipotesi non dimostrata
 spesso peggio che inutile: pu diventare pericolosa. Un
ricercatore pu spendere il resto della propria esistenza professionalmente
attiva andando a caccia della pentola d'oro alla fine di un
arcobaleno.
Con riluttanza, Cantor si arrese. No, non sono nemmeno arrivato
al punto di immaginare una prova sperimentale del mio assunto.
Ma ci sto lavorando.
Nel mentre che ci stai lavorando sopra, perch non vieni a trovarci
e ci racconti tutto sulla tua seria ipotesi? La risatina di Krauss
era ben avvertibile per telefono. Pu darsi che ti risparmiamo la
fatica di doverla dimostrare.
Quando si viene convocati per parlare ad uno dei seminari settimanali
di Krauss, ci si va. Tre settimane pi tardi, Cantor pest il ginocchio
a Cambridge e ora, il mattino seguente, faceva colazione al
Brandywine Cafe, scorrendo i propri appunti notturni. In origine
aveva nutrito qualche preoccupazione circa la tenuta della propria
ipotesi nei confronti delle critiche che certamente Krauss gli avrebbe
fatto - l'uomo era notoriamente spietato, anche nei confronti dei
propri amici - ma dopo la solitaria meditazione mattutina al gabinetto,
Cantor si sentiva estremamente fiducioso. Non era certo intenzionato
a svelare il risultato del proprio lampo d'intuizione: l'esperimento
che avrebbe convertito l'ipotesi in un fatto incontrovertibile,
per Krauss o per chiunque altro di Harvard. Per ottenere questo,
avrebbe dovuto attendere fino a che l'esperimento fosse stato portato
a termine, ma era convinto che avrebbe funzionato. L'intuito gli
suggeriva che era troppo bello per non esser vero.
L'impero di Krauss era l'Harvard Medical School di Boston.
Cantor aveva deciso di trascorrere la notte a Cambridge, invece che
a Boston, perch voleva fare una delle sue rare visite al dipartimento
di chimica sull'altro lato di Harvard Square, quel fossato accademico
che separa tra loro molte delle scuole di Harvard, dove studiosi
di discipline anche tra loro affini talvolta lavoravano per anni
ignorandosi l'un l'altro e solo occasionalmente sforzandosi di abbassare
il ponte levatoio che separa i rispettivi feudi accademici.
Cantor, che si stava avvicinando alla sessantina, godeva di una reputazione
di livello internazionale, come biologo cellulare. Tuttavia,
solo poche persone erano in grado di ricordare che aveva conseguito
il dottorato in chimica organica e il modo in cui si era trasformato
in biologo: aveva trascorso il suo post-doc, cio il periodo di formazione dei ricercatori successivo al conseguimento del dottorato presso i National
Institutes of Health, l'agenzia USA che finanzia la maggior parte della ricerca biomedica negli USA, e si era occupato di tecniche di
radio-marcatura, per studiare il metabolismo di una nuova classe di tranquillanti
negli animali da laboratorio; ben presto era passato a lavorare
su preparazioni enzimatiche estratte dai tessuti; un bel passo
dalla sintesi organica oggetto dei suoi studi universitari. Il colpo di
grazia definitivo alla sua carriera nella ricerca chimica lo inferse il
periodo trascorso all'Institut Pasteur di Parigi, che lo attrasse irrevocabilmente
nel settore, allora in piena fioritura, della biologia
cellulare. Con civetteria, era solito riferirsi alla propria conversione,
avvenuta in prevalenza da autodidatta, come dformation
professionelle. Il punto di vista, teorico e sperimentale, di un chimico organico
 focalizzato principalmente sulle singole molecole. Al contrario,
un biologo cellulare prende in considerazione interi sistemi:
una cellula, una foglia, un albero. La sua provenienza dalla chimica
aveva contribuito in misura determinante all'evoluzione di Cantor
in biologo cellulare molecolare.
Lo scopo originario della sua visita al dipartimento di chimica
di Harvard era di fare una visita di sola cortesia a Konrad Bloch, un
amico dei vecchi tempi del dottorato. Sulla spinta dell'ispirazione
delle ultime ore, tuttavia, cambi il suo programma della mattinata.
Bloch aveva ricevuto il Premio Nobel nel 1964 per aver chiarito
il modo in cui l'organismo sintetizza il colesterolo, identificando
l'origine di ciascuno dei suoi ventisette atomi di carbonio. Nell'ultimo
periodo, si era dedicato allo studio della formazione di vescicole
artificiali racchiuse entro membrane fosfolipidiche assai simili
a quelle naturali delle cellule. La tecnica messa a punto da Bloch era
stata decisiva per studiare sperimentalmente in laboratorio come in
una cellula vivente certe molecole possano entrare senza poi diffondere
all'esterno; una tecnica che Cantor aveva deciso di impiegare
nella verifica della propria ipotesi. Adottando quella metodologia,
Bloch e altri ricercatori avevano dimostrato che il colesterolo
non serve solamente come composto di partenza per la sintesi degli
steroidi nel corpo, come gli ormoni sessuali e il cortisone, ma possiede
anche un altro ruolo importante: la presenza del colesterolo
inframmezzato ai fosfolipidi nelle membrane cellulari riduce la
fluidit delle membrane e ne regola la viscosit in misura ottimale,
in modo da consentire il passaggio unidirezionale dei composti
chimici verso l'interno della cellula. Un'osservazione ancor pi vicina
ai presenti interessi di Cantor era il fatto che le membrane delle
cellule leucemiche sono pi fluide di quelle delle cellule normali.
Per caso, questo non era dovuto a un loro ridotto contenuto di colesterolo,
visto che i livelli plasmatici dei pazienti con leucemia linfatica
cronica si presentavano inferiori al normale? Per di pi, aggiungendo
colesterolo a cellule leucemiche in coltura si riduce la
fluidit delle loro membrane e anche la loro malignit. Potevano
essere solo coincidenze?Cantor decise di trasformare la visita di
cortesia in una lunga conversazione professionale con Bloch, un
uomo ben noto per la sua generosit nell'ascoltare i problemi di lavoro
dei suoi colleghi. Quale migliore uso di quelle ore del mattino
che avere una consulenza gratis da un Premio Nobel?
L'aula seminari di Krauss era affollata di studenti di dottorato e
di borsisti post-doc, e erano presenti anche alcuni ricercatori in visita
presso altri dipartimenti. Pochi di essi stavano terminando lo
spuntino di pranzo ma, a giudicare dalle tazze vuote, dai sacchetti
di carta accartocciati, dai tovagliolini di carta appallottolati e dagli
altri rifiuti, la maggior parte aveva gi finito di rifocillarsi. Kurt
Krauss era palesemente irritato. Appena Cantor ebbe raggiunto
l'estremit della stanza, Krauss si alz in piedi e si fece silenzio. Il
professor Cantor non ha certo bisogno di essere presentato e quindi,
visto che siamo un po' in ritardo, lanci uno sguardo accusatorio
al suo ospite senz'altro chiamo il nostro oratore ad illuminarci
sulla sua nuova teoria. I. C.  gli fece cenno, la platea  tua.
Nessuna conferenza scientifica si pu tenere senza l'ausilio di
diapositive o altri mezzi d'illustrazione visiva, in particolare se devono
essere mostrate strutture chimiche. I settori di studio sono
divenuti cos complessi e gli argomenti cos esoterici, che anche gli
specialisti che si rivolgono a specialisti loro pari devono far uso di
lavagne luminose o di proiettori per diapositive. Cantor aveva richiesto
solamente la lavagna luminosa. Coi pennarelli in mano,
uno rosso e uno nero, inizi a scrivere sul rotolo di plastica
trasparente montato sulla base del proiettore e, man mano che scriveva, i
suoi segni apparivano ingranditi sullo schermo alle sue spalle nella
stanza parzialmente oscurata. Cantor era molto orgoglioso del suo
stile da conferenza: delineava con precisione gli schemi e frasi pronunciate
con chiarezza facevano loro seguito, senza apparente sforzo.
Il suo uditorio gli era sempre grato di poter seguire il filo del ragionamento
e contemporaneamente prendere appunti: operazioni
la maggior parte delle volte incompatibili, con oratori che biascicavano
affrettandosi verso la fine dell'esposizione e interrompendosi
solamente con la martellante richiesta: La prossima, grazie.
Kurt Krauss era in grado di incutere autentico terrore negli oratori,
con uno stile che era stato spesso paragonato a quello del defunto
fisico Robert Oppenheimer. Quando Krauss, seduto in prima
fila, aveva mormorato al suo vicino - Dovremmo insegnare ad
I. C. ad avere un po' di umilt quando  ammesso alle nostre auguste
sale, non  vero? - non appena Cantor aveva iniziato a parlare,
il sibilo della sua voce poteva certamente essere giunto fino al podio.
Era anche famoso - o, meglio, famigerato - per le sue interruzioni,
attentamente sincronizzate per causare il pi evidente collasso
dell'autostima dell'oratore. Per di pi, Krauss non distoglieva
mai lo sguardo dall'oratore: molte vittime della sua inquisizione
giuravano di non averlo mai visto battere le palpebre.
Cantor non condivideva questa superstizione, ma ci nonostante
percepiva che in quell'occasione gli conveniva essere oltremodo
prudente. La sua teoria era pienamente originale, al punto che la
gelosia professionale avrebbe potuto affilare il pugnale che Krauss
teneva nella bocca. La sua studiata calma nel parlare gli sarebbe stata
di poco aiuto, specialmente dopo essersi accorto che nell'introduzione
della sua esposizione si era scusato del lieve ritardo, dovuto
al protrarsi di un'interessantissima conversazione con Bloch.
Agli occhi di Krauss, una visita al campus di Cambridge prima di
un'apparizione nei suoi laboratori oltre il Charles River si configurava
come un atto di lse-majest, in particolare quando pubblicamente
annunciato.
L'uso che Cantor faceva dei due pennarelli colorati era di solito
molto efficace: riservava il colore rosso per evidenziare i punti salienti,
che venivano sunteggiati in nero sullo sfondo bianco dello
schermo. Questa volta, entro i primi minuti dell'esposizione, si
sorprese per ben due volte ad aver invertito i colori e a dover interrompere
il flusso ordinato della sua presentazione per cancellare.
Ma non era solamente la dose ulteriore di cautela a scalfire lo stile
solitamente levigato della sua conferenza: questa era la prima occasione
in cui esplicitava in pubblico la sua ipotesi e avvert, improvvisamente,
che i suoi processi mentali stavano viaggiando su due
binari paralleli, uno pubblico e uno totalmente privato. A voce alta
stava presentando la propria ipotesi, mentre dentro di s verificava
ciascuna delle proprie asserzioni nei confronti della dimostrazione
sperimentale che ne avrebbe sicuramente fornito in futuro. Peraltro,
non era ancora preparato a rivelare ad alcuno il fatto che stava
anche escogitando la verifica sperimentale.
E mentre la sua conferenza proseguiva, Cantor sentiva crescere
entro di s la fiducia nella bont dell'esperimento. Riprese il proprio
atteggiamento sicuro e, come nell'ultimo movimento di una
sinfonia, lo svilupp in un crescendo. Nemmeno per un momento
Krauss aveva rimosso il suo rasoio verbale dal fodero, assorto
com'era in silenziosa ammirazione. L'ipotesi di Cantor si configurava
come un vero e proprio tour de force intellettuale. Krauss si era
mentalmente preparato un pistolotto d'elogio per Cantor, quando
lui stesso gli offr un'opportunit che sarebbe passata agli annali di
Harvard come uno dei pi famosi mots d'esprit nel folklore kraussiano.
Cantor si muoveva avanti e indietro, scrivendo in nero e rosso sul
rullo di plastica trasparente con foga a lui inconsueta, poi si
fermava di botto e additava le immagini proiettate sullo schermo. Avvicinandosi
al termine della presentazione, sottoline la parola arginina per
due volte in rosso e ne disegn la struttura per evidenziarne i tre
gruppi amminici coinvolti. In conclusione, riport l'attenzione su
tale fondamentale amminoacido e con atteggiamento trionfale pittur
due grandi punti esclamativi, questa volta in colore nero, al termine
della parola, poi si volse dallo schermo, leggermente congestionato
in volto e trasse un profondo e conclusivo sospiro, rivolto
verso l'uditorio.
L'etichetta di queste riunioni scientifiche segue un rituale prestabilito,
non importa se l'argomento sia di chimica, di biologia o
di qualsiasi altra materia. Invariabilmente, l'oratore termina esponendo
una diapositiva con i "credits", i ringraziamenti dovuti ai collaboratori:
un'esposizione lampo, simile a quella con la quale vengono
gratificati, nei titoli di coda di un film, gli attrezzisti, il ragazzo
delle bibite, il capo elettricista e cos via. Desidero qui ringraziare
i miei collaboratori, i cui nomi trovate elencati in questa
diapositiva, i National Institutes of Health per il supporto finanziario
e voi per la gentile attenzione. A questo punto, l'operatore spegne
il proiettore e accende le luci, l'uditorio applaude, compunto o entusiasta
a secondo dei casi e, mentre l'oratore cincischia col filo del
microfono appeso al collo, il chairman si alza per mormorare qualcosa
all'oratore. Dopo lo scontato cenno di assenso, si volta verso
l'uditorio: Il dottor ci acconsente gentilmente a rispondere a qualche
domanda. Chi desidera... e senza un solo attimo di respiro si
procede con la prima e spesso anche con la seconda e la terza.
Questa  la scena a cui si assiste alla maggioranza delle conferenze
scientifiche, ma non quella che si verific a quel particolare seminario
di mezzogiorno alla Harvard Medical School. Il professor I.
Cantor, sebbene avesse usato il "noi" durante tutta la sua esposizione,
non ringrazi alcun collaboratore. Tutto sommato, non aveva
discusso alcun lavoro sperimentale. Aveva delineato un'ipotesi, la
sua ipotesi. Non vi fu alcuna diapositiva con i nomi. Mentre si accendevano
le luci, in luogo dell'atteso applauso, fu salutato da alcuni
risolini, che presto si fusero in un generale scoppio di risa. Cantor
scrut la platea, annientato.
...
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...
3.
...
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...
Dov' stato, Jerry? domand Stephanie, la segretaria di Cantor.
Il professore la vuole vedere.
Il prof? Pensavo che non sarebbe rientrato da Boston fino a
questo pomeriggio.
Ha preso un aereo ieri sera tardi. Era qui prima che io arrivassi
stamattina.
Cosa sta facendo I. C.? si domand Stafford.
 nel suo studio. Stephanie gli fece cenno con il capo. Meglio
che entri subito. Non l'ho mai visto cos impaziente.
Entri pure e chiuda la porta. Cantor punt il dito a una delle
sedie di fronte alla scrivania. Non sapevo facesse le ore piccole.
Stafford sorvol sull'implicito rimprovero, ma tuttavia ringrazi
che fosse velato da una specie di battuta. A differenza della
maggior parte dei suoi collaboratori, 'Cantor non era un animale
notturno. Stafford e gli altri colleghi del gruppo di Cantor davano
per scontato che il professore dedicasse le serate a tenersi aggiornato
sulla letteratura scientifica del suo settore. Stephanie, la sua segretaria,
e solo pochi altri lo conoscevano meglio. Tutte le mattine
compariva in ufficio alle otto e si attendeva di trovare i suoi collaboratori
gi disponibili. Gli studenti di dottorato nella maggior
parte degli istituti si svegliano notoriamente tardi la mattina e lavorano
la sera un pezzo dopo l'ora di coricarsi. Cantor non aveva alcuna
riserva sul tirar tardi al lavoro, anzi era un'abitudine che incoraggiava.
Ma li voleva in laboratorio sempre, quando lui c'era. Nonostante
ci, Stafford badava poco alla routine e, quando gli era
possibile, tentava di fregare il sistema.
Non le ore piccole, I. C. replic Stafford. Le ore del post-doc.
E solo quando lei  fuori, e anche allora, solo di rado.
L'ombra di un pallido sorriso attravers per un attimo il viso di
Cantor. Stafford sapeva di essere il favorito del professore e che
solo a lui era consentito un certo humour e solo a patto che questo
venisse esercitato in privato. Secondo gli standard di un professore
universitario americano, Cantor era insolitamente formale. Era
anche una persona molto riservata. A partire dal suo divorzio, una
dozzina d'anni addietro, nessuno studente era pi stato invitato a
casa sua. Nemmeno Stafford. La moglie di Cantor era solita organizzare
una grande cena in piedi con il tacchino per il Ringraziamento,
una festa aperta poco prima di Natale e piccoli occasionali
ricevimenti in onore delle mogli dei ricercatori stranieri in visita;
ma tutto ci apparteneva a un passato remoto, ben oltre la memoria
dei suoi attuali studenti.
Pensavo che non sarebbe arrivato prima del pomeriggio, I. C.
Eccetto Stafford, nessuno del laboratorio lo chiamava I. C. in sua
presenza. Era stabilito che "Professor Cantor" o, di tanto in tanto,
"Prof" fosse l'appellativo corretto. Solo le persone al di fuori della
cerchia del laboratorio e i suoi pari dal punto di vista professionale
potevano chiamarlo I. C. Nessuno era in grado di ricordare quando
Stafford fosse stato ammesso a quest'ultimo ristretto circolo. Non
era mai stato specificamente invitato: un bel giorno, lui c'era.
Com' andata la sua conferenza ai seminari di Krauss? Sono rimasti
impressionati a dovere?
Cantor ruot di lato la sua poltrona, in modo da dirigere lo
sguardo fuori dalla finestra, piuttosto che verso Stafford. Il suo
viso passava difficilmente inosservato, dominato com'era da folte
sopracciglia e da un naso prominente, che alcuni dicevano semitico,
mentre altri sostenevano che rassomigliava al profilo su una
moneta greco-romana. I suoi capelli castani scuri, striati di grigio,
erano ondulati e accuratamente tenuti piuttosto lunghi, pettinati
all'indietro a coprire il colletto della camicia e a nascondere parzialmente
le orecchie. Le labbra, sporgenti, erano sempre umide. Ancora
con lo sguardo perduto oltre la finestra, Cantor disse: Sono
esplosi in un diluvio di... si ferm, per creare l'effetto ... risate.
Fu su queste parole che si volt verso Stafford. Era uno dei suoi
trucchi, quello di sorprendere gli ascoltatori. Anche questa volta gli
riusc: il viso dello studente era una maschera di stupore. Risate?
S, risate. Un vero diluvio... appena riaccese le luci.
Stafford rimase per un istante senza parole. Trovava difficile immaginarlo,
e per tanti motivi. Non poteva figurarsi una delle lucide
presentazioni di Cantor accolta da risate: di Cantor, poi, che non
faceva mai battute durante le conferenze. E se anche fosse accaduto
l'inimmaginabile, se il professore avesse fatto una magra figura, era
cos strano da parte sua rendere palese una cos cocente umiliazione
personale.
Cantor annu. Devo aver fatto una faccia proprio come la sua.
Ero sbalordito. Ma poi mi sono accorto, dando un'occhiata all'uditorio,
che non era di me che ridevano, ma di qualcosa alle mie spalle.
Sa cosa ho visto, quando mi sono voltato?
Stafford scosse il capo.
Sembrerebbe che, verso la fine della conferenza, nel fervore
della mia esposizione, invece di scrivere sulla plastica del proiettore,
mi sia messo a scrivere sullo schermo. Quando ho spento la lavagna
e si sono accese le luci, mi sono accorto di tutte quelle scritte
rosse e nere sullo schermo.
Dio santo, I. C., esclam Stafford, mi sarebbe piaciuto esserci.
Cosa ha fatto, allora?
Ero cos imbarazzato che ho preso il fazzoletto, ci ho sputato
dentro e ho iniziato a strofinare uno dei segni di pennarello. Ovviamente,
il pasticcio  aumentato, e cos i risolini. Ma allora, Jerry,...
alz la mano a interrompere la risata di Stafford, ... allora
Krauss si  alzato di scatto dalla sedia e ha fatto una cosa che non dimenticher
mai: mi  corso vicino e mi ha fermato la mano. Non
pulire lo schermo, mi ha detto, mettici la tua firma. Ne potremo
sempre comprare uno nuovo. Questa conferenza rester nella storia.
 stato allora che tutti si sono messi ad applaudire. S, si sono
alzati in piedi e hanno applaudito.
Stafford rimase colpito. Non aveva mai visto Cantor parlare di
se stesso con tale sincerit, o mostrare un orgoglio cos genuinamente
entusiasta, non di pura stizza. Deve averla molto compiaciuto,
I. C., specialmente venendo da Krauss.
 vero, ma non  tutto. Dopo la conferenza, quando stavamo
chiacchierando da soli, mi ha detto che la mia  quel tipo di idea che
ad uno scienziato viene una volta sola nella vita, come la doppia elica
di Watson e Crick. Certo, stava esagerando. Ma sa cosa mi ha
detto dopo? Cantor non attese la risposta. Mi ha detto Loro
dovettero aspettare anni per il Nobel, ma voi..., mi ha detto, se
solo poteste pensare a un esperimento... Non ho capito se da parte
sua era un augurio o una sfida.
Krauss le ha dato qualche suggerimento per un esperimento?
La risposta di Cantor fu immediata. Certo che no. Non lo ha
fatto nessuno di quelli con i quali ho parlato in questo viaggio. Mi
hanno fatto le solite obiezioni, come se non me le fossi poste mille
volte io stesso. Lo so perfettamente che la metastasi non  una caratteristica
delle sole cellule maligne, che si disseminano da organo
a organo. Anche i linfociti, che sono le nostre difese naturali, si infiltrano
nei tessuti, ma in quel caso l'azione  benefica, non letale.
Cantor ritorn allo stile didattico. Non mi si deve ricordare che
una rapida divisione cellulare non  di per s indice di malignit.
Consideriamo la riparazione delle ferite o lo sviluppo embrionale.
Ma sono gli aspetti spazio-temporali a essere differenti. E per questo,
non  nemmeno chiaro se la capacit di rapida divisione  intrinseca
a tutte le cellule tumorali. Alcuni tumori sembrano accrescersi
solamente perch le cellule non degenerano, come il sarcoma
di Krauss, per esempio.
I pensieri di Stafford avevano incominciato a divagare verso la
sua prima esperienza di seminario, durante il secondo anno dei
suoi studi di dottorato. Gli era stato richiesto di descrivere i progressi
nel suo lavoro di ricerca nell'ambito di un seminario al quale
partecipavano gli studenti di tutti i gruppi di ricerca del dipartimento,
non solo quello di Cantor. Non avevano riso e gli applausi
erano stati di cortesia. Ma ricordava ancora gli sbadigli soffocati,
gli sguardi vitrei e le palpebre a mezz'asta. Il professore l'aveva presa
con un certo stile. Invece di spellarlo vivo in pubblico, Cantor lo
aveva chiamato nel suo studio. Jeremiah, gli aveva detto - non
aveva ancora iniziato a chiamarlo Jerry - la sua esposizione  stata
oscena. Tutto quello che ha detto oggi  stato che sta ripetendo il
lavoro di quel gruppo del West che studia i fosfolipidi delle spugne
marine, per tirare fuori un po' del loro materiale da usare per il suo
lavoro sulle membrane. Com' che pu prendere del materiale cos
promettente e farlo sembrare noioso in una maniera cos asfissiante?
Per l'amor del cielo, Jeremiah, deve imparare a interessare i suoi
ascoltatori, a convincerli che quello che sta facendo  veramente
importante. Non le sto dicendo che deve inventarselo, l'entusiasmo,
mostri quello che ha nella voce e negli occhi quando me ne
parla in laboratorio. E... un'altra osservazione, lei ha dato per
scontato che la gente avesse familiarit con le spugne. Non ripeta
mai pi quest'errore! La maggior parte non sa nemmeno che le
spugne sono degli animali! Io non incoraggio mai l'uso delle diapositive,
ma lei avrebbe potuto dare un po' di brio alla sua presentazione
mostrando un paio di quelle pittoresche fotografie sottomarine
che ci hanno dato con i campioni di spugne. Non mi guardi
cos, come un cane bastonato, concluse, lei potr certamente fare
di meglio, solo si ricordi di quanto le ho appena detto. Stafford
non se ne era pi dimenticato.
Cantor stava scrutando la lavagna appesa dietro le spalle di Stafford.
Si schiar la voce. Lo so che sta lavorando a un suo progetto
di ricerca originale. Non le ho mai chiesto di interrompere un esperimento
in corso, esord, gli occhi ancora persi su un oggetto lontano,
dietro le spalle di Stafford, ma glielo sto richiedendo ora.
Le parole di Cantor erano riuscite a penetrare attraverso la cortina
dei sovrappensieri di Stafford, ma il giovane non aveva dato cenno
di risposta. Per quanto nutrisse il massimo rispetto per il proprio
maestro, pensava a se stesso come coinvolto in un sotterraneo
braccio di ferro, con il quale stava difendendo un suo spazio privato
in cui non avrebbe consentito a Cantor di fare ingresso.
Ho escogitato un esperimento, disse Cantor ancora scrutando
la lavagna, che trasformer la mia ipotesi in una teoria sull'oncogenesi
che potr soddisfare tutti, persino Krauss.  un'esperimento
che deve funzionare per forza. Me lo sento nelle ossa e desidero
che lei ci si dedichi a partire da domani stesso. Balz alla lavagna
e cominci a schematizzare ci che aveva appuntato sul retro
della nota della lavanderia dell'Hotel Sheraton Commander di
Cambridge, Massachusetts: un esperimento diabolicamente raffinato
su proteine marcate con non meno di tre differenti isotopi radioattivi
del carbonio, dell'idrogeno e dello zolfo, e con un'ulteriore
marcatura con l'isotopo stabile e non-radioattivo del carbonio, il
C-13. Le marcature radioattive dovevano servire a localizzare la
proteina nelle differenti frazioni cellulari, mentre quella con C-13
dell'arginina avrebbe consentito di identificare la posizione di questo
amminoacido nella sequenza proteica, utilizzando la spettroscopia
di risonanza magnetica nucleare. Solo a un biologo cellulare
con un solido retroterra culturale da chimico avrebbe potuto venire
un'idea del genere.
...
.
...
4.
...
.
...
L'esclusivo liceo femminile Branner era il solo a Portland in cui
l'insegnamento del latino si estendesse fino a Ovidio e Virgilio e
dove si potesse studiare analisi matematica per due anni. Per queste
caratteristiche era una delle poche tappe obbligatorie in Oregon
per i reclutatori delle universit dell'Ivy League.
NOTA: Le universit dell'Ivy League (tra cui Harvard, Yale, Princeton, Pennsylvania State, Columbia) sono le pi antiche fondate sulla costa
orientale degli attuali USA e i loro studenti godono di grande prestigio sociale nelle successive carriere. FINE NOTA.
La scuola credeva fermamente nel motto merissima in corporesano e incoraggiava con
fermezza gli studenti a concentrarsi con seriet su almeno un'attivit sportiva.
Fu per questa ragione che la liceale Celestine Price perse la propria
verginit all'abominevole ora delle 6,15 di mattina. Gli studenti
che praticavano il nuoto a livello agonistico si allenavano per
tre ore al giorno. Dato il fitto orario scolastico, per Celestine questo
significava entrare in vasca alle sei di mattina per due ore piene
di bracciate, prima di andare a lezione, e terminare con una terza
ora alla fine della giornata. L'abituale istruttore di nuoto era una
donna, ma i quattro campioni di Branner, che disputavano competizioni
a livello nazionale e nel circuito della Pacific Conference,
avevano un coach di sesso maschile. Undici anni prima, Glenn Larson
era quasi entrato nella selezione olimpica USA, ora era programmatore
di computer e continuava ad avere quel secondo lavoro
alla Branner perch, in aggiunta ad un reddito extra, questo gli
consentiva di continuare a nuotare tutti i giorni e la sua magnifica
forma fisica lo mostrava con evidenza.
Frequentare la piscina forniva inoltre la pi ampia opportunit
per lo sport della cavallina, al quale le studentesse - tutte, all'infuori
di Celestine - si dedicavano con passione, al solo scopo di poter toccare
i muscoli sodi di Larson. Non che a Celestine mancasse
un'adolescenziale inclinazione per i giochi erotici, era piuttosto
qualcosa che aveva a che fare con il proprio autocontrollo. Voleva
essere la sola padrona della realizzazione dei suoi pi intimi desideri,
e non solo nella sfera sessuale. Questa sua determinazione si
estendeva anche alle sue ambizioni professionali, gi piuttosto ben
pianificate, per essere solo una liceale diciassettenne.
I Price erano oregoniani da generazioni, e avevano accumulato
una piccola fortuna, in partenza come tagliaboschi e ora nell'edilizia.
Il padre di Celestine era ingegnere ed era morto poco dopo che
lei aveva fatto il suo ingresso nell'adolescenza. La ragazza aveva deciso
di seguirne le orme e la madre aveva acconsentito, a condizione
che si sottoponesse alla rigida disciplina scolastica della Branner,
con tutto il suo gravoso impegno di latino e matematica. Secondo
l'opinione della signora Price, la lingua latina forniva la sola chiave
d'accesso regolare alle discipline umanistiche e la matematica quella
al mondo mascolino della scienza e dell'ingegneria. Nel corso degli
anni di studio del liceo, Celestine aveva preso la decisione di
mutare indirizzo, dall'ingegneria alla ricerca chimica.
Celestine non si annoiava mai durante le lunghe vasche in piscina.
Una volta trovato il ritmo di braccia e gambe, la mente si abbandonava
alla sua attuale lista di fantasie: vincere una medaglia
per la sua ultima scoperta scientifica, infrangere il record dei 200
metri-stile libero, scegliere con cura il maschio che l'avrebbe introdotta
ai piaceri del sesso... Nell'ultimo periodo, si era trastullata
con il pensiero che un uomo pi anziano, e in particolare Glenn
Larson, potesse rappresentare il candidato pi idoneo. Larson, infatti,
possedeva un corpo da Adone e il suo ombelico era il centro di
un tatuaggio floreale, il cui stelo sottile sprofondava oltre la vita del
suo costume da bagno. Un giorno, l'elastico del costume gli si era
leggermente abbassato e Celestine se ne era accorta. Allora ti piace
raccogliere i fiorellini?, gli domand. Fu la domanda cos posta a
suggerire a Larson di buttarsi, rischiando il licenziamento immediato
se mai fossero stati scoperti.
Celly, le rispose, dovremmo lavorare ancora un po' sulla tua
bracciata a farfalla. Cosa ne diresti di un po' di allenamento in pi?
Potrei venire sabato mattina e dedicarti un paio d'ore.
Sabato mattina? gli replic con calma. A che ora?
Quella che tu mi dici.
Larson non si era mai offerto come preparatore atletico individuale
prima di allora. Era il coscienzioso allenatore di nuoto, a parlare,
o c'era qualcosa in pi nelle sue parole? Guard il tatuaggio
floreale blu per qualche secondo, prima di rispondere: Alla solita
ora. Nessuno ci disturber alle sei del mattino di sabato. A proposito,
 una campanula?
La piscina e lo spogliatoio erano situati in un fabbricato separato,
ma adiacente alla palestra della Branner. Larson arriv in anticipo
per aprire il portone e s'infil i calzoncini da bagno. Tuffatosi in
acqua, inizi subito un veloce crawl, che poi cambi in un lento
nuoto a dorso. Mentre stava per iniziare una nuova vasca, vide Celestine
appoggiata alla porta del suo spogliatoio. Indossava una
lunga T-shirt con davanti stampate le parole Il Posto Delle Donne 
In Cima, il motto di un gruppo femminile che quell'estate aveva
fatto l'ascensione al Mount Hood.
NOTA: Il Mount Hood di 3427 metri,  la vetta pi alta in prossimit della citt di Portland, capitale dell'Oregon (USA nord-occidentali). FINE NOTA.
Vieni, la chiam nuotando verso di lei, ti stavo aspettando.
Celestine si diresse verso di lui, camminando lentamente, cos che
giunsero contemporaneamente al bordo della vasca. Anch'io, rispose,
ma non sono ancora pronta. Perch non esci? Anche se
stava grondando acqua da tutto il corpo, Larson sent inaridirsi la
bocca, nel vedere Celestine aprire la porta del suo spogliatoio.
Mentre entrava, la vide che gli offriva un telo di spugna. Carina, la
tua tana, gli disse gettandogli l'asciugamano, e hai un lettino
solo.
Come finalista al National Merit, la prestigiosa competizione scolastica, campionessa in Virgilio, analisi
matematica e nuoto, Celestine era nella condizione di scegliere
il proprio college. La madre le avrebbe consigliato il Bryn Mawr o il
Mount Holyoke, due college femminili dell'est, dotati di solide
strutture per l'insegnamento scientifico. Alla fine, tuttavia, Celestine
segu il suggerimento del suo professore di chimica a Branner.
Sia Holyoke sia Bryn Mawr hanno buoni corsi per le lauree di primo
livello in chimica. Ad ogni modo, il biglietto di ingresso alla ricerca
fatta seriamente  un dottorato. Lo consegua prima che pu.
E se vuol perseguire la carriera universitaria in una sede prestigiosa,
deve entrare nel giro. Il modo migliore  fare il suo post-doc sotto
due capi di prestigio, in due posti differenti. Se lei riuscir bene,
come credo che far, nel momento in cui si presenter al mondo del
lavoro, avr tre persone in tre diverse universit in grado di garantire
per lei. Non commetta errori, quello della chimica  tuttora un
mondo al maschile. Con sorpresa della madre, ma non del suo
insegnante, Celestine scelse di frequentare all'universit John Hopkins
a Baltimora un corso per conseguire laurea e dottorato in sei anni.
Durante il suo secondo anno alla John Hopkins, Celestine frequent
il corso seminariale del professor Graham Lufkin, intitolato:
Mezzi chimici di comunicazione tra gli invertebrati. Le lezioni
di Lufkin erano meticolosamente curate, cos come ci si poteva
attendere da un vero specialista del settore. Era in grado di destare
genuino interesse tra gli studenti, quando descriveva come i feromoni
in grado di condizionare il sistema di gerarchie nelle popolazioni
di termiti e come avvenisse la morte della termite regina, divenuta
sterile dopo aver deposto quasi cento milioni di uova, in un
decennio circa di spettacolare vita riproduttiva. Una torma di termiti
operaie la circonda, declam Lufkin, e iniziano a leccarla -
con le loro lingue abrasive, non con la delicatezza con la quale sono
soliti trattarla quando  giovane - e continuano per giorni e giorni,
finch il suo corpo si raggrinzisce e ne resta solamente il tegumento
svuotato. Celestine, che si era scoperta un'anima romantica, non
dimentic pi quella lezione.
Ma Celestine, chimica nello spirito, fu affascinata in modo particolare
dalla descrizione dell'isolamento del primo feromone, avvenuto
nel 1959 da parte del chimico tedesco Butenandt e dei suoi
collaboratori. Essi avevano pazientemente raccolto e sezionato
quasi un milione di farfalle femmina di baco da seta, in un lavoro
durato una ventina d'anni, al fine di determinare la struttura chimica
del suo attrattore sessuale. Al giorno d'oggi, impiegando una
tecnica messa a punto dal chimico di Cornell Wendell Roelofs, per
identificare un feromone potevano essere sufficienti un centinaio
di insetti e un lavoro della durata di qualche settimana. Attaccando
dei micro-elettrodi alle antenne degli insetti, Roelofs era in grado
di determinare la capacit di numerosi composti chimici di produrre
un segnale elettrico tra insetti di una determinata specie, segnale
che era emesso dall'insetto solamente in presenza dell'autentico
composto che agisce da attrattore sessuale sull'insetto del sesso opposto.
Per Celestine si apr un nuovo mondo di interessi: applicare
la chimica alla risoluzione di problemi biologici.
Due giorni dopo aver conseguito la massima votazione nell'esame
di Lufkin, Celestine fece la sua comparsa nello studio del professore.
 venuta per sapere il suo voto, Miss Price? le chiese col
suo tono pi formale. Ha fatto veramente molto bene.
No, sono venuta per chiederle una cortesia.
Mi dica. Lufkin si assest meglio la sedia sotto la scrivania, un
segnale che significava che gli si erano drizzate le antenne.
Vorrei leggere per conto mio qualcosa sulla biochimica degli
insetti. Cosa mi pu consigliare?
Lufkin si strofin il mento, come se stesse meditando sulla richiesta.
In realt, stava scrutando Celestine: gonna bianca estiva,
maglietta e sandali, lunghe gambe scoperte, braccia muscolose.
Per mancanza di tempo aveva rinunciato all'allenamento regolare
in piscina, ma si teneva in forma facendo ginnastica tutti i giorni.
Venga pure mercoled nel mio orario d'ufficio, le rispose, le fornir
alcuni riferimenti bibliografici di lavori importanti.
Graham Lufkin era un uomo di grande fascino, ma dotato di un
razionale senso di autocontrollo. Riteneva che le relazioni sessuali
tra docenti e studenti fossero molto scorrette dal punto di vista
professionale. Quelle con ex-studenti, d'altro canto, erano rapporti
privati tra adulti consenzienti e quindi non dovevano essere affari
di nessun altro. Aveva una definizione dettagliata di ex-studente:
nel momento in cui firmava il verbale d'esame con il voto e lo spediva
in segreteria, lo studente diventava ex-.
Lufkin mantenne la promessa. Due giorni dopo, consegn a
Celestine una lista di lavori scientifici che le suggeriva di leggere:
quelli di Bloch sul metabolismo degli steroidi negli insetti; quelli
sull'isolamento da parte di Nakanishi dei fitoecdisoni, ormoni della
muta degli insetti, prodotti dalle piante verosimilmente quali secrezioni
difensive; quelli di Roller sull'isolamento e l'identificazione
dell'ormone giovanile degli insetti, che li mantiene allo stato
giovanile; e la lista continuava. Celestine era troppo interessata per
percepire il mutamento nel tono della voce di Lufkin, quando egli
concluse: A proposito, ho un biglietto in pi per il concerto di venerd
del Quartetto Kronos. Le farebbe piacere accompagnarmi?
Celestine stava ancora annotando l'ultimo riferimento bibliografico.
Oh... rispose Ho una zia che suona musica da camera.
S, mi piacerebbe moltissimo.
Non si era nemmeno offerto di venirla a prendere: le dette appuntamento
davanti all'ingresso dell'auditorium. Celestine non ne
sapeva molto del particolare repertorio del Quartetto Kronos, la
musica da camera contemporanea, e quindi assorb avidamente il
commento in diretta che Lufkin le sussurrava all'orecchio in tono di
competente entusiasmo e avvertiva un leggero brivido nel sentire il
leggero fiato di lui nell'orecchio. Aveva sentito nominare Philip
Glass, ma non Terry Riley o Alfred Schnittke; anche Alban Berg - il
quarto compositore del programma - le era noto unicamente di
fama. I lavori pi noti di Berg sono le sue due opere Wozzek e
Lul. Le ha mai ascoltate? No, mai. Celestine era mai andata a
teatro a sentire l'opera? No. Ah, dovrebbe vedere Lul. E proprio
quel tipo di personaggio che pu convincere del fatto che alcune
femmine umane secernono feromoni. Le dir, Celestine - non si
era nemmeno accorta che aveva improvvisamente iniziato a chiamarla
per nome - io abito ad un quarto d'ora da qui. Salga a prendere
un caff da me dopo il concerto e le far ascoltare l'ultimo atto
di Lul, la scena in cui Jack lo Squartatore la uccide. Ho l'ultima
edizione diretta da Boulez, con Teresa Stratas come protagonista.
Celestine sal da lui e rimase di nuovo colpita: i mobili di linea
ultramoderna, la ricca biblioteca, stampe di artisti di cui persino lei
conosceva il nome, un uomo di raffinata eleganza, dalla conversazione
piena di garbato umorismo. Un'ora dopo, Lufkin la riaccompagn
a casa.
Lasci trascorrere un paio di settimane prima di telefonarle, una
mattina. Celestine? Sono Graham Lufkin. Spero proprio di non
averti buttata gi dal letto. Appena seppe che aveva terminato la
sua serie mattutina di esercizi con i pesi, le domand Sollevamento
pesi?Ecco perch sei sempre in cos splendida forma. Lo fai ogni
mattina?
Sempre, tranne quando ho lezione alle otto di mattina, gli rispose.
Di che colore lo porti, il body, mentre ti eserciti?
Celestine si guard i seni nudi, lucidi e le goccioline di sudore
che le scorrevano gi in basso, verso il ventre. Oh, color carne.
Cosa ne pensi di venire a cena da me, sabato sera? Sono un cuoco
decoroso,e come padrone di casa non sono molto noioso.
Questo gi lo so, rispose.
Allora verrai?
Certo, perch no?
La relazione tra Graham Lufkin e Celestine Price dur quasi un
anno. Per tutto quel periodo, Celestine non frequent altri uomini.
Lufkin non le aveva chiesto di rimanere monogama e, dal canto
suo, Celestine non aveva idea se Lufkin si portasse a letto altre donne.
Le bastavano ampiamente le notti, e qualche volta i fine settimana
- come quella volta in cui l'aveva portata a New York a vedere
per la prima volta l'opera. Avvertiva che la qualit della loro relazione
- sia quella intellettuale sia quella sessuale - era di gran lunga
superiore a qualsiasi cosa i maschi suoi coetanei le potessero offrire.
Al termine del terzo anno di John Hopkins, Celestine si sent
pronta a iniziare la sua tesi di dottorato.
Sia Lufkin che Celestine convenivano che il rapporto d'intimit
sessuale tra loro precludeva qualsiasi possibilit di tornare ad instaurare
un rapporto professionale. Questo ostacolo, tuttavia, non impediva
a Lufkin di offrirle preziosi suggerimenti sul modo di scegliersi
un supervisore per gli studi di dottorato. Lo so che la gente
nel tuo dipartimento ti dir: vai a lavorare con uno dei professori pi
influenti. Le parlava con la concisione gergale di chi  sicuro di
s. Hanno pi finanziamenti, gruppi di ricerca pi numerosi e di
solito lavorano su tanti progetti differenti. Il suo dito indice puntava
contro di lei come una pistola. Come dottorando novellino,
per, sarai un pesce piccolo in un grande lago. Non scartare a priori
l'idea di lavorare con un giovane ricercatore di quelli rampanti, di
quelli che lavorano ancora al bancone. Quella che ti dico...
Quella?
S, una donna. Ho pensato a qualcuna che possa andar bene per
te, Jean Ardley.  assistant professor, livello iniziale della carriera accademica, solo da due anni, ma ha un curriculum
eccellente. Ha preso il dottorato in chimica organica con
un'altra donna, alla Brown di Rhode Island, e poi ha fatto due
post-dottorati. Lufkin aveva assunto il suo solito atteggiamento da consigliere
accademico, pieno di autorevolezza e di minuziosi dettagli.
Uno lo ha fatto al Salk Institute, lavorando sui peptidi nel laboratorio
di Guillemin -  quello che ha condiviso il Nobel per il lavoro sugli
ormoni dell'ipotalamo - e poi  stata un paio d'anni in Texas da
Roller. Ricordati,  lo studioso di fisiologia degli insetti che ha scoperto
il primo ormone giovanile.
Com' che sai cos tanto di lei? Io l'ho a malapena incontrata
nel mio dipartimento.
Dette una noncurante scrollatina di spalle. Chimica  un posto
enorme, non so neanche se lei insegna nel triennio.
Celestine lo scrut con curiosit. Non  che per caso...
Celly, non dirlo neanche per scherzo. Lufkin non stava sorridendo.
Scusa.
Ho avuto occasione di conoscerla un poco perch  venuta lei a
chiedermi qualche parere tecnico. Sta iniziando una nuova linea di
ricerca molto interessante - una che andrebbe proprio bene a un
chimico come te, che ha delle serie ambizioni in campo biologico.
Lufkin fiss ben bene gli occhi in quelli di lei, prima di riprendere.
Per te, sarebbe anche l'occasione di aver sotto gli occhi un modello
femminile nel corso del dottorato, e di vedere come lo ha vissuto
lei. Qual  il prezzo che si paga. Come la trattano i colleghi
maschi. E punt il dito verso se stesso. Ci sono ancora cos poche
donne nella chimica accademica, che ti sarebbe difficile trovarne
un'altra.
Celestine si sporse verso di lui.  cos che tu hai trovato il tuo
supervisore di dottorato? A te, qualcuno ha fatto uno show pubblicitario...
Uno show pubblicitario? Lufkin inizi a passeggiare avanti e
indietro.  cos che la prendi? Avrei desiderato che qualcuno mi
avesse offerto dei suggerimenti disinteressati sui professori del dipartimento,
quando ci arrivai da studentino implume. No, nel mio
caso ho seguito la solita trafila: mi sono presentato a tutti i professori
della facolt, cercando di capire qual era il pi simpatico. Il
guaio  che durante quel tipo di colloquio tutti si mostrano al meglio
della loro forma. Solo pochi studenti si rendono conto che scegliersi
una guida per gli studi di dottorato  forse la pi importante
delle decisioni che sono chiamati a prendere quando iniziano il
loro lavoro di tesi. In un certo senso,  come un orfano che si deve
scegliere un nuovo padre..
Non avresti dovuto dire... una madre?
Non snobbare i padri, Celly. Oltretutto, non c'erano madri
nel mio dipartimento, quando ho iniziato il mio dottorato.
...
.
...
5.
...
.
...
Non si erano pi visti per oltre sei mesi. Da quel mattino a colazione,
dopo una lunga mattinata d'abbracci appassionati. Lufkin le
aveva detto, come fosse a proposito di niente in particolare, Celly,
amore mio, non penso che dovremmo pi vederci, non almeno in
questo modo. Allarg le braccia in un gesto onnicomprensivo.
Ci che  iniziata come una storia tra due adulti, piena di gioia, si
 fatto un affare complicato.
Complicato? Lo guard sbalordita. Cosa vuoi dire?
Mi sto innamorando di te.
E cosa ci trovi di cos complicato?
Ho circa trent'anni pi di te.
Trentacinque, per la precisione.
Giusto, Celly. A farla breve, quando tu avrai raggiunto trentacinque
anni tondi tondi, io sar un settantenne tremolante.
Non essere sciocco, Graham. Non lo aveva mai chiamato
Graham, prima di allora. Quando io sar una settantenne tremolante,
tu sarai un coriaceo centocinquenne.
Lufkin si allung attraverso la tavola e le pose un bacio sulla
fronte. Sei un tesoro. Penserai che sono matto... potrai anche arrabbiarti
con me... ma alla fine scoprirai che  l'unica cosa saggia da
fare.
Stavolta fu lei a telefonargli. Graham,  gli disse, sono Celestine.
Vorrei vederti.
Celly, come stai? La voce di Lufkin era bassa, di un timbro a
lui inconsueto.
Lavoro un sacco.
Mi piacerebbe molto rivederti, ma...
Celestine lo interruppe subito. Professore, vorrei che mi ricevesse
nel suo studio.
Solo nel momento in cui si sedette, Celestine gli spieg il motivo
della sua venuta. Lo scorso anno, gli ricord, aveva seguito il
suo suggerimento e ora aveva completato il primo anno di dottorato
con la professoressa Jean Ardley. Il progetto di ricerca affidatole,
l'isolamento e la caratterizzazione dell'allatostatina, un ormone
della blatta scoperto solo di recente, stava procedendo con successo.
Lufkin inizi a tamburellare con il medio della mano destra sul
piano della scrivania. Sapeva gi tutto. Qual era il vero scopo della visita?
Vedendolo diventare impaziente, Celestine tir fuori la sua sorpresa:
un pettegolezzo accademico che Lufkin non conosceva. Sarebbe
stata per lei un'idea saggia di abbandonare al quarto il programma
di studio di sei anni per conseguire il dottorato, per seguire la sua responsabile
di tesi nella sua nuova posizione di ruolo, nel Midwest?
Penso proprio di non poter biasimare Jean, se se ne vuole andare,
concesse Lufkin. Andare di ruolo in un altro posto dopo
soli tre anni da assistantprofessor alla Hopkins non  un brutto trasloco.
Ma se tu la segui, dovrai ritirarti dal curriculum veloce della
Hopkins e rientrare in quello standard. Per te potrebbe voler dire
perdere due anni. Sei preparata a farlo?
Per questo volevo parlarti. Sei l'unico a sapere il motivo per cui
sono andata con la Ardley. Il consiglio che mi hai dato  stato ottimo.
Ma perdere due anni...
Celestine aveva dato prova d'ottimo discernimento nel chiedere
consiglio a Lufkin sulle proprie prospettive professionali future.
Non essendo un professore del dipartimento di chimica, non poteva
essere coinvolto in alcun conflitto di interessi per la perdita di
uno studente molto promettente. Anche la loro relazione personale
era terminata molti mesi prima. Stai lavorando su un progetto
maledettamente interessante, le rispose, ti verrebbe difficilissimo
continuarlo con la Ardley a centinaia di miglia di distanza. Se lei se
ne va,  capace che smantellino anche l'insettario. E cosa potresti
fare, farti spedire da lei scarafaggi freschi di giornata un giorno s
e l'altro no? Potresti finire anche per dover iniziare un nuovo progetto
con un nuovo relatore, e anche questo potrebbe costarti un anno
o due di ritardo. Celly, se la tua ricerca con Jean viene fuori bene, se
potete stabilire la struttura dell'ormone, se...
Allora, dove vuoi parare? Celestine fece trapelare una certa
tensione.
Te lo dico subito. Due anni possono non essere molti, se riesci
a concludere un progetto di quelle dimensioni. E specialmente se
pubblichi con un professore ancora non molto noto.
Questo era tutto quello che Celestine voleva sentire. Alla fine
dell'anno accademico, fece i bagagli e segu Jean Ardley nella sua
nuova sede universitaria.
Celestine faceva solo finta di dormire. In realt, stava riflettendo
su come le sue due scelte universitarie avessero condizionato la sua
esperienza nella scelta di serie compagnie maschili. Glenn Larson
non contava proprio niente. Nei suoi confronti, si era sentita quasi
un po' superiore: quando alla Branner aveva deciso che era il tempo
di perdere la verginit, aveva trattato quell'episodio pi come un
esperimento che come un'avventura romantica. Con Lufkin, era stata
una storia del tutto diversa, come se fosse pi che altro una guida.
E ora c'era Stafford. Celestine non poteva fare a meno di metterli a
confronto. Non che non le piacesse la mano liscia di Jerry su per le
cosce o la sua pelle, liscia come quella di un uovo. Non aveva ancora
appreso il tocco abile che possedeva Graham Lufkin. Ma allora Lufkin
era un professore di ruolo di biologia, con anni di esperienza,
mentre Jeremiah Stafford era solo un dottorato di primo pelo, che
stava da poco imparando a liberarsi delle sue repressioni da vero battista.
Era certa, nonostante tutto, che Stafford sarebbe venuto fuori.
Quella era solo la seconda notte che trascorrevano insieme e questa
volta lui si era sforzato di prendersi tutto il tempo possibile. L'unica
cosa di cui non era sicura era se sarebbe mai riuscito a vincere la sua
riluttanza a mormorare anche una sola parola mentre facevano l'amore.
La sua educazione battista lo incrostava ancora da capo a piedi.
Anche durante i preliminari pi prolungati, usava solo un termine,
prettamente battista, per riferirsi ai genitali maschili e femminili,
coso, o cosa Al contrario, Celestine, sotto la guida di Graham
Lufkin, si era sviluppata come un'amante molto loquace. Avvertiva
Stafford con precisa tempestivit di cosa desiderava le facesse, gli annunciava
con dettagli libidinosi cosa era intenzionata a fargli, emetteva
gridolini di soddisfatto piacere e alla fine rideva di gioia nell'assistere
al suo silenzioso cenno di assenso, quando gli chiedeva: Bella
scopata, eh...
Cristo, sai che ore sono? Celestine salt fuori dal letto, sfilandogli
il lenzuolo di dosso. Sono le nove meno venti. Tu non sarai
in lab prima delle dieci e io non avr il tempo di fare la mia ginnastica.
Di ginnastica ne hai fatta gi abbastanza, stamattina. Torna ancora
a letto e dammi questo dannato lenzuolo. Fa un freddo fottuto,
stamattina!
No, non possiamo, Jerry. Devo andare in lab. Arriva un nuovo
lotto di corpora cardiaca di blatta e devo estrarli in mattinata. Se
Jean non li trova liofilizzati per dopopranzo mi romper le palle.
Al diavolo il corpora cardiaca, esclam fingendo esasperazione.
Non so neanche cosa sia. Io voglio il tuo, di corpora !
Io ho solo un corpus, dottor Stafford. Lo scarafaggio invece ha
due corpora cardiaca, che sono gli organi che secernono il mio prezioso
ormone. Mai studiato il latino?
Nella doccia, gli chiese: Com' che tutt'a un tratto hai tutto
questo tempo libero? Pensavo che il professor Cantor fosse un tipo
molto esigente. La scorsa volta che sei venuto qua...
Cosa vuoi dire, la scorsa volta?  stata la sola volta che sono
venuto. Mi sarebbe piaciuto che tu non avessi una compagna di
casa.
Cosa ci trovi di male, in Leah?  stata cos carina a non dormire
qui, stanotte.
Cio la notte scorsa. Quante volte pensi che ci far il favore?
Le insapon il sedere.
Bello, mormor con soddisfazione, dammi il sapone,  il
mio turno.
Continu, mentre si stavano asciugando a vicenda. Seriamente,
com' che tutt'a un tratto hai tutto questo tempo libero? Pensavo
che tu andassi sempre in laboratorio all'alba... o mi prendevi in
giro quando me la contavi su di quanto siete sempre presi a biologia
cellulare.
Celestine aveva incontrato Stafford a un seminario del dipartimento
di chimica sullo spin labeling. Parlava Harden McConnell
dell'Universit di Stanford, l'inventore di una tecnica che impiega
radicali liberi stabili e la spettroscopia di risonanza elettronica di
spin, e che si scopr essere estremamente utile nella ricerca sulle
membrane cellulari. Cantor aveva voluto che Stafford si facesse delle
competenze su quella tecnica. Al contrario della maggior parte dei
biologi, Cantor non aveva mai considerato gli strumenti come scatole
magiche che vomitano fuori numeri, e convinceva i suoi studenti
ad apprendere in profondit le basi teoriche delle tecniche strumentali
che utilizzavano. Fu per questa ragione che Stafford si trov seduto
di fianco a Celestine Price. Sapeva quasi niente di radicali organici
stabili - aveva smesso di studiare chimica organica al secondo
anno di college all'Universit della South Carolina - e si era voltato
verso la sua vicina per avere un chiarimento. Celestine not immediatamente
i suoi occhi enormi, lievemente strabici, come se stessero
puntando due oggetti simultaneamente, e che spiccavano con evidenza
sul suo viso affilato, incorniciato dal largo taglio della bocca.
Quella sera stessa s'incontrarono dopo cena alla Student Union
e due giorni dopo Stafford impar a fare l'amore con Celestine Price.
Fu assai differente dalla sua unica esperienza precedente, una
veloce ed impacciata reciproca ricognizione di due individui vergini,
avvenuta a Columbia, Sud Carolina. Stafford ne fu affascinato,
catturato. Il sentimento di Celestine, almeno all'inizio, si poteva
descrivere come di sconcertata simpatia: ne ammirava l'intelletto
scientifico, la passione con la quale raccontava della sua ricerca e
spaziava nelle proprie ambizioni accademiche ed era quasi commossa
dalla sua inesperienza sessuale. La eccitava proprio, quel suo
ruolo da istruttrice.
I. C. non dovrebbe rientrare se non nel pomeriggio. E andato a
parlare a uno dei seminari di Harvard, da Krauss. Lo sai chi .
Celestine scosse il capo. Krauss chi?
Nel nostro campo  forse il pi grosso di tutto il paese. Mi sorprende
che non abbia ancora vinto il Nobel. Ha dato il suo nome
anche a un sarcoma.
Bella roba, un altro sarcoma.
Non dire cos, questo  uno importante, come quello di Peyton
Rous.
E quest'altro, chi ? La voce di Celestine aveva un tono stizzoso.
Non  esattamente un'autorit nella biochimica degli invertebrati.
Ha vinto il Premio Nobel. Questo ti dovrebbe dire quanto pu
essere importante un sarcoma. Comunque, a I. C.  venuta questa
nuova idea sui tumori e sul passaggio bidirezionale delle proteine
dentro e fuori attraverso la membrana cellulare.  la prima volta
che ne va a parlare in giro, al di fuori di quello che ha detto al nostro
seminario di gruppo all'ora di pranzo. Sembrava piuttosto nervoso
all'idea di andarlo a presentare ad Harvard; non l'ho mai visto
cos ansioso prima d'ora.  un'idea portentosa, ma scommetto che
vuol vedere come la prende la concorrenza. Per questo durante il
viaggio si ferma a trovare della gente, Benacerraf ad Harvard e Luria al Massachusetts Institute of Technology, a Boston.
Sono suoi amici, e hanno preso tutti e due il Nobel.
Cos' tutto questo parlare di Nobel?
Cosa c' di male? Stafford pass sulla difensiva.  vero, hanno
tutti vinto il Premio Nobel.
Ti credo. Mi chiedo perch lo devi dire tutte le volte che vieni
fuori col nome di un tizio.
Si stavano vestendo e Stafford stava per infilarsi le scarpe. Penso
che  perch nel nostro gruppo se ne  parlato un sacco, ultimamente.
Se l'ipotesi di Cantor, e cio che c' un'unica causa dell'iniziazione
nelle cellule tumorali, si dimostra esatta, bene, lui potrebbe
vincerne uno. Certo, c' un se grosso come una casa.
Senti, Jerry, io non so niente di tumori, ma non pensi che una
causa sola per tutti i tumori sia dannatamente improbabile?
Improbabile, certo che s. Ma non impossibile. I. C. pensa che
tutto cominci da una piccola modifica nella struttura e nella composizione
di una certa proteina. Ed  l che vien fuori il se. Bisogna
dimostrarlo, ovviamente, e fino ad ora nessuno ha la pi pallida
idea di come fare. Sono contento che non sono io a lavorarci. Una
scommessa del genere non potrei proprio permettermela. Per quest'anno
devo venir fuori con qualche altro lavoro col mio nome, se
voglio trovare un altro posto, quando qui scade.
Questo lo capisco. Ma dimmi, perch stai facendo il post-doc
con lo stesso con il quale hai fatto il dottorato? Non era pi sensato
andare altrove?
Certo, ma I. C.  uno speciale. Poteva farsi un gruppo tre volte
pi grosso, come le superstar di Berkeley o del MIT. Tutto sommato,
 uno al loro livello. Non ha problemi ad avere sovvenzioni da
posti come il NIH o l'American Cancer Society. Ma  uno che lavora
ancora in laboratorio! Dimmene un altro al suo livello che lo fa.
Jean Ardley lavora ancora in laboratorio, e quasi tutti i giorni.
Jean Ardley?
S, Jean Ardley, rispose con fermezza. Stafford le poteva vedere
le narici dilatate.
Ma, Celly. Cercando di essere conciliante, Stafford riusc solo
a peggiorare le cose. La Ardley non  al livello di I. C.  solo...
Stava appena per dire ... una donna e anche molto giovane, ma
ripieg su un'espressione di compromesso.  una che ha iniziato
appena da qualche anno.
...
.
...
6.
...
.
...
Com' andata?
Sei stata carina a restare fuori l'altra sera.
Non  quello che ti ho chiesto. Come  andata, stanotte? Che
tipo ?
Grandioso! Celestine si sedette a tavola. Stasera ho preparato
il pollo Fiorentine con riso. E per dessert ho preso il gelato
Haagen-Dazs ciliegia e vaniglia che ti piace tanto. Te lo sei proprio meritato,
per l'altra sera.
Leah Woodeson abbracci la sua coinquilina. Nulla di che. Sai
che non sono cresciuta esattamente in un convento. Hai detto che 
grandioso. So che il vocabolario di voi scienziati  un tantino limitato,
ma cosa vuol dire grandioso? Gran bella scopata? Gran bella
chiacchierata? Gran cosa?
Celestine, ancora a bocca piena, punt il dito a mo' di spiegazione
verso il vaso di fiori vicino alla finestra.
Non l'ho visto quando sono rientrata. Te li ha mandati oggi?
le chiese Leah.
Guarda il biglietto.
Stasera sei proprio di poche parole, replic Leah avvicinandosi
per prendere il biglietto aperto.
Celly adorata, Voi siete piena di grazia e di belt! Le Vostre forme sono
maestose; la Vostra costanza, cardinale; la Vostra eccellenza, regale!
Nel rimirarvi, io mi delizio del Vostro limpido sguardo, della Vostra
espressione colma di felicit, del Vostro omero abbagliante. Collo ben tornito,
mascella perfetta, incarnato luminoso, corpo sodo, fianchi opimi,
petto d'avorio, seni di marmo, gambe di gazzella, braccia ben tornite,
dita affusolate, piedini scattanti, labbruzzi baciuzzi, dentuzzi
aguzzi, lingua monella. Non mi meraviglio che Celestina sia il Vostro
nome! Quando mi aprirai ancora la Tua porta?
Risolini accompagnavano la lettura di Leah, che alla fine scoppi
in una sonora risata.
Che ti  preso? La voce di Celestine suonava irritata. Non lo
trovi affascinante?
Certo che  affascinante,  adorabile, prezioso e... cos buffo!
Non fraintendermi, Celly, hai veramente dei bei fianchi, ma questo
chi l'ha scritto? Non sar mica Jeremiah?
Celestine annu. E suo, il biglietto.
Celly, certo che pu averlo scritto lui, ma certamente non pu
averlo composto. Mi hai detto che  un biologo, e i biologi non scrivono
cos. Se  per questo, cos non ci scrive pi nessuno, non alla
fine del ventesimo secolo. Credimi... Leah le mise un braccio sulle
spalle, ... affascinante, ma ci metto quel che vuoi che l'ha copiato.
Guarda qui, le indic il testo, le Vostre forme... maestose,... La
Vostra costanza... cardinale.  uno stile che ha almeno duecento
anni. Anzi, ora che lo rileggo... non  una copia bruta. Deve aver
trovato qualcosa sul Norton, il repertorio bibliografico della letteratura,
e il resto l'ha fatto da s con un vocabolario.
Mascella perfetta e Piedini scattanti non vanno proprio
d'accordo con Costanza cardinale Devi proprio chiederglielo. Lo
farai, vero?
Celestine scosse il capo. Chiediglielo tu, se proprio vuoi, la
prossima volta che viene. Il viso inizi ad illuminarlesi in un sorriso.
Richard ti scrive mai lettere d'amore?
Mai fatto.  un tipo orale, lui.
Scommetto che  terrorizzato di mettere qualsiasi cosa nero su
bianco, con te. Ha paura che tu glielo faccia a pezzi. Conoscendo le
tue doti di decostruzionista, lo sarei anch'io.
Decostruzionista? Celly, ma se non conoscevi neanche la parola,
prima di incontrarmi!
Dieci giorni dopo, Leah Woodeson era in accappatoio, raggomitolata
nell'unica poltrona del loro minuscolo soggiorno e stava
leggendo, mentre sorseggiava il terzo caff della mattina. Alz lo
sguardo al di sopra della pagina, all'udire lo schiudersi della porta
d'ingresso. Scivolare dentro di nascosto alle nove e un quarto del
mattino, signorina Price? Cosa ne sar della marcia trionfale della
scienza?
La scienza marcia verso la nanna. Sono sfinita. Mentre passava
vicino alla poltrona di Leah, le guard dietro le spalle. Cosa leggi?
Leah le mostr la London Review of Books. Un articolo di Mitchell
sull'epoca d'oro della critica. Nel caso tu lo ignorassi, l'epoca
d'oro  ora e il mio lavoro sul dialogismo  una delle sue frontiere.
Guarda cosa scrive sulla critica letteraria: lo sperimentalismo  associato
alla ricerca del nuovo, dell'inusitato, del bizzarro e del perverso.
Non male, eh? Com' stato, stanotte? Bizzarro o perverso?
Di questo ti voglio parlare.
Davvero? Leah le lanci uno sguardo di finta concupiscenza.
Era ora! Quando si viene a parlare di sesso, sei una tomba. Sono
tutta orecchie.
Smetti di scherzare, Leah, sto dicendo sul serio. Stanotte Jerry
mi ha chiesto di pensare se voglio che andiamo a vivere insieme.
E tu, cosa gli hai risposto?
Che ci avrei pensato.
E ci stai pensando seriamente, di andare a vivere con lui?
S, lo farei. rispose Celestine dopo una pausa.  uno a modo,
 onesto, dice di essere innamorato di me. E poi mi ha fatto un ragionamento
giusto. Tutti e due siamo al punto in cui ci dobbiamo
fare il culo, ciascuno nella propria ricerca. Il suo professor Cantor
lo ha messo su un progetto riservato e super urgente e anch'io sto
iniziando con Jean la parte pi difficile della mia. Cos mi ha detto
che avere una relazione stabile aiuterebbe entrambi anche nel lavoro.
Celestine smise di parlare; quando alz lo sguardo e vide
l'espressione sul viso di Leah, le chiese Cosa ti succede?
Chi ti terr conferenze su Bakhtin?
Celestine abbracci l'amica. Hai ragione, chi? Se citassi il nome
di Bakhtin in lab, probabilmente mi chiederebbero dove pubblica.
Fino a quando ti ho incontrata, un anno fa, non sapevo nulla di
Bakhtin, se  per quello, anche di semiotica, dialogismo,
post-strutturalismo e di tutti quegli -ismi di moda che citi
ogni due per tre. Mi mancheranno. E soprattutto mi mancherai tu.
La strinse nuovamente tra le braccia.
Allora, hai deciso?
Celestine annu. A Jerry ancora non l'ho detto, ma s, ho deciso.
Celly, perch non provi a prendere due piccioni con una fava?
E cio?
Hai pensato a chiedergli di venire a vivere con noi due?
No. Celestine la guard esaltata. Non ti seccherebbe?
In teoria no. Tutto quello che dovreste fare voi  prendervi un
lettone. E io risparmierei qualche soldo d'affitto. Ma prima devo
esaminare lui.
L'esame di Stafford si dissolse nell'ilarit generale, quando la
sua fiorita lettera d'amore venne decostruita da Leah. Ammise
senza reticenze che la fonte originaria era una lettera d'amore rinascimentale,
il cui testo aveva trovato nel libro Vite delle Cortigiane e di
cui present anche l'originale. Si era solamente cimentato nel cambiare
gli aggettivi.
Celly, ridacchi Leah scorrendo l'originale, lo sapevi che nella
tua incarnazione rinascimentale la tua costanza era papale e le
tue carni miracolose? Si volt verso Stafford, infilzandolo con lo
sguardo. Come hai incontrato le Vite delle Cortigiane? gli domand.
Per puro caso. Ero entrato in libreria per comprarmi l'integrale
delle poesie di T. S. Eliot. Alz la mano per fermare l'interruzione
di Leah. So cosa vuoi chiedermi: perch Eliot? Il professor
Cantor mi ha suggerito di leggerlo.
E questo lascia ancora una questione aperta.
Va bene, va bene. Perch Cantor me lo ha suggerito.
Ovvio. Se anche non fossi una studiosa di critica letteraria, mi
incuriosirebbe sapere perch un biologo suggerisce a un altro di
leggere T. S. Eliot.
Quando il professore mi descrisse per la prima volta la sua teoria
unificata dell'oncogenesi, cit un verso che mi  rimasto nella
memoria: Possedevamo l'esperienza ma ci mancava il significato, e
avvicinarsi al significato ci restituiva l'esperienza...
Poi gli chiesi da dove veniva quella citazione e mi rispose che era nei Quattro Quartetti
di Eliot. Mi disse che in quelle poesie si possono trovare molti
significati differenti, come se fosse una piccola Bibbia. E poich
sono un ex-battista e studioso di Bibbia o pu darsi anche un battista,
ex-studioso di Bibbia, sono andato a comprarmene una copia.
E ti ricordi in quale quartetto ? gli domand Leah.
The Dry Salvages le rispose trionfale e diede un colpetto col gomito a Celestine. Lo sai, Celly, anche Eliot ha vinto il Premio Nobel.
...
.
...
7.
...
.
...
Mai corrergli dietro: sedersi e attenderlo. Cantor non rammentava
chi per primo l'avesse detto, a proposito del Premio Nobel.
Ma perch ci si attende che ci comportiamo come vergini che
aspirano al matrimonio? si chiedeva. Perch i Nobel in pectore si
comportano sempre come se fossero ignari di tutto, e non ammettono
mai, in pubblico, la propria potenziale candidatura.
Il professor I. Cantor sapeva benissimo di essere un potenziale
candidato per il Premio Nobel: per la verit, negli scorsi mesi
quell'argomento non gli era mai passato dalla mente. Il fattore
tempo era di importanza cruciale: se veramente era scritto che proprio
lui dovesse vincere il Nobel, ci sarebbe accaduto nei prossimi
tre, al massimo quattro anni, quando il suo settore di ricerca era ancora
di attualit. In quei giorni, la ricerca in tutti i campi della biologia
molecolare si muoveva cos rapidamente che risultati considerati
altamente spettacolari solo pochi anni prima ora venivano
considerati semplice routine. Il settore dell'ingegneria genetica 
solo uno degli esempi. Quanti studenti all'inizio del dottorato
sono ancora in grado di ricordare i nomi dei due che eseguirono
per primi un esperimento di ricombinazione del DNA, ma che non
ottennero mai il Nobel per questo?  un po' come aprirsi la strada
con accanimento verso un'alta vetta, sulla quale di recente due scalatori
hanno piantato la loro bandiera, solo per trovarci una stazione
sciistica in costruzione.
Nel settore della ricerca sul cancro, tuttavia, formulare una teoria
generale dell'oncogenesi equivale a scalare niente di meno che
l'Everest o il K2. Solo delle vere superstar possono permettersi di
scalare vette simili, e anche in quel caso impiegano gli sherpa. I.
Cantor era una di queste superstar e Stafford divenne il suo sherpa.
Uno degli aspetti dell'analogia tra la ricerca scientifica e l'alpinismo
- la vetta si scala perch  l -  stato fin troppo sfruttato, ma l'analogia
presenta aspetti ben pi profondi. In entrambi i casi, lo scalatore
 il pi delle volte costretto a muoversi per cammini tortuosi, talvolta
persino a retrocedere per oltrepassare un ostacolo altrimenti
insormontabile. Cantor, che si era dedicato da anni alla ricerca sul
cancro, si era trovato molte volte a dover procedere in quel modo.
Tuttavia, una volta ogni tanto, era dato all'esploratore di trovare
una via inattesa e inesplorata, che conduceva dritta dritta alla vetta.
Il piacere della scoperta, ancorch temporaneo, perch, dopotutto,
alla scoperta doveva far seguito il vero e proprio assalto, era in grado
di far venire i brividi alla schiena.
Cantor era differente sotto molti punti di vista dalle superstar
delle prestigiose universit i cui libri d'oro annoveravano dozzine
di scienziati insigniti del Premio Nobel. In tutta la sua storia, solo
un Premio Nobel era stato assegnato a uno scienziato di una universit
del Midwest, e ci era avvenuto molto tempo addietro, negli
anni '30. Ottenere il Nobel cinquant'anni dopo, avrebbe messo
Cantor in una categoria a s. Cos non avrebbe potuto accadere ad
Harvard o a Berkeley, universit nelle quali l'assegnazione di un
Nobel poteva avvenire a pochi anni dall'ultimo precedente. Oltretutto,
sebbene la dimensione del suo gruppo di ricerca fosse del
tutto ragguardevole secondo gli standard ordinari, questo era costituzionalmente
molto pi ristretto, se confrontato con quelli coinvolti
in alcune ricerche congiunte tra Harvard, MIT e Berkeley,
parte delle quali potevano schierare gruppi con pi di trenta componenti,
la maggior parte dei quali considerati alla stregua di semplici
paia di mani in laboratorio. In quei laboratori, i capi-superstar
erano prevalentemente dei collettori di finanziamenti e dei portavoce
che annunciavano i risultati dei rispettivi gruppi ai principali
congressi internazionali. Fuor di luogo che mettessero mano a
qualcosa in laboratorio da soli. Al contrario, Cantor manteneva un
piccolo laboratorio privato di fianco al proprio studio e, cosa ben
pi importante, si sforzava di dedicare un po' di tempo a lavorarvi.
Quanto basta per continuare a sentirmi professionalmente corretto,
si vantava di tanto in tanto. Ovvio che Cantor viaggiasse in
lungo e in largo per il mondo: annunciare le ultime scoperte del
proprio gruppo di ricerca a colleghi e studenti lo riempiva di soddisfazione.
E ci nonostante non si preoccupava mai che le proprie
scoperte potessero essere anticipate da qualche altro laboratorio,
ben al contrario di numerosi altri capi-laboratorio, abituati a condurre
i progetti di ricerca come fossero operazioni della CIA. Nessuna
meraviglia, in definitiva, se i pi brillanti tra i giovani ricercatori,
come Stafford, facevano a gara per i pochi posti disponibili nel
suo laboratorio. Di solito, Cantor era informale e cordiale con il
suo allievo preferito, per lo meno tanto informale quanto il
formalissimo Cantor poteva sforzarsi di essere.
Tuttavia, quando Cantor inizi a schematizzare sulla lavagna le
tappe del suo esperimento, l'atmosfera si era fatta diversa e Stafford
non pot fare a meno di avvertirlo. Il professore termin di scrivere
alla lavagna e Stafford di ricopiare su un blocco per appunti che teneva
sulle ginocchia. Cantor, che indossava il camice bianco da laboratorio
- un gesto affettato, che la maggior parte delle superstar
(almeno ad eccezione dei clinici universitari) non praticava pi - ritorn
alla scrivania. Aveva iniziato a giocare con delle graffette fermacarte,
unendone insieme un certo numero in una catenella.
Quando finalmente risollev lo sguardo, essa aveva raggiunto la
lunghezza di un braccialetto. Jerry, riprese, poi si ferm. Allung
il braccialetto fino alla lunghezza di una collanina. Le devo chiedere
qualcosa che probabilmente da parte mia la sorprender. Desidero
che lei non parli con nessuno di questo progetto, anche qui
in laboratorio. Lei capisce perch voglio che resti riservato, non 
vero, Jerry? Il suo tono, mentre si sporgeva in avanti sulla scrivania,
sembrava quasi di supplica. La catenella di graffette che gli
pendeva dalle dita tintinn leggermente contro il ripiano. Questo
non  uno dei soliti esperimenti del se: se non va, facciamo questo,
se va, facciamo quest'altro. Questo e punt in direzione della lavagna
deve funzionare, e quando sar riuscito, sar anche finita,
Jerry. Cantor strinse con forza il bordo della scrivania. Questo
esperimento entrer in tutti i libri di testo.  una di quelle cose che
si fanno una volta nella vita. Consideri la sua fortuna, non ha nemmeno
ventotto anni, mentre io...
La voce di Cantor si spense in un sussurro, mentre scrutava il
suo giovane collaboratore con uno sguardo di affetto, sfumato
d'invidia. Per quanto riguardava la manualit di laboratorio e la
perseveranza sul lavoro, Stafford era assolutamente straordinario e
certamente meritava che gli fosse offerta quell'occasione. E che
razza di occasione! Gliene fosse stata offerta una di quel livello,
quando lui aveva solo ventotto anni... Cerc di immaginarsi se il
suo vecchio maestro si sarebbe rivolto a lui, in una circostanza
come quella. Probabilmente no. Ma Stafford era un'eccezione, anche
nei confronti degli altri studenti del suo laboratorio. Nel precedente
paio di anni, Jerry era divenuto in pratica il suo alter-ego pi
giovane. Quando Cantor si riscosse dalla propria meditazione, la
sua voce aveva ripreso il tono pratico di sempre. Jerry, ora sa cosa
sta bollendo in pentola. Non ci pu mettere pi di tre mesi, non se
interrompe tutto quello che sta facendo e si mette al lavoro subito.
Inizi subito con la biblioteca e cerchi chi altro ha usato la tecnica di
Maeda.  la solita centrifugazione differenziale in gradiente di
densit, ma con un tocco di genio: alterna tra un gradiente a gradino ed
uno continuo. Dovrebbe servirle a localizzare la nostra proteina
nelle membrane cellulari. Fossi in lei, partirei con il Citation Index, che  la pubblicazione periodica che raccoglie i riassunti
degli articoli che appaiono sulle riviste pi importanti di medicina e di
biologia di tutto il mondo, e ringrazierei il Signore di avercelo. Quando avevo la sua et, tutto
quello che avevamo a disposizione era l'Index Medicus o il Chemical Abstract SW.
Verissimo. Il Citation Index semplificava la vita. Al contrario di
tutti gli altri repertori bibliografici, che consentivano di ricercare la
letteratura solamente all'indietro, questo consentiva di farlo in
avanti. Il lavoro originale di Maeda era stato pubblicato nel 1983.
Il Citation Index elencava tutte le pubblicazioni che, dal 1983, lo
avevano citato in bibliografia, e queste indicazioni avrebbero condotto
Stafford a identificare gli altri ricercatori che avevano impiegato
la medesima tecnica. Stafford avrebbe cos risparmiato ore di
lavoro, e lui lo sapeva, e Cantor sapeva che lui lo sapeva. Anche se
subodorava che il collaboratore pi giovane si sarebbe irritato di
questo, Cantor non poteva resistere alla tentazione di evidenziare
quanto la ricerca era pi dura, ai suoi vecchi tempi...
Non riesco proprio a immaginare come riuscivate a farcela, allora,
I. C...., gli rispose Stafford e si pent immediatamente di essere
caduto nella provocazione.  un gran bell'esperimento, soggiunse.
Spero solo di non deluderla.
...
.
...
8.
...
.
...
Celestine aveva messo la sveglia alle 6,55 del mattino. Era
rimasta alzata fino a dopo mezzanotte ad attendere Stafford, ma lui
non era arrivato. Nei cinque minuti prima delle sette, si fece ripetutamente
rotolare sopra la sagoma allungata al proprio fianco.
Svegliati, volpacchiotto, gli soffi affettuosamente nell'orecchio.
Dov' finita tutta la regolare vita sessuale che mi avevi promesso?
Stafford non fece nemmeno una piega. Ehi, svegliati!. Lo scosse
con maggior decisione. Non ci devi andare in lab, stamattina?
Non ricevendo risposta, si alz dal letto. Okay, ti lascio dormire
mentre faccio ginnastica. Ma poi ti sistemo io!
Alle 7,30, Celestine, grondante di sudore, ritorn a letto, dove
Stafford era ancora profondamente addormentato. Si strofin le mani
sul corpo bagnato, sollev il lenzuolo e cominci a massaggiarlo.
Dov'eri, stanotte, Jerry? gli domand mentre stavano facendo
insieme la doccia. Jerry non sembrava pienamente desto: gli occhi,
ancora gonfi di sonno, non erano a fuoco su di lei. Sono stata
ad aspettarti alzata quasi fino all'una, poi non ce l'ho fatta pi.
Non sono rientrato prima delle tre. Sono stato in lab.
Alle tre del mattino? A fare che, santo cielo? A fotterti qualcuna
in reagentario?
Non essere volgare, Celly, non sono in vena. Sono stanco morto.
Non dirmelo. Gli insapon il pene flaccido. Davvero, cosa ti
sta succedendo?
Al contrario di Stafford, che ancora arrancava verso la vetta, Celestine
gi era pronta a festeggiare un risultato. Era riuscita a portare
a termine il suo primo progetto importante: determinare l'intera
sequenza amminoacidica del neurormone peptidico della blatta,
l'allatostatina. Questo era un primo, indispensabile stadio preliminare
alla messa a punto di un nuovo metodo per il controllo degli
insetti nocivi. L'allatostatina  una specie di collana di sessantaquattro
pietre, ciascuna delle quali pu essere una di venti gemme
differenti, aveva spiegato a Leah durante la colazione. Prima di
poterne infilare una uguale, devi sapere qual  l'esatta sequenza nella
quale le pietre sono disposte. E questo  quello che ho fatto.
E una cosa cos difficile? le chiese Leah.
Detta cos a parole, o anche scritta su un lavoro, non sembra.
Oggi c' tutta una serie di tecniche per farlo. Si pu usare un sequenziatore
di amminoacidi.  una macchina automatica che stacca
un amminoacido per volta - la mia pietra - e lo identifica, e fa
quasi tutto da sola. O la tecnica che ho usato io: l'ho rotta in pezzi
con un enzima e ho usato la spettrometria di massa tandem. Celestine
prese una matita, distese il tovagliolo di carta accartocciato e
ci disegn su un cerchio, sul quale aggiunse dei pallottolini, per
simboleggiare un braccialetto. Gli enzimi tagliano la catena di sessantaquattro
gemme in pezzi pi corti tracci con la matita i segni
dei tagli  e ciascuno di questi - ne ho una quantit piccolissima, miliardesimi
di un milligrammo - lo porto allo spettrometro di massa.
Questa macchina non mi dice solamente il numero preciso dei differenti
atomi nel mio campione, ma mi dice anche come sono collegati
insieme, cio la struttura di ciascuno dei miei pezzi. Io poi
devo capire come questi pezzi sono uniti insieme nella mia collana.
E questo  quello che alla fine sono riuscita a fare - e disegn
tre grossi punti esclamativi sul tovagliolino - ed  anche la ragione
per cui ho invitato qui a cena Jean Ardley per gioved.
Alla fine, per, la cena per quattro fin ad essere per tre soli.
Stafford chiam all'ultimo momento. Non state ad aspettare me,
Celly. Non me ne posso ancora venire via, sono a met di un esperimento.
Cercher di raggiungervi per il caff. Nonostante il suo
tono di scusa, Celestine sbatt gi la cornetta.
Per ridarsi un contegno, stapp in cucina la bottiglia di vino e ne
assaggi un sorso. Avvertiva bene il sapore del tannino. Il commesso
nel negozio di vini le aveva raccomandato di lasciar respirare il
vino, prima di servirlo. Ma proprio ora, il gusto astringente del tannino
si intonava bene al suo stato d'animo. Con la bottiglia e tre
bicchieri su un vassoio, Celestine si avvi verso il soggiorno.
Dov' il tuo dottor Stafford? le domand la professoressa, notando
i tre; bicchieri. Ero curiosa di conoscere l'uomo che ha catturato
la mia collaboratrice prediletta.
Catturata non lo definirei il termine adatto, professoressa
Ardley. Nessuno  in grado di catturare Celestine Price, si intromise
Leah, che eccezionalmente quella sera aveva smesso la sua
uniforme a base di jeans e di Adidas per una gonna ampia e morbida,
una camicetta stirata e dei mocassini. Celly sceglie da s.
Non ditelo a me! sorrise la donna. Non sono stata certo io a
persuadere una delle candidate pi quotate della Hopkins a scendere
dal suo rapido di prima classe per il dottorato. La decisione di
seguirmi qui sul binario lento  stata solo sua. Tutto sommato,
non  stata una cattiva scelta, non  vero, Celly? A proposito, - si
volt verso Leah - chiamami Jean. Solo gli studentini mi chiamano
Professoressa Ardley.
Bene, allora, rispose Leah, vieni a tavola, Jean.
Jean Ardley era una donna bassina e grassottella, che indossava
sempre pantaloni - pi comodi, stando in laboratorio - e tacchi
piuttosto alti. Quella sera, indossava un paio di calzoni neri di taglio
elegante e una camicetta nera di seta, sulla quale la sua chioma
rossiccia risultava quasi di color biondo. Al lavoro, portava i capelli
raccolti a coda di cavallo oppure in uno chignon, ma nelle occasioni
formali, e tra esse anche alle conferenze, li teneva sciolti, poco pi
lunghi delle spalle. I suoi occhi azzurri e la sua camaleontica attitudine
a cambiare l'espressione del viso erano i suoi tratti migliori.
Un ombretto blu e dei lunghi orecchini erano i suoi unici ornamenti
e non portava anelli alle dita.
Dopo che le tre donne ebbero terminato di cenare, Leah port
un bricco di caff dalla cucina. Jean, cominci, spero non ti
spiaccia se te lo domando. Dovresti avere intorno ai trentacinque
anni. Quanti, di preciso?
Trentaquattro. Perch me lo domandi?
Per la solita ragione per cui lo chiede una donna che vuol fare la
carriera universitaria, e cio per sapere come  possibile conciliarla
con la maternit. Sembra che, a trentaquattro anni dovresti avercela
fatta, almeno per quel che dal mio punto di vista posso vedere.
Sei anche di ruolo. Per questo la mia domanda : hai in mente di
avere bambini?
Non me la sono mai sentita di chiedertelo, Jean, aggiunse Celly,
ma me lo sono domandato spesso. Lascio a Leah il compito di
toccare questo argomento scottante.
Jean Ardley osserv le due donne pi giovani, e fiss lo sguardo
nei loro occhi. No, non mi dispiace rispondervi, disse lentamente.
Avrei davanti ancora alcuni anni, forse anche una decina.
Ma ve lo posso dire lo stesso. L'anno scorso mi sono fatta legare
le tube.
Trascorse un lungo momento di silenzio, prima che Leah riprendesse.
So che non sono affari nostri...
Prosegui.
Perch farsi sterilizzare? Perch non...
I contraccettivi? Ho preso la pillola per quasi diciotto anni.
Come vedete, praticamente ho cominciato da subito. Ho pensato
che fosse tempo di smettere, nonostante io non sia una fumatrice.
Avremmo potuto passare a qualche altro metodo, tipo il preservativo,
ma alla fine mi sono persuasa che, stanti le mie ambizioni professionali,
non avrei potuto render giustizia alla maternit.
Perch non si  fatto vasectomizzare tuo marito? chiese Leah.
Perch avrebbe dovuto farlo lui?  stata una mia decisione,
quella di non avere figli, non sua. Non si pu mai dire, potrebbe risposarsi,
magari tra vent'anni, e potrebbe ancora essere padre di figli...
Questa delle tue ambizioni professionali non riesco a capirla.
la interruppe Leah. Perch un bambino non puoi averlo ora, che
sei diventata di ruolo?
In quanto al fatto di essere passata di ruolo, hai ragione. Prima,
sarebbe stato solamente impossibile. Potrei dire che nella chimica,
o in generale in tutte le scienze di laboratorio, non puoi contemporaneamente
essere una madre e lavorare per essere messa di ruolo
nei sei anni che hai a disposizione come ricercatore. Questo almeno
non nelle grandi universit di ricerca. I miei colleghi maschi lavorano
perlomeno ottanta ore per settimana. Questa  la ragione per
cui la maggior parte dei loro matrimoni fallisce - sempre che si sposano.
A meno che non si sposino con un altro ricercatore obbligato
alla medesima trafila.
E che siano entrambi cos fortunati da trovare due posti nella
stessa universit, o almeno in due universit a distanza tale da poter
fare i pendolari, riprese la Ardley. Certo, si pu avere un bel po'
di fortuna come me e sposare un marito come il mio, che pu lavorare
pressappoco dovunque. Ma questo  puro ottimismo. Fare un
figlio e contemporaneamente lavorare per avere il posto di ruolo
non  del tutto impossibile,  solo difficilissimo. Nel tuo campo,
accenn a Leah, pu essere un filo pi semplice, perch almeno in
parte puoi lavorare in casa. Ma cosa succede se sei costretta a essere
sempre in laboratorio? Si strinse nelle spalle. Al giorno d'oggi, si
d per scontato almeno in teoria che le commissioni per l'avanzamento
di carriera debbano prendere in considerazione il fatto che
le donne possono avere delle gravidanze. Ma la maggior parte dei
membri di queste commissioni sono ancora uomini, e per giunta
uomini anziani. Gli hanno s contato la storiella degli aspetti legali
della discriminazione sessista, ma di cosa questo voglia realmente
dire, non sanno un fico secco! Ma lo sapete che non c' un dipartimento
di chimica, che sia uno, nelle grandi universit americane, il
cui direttore sia mai stato una donna? Se non fosse per la famosa
Chieng-shiung Wu alla Columbia, sarebbe cos anche per la fisica.
E non vi fa ridere che i colleghi la chiamino normalmente Madame
Wu invece che Professoressa, come se fosse la tenutaria di un bordello?
La Ardley si riprese la tazza.
Jean, il tuo caff deve essersi raffreddato. Te ne porto di nuovo.
si offr Celestine.
Ma tu ce l'hai fatta a passare di ruolo, e ad un'et abbastanza
giovane, se  per quello. osserv Leah. Non ti sarebbe pi facile,
ora, fare un bambino?
Proprio questa  la ragione per cui sono andata via dalla
Hopkins dopo soli tre anni. Mi sono detta: ora potr fare tutti i
bambini che voglio, e loro non possono farci niente. Ma Celestine
- e si volt verso la cucina - ti pu dire che la realt  parecchio diversa.
Tutto il mio gruppo di ricerca si sta concentrando in un settore
molto promettente, quello della chimica dei neuropeptidi degli
invertebrati, e io sto lavorando come non mai, anche se ho ad
aiutarmi cinque studenti di dottorato e un paio di post-doc. Non so
se  lo stesso nel tuo campo, ma penso di no, non in letteratura inglese...
Critica letteraria, la interruppe Celestine, che era appena arrivata
con il caff fatto di fresco, in realt, dialogismo.
Dialogismo?
Te lo spiego dopo, Jean, si offr Leah. Finisci prima di dire
quello che stavi dicendo.
In quel momento, la porta si apr ed entr Stafford. Scusatemi
veramente tanto, annunci ansimando come se avesse corso su
per tre piani di scale. Professoressa Ardley, sono Jeremiah
Stafford, continu mentre si avvicinava al tavolo. Volevo ringraziarla.
Non fosse stato per lei, non avrei mai potuto incontrare Celly.
Ragazzi, che fame! E avanzato qualcosa?
Celestine lo segu in cucina. Fanculo, Jerry! gli sibil. Lo so
anch'io cosa vuol dire farsi il culo in lab, ma perch non sei riuscito
a venire a cena, stasera? Lo sapevi che era un'occasione speciale,
Jean non era mai stata invitata qui. E per di pi, lo afferr per le
spalle, stavamo festeggiando il fatto che ho finito la struttura
dell'allatostatina.
Stafford cerc di rabbonirla. Celly, te l'ho gi detto, sono tanto
dispiaciuto. Ma non hai idea di quanto I. C. mi stia fiatando sul collo.
Adesso tutti i giorni mi segue come un'ombra: come sta andando
l'esperimento, a che punto sono, quando l'avr terminato. Non
se riuscir, ma quando sar terminato. Non mi potevo proprio muovere...
Ehi, cosa vi succede? Leah infil la testa in cucina.
La Ardley e Leah si spostarono sul divano; Celestine, ancora furente,
si accomod nella poltrona, mentre Stafford si sedette a tavola
e inizi a divorare un piatto di avanzi. La Ardley gli rivolse la
parola. Ho appena terminato di spiegare alla nostra critica letteraria
che razza di capolavoro ha fatto la nostra Celly. Il pi non  stato
il lavoro per stabilire la sequenza, ma prima ancora, riuscire a isolare
una quantit sufficiente di allatostatina. Ci abbiamo messo pi
di un anno e ogni stadio dell'isolamento dovevamo controllarlo
con un saggio biologico piuttosto complesso.
Cosa ci si fa di bello, con l'... allatostatina?, domand Leah.
Chi, lo scarafo o noi? replic la Ardley.
Tutti e due.
Be', iniziamo dallo scarafo. L'allatostatina serve come segnale
ormonale, che al momento giusto spegne per cos dire l'attivit di
un paio di ghiandole, dette corpora allata, che secernono un altro
ormone, il cosiddetto ormone giovanile, che  stato caratterizzato
nel 1960 nel laboratorio di Herbert Roller, il posto dove io ho fatto
poi una parte del mio post-doc. Questo ormone regola lo sviluppo
e il mantenimento dei caratteri da larva in tutti gli insetti.
Quando arriva il tempo in cui un insetto  pronto per maturare, la
secrezione dell'ormone giovanile deve arrestarsi e l'allatostatina
provvede a dare questo segnale. Cosa ve ne sembra del mio piccolo
spot sull'endocrinologia degli invertebrati? Sorrise rivolta ai suoi
ascoltatori e continu. Queste sono le buone notizie per l'insetto.
Se non ci fosse l'allatostatina, non potrebbe mai trasformarsi in insetto
adulto e riprodursi. E adesso arrivano per lui le cattive notizie.
Noi vogliamo usare l'allatostatina come cavallo di Troia per
dargli una botta. Con delle nuove tecniche d'ingegneria genetica,
pensiamo di clonare il gene dell'allatostatina dentro un virus, che
cos trasformiamo in una piccola fabbrica, tutta autonoma, della
nostra proteina. Abbiamo scelto un virus che  proprio specifico
per infettare certi insetti e del tutto innocuo per tutte le altre bestie,
uomo incluso. Nell'insetto infettato dal virus, la produzione di
allatostatina continua e lo squilibrio ormonale che questo provoca lo
fa morire allo stadio di larva e gli impedisce di maturare per riprodursi.
Mosse le mani come un arbitro di box che segnala un k.o.
tecnico. Se l'idea funziona, potremmo rivoluzionare tutto il controllo
degli insetti nocivi. Niente pi insetticidi convenzionali. E
questo mi porta a cosa far di buono l'allatostatina per noi. Sar il
cuore della tesi di dottorato di Celly. E questo far bene a lei, e
quanto a me, mi far diventare un po' pi famosa. Fece a Celestine
un largo sorriso.
Stafford si era messo ad ascoltare con crescente attenzione.
Celly, non mi hai mai raccontato dell'aspetto virale del tuo lavoro
sull'allatostatina. Come idea, mi sembra una figata.
Be', non l'abbiamo ancora fatto, ribatt Celestine. E per di pi,
non mi hai detto praticamente un bel niente di cosa stai facendo
nell'ultimo paio di mesi. Proprio una cosa umma-umma, inform la
Ardley. Non ne parla nemmeno con i suoi colleghi del laboratorio.
Stafford sembrava imbarazzato. Il professor Cantor mi ha pregato
di essere molto riservato in proposito, mugugn.
Celestine non moll l'argomento. Ma perch lo fa? Nel tuo
giro siete sempre cos abbottonati, su quello che fate?
No! Il prof non ha mai fatto cos, prima d'ora. Diceva sempre:
se ti preoccupi che ti bagnino il naso, perdi met del bello della ricerca.
Non  esattamente quello che tu stai facendo ora?
S, ma questo  un caso... diverso. Alz lo sguardo circolarmente,
nella stanza. Quando e dove volete pubblicare i risultati di
Celly? Anche da voi i concorrenti vi tengono il fiato sul collo?
S, c' concorrenza anche da noi. Ho saputo che il gruppo di
Schooley all'Universit del Nevada c' quasi arrivato. Ma noi finiremo
di scrivere il lavoro entro la fine della settimana prossima e lo
manderemo a PNAS.
Chi ve lo presenta?
Stavo pensando di chiederlo a Roger Guillemin di La Jolla.
Perch proprio Guillemin? domand Stafford. Avete proprio
bisogno che ve lo faccia un Nobel?
Certo che no.  solo che lo conosco bene. Con lui ho fatto il
mio primo periodo di post-doc. La ricerca sugli ormoni peptidici 
il suo campo.
Anche cos, perch non scegliere qualcuno di pi vicino? Perderebbe
meno tempo. Perch non il professor Cantor?
A lui non ho mai pensato. Non lavora nel nostro stesso settore.
E per di pi non l'ho mai incontrato. Ma penso che lo farebbe, non
 vero? Specialmente sapendo che  il lavoro della sua ragazza.
Stafford arross violentemente. Non sa niente di Celly.
Vuoi dire che non gli hai mai detto niente di me? Celestine
sembr stupita. Non sa che viviamo insieme?
Stafford scosse il capo. Perch mai dovrebbe? Lui non parla
della sua vita privata con noi, perch dovrei parlargli io della mia?
Un minuto, un minuto! Leah non riusciva pi a trattenersi.
Prima che voialtri cambiate argomento, che cos' PNAS?
I Proceedings of the National Academy of Sciences rispose Stafford.
Pensavo che tutti lo conoscessero.  nientemeno che la rivista
pi prestigiosa nel nostro settore.
Ora che abbiamo tolto di mezzo queste minuzie, ignor Stafford
e si volse verso la Ardley, vorresti farmi capire perch hai bisogno
che qualcun altro presenti il tuo lavoro a PNAS? Se io desidero
presentare un mio manoscritto a una rivista del mio settore,
tipo Critical Inquiry, Semiotica o Diacritics, lo faccio e basta, e lo
faccio io in persona, Leah Woodeson, non il mio professore, e certamente
non una specie di autore surrogato, che nel mio lavoro
non c'entra per niente. E prima che mi rispondi, ti faccio l'altra mia
domanda: com' che tu ti trovi a pubblicare con Celly il lavoro che
lei ha fatto?
Leah non aveva mai creduto al conformismo fisico o comportamentale.
Devi imparare a prendermi come sono, aveva catechizzato
Stafford il giorno in cui aveva traslocato da loro. Leah non si
strappava le sopracciglia, non metteva rossetto sulle sue labbra,
sottili ma ci nonostante ben proporzionate, non si rasava le ascelle
e non nascondeva con il trucco le lentiggini, che costituivano il lato
pi bizzarro del suo aspetto, raggruppate com'erano sulla parte
alta delle guance, e particolarmente evidenti sullo sfondo della sua
chioma biondastra solo quando era visibilmente eccitata. Questo
era uno di quei momenti.
Perch mai il tuo nome figura sull'articolo? continu a tutto
gas. Non  stata Celly a fare tutto il lavoro? La mia relatrice mi ha
solo suggerito l'argomento della mia tesi di dottorato, ma non
metterebbe mai il suo nome sui miei articoli. Perch da voi nelle
scienze si fa cos? E perch si scrive Ardley e Price, o Cantor e Stafford... o  nell'altro senso? Si appoggi allo schienale, osservando
prima la Ardley e poi gli altri.
Stafford rimase in silenzio, ma traspariva la sua genuina soddisfazione
per la piega che la conversazione aveva improvvisamente
assunto. Leah, esclam Celestine, cosa ti  preso? Lo dici come
se credessi che Jean mi stia sfruttando, come se...
Un momento, Celly. Nel timbro della Ardley era chiaramente
percepibile una sfumatura di durezza. Lascia che le risponda. Inizio
per prima con la questione importante. Quali nomi devono
comparire sul lavoro dell'allatostatina o su quello del lavoro cos riservato
del dottor Stafford? In che ordine devono essere elencati gli
autori? Queste sono le vere questioni importanti. Queste hanno
fatto pi male alla scienza di qualsiasi altra, ad eccezione forse delle
dispute di priorit. Leah, le si avvicin, toccandole il braccio per
enfatizzare la propria dichiarazione, sono io che ho proposto l'argomento...
Anche la mia relatrice ha fatto lo stesso, la interruppe Leah.
Fammi finire, per favore. Io ho messo a disposizione di Celly le
strutture con le quali lei lavora e la sua borsa di studio  pagata con i
miei finanziamenti di ricerca. Io ho scritto la domanda di finanziamento
al National Institutes of Health, nella quale io ho descritto
nei dettagli il progetto di ricerca del mio gruppo, ho spiegato perch
 importante, quali contributi al problema avevamo portato in
precedenza, e molte altre cose. La mia richiesta va davanti a un comitato
di selezione formato da altri ricercatori, che esamina centinaia
di proposte, tra le quali forse un quarto riceve un finanziamento.
Senza questo supporto, Celly non avrebbe potuto fare niente. E
non mi sto riferendo solamente alla sua borsa di studio, ma soprattutto
alla strumentazione che c' nel mio laboratorio, ai reagenti,
alla vetreria. Il tuo lavoro lo svolgi essenzialmente da sola: ne sei
contemporaneamente l'architetto e il muratore. La maggior parte
del tuo lavoro te lo puoi fare a casa e tutto quello che ti serve  l'accesso
a una biblioteca - e questo non  la tua relatrice a fornirtelo -
carta e penna...
Daii! Anche noi letterati oggigiorno usiamo il computer.
Va bene, scusa. Ma probabilmente la tua professoressa non ti
ha fornito il PC: te l'avr fornito il dipartimento, o pi verosimilmente
 di tua propriet. Quale delle due?
Me lo ha comprato mia madre.
Vedi che ci stai arrivando da sola. Quello che Celly usa viene
dal mio fondo di ricerca. Ma tanto per andare avanti, io vedo Celly
quasi tutti i giorni. Discutiamo dell'andamento del lavoro, le
suggerisco di impiegare certe tecniche, le faccio notare alcuni riferimenti
bibliografici importanti. Nel mio laboratorio ci sono altre
persone, che lavorano su progetti simili al suo, e con cui Celly interagisce
continuamente. Nulla di tutto questo accade nelle vostre
facolt umanistiche. Ci scommetto che, alla fine della fiera, non ti
vedi con la tua relatrice per intere settimane.
Certo, perch dovrei? Tutto il mio lavoro di ricerca, me lo faccio
da sola.
Certo che s, le ribatt la Ardley. Ma tu non devi apprendere
nuove tecniche di lavoro, usare nuovi strumenti... devi solo essere
in grado di leggere e di usare una videoscrittura. Scusami, per il
mio atteggiamento cos difensivo, Leah, ma vorrei anche farti capire
che nelle scienze di laboratorio esiste un rapporto tra docente e
allievo e un rapporto di lavoro in gruppo, che di solito giustificano
il fatto che il professore  uno degli autori. Di fatto, per la maggior
parte di quelli del mio ramo, io sono considerata l'autore principale.
Non necessariamente il mio nome compare per primo, anche se
alcuni ricercatori anziani sentono molto il fatto che il loro nome
debba sempre comparire per primo. Altri adottano sempre l'ordine
alfabetico...
Specialmente se il loro cognome inizia con una delle prime lettere,
come A, o C! La foga nelle parole di Stafford colse Celestine
di sorpresa.
Jerry, non  leale da parte tua! Jean mette sempre il proprio
nome per ultimo, quando pubblica con i suoi studenti.
Be', questo non si pu dire del nostro laboratorio, mugugn,
l'ordine dei nomi  sempre quello alfabetico. Questo costituiva il
solo pomo della discordia, nel gruppo di Cantor. La pettegola tradizione
del laboratorio voleva che nessuno di nome Allen o Brown
avesse mai lavorato con Cantor. C'era stato s un ricercatore in visita,
che veniva da Praga e si chiamava Czemy, ma quello era il nome
che pi si era avvicinato alfabeticamente a Cantor, certo prima
che, l'anno precedente, fosse arrivato un certo Doug Catfield.
A voi tre posso confessare una cosa, ma vi prego di non farla sapere
in giro. Jean Ardley si era ricomposta e un sorriso conciliante
le illuminava ora il viso. Dottor Stafford, sento che lei ha qualcosa
in contrario sull'ordine alfabetico dei cognomi. Quando io ero studente
anziano alla Brown - ero molto ambiziosa, ai limiti dello
sgradevole, devo ammetterlo - mi soffermavo con attenzione sul
posto nel quale, alla fine della fiera, sarebbe comparso il mio nome.
Certo, allora non avevo ancora pubblicato niente, non avevo ancora
deciso dove sarei andata per il dottorato. Facendo venire un colpo
a mio padre, lo informai un bel giorno che avrei cambiato il mio
nome da Jean Yardley a Jean Ardley. E cos feci!
Lo ha fatto per davvero? balbett Stafford.
Certo, andai in tribunale e lo feci, con tutti i sacri crismi di legge.
Dissi al giudice: meglio essere primi nella vita, fin dalla preistoria
 cos. Invece di chiedermi come ne fossi tanto sicura, scoppi a
ridere. Il buffo della faccenda  che fu totalmente inutile! Alla fin
della fiera, restai alla Brown. Tutti quanti spingevano perch me ne
andassi altrove. Lo sa anche lei, come vanno le cose nell'ambiente
scientifico americano. Siamo tutti terrorizzati dall'eventualit degli
incesti accademici, tanto da raccomandare ai nostri diplomati di
andare a prendere il dottorato altrove. Ma io desideravo avere un
modello femminile, per il mio ruolo, e la Brown era una delle pochissime
universit americane con un professore-donna di chimica
organica, Caitlin Barker. Cos andai con lei.
Fortunata ad aver cambiato cognome, riprese Stafford. Altrimenti
avreste pubblicato come Barker e Yardley.
Sbagliato. Per quello, avrei potuto restare Yardley. Vede, la
professoressa Barker si mette sempre per ultima. Anch'io l'ho fatto,
da allora. Penso che mettere per primi i nomi dei collaboratori
pi giovani o degli studenti sia un modo gentile di incoraggiarli...
ed anche di esprimere il mio apprezzamento. Cos, su PNAS apparir
come Price e Ardley.
Leah si intromise ancora, dal proprio angolo del divano. Grazie
di tutte queste spiegazioni. Ma perch non ve lo potete presentare
da sole, il vostro lavoro, su quella rivista?
Perch PNAS  la sola rivista sulla quale non si pu fare. Per
pubblicarci sopra, bisogna essere membri della National Academy
of Sciences, oppure trovare un membro che lo presenti a nostro
nome e che, per cos dire, ne garantisca il contenuto.
E tu non sei membro di quell'Accademia?
Vuoi scherzare?
Perch dici cos? Non sono ammesse le donne?
Jean Ardley si strinse nelle spalle. Ma s, che sono ammesse.
All'ultimo censimento, su 1610 membri, c'erano ben 50 donne, e
una nella sezione di chimica. Ci scommetto che tutte e 50 sono ben
oltre la menopausa. Tent di controllarsi. Be', ho detto una
stronzata. Non avrei dovuto. Anche gli uomini sono anziani uguale,
di media devono essere sulla sessantina. Ma un giorno o l'altro
io ce la far. E forse una delle ragioni per cui non ho voluto bambini:
vorrei diventare la donna pi giovane ad entrare nell'Accademia.
E allora, i miei lavori su PNAS me li presenter da sola. E nel
frattempo, chiss perch sopporto questa cosa cos snob?
Leah sogghign. Perch, dopotutto anche tu sei un po' snob.
Hai ragione. Ma non lo siamo un po' tutti?
Stafford era ancora seduto al tavolo, col mento appoggiato ai
pugni. Aveva ascoltato l'intera conversazione con grande attenzione,
senza mai sorridere. Cosa pensa che le ci vorr, per entrare
nell'Accademia ? 
La risposta della Ardley ebbe un tono sarcastico. Oh, per
quello... solo parecchie allatostatine, una o due incorporazioni virali
con esito positivo, la dimostrazione che l'idea  applicabile in pratica...
conseguire alcune medaglie o premi... partecipare a conferenze
a invito... pubblicare un casino... e poi riuscire a trovare due
membri della National Academy, preferibilmente tra quelli di primo
piano, che preparino e firmino la proposta per la mia nomina.
Jean, perch sono cos poche le donne nella National Academy
of Sciences? riprese Leah.
 la stessa ragione per cui nella sezione di chimica c' una sola
donna su 171...
Sembra che i numeri lei li conosca alla perfezione, fece notare
Stafford.
Volevo solo calcolarmi bene le probabilit. Si volt verso
Leah. Finora, nelle universit di primo piano ci sono pochissime
donne di ruolo nei dipartimenti di chimica. Nessuna ad Harvard,
nessuna a Princeton o a Yale, una sola a Stanford. E quelli sono i
posti da cui vengono scelti i candidati. Non dall'Idaho o dal Kentucky.
Non mi ero mai resa conto che in chimica le donne fossero cos
poche, disse Leah tra s e s. Certamente nel mio campo  diverso.
Non ho detto che ci siano cos poche donne in chimica, ho solo
detto che questo  vero solo nelle posizioni di vertice. Al giorno
d'oggi, almeno un quarto dei dottorandi in chimica sono donne.
Nel mio gruppo, io ne ho tre. Ma, Leah, sentiamo del tuo, di settore.
Mi sembra di aver monopolizzato la conversazione, stasera, e
forse di essermi anche messa in cattedra. Hai promesso di spiegarmi
cos' il dialogismo.
D'accordo. Stavo pensando a quale strumento del mio armamentario
critico posso usare con voi.
Stafford si alz dalla tavola. Mi scuserete, ma sono sfinito.
Penso proprio che andr a nanna.
Con questo ci vuol dire che non vuole farsi una cultura sul dialogismo,
dottor Stafford? domand la Ardley con tono di finta
sorpresa.
Ho ascoltato le spiegazioni di Leah sul metadiscorso e sul dialogismo
bakhtiniano e sulla semiotica di genere e sulla metafora e
sulla metonimia..il tono di voce di Stafford pareva leggermente
isterico, costituisce un privilegio obbligatorio di quando si abita
qui.
Diede a Leah un colpetto col gomito mentre passava vicino al
divano.
Fermati, Leah lo trattenne per la manica. E mettiti gi. Questa
spiegazione non l'hai ancora sentita. Ti fa bene sentirla. Per inciso,
vi far bene a tutti. Siete pronti?
Va bene, si arrese Stafford, con una smorfia ironica, ma falla
breve. Il tuo metadiscorso ha il vizio di diventare un maxidiscorso.
Si appollai sul bracciolo della poltrona e pass le dita nei corti
capelli di Celestine.
Stai qui, gli mormor guardandolo con affetto e fai il bravo.
Leah si mise tranquilla. Vorrei mostrarvi una decostruzione
del vostro uso dei pronomi.
Prima il dialogismo bakhtiniano e ora la decostruzione?
Ah ah, professoressa Ardley, lei non ha mai sentito parlare di
Bakhtin, il famoso nrussso Stafford enfatizz la grottesca pronuncia
il teorico della letteratura, il padre del dialogismo, la mania del
momento per gli intellettualoni dell'lite accademica? Ma come,
professoressa Ardley, mi stupisco. Celly e io sappiamo praticamente
tutto. Sotto questo tetto, il nome di Bakhtin spunta almeno due
volte al giorno.
Leah gli lanci uno sguardo di indulgenza. Mi spiace per te,
Jerry. Stavolta ti becchi un francese, tale Derrida. Ma il pedigree di
questa idea per ora non ci interessa. Professoressa Ardley..., Leah
continu il discorso con la stessa vena giocosa di Stafford, ora che
ha avuto un identikit da venti secondi di Bakhtin, mi consenta di dargliene
uno di cinque secondi della decostruzione: decostruzione
vuol dire scoprire i significati occulti che chi parla d al proprio linguaggio,
significati che sono velati o, come noi diciamo,
repressi. Termin la frase disegnando un punto di domanda in
aria. So che vi pu sembrare una lezione, ma vi vorrei decostruire
quello di cui voi scienziati avete discusso per tutta la sera. Spost lo
sguardo su ciascuno dei suoi tre ascoltatori, fissandoli uno per volta
per catturare la loro attenzione.
Jean, poc'anzi, quando stavi spiegando il tuo lavoro sugli insetti,
la questione del senior author e perch ritenevi pienamente corretto
che un professore di chimica metta il suo nome su un articolo,
hai sempre usato il noi.
Perch, cos'altro avrei dovuto dire?
E cos'hai contro l'uso della prima persona singolare?
Ma noi, se ne rese improvvisamente conto ed ebbe una smorfia,
noi nell'ambiente scientifico non lo usiamo mai. Ci insegnano
a non usarlo mai, scrivendo un lavoro o parlando a una conferenza,
e addirittura questo vale anche se non ci sono altri coautori.
Ma chi sono questi noi? A quale pubblico ti stai rivolgendo?
 una comunit ideale di uomini di scienza? O stai usando il plurale
maiestatis, il noi aulico dei re, dei presidenti, dei politici e dei direttori
di rivista? Vedi, ho dei dubbi che sia una questione semplice. A
me sembra che il significato reale di quel noi debba dipendere dalla
natura dei tuoi ascoltatori. Se stai tenendo una conferenza, hai di
fronte una variet di ascoltatori che va dai tuoi collaboratori - le tue
Celestine Price - ai tuoi studenti, ai tuoi colleghi. Nei confronti di
Celestine, vuoi rendere noto di fronte a tutti che riconosci il contributo
che lei ha dato. Ma cosa mi dici dei pezzi grossi l in prima fila,
quelli che un giorno tu speri ti nomineranno per l'elezione alla National
Academy of Sciences? Quelli che tu dai per scontato debbano
sapere che tu sei l'autore principale del lavoro. Posso scommettere
che, nei loro confronti, quel noi vuole trasmettere un messaggio
ben diverso. Qui, il tuo noi vuol dire: Non vi preoccupate della
plebe, voi ed io sappiamo che l'idea  veramente farina del mio sacco...
Un attimo, calma, Leah, questo  scorretto...
Leah sollev con pacatezza la mano. Un attimo anche tu, Jean,
non voglio che tu la prenda in termini personali. Facciamo finta
che qui ci sia il pubblico di una vera conferenza e che per noi tu intendi
veramente noi quattro. Come potrebbero interpretare il nostro
noi i differenti ascoltatori del pubblico? Certo, diventa ancor
pi complicato quando scrivi: non sai chi sono, di preciso, i tuoi
lettori. Cambiano ogni volta. Guarda cos' la meravigliosa profondit
del noi: il suo significato cambia in funzione dell'investimento
che ciascun tuo ascoltatore fa sulla tua attivit, e anche dell'investimento
che tu fai su di loro. Sono riuscita a spiegarmi?
Celestine era rimasta del tutto silenziosa, ma i suoi occhi si muovevano
dalla sua professoressa a Leah, come se stesse seguendo un
incontro di tennis. Jean Ardley ruppe alla fine il silenzio. Ovviamente
sono solo parole. Il mondo reale  un'altra cosa. Nel mondo
reale tutti sappiamo cosa vogliamo dire. Aggrott la fronte e le
domand: Dimmi, Leah, cosa ti ha fatto decidere a dedicarti a
questo particolare settore della critica?
Non l'ho deciso dalla sera alla mattina. Al mio secondo anno a
Oberlin(11), ho cambiato il mio indirizzo da Letteratura Inglese a Studi
Femministi. A mio padre, ancora un poco e veniva un coccolone.
Come diavolo pensi di guadagnarti la pagnotta con quella roba? mi
domand.  ancora peggio di studiare letteratura inglese.
E tu, cosa gli hai risposto?
Leah si strinse nelle spalle. Nulla di sconvolgente, in ogni caso.
Cercai di spiegargli che quello che mi interessava realmente era lo studio
delle relazioni di potere. Proprio ora, il movimento di pensiero
pi stimolante nella critica teorica contemporanea  il femminismo
post-strutturalista. Nella mia tesi, mi sto concentrando proprio su
questo. Virginia Woolf e il dialogismo mi vanno proprio a pennello.
Vedremo chi far la miglior carriera accademica, se Celly o io.
Questa  una prima persona plurale o un'altra forma di plurale
maiestatis? domand Jean Ardley. Non importa, prosegu, era
una domandina scema.
Leah la fiss a lungo. No, di fatto non  una domanda scema.
...
.
...
9.
...
.
...
Lo studio del professor Cantor era sempre chiuso. Chiuso, ma
non a chiave. I suoi studenti sapevano che era liberamente accessibile.
Tutto ci che occorreva era bussare alla porta e avrebbero udito
il suo S? o Avanti. La porta chiusa era solo una barriera contro
altre interruzioni.
Molte altre volte Stafford aveva bussato a quella porta, ma lo
aveva sempre fatto con un accenno di trepidazione, bussando con
due colpetti sommessi, quasi deferenti: la sensazione di essere invadente
era ancora abbastanza pronunciata da impedirgli di darne un
altro. Al contrario, quel pomeriggio, il tono delle sue nocche era
stato quasi perentorio ed era entrato nello studio di Cantor quasi
anticipando la sua risposta. Entr e rimase in piedi di fronte alla
scrivania, contemplandolo mentre era nell'atto di scrivere. Attese
di poterne catturare lo sguardo e di udire la domanda di prammatica,
Cosa c' di nuovo in laboratorio, Jerry?
 finita, I. C.. Ho terminato di controllare l'ultima analisi
dell'arginina. L'ho ripetuta due volte, tanto per sicurezza.  venuto
fuori proprio quello che lei si aspettava:  proprio
l'amminoacido-chiave.
Cantor lo fiss. Gli ci volle qualche attimo per realizzare. Balz
in piedi e afferr Stafford per le spalle. E cos ce l'abbiamo fatta,
Jerry? Ne ero certo, che ce l'avremmo fatta. Non potevamo esserci
sbagliati.
Stafford tenne il conto di tutti i noi. La conversazione durante la
cena con la Ardley, la settimana precedente, aveva avuto su di lui un
effetto superiore alle aspettative. Da quel momento, aveva iniziato
a porre a confronto Cantor con la giovane professoressa di Celestine.
Venga, andiamo, mi mostri i risultati. Cantor si precipit fuori
dal proprio studio, attraversando l'anticamera dov'era la sua segretaria,
e si diresse nel corridoio. Si volt per vedere se Stafford lo
stava seguendo e nella fretta and a cozzare contro un contenitore
frigorifero per il ghiaccio secco. Guarda questo corridoio, esclam.
Dobbiamo fare qualcosa per questo casino!
Ma cosa? rispose Stafford sottovoce.
Per essere uno che aveva appena completato un esperimento
cos importante, Stafford aveva un'aria piuttosto tranquilla, vagamente
suscettibile. Veramente il corridoio era parecchio disordinato,
ma non pi degli altri del dipartimento di biologia. L'affollamento
delle apparecchiature era tale da consentire solo raramente a
due persone di procedere affiancate. Centrifughe refrigerate, parecchie
bombole d'azoto, elio e ossigeno in posizione irregolare,
due freezer ad armadio pieni di colture cellulari, il contenitore frigorifero
per il ghiaccio secco contro cui Cantor era appena andato
a sbattere; queste erano solo alcune delle apparecchiature in grado
di scatenare le crisi isteriche dell'addetto alla sicurezza, durante le
sue ispezioni periodiche. Ma i pensieri di Cantor erano gi rivolti
altrove. Mi mostri i risultati dello scintillatore...
Le richieste continuarono, ma la maggior parte di esse Stafford
le aveva previste e tutti i dati erano gi pronti perch il professore li
esaminasse. D'altronde, la scrivania di Stafford era sempre cos piena
di carte e di grafici ammucchiati uno sull'altro, che Cantor non
aveva mai avuto bisogno di chiedere a Stafford di visionare il diario
di laboratorio. Il disordine della scrivania traboccante di stampate
degli strumenti, di grafici e di fotocopie di lavori (Oggi gli studenti
non vanno pi a leggere in biblioteca si lamentava periodicamente
Cantor, fotocopiano e via.) era in stridente contrasto
con il nitore del bancone di laboratorio. Le provette nel raccoglitore
automatico di frazioni erano etichettate con cura, con etichette
autoadesive e non con i soliti numeri pasticciati col pennarello indelebile.
Pressappoco una dozzina di matracci erano allineati come
soldatini inquadrati sul vassoio d'acciaio marcato col simbolo giallo
RADIOATTIVO. Persino i guanti di gomma spessa erano ordinatamente
allineati a fianco del vassoio, con le dita ben distese
come se contenessero ancora le mani.
Stafford mostr velocemente a Cantor i dati degli esperimenti
pi importanti, in particolare quelli del contatore a scintillazione
per la misura della radioattivit della proteina marcata con gli isotopi
radioattivi. Il professore era al settimo cielo. Questo lo scriviamo
su Nature.
Non su PNAS Stafford era sorpreso.
NOTA: PNAS: Famoso college (scuola intermedia tra la high school e l'universit) situato a Oberlin, Ohio. FINE NOTA.
No, lo voglio sfruttare bene. Per prima cosa, una comunicazione
preliminare, senza parte sperimentale, cos nessuno pu attaccarsi
in coda. Per queste cose, Nature va proprio bene. Verissimo:
Nature  una delle due riviste scientifiche settimanali pi lette nel
mondo, che ospitano comunicazioni preliminari su lavori scientifici
di argomento biomedico. Watson e Crick annunciarono per la
prima volta il loro modello a doppia elica della struttura del DNA
in una comunicazione di una sola pagina su Nature.
In questo caso, perch non su Science ? Perch prendersi la briga
di spedire il manoscritto a Londra? In un giorno solo pu arrivare a Washington.
Venga nel mio studio. Cantor si concesse un raro gesto di
confidenza, appoggiando le mani sulle spalle di Stafford. Jerry, lei
lo sa che non sono un maniaco della segretezza... ma per questa
volta vorrei che non ci fossero anteprime per nessuno. Voglio un
vero botto! Sa cosa ci vuole per riuscirci? Sono certissimo che, se
lo presentiamo a Science, Krauss sar uno dei referees.
NOTA: Un articolo, inviato per la pubblicazione a una rivista scientifica, viene
valutato da lettori arbitri, scelti per la loro competenza tra i cultori dello
specifico argomento e solo dopo il loro parere favorevole pu essere
pubblicato, dopo che gli autori vi hanno apportato le correzioni da essi
eventualmente richieste. Le riviste pi prestigiose scartano in questo
modo la maggior parte degli articoli inviati. FINE NOTA.
Nei panni dell'Editor, anch'io vorrei ottenere il parere di Krauss. E io Kurt lo
voglio stupire: tutto sommato lui la teoria l'ha sentita e mi ha
press'a poco sfidato ad ottenere la verifica sperimentale. E noi ci siamo
riusciti in meno di tre mesi!
Cosa le sta succedendo, Jerry? Cantor gli sorrise. Dovrebbe
esser qui a fare salti di gioia, ed invece la vedo qui seduto mogio
mogio.
Sar che sono sfinito, I. C. Lo sa che ho lavorato senza sosta.
Certo, Jerry, certo. Si faccia una bella notte di sonno e domattina
mi prepari le due tabelle con i dati della radioattivit e della risonanza
magnetica. La bozza del testo la scrivo io stanotte e domani
la guardiamo insieme.
Grazie. Dormire mi far proprio bene. Ma non ha terminato di
dirmi perch il nostro lavoro non lo vuole pubblicare su Science. 
solo perch Krauss potrebbe essere uno dei referees?
No, in quei termini sarebbe infantile. Ovvio che potrei scrivere
a Dan Koshland ( l'Editor) per chiedergli di non mandarlo a
Krauss. Probabilmente potrebbe forzarmi. La nostra roba  dinamite,
Jerry! Con un manoscritto come il nostro tra le mani, qualcuno
dei referees farebbe circolare la notizia. Nature  a Londra.Sarebbe
strano che lo mandassero a un referee americano. E poi, gli inglesi
sono pi... discreti. Anche se con un malloppo del genere in
mano, non si pu mai dire.
Stafford era lusingato di queste conversazioni con I. C., dalle
quali aveva modo di apprendere l'arte di procurarsi i finanziamenti,
e ora anche quella di scegliersi i referees; quel tocco che si
pu acquisire solo attraverso amare esperienze personali, mentre
lui era in grado di farselo insegnare da uno dei campioni, da uno
che giocava il grande gioco coi migliori e che continuava a giocare
e vincere da trentanni.
Il problema della cancerogenesi e delle proteine della membrana
cellulare era solo l'ultimo dei trionfi della sua lunga attivit.
Molto tempo prima, gli era stato assegnato il Lasker Award per il
suo lavoro sul metabolismo dei farmaci tranquillanti. E poi era arrivato
il lavoro sulla struttura della membrana cellulare: Non pu
esistere una cellula se non c' una membrana, era solito affermare;
e questa linea di ricerca era ancora seguita da alcune delle altre persone
del laboratorio. In sostanza, era stata la decennale attivit di
ricerca in quel settore che aveva condotto Cantor a interessarsi dei
tumori, ma ci nonostante nella sua ultima richiesta di finanziamento
al National Cancer Institute non aveva nemmeno menzionato
il lavoro svolto sulla cancerogenesi.
Vede, Jerry, il problema  che senza denaro - e, di questi tempi,
senza montagne di denaro - ricerca seria non se ne pu fare. Provi
solo a pensare cosa costa la strumentazione che lei ha usato. E
quando spedisce la domanda di finanziamento, la maggior parte
dei suoi concorrenti  l, nella commissione di studio che valuta la
sua domanda,  gli aveva spiegato Cantor. Sono l'equivalente dei
referees delle riviste, con la piccola differenza che hanno a che fare
con idee, non con lavori gi terminati. Non voglio dire che siano
disonesti, almeno non penso di esserlo stato io, durante i sei anni del
mio mandato. Ma vede, le persone non si accollano l'onere di un
lavoro come questo, che di tempo ne richiede una strage, solo per
noblesse oblige, come se fosse, per cos dire, un atto di filantropia intellettuale.
Lo si fa anche per qualche forma di interesse personale,
e la spinta principale  che consente l'accesso privilegiato alle idee
pi recenti. Quando si esaminano le richieste di finanziamento,
non ci si pu esimere poi dal ricordare ci che si  letto e dopo un
po' - qualche mese, o bastano addirittura poche settimane - ci si dimentica
di dove si  letta per la prima volta una certa idea e si inizia a
pensare che sia stata una propria idea. Per questa ragione, quelli
scaltri non dicono tutto: nelle domande di finanziamento mettono
prevalentemente il lavoro gi fatto, ma non ancora pubblicato.
Solo i neofiti, quelli che non hanno mai ricevuto un finanziamento
in precedenza, devono metter gi tutte le carte fin dall'inizio. Non
ne hanno altre. Alle solite, a chi ha...
Alla fine, la loro accurata scelta della rivista non fece alcuna differenza.
Cos come la Ardley avrebbe potuto rimanere Yardley,
Cantor avrebbe potuto risparmiarsi le preoccupazioni circa la prematura
rivelazione del suo lavoro. La nota breve Teoria Generale
dell'Oncogenesi firmata da I. Cantor e J. P. Stafford pass attraverso
il processo editoriale di Nature senza alcun ricorso formale ai
referees. John Maddox, l'Editor di Nature, sebbene per formazione universitaria
fosse un fisico, aveva il naso fino nel discriminare in tutti i
campi le notizie veramente importanti, fiuto che aveva affinato nel
suo precedente impiego come capo redattore del notiziario scientifico
del Guardian, dove aveva acquisito una conoscenza piuttosto
vasta del mondo scientifico e dei professionisti della ricerca. Il giorno
dopo l'arrivo a Londra del plico espresso dagli USA, un inviato
di Maddox si rec al National Institute for Medical Research di
Mill Hill, e rest in attesa mentre uno dei confidenti scientifici di
Maddox leggeva il breve manoscritto. La sua stringata annotazione
- Pubblicare!- era sufficiente. La stessa sera, Maddox chiam
Cantor al telefono. Professor Cantor, lei sa che non  nostra abitudine
di saltare il processo formale di referaggio, non solo per mettere
noi stessi al riparo dalle critiche, ma anche per tutelare gli autori.
Tuttavia, il suo articolo  di un'importanza straordinaria... se 
vero...
Cosa vuol dire ... se  vero...? la voce di Cantor esplose nell'apparecchio.
Maddox continu con voce tranquilla. Voglio solo dire che 
quel tipo di esperimento che tutti i ricercatori cercheranno di verificare.
Ovviamente dovr provvedere a pubblicare il lavoro completo
su un'altra rivista, prima che siano in grado di farlo. Noi non
abbiamo lo spazio per i dettagli sperimentali. Se i risultati del suo
esperimento saranno confermati, sar un passo avanti straordinario
nelle nostre conoscenze. Altrimenti... Non ebbe necessit di
terminare la frase. Cantor conosceva quanto  fonda la pattumiera
dove sono andate sepolte teorie screditate ed esperimenti falliti sui tumori.
Il loro articolo apparve in stampa dieci giorni dopo l'arrivo del
manoscritto a Londra, un particolare che non sfugg all'attenzione
di alcuni dei colleghi di Cantor, che erano soliti attendere dei mesi,
prima della pubblicazione dei loro articoli. In un'attivit sensibilissima
al concetto di priorit, come quella scientifica, gli articoli pubblicati
sulle riviste riportano sempre la data di arrivo del manoscritto
alla redazione. Negli USA e in Inghilterra, il tempo che un articolo
impiega prima di essere pubblicato  proporzionale al numero
di ostacoli che i referees sono in grado di alzare. Questo  uno degli
ambiti in cui opera la meritocrazia scientifica: anche delle vere toiles
della ricerca possono avere un lavoro fatto a pezzi da semplici
ballerine di fila. Ogni prolifico autore di articoli scientifici, persino
uno rispettato e meticoloso come Cantor, era in grado di ricordare
un'intera collezione di biliosi diverbi con anonimi critici.
Stafford aveva potuto apprendere come  di frequente possibile
condizionare in proprio favore la scelta dei referees: ad esempio citare
spesso in bibliografia i lavori di un particolare autore poteva
convincere Editor a considerarlo come un referee particolarmente
competente. Definire il lavoro di un potenziale referee come elegante,
provocante o anche semplicemente valido poteva indurlo a considerare
il manoscritto con un atteggiamento pi equanime. Una
goccia di adulazione non guasta mai, suggeriva Cantor, che era
una vera miniera, ricca di pepite di saggezza a disposizione degli
autori in erba. Mai insultare un referee nelle lettere di risposta, per
cretini che siano i suoi commenti.
Cantor non faceva mai battute - per lo meno, non con gli studenti
- ma era pieno di aneddoti da narrare, come quello del pii cachet,
al quale si rifer per puntare l'attenzione sul vero nocciolo della
questione pubblicazioni: l'ansia di stabilire la priorit. Ne siamo
tutti ossessionati, ammise. Se fossi venuto a sapere che un
mese o anche solo tre giorni fa qualcuno aveva presentato un lavoro
su una teoria analoga sull'oncogenesi, anche su una rivista marginale
come Neoplasma o il Japanese Journal of Medical Science, sarei
diventato livido di rabbia. E questo le pu far immaginare quanto
forte sia il conflitto per quelli che vogliono stabilire la propria priorit
e nel contempo mantenere il segreto sui propri risultati.
Come noi? domand Stafford.
Suvvia, solo perch pubblichiamo una comunicazione preliminare
senza parte sperimentale? Non mi sto sobbarcando tutto 'sto
casino con Nature solo per mantenere la riservatezza. Lo faccio per
una questione di... cerc il termine pi pregnante ma non gli riusc
di trovarlo ... di... chiamiamole pure pi-erre. Quante volte
capita nella vita a un ricercatore di poter mollare gi una sventola
di questo calibro? Un problema importante, la soluzione completa...
su un gigante come Kurt Krauss? Quello che desidero  ottenere
il massimo... effetto... da questa scoperta, sulla gente che
conta. No, quando intendo conflitto, voglio dire di gente che vuole
tenere i propri risultati nascosti agli altri scienziati e per essere in
grado di reclamare la priorit se qualche concorrente dovesse pubblicare
prima di loro.
Stafford lo guard sconcertato: E come diavolo si fa?
Per fortuna oggi non  pi possibile, gli rispose Cantor, perch
 completamente in contrasto con l'uso che pretendiamo di
fare dei risultati scientifici: estrarre idee da una sorgente condivisa
di sapere e contribuirvi al nostro meglio. Ma fino a qualche decina
di anni fa, anche fino ai giorni dei miei studi di dottorato, in alcune
riviste europee questo si poteva ancora fare. Era un sistema che
chiamavano del pii cachet
Un... cosa? Stafford aggrott le sopracciglia.
 la parola francese che significa busta sigillata... sigillata sul
serio, con tanto di ceralacca o robe del genere. Voleva dire spedire
all'Editor di una rivista un articolo in busta sigillata, e lui ci segnava
sopra la data di arrivo, senza per aprirla, fino al momento in cui
l'autore gli comunicava per iscritto di far iniziare il processo di
pubblicazione, referees e tutto il resto. L'autore di un pii cachet normalmente
ne richiedeva l'apertura nel momento in cui un concorrente
aveva gi pubblicato, o era sul punto di pubblicare, del materiale
analogo. Ovviamente il suo articolo sarebbe apparso con un
certo ritardo, ma avrebbe riportato la data di arrivo segnata sulla
busta e questo gli avrebbe consentito di rivendicare la priorit.
Ma che razza di gente potrebbe comportarsi cos? domand
Stafford.
Gente di tutti i tipi. Persino dei Premi Nobel l'hanno utilizzato.
Rammento un caso, un lavoro sugli oli essenziali dei fiori, pubblicato
sugli Helvetica Chimica Acta da Leopold Ruzicka, quello
che vinse il Nobel per la chimica proprio prima della Seconda
Guerra Mondiale. Fu per un episodio un po' puzzolente nella chimica
dei profumi che il comitato editoriale dell'Helvetica si decise
ad abolire il pii cachet.
Cantor si era alzato dalla scrivania e passeggiava per la stanza,
una mano nella tasca del camice, come Stafford lo aveva sempre
visto fare a lezione.
Le voci riferiscono che alla fine degli anni '40, un chimico svizzero
di un'industria profumiera sped contemporaneamente ben
due plis cachets che contenevano due risposte differenti al medesimo
problema. Non era certo di quale delle due fosse quella corretta,
ma si fece l'idea che cos agendo non avrebbe potuto sbagliare.
Se qualcuno avesse pubblicato un articolo che consentiva di confermare
in modo inequivoco una sola delle due conclusioni possibili,
quel tizio avrebbe richiesto all'Editor di aprire il plico contenente
la risposta corretta. Sarebbe cos stato in grado di reclamare
la priorit su quel problema, anche se in realt non lo aveva veramente
risolto.
Ma via, I. C., esclam Stafford non posso credere che qualcuno
abbia tentato una manfrina come questa! Come sa che  una
storia veramente successa?
Be', non l'ho saputo di prima mano, ammise Cantor ma la
storia l'ho sentita da una fonte del tutto affidabile. Sembrerebbe
che l'Editor avesse per errore aperto la busta sbagliata e avesse subodorato
cosa ci stava sotto. Fu quella l'ultima volta che quella rivista
accett un pii cachet. Cantor si ferm di fronte a Stafford.
Chiss cosa mi ha fatto venire in mente il sistema del pii cachet ?
Spero tanto che non sia per un desiderio inconscio, ridacchi
Cantor. Per inciso, uno scopo razionale per il sistema del pii cachet
c'era veramente: agevolava la pubblicazione da parte di persone
che volevano anche ottenere un brevetto. In Europa, se prima uno
pubblica il proprio lavoro, non pu in seguito richiedere un brevetto
per la scoperta. Per questa ragione, di tanto in tanto, un inventore
inviava per la pubblicazione il proprio manoscritto sotto forma
di un pii cachet e lo faceva pubblicare solamente quando la sua richiesta
era stata accettata dall'Ufficio Brevetti. Un caso classico di
botte piena e moglie ubriaca.
Lei ha mai brevettato niente, I. C.?
Nel suo ininterrotto avanti-indietro, Cantor aveva appena sorpassato
la sedia dove era seduto Stafford, ma ora si ferm e piroett
sui tacchi per rispondergli guardandolo in viso. Una sola volta.
Ma trovo l'idea di brevettare i risultati del lavoro svolto in Universit,
in un certo senso di cattivo gusto. So che il mio atteggiamento
 reputato antiquato e io appartengo certamente a una minoranza.
E suppongo anche che non ci sia niente di sbagliato o di illegale nel
brevettare le proprie scoperte, solo che si apre un vero bidone pieno
di vermi. Non solo il pi ovvio dei problemi, la gestione dei
propri interessi finanziari che porta a trascurare l'attivit di ricerca.
L'attribuzione dei meriti diventa ancor pi spinosa, pi difficile
che decidere gli autori di un lavoro... Scrut verso il basso Stafford con un ghigno sardonico. Lo sappiamo tutti, il risentimento
che pu creare. Nel caso dei brevetti,  ancor peggio: l non si distribuisce
gloria, si pu anche trattare di denaro sonante.
Stafford era incuriosito. Cantor non gli aveva mai parlato - n
peraltro aveva mai sfiorato l'argomento con altri studenti - del suo
atteggiamento nei confronti del merito scientifico e della priorit.
Forse solo in modo indiretto, mai direttamente. E nei confronti del
denaro? L'argomento non era stato mai sollevato, nonostante gli
studenti avessero spesso cercato di immaginare da dove potessero
provenire i suoi redditi. L'orologio da polso Patek Philippe, la berlina
BMW, le cravatte di seta indossate anche in laboratorio, la stilografica
Mont Blanc d'oro, il cui cappuccio amava svitare ostentatamente,
mentre tutti gli altri usavano biro da gettare. Tutti questi
lussi suggerivano la disponibilit di risorse finanziarie molto al di
sopra di quelle che poteva garantire lo stipendio di un professore
universitario del Midwest.
Ma lei qualcosa la ha brevettata, IC, non  vero? Perch ha fatto
quell'unica eccezione?
Non sono stato io, in verit. Molti anni prima del suo arrivo
qui, noi avevamo sviluppato un nuovo dispositivo per il conteggio
delle cellule. La commissione universitaria per i brevetti lo era venuto
a sapere e aveva pensato che si sarebbe potuto guadagnare un
pozzo di denaro con i laboratori clinici. E cos fece pressione perch
noi ottenessimo un brevetto. Cantor scroll le spalle. In verit,
qualcosa dalle royalties venne fuori. Noi, il brevetto l'avevamo
assegnato all'universit. Ma anche agire in quel modo sollev un
dilemma: uno dei miei post-doc di allora ne era il co-inventore e
non mi fu affatto grato che io insistessi perch tutte le royalties andassero
all'universit. Era convinto che non fosse leale, da parte di
un professore, imporre i suoi standard di comportamento a un collaboratore.
E lei cosa ne pensa, Jerry?
Stafford ebbe un fremito. Vuol dire... del denaro?
No, del fatto che i principi di comportamento di un professore
debbano essere condivisi dai suoi collaboratori.
Non so cosa dire, gli rispose Stafford. Potrebbe dipendere
dalle circostanze.
...
.
...
10.
...
.
...
Dio, mi hai fatto venire un colpo! esclam Leah Woodeson
mentre apriva la porta di casa, scorgendo Stafford allungato sul divano
con una rivista tra le mani. Cosa ci fai, a casa cos presto?
Non sono nemmeno le sei. Non dirmi che stasera cenerai con noi.
L'ho terminato, le rispose con tono definitivo, ora avrete l'onore
di vedere molto di pi della mia affascinante personalit. Ora
avrai modo di capire perch la splendida Celestine Price si  innamorata
di questo brillante biologo cellulare. Si mosse verso di lei.
Dimmi, cos'hai fatto di bello?
Perbacco, ti vedo cambiato, Jerry! Rilassato, persino gentile.
Cos' che hai terminato?
Quello che voialtre due avete chiamato il mio esperimento
umma-umma.  finito. I. C. lo scriver stanotte e domani lo rivediamo
insieme, poi lo spedisce a una rivista. Ne ha scelta una in Inghilterra,
cos nessuno ne potr sapere niente finch il lavoro non  in
stampa.
Leah scosse il capo. Gli scienziati! Prima vi fate il culo in laboratorio
giorno e notte, poi potete buttar gi tutto scritto in poche
ore. Io non ho niente che posso buttar gi per iscritto. Nel mio
caso, io non so cosa realmente penso su un argomento, se non
quando ho terminato veramente di scrivere. E anche allora, non lo
manderei a una rivista prima di averlo fatto leggere ai miei amici e
al mio mentore. E anche una volta spedito, una rivista potrebbe
impiegare dei mesi prima di accettarlo, se mai lo accetta, e anche
dopo ci vorrebbe un anno o due per vederlo pubblicato. Ma quel
che non mi persuade di voi  questo: siete sempre in corsa per pubblicare
per primi il vostro lavoro e nello stesso tempo siete cos reticenti.
Non sai cosa significa in latino pubblicare, rendere generalmente
noto? Cos' che vogliono veramente gli scienziati?
Non fare sempre quella che sputa sentenze, Leah. Le tamburell
sul braccio con la rivista arrotolata. Sar un segreto solo per
poche settimane ancora.Credo che I. C. voglia impressionare
Krauss di Harvard e qualcun altro tra i pezzi grossi.
Dimmi che stai leggendo di bello, esclam Leah scorgendogli
in mano la rivista. La mia London Review of Books ? Cosa le sta succedendo,
dottor Stafford? Leah si tir indietro con la mano i capelli
che le erano ricaduti davanti agli occhi. Era uno dei suoi tic pi
frequenti, e aveva indotto Stafford a domandarle perch non si decidesse
a tagliarli corti. Voi scienziati non potete capire: la gente
che scrive deve avere qualcosa da fare quando non sta scrivendo.
Per questo molti scrittori fumano e io che non fumo faccio questo,
gli aveva risposto. Stafford aveva annuito e aveva abbandonato
l'argomento: aveva imparato a lasciarle sempre l'ultima parola.
Un sorriso complice gli illumin il viso. Volevo solamente vedere
dove stanno andando ora i critici letterari e cosa ti trovo? Anche
su questa rivista scrivono degli scienziati, e di che livello! C'
un Premio Nobel: Max Perutz.
Non stai scherzando? Fammi vedere.
Le indic un articolo su Klaus Fuchs. Lui era un vero imbroglione,
ma l'articolo  entusiasmante. Dovresti leggerlo.
Imbroglione? Io credevo che gli scienziati fossero degli esempi
di culto della verit, che non mentissero mai.
Fuchs non mentiva nella sua ricerca scientifica - in quella era
pieno di scrupoli. Aveva fatto la spia per i sovietici quando era a
Los Alamos nel progetto per la bomba atomica. Ma basta parlare
di queste cose. Iniziamo a preparare la cena. Stasera cucino io.
Celly, stacchiamo per un paio di giorni. Guarda la neve che c'
fuori. Mi puoi insegnare lo sci di fondo. Mi hai promesso che avresti
mostrato a questo giovanotto del Sud alcuni degli sport che fate
voi muscolose ragazze del West. Cosa ne pensi di dare aria ai nostri
cervelli e di far lavorare un po' i nostri muscoli?
Mi piacerebbe veramente tanto, Jerry, gli rispose scuotendo il
capo, ma dovremo limitarci a esercitare i muscoli a letto. Non
posso mollare proprio ora, in questo momento sto imparando a
fare le incorporazioni virali e Jean lo sta facendo insieme a me. Impariamo
insieme e cos sono legata al calendario dei suoi impegni.
Non puoi liberarti nemmeno per un paio di giorni? Nemmeno
per celebrare il mio trionfo?
No, che non posso, gli rispose con fermezza. Ricordati che
tu non ti sei potuto sganciare nemmeno per qualche ora, per celebrare
il mio. E poi, cosa dir I. C.? Ti moller dal laboratorio?
Stavolta non far obiezioni. Mi ha detto che, dopo aver spedito
il manoscritto, star via da venerd mattina fino a luned. Dai,
andiamo! Non siamo mai stati via insieme per due giorni interi.
Lo so che non abbiamo ancora avuto due giorni tutti per noi,
mormor, mentre le ritornava alla memoria Graham Lufkin,
quando le aveva detto che trentasei ore consecutive - due notti e
una giornata - con un uomo erano veramente indispensabili, se lo
si desiderava conoscere nel profondo. Anche ora, non era del tutto
sicura che quell'affermazione non nascondesse un arrire pense nei
suoi confronti, ma veramente il week-end a New York era stato
una favola. Non posso, Jerry. Nel nostro lavoro siamo a un punto
cruciale. Forse, potremo tra un paio di settimane.
E se nel frattempo la neve si sar sciolta tutta?
Allora andremo in citt per un'orgia di cultura. Ho una zia di
Portland che si  trasferita di recente a Chicago. Mi ha detto che
posso andare a stare da lei tutte le volte che voglio. Sono sicura che
non le spiacer se ti ospiter nel mio letto. E a proposito di letto...
Andiamo, le mormor, ho il cervello stanco.
Per questo weekend facciamo diversamente, aveva dichiarato
per telefono Cantor. Sono in vena di festeggiare. Cosa ne dite di
fare l'opus 6, n.6?
Haydn di nuovo? I. C., pensavo che tu volessi fare qualcosa di
diverso.
E chi ha parlato di Haydn, Sol? Volevo dire Boccherini.
Cantor era compiaciuto di aver segnato un punto di vantaggio sul loro
primo violino, Sol Minskoff. Erano stati compagni di classe al City
College di New York e si erano sempre tenuti in contatto.
Minskoff era un esecutore di prima categoria; di tale qualit da essere
stato per un po' in dubbio tra diventare un violinista professionista
o fare l'avvocato. Era stata la toga a vincere, ma dovunque
Minskoff si fosse dovuto trasferire per lavoro era riuscito a organizzare
un quartetto d'archi di dilettanti. Ora aveva uno studio legale
estremamente ben quotato a Chicago e, quando aveva saputo che
Cantor aveva una specie di pied-a-terre in citt lo aveva subito coinvolto.
I violisti dilettanti erano una specie rara - specialmente quelli
veri, una razza ben distinta da quella dei violinisti spazientiti. Di
quegli altri, al contrario, ce n'era in abbondanza e trovare un secondo
violino per il quartetto era abbastanza agevole, anche con un
breve preavviso.
Ah, fece notare Minskoff, incassando il colpo. Boccherini,
un autore ancor pi prolifico di Haydn. Sai che batte Haydn 91 a
83, nei quartetti d'archi?
No, non lo sapevo. Sol deve sempre vincere, quando si tira in
ballo la musica, pens Cantor.
191 quartetti sono niente. Ha scritto non meno di 125 quintetti
per archi. Se mai riuscir a trovare un secondo violoncello, proveremo
l'opus 37, n.7. Che rond! Mugol poche battute. A proposito
di violoncellisti, ne incontrerai uno nuovo, Paula Curry...
Paul-a? Cantor appoggi l'accento sull'ultima vocale. Pensavo
fossimo un gruppo di scapoli.
 vero, non abbiamo mai avuto con noi una donna, da quando
ti sei unito anche tu, vero? Ma... devi sapere che... nel tuo caso 
stato appena per un pelo... c'era anche una violista... che piaceva
molto agli altri due. Sono stato io a insistere per te. ... Ad ogni
modo, Herb ha avuto un incidente e si  rotto una gamba. Non si
pu suonare il violoncello col gesso. Grazie a dio il violoncello non
ce l'aveva in macchina. E ringrazia anche che ho potuto trovare un
violoncello... femmina con un preavviso cos breve. Penso che sia
brava, anche se non l'ho ancora incontrata.  una nuova di qui.
Mi spiace per Herb. A proposito, vorrei suggerire che per suonare
ci riunissimo da me, stavolta; gli altri non ci sono mai stati.
Ho una sorpresa in serbo per voi, dopo il Boccherini. E sar meglio
che avvisi gli altri dell'opus 6, n.6, cos nel caso che qualcuno voglia
dargli un'occhiata...
I. C., non ricominciamo. Siamo dei dilettanti, noi, non dei
principianti. Siamo tutti in grado di leggere all'impronta. E poi
suoniamo per il nostro piacere, non per il pubblico. Il primo esperimento
con un pezzo nuovo, scoprire tutti insieme una sezione
particolarmente eccitante, riuscire tutti insieme a domare un passaggio
difficile... pensa, tutte queste emozioni vanno perse se ti
eserciti prima col pezzo. No, nyet, nein!
Chi ? url Cantor nel citofono. Lo squillo lo aveva sorpreso
ancora in bagno, il viso ancora bianco di schiuma da barba. Chi
pu essere? Si domand. L'arrivo degli altri tre del quartetto era
previsto fra tre quarti d'ora.
Paula. Il crepitio della linea del citofono era insopportabile.
Quante volte ho detto al custode di ripararlo? si domand con rabbia.
Questo dovrebbe essere un condominio di lusso con vista lago,
non un blocco di case popolari!
Chi? Cantor non aveva potuto udire nulla.
Paula Curry, ripet la voce, Sono la violoncellista. Temo di
essere un po' in anticipo.
In anticipo? brontol sottovoce Cantor. Non aveva neppure
messo la cravatta. Sentendosi pi nudo di quanto in realt non fosse,
schiacci il pulsante. Venga pure su. Al quindicesimo, a sinistra
uscendo dall'ascensore.
Cantor termin in un lampo di lavarsi il viso e afferr una cravatta
a farfalla, uno dei suoi vezzi in fatto di abbigliamento, quando era in
citt - durante la settimana indossava, sotto al camice da laboratorio o
alla giacca, normali cravatte lunghe - e con mano esperta fece velocemente
il nodo intorno al collo della camicia azzurra. Ebbe appena il
tempo di ravviarsi i capelli, prima di udire suonare il campanello.
Paula Curry, la custodia del violoncello nella mano destra, torreggiava
su di lui, inquadrata dal profilo della porta di casa aperta.
Vedendola, Cantor avvert una vampa di sangue al viso. Si accomodi.
balbett. Non attendevo ancora nessuno. Pallade Atena
con la lancia... o forse Brunilde nella Valchiria, fu tutto quello che
gli riusc di pensare mentre lei gli scivolava accanto varcando la soglia.
I suoi capelli biondi, ondulati sulle spalle, gli fecero venire in
mente che era bene che non fosse una violinista, in quanto le si sarebbero
ingarbugliati nell'archetto.
Si accomodi, ripet e lasci che le prenda il cappotto. Questo
rito le scaten la prima risata, mentre portava da una mano all'altra
la custodia del violoncello e Cantor tentava di sfilarle la manica...
dal lato del braccio occupato. Quando finalmente Cantor ci riusc e
la guard tenendone tra le braccia la pelliccia, decise che dopotutto
era Pallade Atena: il suo abito lungo e sbracciato color champagne
poteva facilmente essere scambiato per una toga, o comunque si
chiamava quell'abito greco. Con cautela, lei depose sul pavimento
la custodia del violoncello ed entr nel soggiorno. Che bel panorama!
Si avvicin al divano vicino al finestrone panoramico e si
sporse per guardare il Lago Michigan, la cui superficie scura e marezzata
di onde risaltava sullo sfondo delle rive coperte di neve.
Non riesce mai a stancarla, non  vero?
No, non mi stanco mai di osservarlo. Ma in definitiva, qui non
ci passo molto tempo: di solito solo i fine settimana.
E perch? Senza esserne invitata, Paula Curry si era accomodata
sul divano, allungando sulla spalliera le braccia nude, carezzate
da ciocche di capelli biondi. Gli occhi maliziosi semichiusi, semiaperta
la bocca con il rossetto sulle labbra carnose, gli alti zigomi
slavi, il seno colmo che ne rendeva il corpo snello quasi zaftig, molto sexy, 
l'insieme di tutti quei particolari ne facevano un'immagine straordinaria
per Cantor, in piedi davanti a lei. Viaggia molto?, gli domand.
No, non molto. Ma il posto dove lavoro  troppo lontano per
fare il pendolare. Cantor era desideroso di cambiare argomento.
Dov'? lo incalz.
Cit brevemente l'universit, dando per scontato che lei, comportandosi
come uno studente, si accorgesse della sua riservatezza
e la rispettasse. Rest sorpreso nell'accorgersi che era riuscito solamente
a stimolare la sua curiosit.
Allora lei insegna?
Cantor annu. E mi dedico anche alla ricerca. In sostanza, 
quello cui mi dedico prevalentemente.
In che settore?
La biologia cellulare.
Che coincidenza! esclam. Ho una nipote che studia chimica
qui. Sta facendo il dottorato. Forse la conosce. Si chiama Celestine
Price. E la figlia della mia sorella adottiva.
Il nome non mi dice niente, rispose Cantor dopo qualche momento
di riflessione. A meno che non abbia seguito qualche mio
corso,  difficile che io abbia potuto conoscere sua nipote.  un'universit
grossa, la nostra. Quasi trentamila studenti. E poi, Chimica 
abbastanza lontana da Biologia. Prese la decisione di andare all'attacco,
prima che lei potesse fargli un'altra domanda.Miss Curry..
Puoi chiamarmi Paula. Dopotutto, suoniamo nel medesimo
quartetto. Qual  il tuo nome?
Cantor divent rosso. Non si sentiva mai a suo agio, quando veniva
coinvolto con la familiarit. Questa era una delle ragioni per
cui nelle pubblicazioni riportava solo l'iniziale del proprio nome.
E lo stesso era per il suo biglietto da visita. Le persone mi chiamano
semplicemente I. C., mormor.
Icy? Anche in questa fredda sera di Dicembre, non mi sembri
affatto... gelido. Perch ti hanno messo quel soprannome?
Cantor si rifiut di prendere in considerazione il lato spiritoso
del gioco di parole. Non ho detto Icy, ho detto rispose pronunciando
le lettere staccate.
Capisco... replic lei, con un sorriso provocante. I. C. E
cosa...
Cantor si accorse della piega che la conversazione stava imboccando
e decise di interromperla. Miss Curry... cio... Paula... mi
sembra di aver capito che ti sei trasferita di recente qui da Portland.
Cosa ti ha portata a Chicago?
Vieni, accomodati qui vicino, rispose facendo segno al cuscino
accanto al proprio. Non sono abituata alle persone che mi torreggiano
davanti. E poi non mi sembri molto a tuo agio, l. Si volt
a guardarlo mentre prendeva posto. Il motivo per cui sono venuta
a Chicago? Il solito banale motivo di tutto il mondo: un
uomo.
E cosa fa, il tuo... La domanda gli scapp fuori di bocca prima
che potesse rendersene conto. Come lo posso chiamare, l'uomo,
pens freneticamente, marito, amante, amico. ... Quella persona?
continu la domanda con voce incerta. Perch si  trasferito
qui?
Un'altra risata squillante gli esplose nelle orecchie. Non volevo
dire che sono venuta qui con un uomo. Mettiamola cos: sono venuta
a Chicago per venir via da un uomo. E difatti lui  ancora a
Portland, grazie al cielo, aggiunse, e si sprofond nuovamente
all'indietro nei cuscini. E di te cosa mi dice, I. C. ? Esiste una signora
Cantor, in questa casa?
Cantor divenne rosso per la terza volta nella sera. Sono single.
Sei gay? domand. Vedendo l'espressione sconvolta di Cantor,
si mise la mano sulla bocca. Scusami tanto, stavo scherzando.
Nel West, da dove vengo, questa  una domanda del tutto amichevole.
Ma capisco che non sono affari miei.
Non c' di che, le rispose con il tono della voce irrigidito.
Sono divorziato. Da tanti anni. Quanti sono, undici anni? Era
da mesi che non gli capitava di pensare alla sua ex-moglie. Sarebbe
stato arduo per lui, ora, descrivere il viso di va, depositato nell'archivio
morto della sua memoria. L'unica cosa che ancora poteva ricordare,
era la sera in cui lei entr nella penombra del suo studio,
dove lui stava leggendo alla scrivania PNAS, o quale che fosse la rivista.
Non poteva dire da quanto tempo lei lo stesse osservando, in
piedi vicino alla porta. Fu il tono della sua voce I. C.!, espresso
con una freddezza che gli fece realmente venire in mente il ghiaccio,
che gli fece alzare il capo, il dito ancora a segnare il paragrafo al
punto dove era stato interrotto. Facciamola finita, con tutto questo,
aveva detto.
Finita con cosa? le aveva domandato Cantor, la mente ancora
annebbiata da termini molto pi vaghi di quelle parole cos pregnanti.
Con tutto, aveva replicato lei, con un vago gesto circolare della
mano a indicare tutt'intorno la stanza. Divorziamo.
Paula Curry si alz ad osservare con attenzione le quattro sedie
dietro i leggii da musica. Non ho mai suonato seduta su un
Hepplewhite. E questa credenza,  Queen Anne, vero?
Cantor annu senza emettere suono.
Ma cos' questa poltrona? domand Paula. Perch i portacandele
sono montati sui braccioli in quel modo. Se ci fossero delle
vere candele accese, ci si potrebbe bruciare i gomiti.
Non se si sta seduti nel modo giusto. Vengono a trovarsi di
fronte, non di dietro. Cantor inizi ad animarsi.  una poltrona
da fumo, sulla quale ci si siede con le gambe a cavalcioni, come su
un cavallo. aggiunse.
Ma certo! Che sciocca che sono.
Cantor si avvicin e fece ruotare due contenitori, uno a lato di
ciascun bracciolo. Un fumatore custodisce i suoi accessori da
fumo qui dentro e pu utilizzare il ripiano superiore come appoggio
per leggere. Io non sono un fumatore e perci qui dentro tengo
carta e matita. Come sedia per leggere le riviste non  male. Se uno
vuole prendere appunti, lo pu fare comodamente.
Paula Curry sembrava impressionata. Ti posso chiedere dove
l'hai preso? Qui a Chicago?
No, a Londra.
Non per caso da Mallet in Bond Street?
No, a un'asta.
Sotheby o Christie?
Perch ti interessa tanto.
 solo per curiosit professionale.
Furba, concesse Cantor. Vuole che le domandi che lavoro fa.
Mi dispiace, ribatt, cambiando improvvisamente argomento.
Non sono un gran che come padrone di casa. Ti posso offrire una
cosa da bere? Ho ...
Nulla, grazie. Lo trattenne con la mano per impedirgli di alzarsi.
Ora che ci penso, c' qualcosa che puoi offrirmi. Il panorama da casa
tua, e punt il dito alla finestra con la vista sul lago. I tuoi mobili mi
hanno fatto dimenticare il motivo che mi ha fatto arrivare in anticipo.
Posso dare un'occhiata allo spartito del Boccherini? Non ho mai suonato
quel pezzo, e non ho avuto tempo di cercarlo.
Solo se non dici a Sol Minskoff che te l'ho mostrato in anticipo.
Lui non pensa che dobbiamo prepararci in anticipo.
Capisco. Nemmeno una parola.
Cantor si rese conto di essere rientrato nel territorio neutrale.
Come hai conosciuto Sol? domand?
Attraverso un avvocato di Portland col quale ogni tanto suonavo.
Cantor si accorse che lei aveva intercettato il suo sguardo inquisitorio
ancor prima che lui si fosse accorto di averlo lanciato.
Facevo solo da spalla, aggiunse con un sorriso.
Per essere la prima volta che suonavano con un nuovo compagno,
il quartetto di Boccherini venne proprio bene. Al termine del
terzo movimento, l'allegro, i loro visi erano raggianti di soddisfazione.
Non male, eh? si compiacque Minskoff. E nemmeno ci
siamo esercitati in anticipo. Vediamo l'ultimo movimento come
va.
Si deterse la fronte con il fazzoletto, prima di rimetterselo sul
collo. Si volt verso la violoncellista, che era seduta direttamente di
fronte a lui. Paula, cosa ci suggerisci come encore?
Cantor aggrott le sopracciglia e scorse Ralph Draper, il secondo
violino, fare altrettanto. Conoscevano il significato del messaggio.
Sol Minskoff non consultava mai i suoi colleghi sui pezzi da
suonare. Li proponeva lui, oppure poneva il veto.
Facciamo l'Opus 59, n. 1, rispose lei senza un attimo di esitazione.
Almeno il primo movimento.
Cantor e Draper si scambiarono un'altra occhiata. Glielo avrebbe
consentito? Il primo movimento di questo particolare quartetto
di Beethoven, il primo dei tre quartetti Razumovsky,  famoso per
la parte del violoncello con la quale comincia. In questa scelta, certamente
il violino finisce per avere solo un ruolo di spalla. Facciamolo,
rispose Minskoff.
Un'altra memoria si focalizz inattesa nella mente di Cantor.
Dio, pens, dovrei chiedere a Sol se anche a lui torna in mente la
stessa scena. Durante il loro anno da senior al City College di New
York, con Minskoff erano andati a fare una passeggiata a Washington
Square, dove c'era un'esposizione di dipinti all'aperto. Pigramente
avevano passato in rassegna i numerosi paesaggi, i quadri
astratti dai colori violenti, i soggetti irrimediabilmente kitsch che
sono i pi comuni in queste manifestazioni. A un tratto, Sol aveva
segnato a dito un grande dipinto a olio appeso a un albero. Guardale
le tette! Com' che ti piacerebbe giocarci? gli domand, il
viso illuminato da un ghigno malizioso. Il quadro raffigurava una
donna nuda, con un violoncello stretto tra le cosce e l'archetto sollevato,
pronta a cominciare. L'immagine di stasera era molto pi
tenue, anche se pi aggraziata: Paula Curry che abbracciava il violoncello
dalla superficie levigata, il capo ad accarezzare il manico
dello strumento, gli occhi semichiusi nell'espressione di sognante
piacere che le illuminava il viso.
I. C.! Il secco comando di Minskoff lo riport alla realt.
Stiamo suonando un quartetto, non un trio. Daccapo.
Cantor si alz con uno scatto dalla sedia nel momento stesso in
cui mor l'ultima nota, ancor prima che Minskoff finisse di abbassare
l'archetto. Voialtri potete metter via i vostri strumenti e togliere
di torno i leggii. Torno tra due minuti. Stasera abbiamo qualcosa
da celebrare con una festicciola. Cantor si chiuse alle spalle la
porta della cucina. Aveva preparato tutto in anticipo: il caviale nella
coppa di cristallo, pronta per essere immersa fino all'orlo nel
contenitore d'argento con il ghiaccio tritato; il pane di segale tagliato
a fettine sottili e disposto con ordine nel vassoio, coperto
dalla pellicola di plastica; la trota affumicata; il decanter di cristallo
riempito di vino rosso. Tutto ci che rimaneva da fare era battere a
neve il bianco d'uovo. Cantor era quasi sul punto di versarlo nella
base del souffl, che aveva preparato fin dal pomeriggio, quando la
porta della cucina si apr. Posso dare una mano? domand Paula
Curry, Cosa stai facendo qui dentro?
Sto solo finendo di preparare il dessert.  una sorpresa. Perch
non porti di l il caviale e la trota? Le fece cenno con il capo.
Metto questo in forno e sono da voi in un attimo.
Tornato nel soggiorno, Cantor accese delle candele, abbass le
luci, raddrizz le spalle e, un po' rigido, fece il suo annuncio.
Questa settimana abbiamo terminato un esperimento molto importante.
E questo richiede un festeggiamento: caviale, trota affumicata
e ... sbirci sul Patek Philippe d'oro un dessert a sorpresa
tra esattamente ventinove minuti.
Raccontaci dell'esperimento, lo incoraggi Paula.
Prima che cominci, lo interruppe Minskoff, dov' la vodka?
Chi ha mai sentito del caviale senza vodka?
Lo stai sentendo proprio ora. A casa non ne ho. Cantor si volt
verso Paula Curry. Spero non ti spiaccia. Non ricevo mai nessuno.
Avrei potuto offrirvi del vino bianco, ma questo..alz il
decanter in direzione di una delle candele per evidenziare il limpido
color rosso .. questa  una bottiglia molto speciale, uno Chateau
Margaux del '61. E se il nostro qui presente avvocato ha bisogno di
una giustificazione per il rosso, gliela fornir il dessert.
Okay,  Minskoff apparve soddisfatto mentre si serviva di una
generosa porzione di scintillanti perline nere sul proprio piatto.
Ma dove sono il bianco d'uovo, la cipolla e il limone?
Sol, questo non  uno scarto qualsiasi del Caspio come quello
che i tuoi antenati mangiavano nello shtetl, questo  Beluga autentico.
Non voglio che ne massacri il gusto con l'uovo o la cipolla.
Limone, forse... solo se proprio insisti.
Paula Curry aveva terminato di distendere il caviale su una fettina
di pane. Perch non la smettete, voi due, con queste menate da
scapoloni e non vi godete il Beluga?
Brava! esclam Draper, e lev verso di lei il calice.
Il souffl al cioccolato si dimostr un vero capolavoro. Anche
Minskoff fu d'accordo. I. C., maestoso! Lev il calice. Se il tuo
esperimento di laboratorio  riuscito anche solo la met di questo,
diventerai famoso. Fece schioccare le labbra e guard gli altri
ospiti.  ora di andare. Paula, ti posso dare un passaggio?
No, grazie, rispose. Sono venuta qui in auto. Mi trattengo
un attimo ad aiutare I. C. a metter via. Non dovrebbe essere lasciato
a farlo da solo - non dopo questo sfoggio di maestria.
Chiusa la porta di casa, continu: Ora che i violinisti se ne sono
andati, ci rimane solo il duetto per violoncello e viola, una combinazione
rara. Cosa c' da suonare?
Il suo commento colse Cantor completamente di sorpresa. Si
ferm e cerc di leggerne le intenzioni dipinte in viso. L'espressione
dei suoi occhi, la soddisfazione espressa dalla sua battuta mascherata
dal loro splendore, potevano significare qualsiasi cosa.
Prese la decisione di andare sul liscio. Be', c' il duetto di Beethoven
in mi-bemolle maggiore e anche quello di Hindemith...
Non importa, lo interruppe prendendolo per il braccio. Andiamo
in cucina e facciamo un po' di pulizia. Ce l'hai un grembiule?
Lavorando insieme, gli ci vollero solo pochi minuti per caricare
la lavastoviglie. Cantor stava terminando di asciugare l'ultimo dei
calici da vino, che aveva lavato a mano, quando ancora una volta la
sua ospite lo colse di sorpresa.
Mi piaci, I. C. Sei un cuoco straordinario, un esperto di antiquariato,
presumo anche un buon biologo cellulare...
Detto in tutta modestia, tra i migliori, le rispose fingendo un
atteggiamento di tronfio orgoglio.
Una viola del tutto decorosa...
Ero sicuro che ci fosse un ma.
No, niente ma. Non riusciresti ad essere ammesso nella sezione
delle viole della Filarmonica, ma mi piace come suoni. Non batti il
tempo col piede per tutta l'esecuzione. Si vede che la musica ti piace.
Lo si vede dall'espressione sul tuo viso. E se non stai barando sul fatto
che il pezzo lo hai suonato a prima vista, col Boccherini hai fatto proprio
bene. Proprio come un uomo del Rinascimento. Penso proprio
che ti chiamer Leonardo, invece che Icy  molto pi caldo. Dimmi,
Leonardo, prima che me ne vada, quali altre virt nascondi?
Tenendosi in guardia, Cantor si era gi preparato una risposta.
Paula, ti ho vista in azione solo per poche ore. Ma scommetto che,
se veramente lo vuoi sapere, riuscirai a scoprirlo da sola. Vero?
Vero. A proposito, quanti anni hai?
Riguarda la domanda precedente?
Potrebbe essere, ammise. Allora, quanti anni hai?
Quasi sessanta.
Davvero? Avrei detto sulla cinquantina. Mi sembri in forma.
Cosa fai, per tenerti in forma, jogging ?
Jogging! Cantor cerc di pronunciare le due sillabe della parola
con tutto lo sdegno di cui era capace. Paula, afferm aggrottando
comicamente le sopracciglia quando mi sfiora un simile
pensiero, io mi metto subito a fare un riposino, finch mi passa.
Paula lo scrut dubbiosa. Troppo bella, la battuta. Non  tua.
Confessalo, Leonardo.
Mi  solo venuta in mente. Fece una pausa, prima di continuare,
con il viso sorridente. Ma non  mia. Per quel che ricordo, il
primo a usarla  stato un ex-president dell'Universit di Chicago.
Se non originale, almeno sei uno onesto.
Ovvio, che sono onesto, le rispose. Non lo sai che tutti gli
scienziati lo sono? Alcuni sono persino onesti e originali. Come
questo Leonardo qui.
Non ho paragoni da fare, perci cambio argomento. Quando
lasci Chicago per tornare all'universit?
Domenica sera o forse luned mattina. Una volta tanto, il laboratorio
 meno sotto pressione, rispose con un sospiro rilassato.
In quel caso, ti invito da me per domenica. Ti offrir un saggio
della mia versatilit. A pranzo o a cena?
A pranzo, direi, le rispose dopo una breve pausa.
Hm, mormor lei senza sollevare gli occhi, mentre stava gi
scrivendo il proprio indirizzo su un foglio di carta.
Erano trascorse due settimane, senza una nuova nevicata. Faceva
ancora freddo a sufficienza ma, secondo Celestine, la neve vecchia era
gi troppo crostosa per portare un principiante a fare sci di fondo.
Andiamo a Chicago in treno, sugger a Stafford e tratteniamoci da
mia zia per la notte. Ti piacer, come persona.  molto speciale.
Lo sa che porti qualcuno con te?
Non ancora, ma non c' problema.  una molto ospitale. Ad
ogni modo, l'avvertir in anticipo.
Di cosa, la avvertirai? le sorrise.
Delle tue maniere a tavola, ovviamente.
Cosa fa, questa tua zia? E c' uno zio?
No. Prima viveva con uno di Portland, un avvocato... In famiglia,
mia zia  quella indipendente. Ma ora vive da sola a Chicago.
Cosa fa? insistette Stafford.
A Portland era uno dei migliori architetti di interni: uffici alla
moda, appartamenti per yuppie, ristrutturazione di vecchie case...
tutta quella roba l.
E perch si  trasferita a Chicago?
Perch, perch, perch! Jerry, tu fai sempre troppe domande.
Se vuoi, chiediglielo tu stesso, sabato.
Perch si  trasferita nel Midwest, Miss Curry? le domand
Stafford solo pochi minuti dopo averla ringraziata dell'ospitalit.
E perch ci si  trasferito lei? Paula aveva l'abitudine di rispondere
alle domande con altre domande, se non era intenzionata a rispondere.
Non ha l'accento del Midwest.
Sono della Sud Carolina
E battista dalla testa ai piedi.
E questa ragazza del West, della Chiesa Unitaria, cos'ha imparato
dal suo bel battista?
Celestine stette alla battuta della zia. Non molto. Pi che altro,
gli insegno. Paula, sai cosa insegnano ai giovani battisti sui fatti
della vita? Gli insegnano...
Celly! si precipit Stafford, visibilmente imbarazzato.
Non si preoccupi di lei. So quanto  stata precoce mia nipote.
Ma mi dica, Mr. Stafford...
Mi chiami pure Jerry, la interruppe.
In questo caso, chiamami Paula. Perch ti sei trasferito qui dalla
Sud Carolina, Jerry?
Per prendere il dottorato con un certo professore.
Sei anche tu un chimico come Celly?
No, l'ho preso in biologia cellulare, con il Professor Cantor.
Posso offrirvi un caff? domand Paula, alzandosi di scatto.
Quando fece ritorno, portando le tazze e la zuccheriera, si era alquanto
ricomposta. Deve essere una vera e propria star, questo
tuo professore, se gli allievi vengono a lui fin dalla lontana Sud Carolina.
Come hai detto che si chiama?
Cantor. Meglio noto come I. C..
Cantor di ghiaccio? Perch lo chiamano cos? E veramente un
animale a sangue freddo?
No, rispose Stafford ridendo e scand le iniziali.
E allora, che tipo , il tuo Professor Cantor?
 uno scienziato di prima categoria...
Non  quello che intendevo, si intromise Paula. Volevo dire,
come persona.
Come persona? Buffa domanda. E un tipo... preciso. Meticoloso.
Di vedute abbastanza ampie. E ha la straordinaria abilit di
desumere da poche osservazioni isolate dei quadri generali anche
complessi. Penso che sia cos che operavano i grandi diagnosti della
medicina, prima dell'invenzione dei laboratori clinici e di tutti gli
strumenti.
No, no, dicevo come persona, fuori del laboratorio.
Difficile, da dire. Sappiamo pochissimo della sua vita al di fuori
del laboratorio.
Via, non vi invita a casa sua? Sua moglie non organizza i parties
per gli studenti?
 divorziato. Non l'ho mai sentito pronunciare un altro nome
di donna. E non sono mai stato a casa sua, ora che mi ci fai pensare.
Stafford non pot notare il lampo di malizia negli occhi di Paula
Curry. Sorprendente, non  vero, che voi sappiate cos poco di
lui? Potrebbe avere una doppia vita: essere un tesoro di marito... o
un musicista... o un collezionista di antiquariato... o tutto questo
insieme e molto ancora...
Impossibile.
Perch dici cos?
I. C. non ne avrebbe il tempo. Non hai idea di quante riviste
quell'uomo debba leggere, le riunioni a cui partecipa, le commissioni
di cui  membro. Fa anche un po' di lavoro di laboratorio. Insegna
e scrive lavori.
E fa lavorare gli studenti come un vero schiavista, aggiunse
Celestine. Jerry ha lavorato giorno e notte, per sette giorni alla settimana,
per quasi tre mesi. Non l'ho quasi visto.
Paula Curry guard il giovane con aperta curiosit. E come 
andata a finire?
Celestine non lo lasci rispondere. Jerry non  solo il beniamino
di Cantor. Sostiene anche di essere un genietto in laboratorio.
E cos il professore va da lui e gli dice: Jerry, io ho questa fantastica
idea, ma ho necessit di una conferma sperimentale. Voglio che tu
vada in laboratorio e non ne esca prima di aver finito. E il mio
amore battista cosa fa?
Stafford tent di metterle una mano sulla bocca, ma lei la respinse.
Lui fa davvero quello che il professore gli ha chiesto e ignora la
sua bella. Se non vuoi che dica che Cantor  uno schiavista, per lo
meno lasciami dire che tu, Dr. Jeremiah Stafford, sei il suo schiavo.
Questa  tutta la storia, Paula.
Su cosa stavi lavorando?  veramente cos importante?
Stafford annu. S, lo era veramente, e Celly ha ragione. Il prof
era cos convinto che l'esperimento dovesse riuscire, che non mi ha
lasciato un attimo. Pensavo veramente che se non fosse riuscito, lui
avrebbe... Jerry si interruppe bruscamente.
Vi verso dell'altro caff, aggiunse Paula. Prima mi hai detto
che  uno scienziato di prima categoria. Cos'ha di tanto speciale?
Stafford la scrut divertito Potrebbe benissimo vincerlo, il Premio
Nobel.
Bene, bene, esclam Paula appoggiando precipitosamente il
bricco del caff sul tavolino. Aveva cominciato a tremarle in mano.
...
.
...
11.
...
.
...
Quando l'articolo sull'oncogenesi apparve su. Nature, persino
Cantor rimase sorpreso dalla quantit di richieste di reprint che
iniziarono ad arrivare.
NOTA: Reprint  l'estratto a stampa di un articolo scientifico pubblicato su una rivista (e di
cui  - in teoria - vietata o limitata la fotocopiatura), che l'autore pu inviare, a richiesta o a titolo di omaggio, ad altri ricercatori. FINE NOTA.
Giungevano a ondate. Le prime furono
quelle dei ricercatori che si precipitano in biblioteca non appena
l'ultimo fascicolo di Nature viene posto nella sua casella dello scaffale
dei periodici in arrivo: sono gli entusiasti castori della scienza,
sempre a caccia delle ultime notizie del loro settore di ricerca. Un
momentaneo rallentamento e, dopo che il sommario del fascicolo
apparve sui Current Contents, si rivers la seconda valanga di richieste.
Dato che gli abbonamenti alle riviste scientifiche costano
assai cari, i Current Contents, un fascicoletto che riporta i titoli degli
articoli delle riviste e gli indirizzi dei rispettivi autori,  manna
dal cielo per gli scienziati nei paesi a moneta debole. La segretaria
di Cantor, il cui fratello era un appassionato collezionista di francobolli,
si trov improvvisamente indaffarata a rimuovere i francobolli
dalle cartoline di richiesta provenienti dall'Argentina, dalla
Bulgaria, dall'india e da dozzine di altri paesi.
Ma per Cantor la soddisfazione pi gratificante, alla comparsa
del loro articolo, fu una telefonata. Il giorno dopo l'uscita del fascicolo,
Krauss chiam da Harvard per far presente che quel particolare
articolo non poteva sfuggire agli occhi di certa gente a Stoccolma.
I. C., se fossi un uomo invidioso, dovrei essere verde di bile.
Ma tu sai che non lo sono. Le sue parole avevano perlomeno un
suono convincente. Se non sono stato io ad escogitarlo, questo
esperimento, sono per pago del fatto che sei stato tu. Cantor avverti
una piacevole vampata di soddisfazione salirgli al viso. Ma
Krauss non aveva terminato. I. C., tu sai che gli Svedesi sollecitano
gente in tutto il mondo a esprimere candidature. Anche tu devi
aver ricevuto quel modulo in passato. Quest'anno  il mio turno...
ce l'ho proprio qui davanti. Sotto l'intestazione Motivi per la
candidatura, chiedono una bibliografia, i dettagli biografici e altri documenti
a sostegno. Perch non mi semplifichi la vita e non mi
mandi le tue cose? Io mi preoccuper di tutto il resto.
In un'occasione simile, l'etichetta scientifica prescrive la modestia.
Ma lo sguardo pudicamente rivolto a terra, le mani lievemente
allargate in un moto represso di rinuncia riescono solo ad apparire
puramente convenzionali. Il telefono  pi discreto.
Cantor afferr l'occasione al volo. Kurt, io lo sapevo, che era
un'idea valida. E stata la pi grande intuizione che ho mai avuto!
Ma ho avuto anche la mia parte di fortuna. Ti ho mai detto del mio
post-doc, Jeremiah Stafford? Quell'uomo ha le mani d'oro... non
devi aver mai visto una tecnica simile in laboratorio. Non so se
qualcun'altro ce l'avrebbe mai fatta.
Tutti abbiamo a disposizione persone del genere, tub
Krauss. Ci vuole solo del talento a scoprirle. Nonostante tutto,
presto o tardi, qualcuno dovr replicarlo, il tuo esperimento. Potresti
lasciare che ce ne occupassimo noi... dopotutto, il primo annuncio
della tua idea l'hai fatto a un mio seminario.
Non ho nemmeno iniziato a scriverlo, il lavoro con tutti i dettagli,
rispose Cantor. Non credo ci sia tutta questa fretta.
Non c', infatti, gli replic Krauss con voce incolore. Finch
tu non pubblichi tutti i dettagli sperimentali, nessuno pu iniziare
a replicarlo. Mandali a noi, quei dettagli. Cos saprai chi metter il
marchio di qualit al tuo esperimento. Ma dimmi, I. C., continu
Krauss come hai fatto a fartelo pubblicare in meno di due settimane?
Cantor fu compiaciuto che Krauss avesse colto la portata del
suo trionfo anche fino all'ultima sfumatura.
Gli alpinisti che scalano le vette dell'Himalaya possono godersi
solo per pochi minuti la gloria della conquista. Non appena scattata
la foto, gagliardetto in una mano, piccozza nell'altra, comincia la
marcia di rientro, prima dell'arrivo di una nuova tempesta o che la
bombola di ossigeno si esaurisca. Ma con gli Everest scientifici non
accade cos. Per due mesi pieni, fino alla met di febbraio, Cantor si
pot crogiolare sulla vetta, tra conferenze, seminari e simposi ai
quali presentava la sua teoria e descriveva per sommi capi la prova
sperimentale conseguita.
Per Stafford, al contrario, quel periodo rappresentava di per se
stesso una dimostrazione sperimentale della teoria bakhtiniana
enunciata da Leah. Nelle occasioni in cui Stafford era nell'uditorio,
il pubblico riconoscimento che il professore dava del contributo
del suo studente era esemplare. Non sono sicuro che noi avremmo
potuto conseguire in cos breve tempo la dimostrazione sperimentale
della teoria, e addirittura che ne avremmo potuto fornire una,
senza la straordinaria perizia sperimentale del Dr. Stafford, che  in
questa sala. Il sorriso che accompagnava le parole sembrava sincero,
e il breve cenno del capo col quale Stafford rispondeva non appariva
di circostanza. Ci non di meno, Stafford teneva il conto - e segnava il
peso - di ogni noi ed io. Bisognava per correttezza ammettere che
gli io erano rari. Ma la loro funzione non era forse quella di trasformare
in plurale maiestatis tutto il resto dei noi? Le parole nel linguaggio
sono per met di un altro suonava il pensiero di Bakhtin che Leah
aveva trascritto sul muro sopra il telefono. Mi sto facendo prendere
dalla paranoia, imprec sottovoce Stafford. Sempre per correttezza
nei confronti del professore, bisognava dire che Cantor, contrariamente
alle proprie abitudini, aveva lasciato a lui di rispondere alle domande
prettamente tecniche che riguardavano l'esperimento. Cantor
gli aveva anche chiesto di fornire a Krauss i dettagli sperimentali richiesti,
perch il gruppo di Harvard potesse iniziare la replica
dell'esperimento. Ma Stafford si domandava come quel noi potesse
suonare in sua assenza e come il contributo della sua perizia sperimentale
venisse presentato, quando lui era assente.
Ancor pi sferzante per lui fu l'apparizione di Celestine al convegno
Recent Advances in Insect Hormones tenutosi alla Northwestern
University, in quanto fu Celestine, non Jean Ardley, a presentare i risultati
sull'allatostatina. Mentre sedeva tra gli ascoltatori, a Stafford ritorn
in mente che Cantor aveva fatto cenno nel passato a un suo
eventuale ruolo come oratore incaricato di riferire sul lavoro del gruppo
in qualche futura conferenza. Ma ci non si era ancora verificato.
So che non ripeter il fiasco del suo primo seminario, aveva detto
Cantor, pur senza alcun tono di sufficienza, ma capisce... in questo
caso.... Stafford cap. Tutto sommato, gli scarafaggi non sono,
scientificamente parlando, allo stesso livello dei tumori. E poi, essere
o non essere l'oratore aveva tutta questa decisiva importanza? Il resoconto
fondamentale del loro lavoro, la prima pubblicazione in assoluto,
quella che tutti i ricercatori avrebbero d'ora in poi dovuto citare,
recava solo due nomi: Cantor e Stafford. Per lo meno a Stafford sarebbe
stato risparmiato il destino pi ignominioso per un collaboratore
scientifico: l'anonimato racchiuso nell'indicazione et al. Che gli
fosse risparmiato l'equivalente bibliografico di John Doe, un illustre sconosciuto, quella s, era qualcosa di cui essere grati.
Nonostante il trionfo possa essere assaporato pi a lungo sulle
vette dei risultati scientifici che su quelle dell'Himalaya, anche questo
non dura in eterno. Presto o tardi, anche Cantor e il suo insofferente
sherpa avrebbero dovuto volgere lo sguardo in direzione del
vento per osservare, in un pomeriggio di febbraio, l'avvicinarsi della
prima nuvola nel cielo blu acciaio. Kurt Krauss telefon da Harvard
per comunicare che uno dei suoi migliori collaboratori, Yuzo
Ohashi (Te lo devi certamente ricordare, I. C. Lui  il mio Stafford'),
non era stato in grado di replicare l'esperimento di Stafford. Insuccessi
del genere non sono rari nel lavoro di laboratorio. Poich Cantor
e Stafford avevano pubblicato solo una nota preliminare, priva di
dettagli sperimentali - un po' come un prestigioso chef che descrive a
un altro un piatto meraviglioso, senza per dargli la ricetta - Krauss
e Ohashi avevano a loro disposizione solo il materiale loro inviato per
posta da Stafford. Verosimilmente, si era dimenticato di indicare
qualche dettaglio di fondamentale importanza.
Jerry, avrei dovuto esaminare con lei il materiale prima che lo
spedisse, sentenzi il professore ma credo che fossimo entrambi
troppo occupati a crogiolarci nel nostro successo. Desidero che lei
scriva la procedura sperimentale completa, riportando ogni dettaglio.
La prossima volta, il collaboratore di Krauss dovr essere in
grado di ripetere il suo esperimento.
Nello scrivere la sua dissertazione, Leah Woodeson era giunta
allo stadio in cui la maggior parte del lavoro lo faceva a casa. Fu
dopo le dieci del mattino che lei entr in cucina per riempirsi la tazza
di caff e vide Stafford in piedi al lavandino, in jeans e maglietta.
Jerry, lo sai che ore sono? Credevo tu fossi uscito con Celly.
Oggi non vado.
Lo scrut con aria preoccupata. Qualcosa non va? Malato?
In un certo senso. Ma non in quello che intendi tu. Devo riunire
un casino di materiale per I. C.. Mi porter via delle giornate intere
e io odio scrivere tutta quella roba.
Giorni? Leah fece schioccare la lingua. Credevo che voialtri
scienziati scriveste i vostri capolavori in poche ore, come il vostro
famoso lavoro su Nature? O non hai ancora imparato dal tuo prof
come scrivere velocemente?
Non c' niente da ridere, rispose imbronciato. Quello che
devo scrivere non  una lettera all'Editor, di raffinata concisione.
Devo tirare fuori l'equivalente di una serie di ricette: il bello
stile non conta e la concisione  motivo di biasimo. E deve essere minuziosissima.
Non si pu dire aggiungere poche gocce di Tabasco,
regolare di sale e pepe e finire di cuocere, I. C. vuole una descrizione
di tutto quello che ho fatto in questi tre mesi e con dettagli sufficienti
perch quelli di Harvard lo possano ripetere: la quantit precisa
di Tabasco, aggiunta in una sola porzione o goccia a goccia, la
temperatura ed il tempo ai quali il piatto  stato cotto... fece una
smorfia. ... e tutto per venerd.
Tirati su, Jerry. Ho una sorpresa per te e per Celly. Ti ha mai
detto del Quartetto Kronos?
Stafford le lanci un'occhiata sospettosa. Mai sentito.
Davvero? Mi sorprende che Celly non te ne abbia mai parlato.
Affari suoi, credo. A ogni modo, ho preso i biglietti per noi tre per
uno spettacolo straordinario che daranno a Chicago sabato sera.
Verremo via di qui abbastanza presto, in modo da cenare fuori: c'
un ristorante greco a Hyde Park di cui ho sentito parlare bene.
Andare a Chicago solo per un concerto e un ristorante greco?
Torneremo a casa tardissimo.
Non sai cosa c' di speciale in questo sabato? Leah stava cominciando
a spazientirsi.
No.
Celly compie venticinque anni. Non dirmi che te lo sei dimenticato.
Non me lo sono dimenticato. Non l'ho mai saputo. Lei non me
lo ha mai detto.
Leah si rifugi in un silenzio pieno di imbarazzo. Stafford la
guard avvilito. Grazie per avermelo detto.
Su col morale, Jerry. Hai un'occasione per stupirla con le tue
premure. E ti far anche bene uscire un poco, dopo aver scritto per
tutta la settimana, lo consol. Sulla via del ritorno, puoi sempre
dormire in macchina... o cose del genere.
La tua macchina  troppo piccola... per le cose del genere.
Stafford si stava rapidamente risollevando dal suo abbattimento.
Tu pensaci, a cosa vuoi fare.
Gioved mattina, Stafford - che in sei anni non era mai stato assente
un giorno per malattia - telefon in laboratorio per dire che
era ammalato. Fece in modo che la chiamata arrivasse nell'intervallo
di un quarto d'ora tra l'arrivo della segretaria di Cantor e quello
del professore.
Il messaggio fece stizzire Cantor. Proprio Stafford, dal quale
Cantor doveva ricevere il report da inviare a Krauss; che Cantor aveva
sempre trovato al lavoro in laboratorio e che pronunciava la parola
ferie con disprezzo - eco del machismo scientifico dello stesso
Cantor; proprio quello Stafford doveva ammalarsi proprio ora.
Luned mattina, quando gli fu riferito che Stafford aveva telefonato
dalla Sud Carolina per avvertire che suo nonno aveva avuto un infarto,
la stizza di Cantor si trasform in vera e propria irritazione. A
chi  leale, quell'uomo, mugugn a suo nonno o al laboratorio?
Questa spietatezza era completamente nuova in Cantor, ma
purtroppo, persone come Krauss non si devono far attendere.
Cantor decise per un espediente veloce, per quanto poco elegante;
avrebbe fotocopiato le pagine del diario di laboratorio di Stafford
relative all'esperimento e le avrebbe inviate a Harvard con una breve
lettera di accompagnamento.
Nel fotocopiare il diario di laboratorio di Stafford non c'era nulla
di sconveniente. Il diario di laboratorio di un ricercatore non 
un diario personale: la sua sola ragion d'essere  di poter essere consegnato
a richiesta perch altri ne possano prendere visione.
Invariabilmente, questi diari sono dei quadernoni solidamente
rilegati e con le pagine gi numerate, del tipo che si trova in ogni
grande cartoleria. Il contenuto che vi viene scritto riflette lo stesso
solido ordine del contenitore: tutte le annotazioni vi vengono fatte
in ordine cronologico, con completezza, coscienziosamente, in
quanto devono costituire la guida per i ricercatori che verranno nel
futuro. Cos come i capi spedizione per le scalate sull'Everest insistono
con puntiglio quasi paranoide su dettagli che possono sembrare
banali, nello stesso modo si comportava Cantor quando si
trattava dei diari di laboratorio. Tutte le annotazioni dovevano essere
scritte a penna, con inchiostro indelebile, mai a matita. Anche i
calcoli pi banali devono essere trascritti, e non affidati ad appunti
pasticciati su un foglio di carta qualsiasi. Tutti gli studenti al primo
anno del dottorato si dovevano subire la medesima predica: Non
si scrive mai abbastanza sul quaderno di laboratorio, ma ci si pu
scrivere sopra troppo poco. Non si pu mai sapere quali sono i dettagli
che si rivelano decisivi. Quando gli studenti lasciavano il laboratorio
di Cantor, i diari di laboratorio invece vi restavano. Un
armadio chiuso a chiave nello spazioso studio di Cantor ne conteneva
oltre duecento, classificati meticolosamente, a testimoniare
pi di un quarto di secolo di attivit sperimentale.
Ci che Cantor vide nel diario di laboratorio di Stafford lo disturb.
Il protocollo sperimentale vi era riportato, ma i reali dettagli
di laboratorio erano sorprendentemente succinti. Stafford era a
tal punto la stella nel laboratorio di Cantor, che il professore non
aveva mai avuto ragione di dubitare di alcuno dei suoi risultati, e di
conseguenza da lungo tempo non aveva ispezionato il suo diario di
laboratorio. Dopo aver buttato una mattina a studiarci sopra, Cantor
decise di telefonare a Stafford in Sud Carolina. Fu l che venne
fuori il secondo intoppo: Stephanie, la segretaria, non aveva il suo
numero di telefono o il suo indirizzo. Allora mi dia il suo telefono
di qui, le ordin in tono brusco.
I primi due tentativi andarono a vuoto. Solo nella serata rispose
una voce femminile Pronto?
Buona sera, tagli corto,  qui che abita il Dr. Stafford?
S, abita qui, rispose Leah, ma ora non c',  fuori citt.
Lei ha un numero al quale posso contattarlo?
Il tono di impazienza di Cantor era cos evidente, al telefono, da
suscitare la curiosit di Leah. Chi parla?
Sono Cantor.
Oh, rispose con sorpresa, attenda un attimo. Leah aveva
udito cos tante cose sul celebre professore, ma non aveva mai creduto
fino in fondo alla sua reale esistenza. Premette il palmo della
mano sul microfono. Celly,  meglio che la prendi tu. E Cantor
che cerca Jerry. Il tono  piuttosto gelido, la avvert mentre le passava
la cornetta.
Le posso essere di aiuto, professor Cantor? domand Celestine.
Il sentirsi chiamare con il suo titolo lo rabbon un poco, cosa che
sempre accadeva quando si accorgeva che l'interlocutore aveva
sentito parlare di lui senza essergli stata presentata in precedenza.
Sono Celestine Price, aggiunse e tacque. Vediamo se Jerry ha
detto qualcosa di me al professore, pens. Ma Cantor non le diede
alcuna soddisfazione. Il suo nome gli appariva vagamente familiare,
ma ora aveva in mente affari pi urgenti. Io sono..Celestine
esit per un attimo e poi continu ... una compagna di appartamento
di Jerry.
Mi sto domandando se lei mi pu aiutare. Cantor lasci da
parte i dettagli della vita personale del suo collaboratore. Devo
mettermi in contatto con urgenza con Jerry. Lei ha per caso un numero
al quale possa raggiungerlo? Si suppone che suo nonno abbia
avuto un attacco di cuore in Sud Carolina.
Si suppone? Celestine fiss la propria attenzione sul termine che
Cantor aveva impiegato. Anche lei lo aveva usato venerd sera quando,
di ritorno dal laboratorio, aveva trovato delle rose in un vaso, accompagnate
da una busta di Jerry. Quello era solo il secondo mazzo
di fiori che lui le offriva e il testo, stringato, del biglietto che lo accompagnava
era molto diverso dal primo. Era scritto su uno di quegli
sdolcinati biglietti di compleanno, che riportava il disegno di una
nave, con una figurina che salutava da una spiaggia in lontananza e la
scritta a Stampatello AHIM, HO PERSO LA NAVE. BUON COMPLEANNO.
Sotto il disegno c'era una breve nota manoscritta:
Mio nonno ha avuto un (lieve!) infarto. Parto per alcuni giorni per
la Sud Carolina. Mi puoi telefonare a questo numero: (803)555-7182.
Mi spiace di non poter venire a Chicago con te, ma faremo la pace.
Guarda che schifo di biglietto, si era lamentata Celestine. Se
l'attacco era leggero come dice, perch mai non poteva aspettare a
partire fino a sabato? Avrebbe potuto prendere un aereo da Chicago.
Neanche lo sapevo, che ce lo avesse, un nonno!
Celly, tutti hanno un nonno. Leah le lesse il biglietto sopra la
spalla. Povero Jerry. Ma non ti preoccupare, Celly, festeggeremo
noi due. Non permetter a nessuno di rovinare il compleanno della
mia chimica preferita.
Alla fine, la serata si rivel memorabile: i camerieri greci fecero
una danza tradizionale, il Quartetto Kronos esegu un concerto di
musiche viennesi passabilmente moderno: Schonberg, Webern e
Berg e, come ciliegina sulla torta, Celestine ebbe una straordinaria
sorpresa. Il concerto si teneva in una sala con un'ampia galleria,
dove erano i posti delle due amiche. Leah aveva pensato a tutto e
aveva persino portato un binocolo da teatro, con il quale poterono
osservare in ogni dettaglio i musicisti. Leah aveva ricordato la storia
che le aveva raccontato Celestine, che il quartetto era rinomato
anche per lo stravagante abbigliamento da concerto, strano perlomeno
quanto la musica che Celestine aveva ascoltato in compagnia
di Graham Lufkin.
Passami il binocolo, le aveva chiesto Celestine non appena le
luci di sala si erano riaccese per l'intervallo. Adoro osservare le
persone. Fece scorrere lentamente l'obiettivo sugli spettatori. Improvvisamente
s'irrigid. Non ci posso credere, sussurr a voce
cos bassa che Leah non la pot udire, c' Paula.
La sua sorpresa non era stata la presenza di Paula tra il pubblico:
dopo tutto, conosceva gli interessi musicali della zia. Ne aveva fatto
anche argomento di conversazione con Lufkin, la prima volta
che l'aveva accompagnata ad ascoltare il Quartetto Kronos e non
appena il violoncellista, Joan Jeanrenaud, era comparso sul palco.
Ci che l'aveva completamente stupita era stato l'accompagnatore
di Paula: I. Cantor. Non lo aveva mai incontrato di persona, ma era
stata con Jerry a una delle sue conferenze.
E ora, due giorni dopo, stava parlando con Cantor in persona.
Chi mai avrebbe pensato che lo scienziato conducesse una doppia
vita? E cosa pensare di Jerry? La sua partenza per la Sud Carolina
era stata troppo, troppo improvvisa.
S, rispose a Cantor, penso che suo nonno abbia avuto un infarto.
Di lieve entit, mi ha detto. Ora le do il numero.
Spero che suo nonno stia meglio. Cantor non lasci spazio a
una risposta. Quella che aveva fatto non era una domanda. Jerry,
lo sa che Krauss sta facendo ripetere il suo esperimento ad un collaboratore.
Sa anche che stanno avendo delle difficolt e che non
posso far aspettare a lungo Krauss per fargli avere tutti i dettagli.
Grazie al cielo non ci sono altri gruppi che lo stanno ripetendo:
non sarebbero cos diplomatici da dirci le loro difficolt, ma pubblicherebbero
la loro impossibilit di ripeterlo, punto e basta. Avevo
pensato di mandare a Krauss le fotocopie delle pagine del suo
diario di laboratorio.
Tutto ci che Cantor fu in grado di udire fu un S? pronunciato
a bassa voce.
Sono mesi che non do un'occhiata al suo diario di laboratorio...
Prima che Cantor potesse continuare, Stafford mosse all'offensiva.
Non ne aveva motivo, non  vero? Eccetto che per il nostro
articolo su Nature, e non c'era ambiguit sul significato di quel
nostro, per i due nostri ultimi lavori lei mi ha chiesto di scrivere
la versione preliminare. Tutto quello che ha voluto vedere era la
bozza dell'articolo.
Lo so. Quale che fosse il sottinteso accusatorio nelle precedenti
parole di Cantor, ora il tono era cambiato. A differenza di alcuni
dei quali poteva fare nome e cognome, che quasi mai scrivevano
gli articoli sui quali compariva il proprio nome, era quasi sempre
Cantor a preparare la versione preliminare dei suoi articoli. In
pi di un'occasione aveva evidenziato con orgoglio la differenza tra
il suo comportamento e quello degli accademici che non scrivevano
pi nemmeno un rigo, e ci non di meno continuavano a comparire
come autori. Nella condanna di quel comportamento, Cantor
era spietato. Partiva dal presupposto che se il proprio nome
compariva tra gli autori di un lavoro, lui medesimo era responsabile
di tutto ci che il lavoro riportava. Il modo migliore di esercitare
quella responsabilit era di scrivere di persona l'articolo. Ma anche
lui, Cantor, la coscienziosa superstar della scienza, quello che aveva
resistito alla tentazione di avere un grosso gruppo di ricerca al solo
scopo di mantenere intatto il suo livello di scrupolosit nella ricerca,
alla fine e solo di recente aveva fatto un'eccezione nei confronti
di Jeremiah Stafford.
Il tono della voce di Cantor si era fatto quasi di scusa. Jerry,
non sono in condizione di inviare a Krauss solo le fotocopie del suo
diario di laboratorio. Ci sono troppi dettagli mancanti. Non  indicato
il tampone per l'estrazione iniziale. Non si capisce che tipo
di colonna ha usato per la separazione cromatografica. Non indica
neppure chi  il fornitore dell'arginasi...
Stafford lo interruppe in tono perentorio. Ma, I. C., quelli sono
banali dettagli di routine, e lo sa che razza d'urgenza avevo. Portare
a termine una cosa come quella che io ho portato a termine e sottoline
con evidenza la prima persona singolare, e in meno di tre
mesi,  stata una bella impresa. Ho intenzione di completare i dettagli
mancanti mercoled al mio ritorno. Li avr completi nel suo
studio come prima cosa venerd mattina.
Questo era ci che Cantor desiderava sentire. La lettera per
Krauss fu spedita la settimana successiva.
Per la maggior parte del mese di marzo, quell'unica nuvola
sull'orizzonte glorioso di Cantor non si era accresciuta e nemmeno
era diventata pi cupa. Ma, come le condizioni meteorologiche sul
Monte Everest, il cielo della scienza pu rannuvolarsi con straordinaria
velocit. E, in questo caso, bast una sola telefonata.
I. C., fossi in te, io non mi preoccuperei, esord Krauss con
tono abbastanza innocente. Cio, non ancora, continu dopo
una pausa cos breve che solo un orecchio calibrato per cogliere le
pi sottili sfumature del modo di esprimersi di Krauss avrebbe potuto
darvi un significato.
Cantor aveva appena fatto a tempo a rispondergli Cosa vuoi
dire, Kurt?, che seppe cosa stava per capitargli.
Il mio post-doc, Ohashi, te lo devi ricordare, quello che ho messo
sul tuo esperimento...  un enzimologo di grande esperienza...
sulla sua abilit non ci sono dubbi di sorta. E al secondo tentativo,
e non  in grado di osservare un aumento dell'arginina alla fine
dell'esperimento. E se quell'amminoacido non sale, dove va a finire
la tua...
Cantor lo interruppe a met della frase. So benissimo cosa vuol
dire... cosa vorrebbe dire. Kurt, ripeter l'esperimento io stesso con
Stafford. E poi inviter il tuo Ohashi nel mio laboratorio a ripeterlo
con noi.
Pensavo proprio che da te avrei sentito qualcosa del genere.
La voce di Krauss cercava di sembrare rassicurata e rassicurante.
Non ti preoccupare di noi, I. C. Puoi fidarti che, stando a questo
punto, non siamo intenzionati a pubblicare niente. Ma sei anche
fortunato: fino a ora nessuno  in grado di replicare il tuo lavoro. I
dettagli sperimentali non li avete mandati a nessun altro, non 
vero?
Cantor si domand perch ne parlasse con quel tono, come se
ne fosse lui, il proprietario. Ma certo che no.
In questo caso, non preoccupartene.
Entrambi sapevano questo cos'era. In poco meno di un trimestre
quello era diventato l'Esperimento di Cantor-Stafford. Nominare
una teoria o un esperimento dal nome degli autori rappresenta
il riconoscimento storico definitivo nella scienza: la Legge di
Boyle, il Numero di Avogadro, l'Esperimento di Millikan della
goccia cadente, che gli aveva assicurato il Premio Nobel nel 1923,
nonostante certe oscure manipolazioni dei risultati sperimentali.
Tuttavia, un alloro di questo genere viene accordato raramente in
assenza di una verifica sperimentale indipendente, proprio quella
che Krauss aveva inteso fornire. Questo poteva anche voler dire il
Fiasco di Cantor-Stafford. Almeno per un mese o due, fino a che
non fosse stato spedito nell'oblio, a tenere compagnia a dozzine di
altri insuccessi nel medesimo settore.  meglio che fai presto,
Krauss gli ripet l'avvertimento, perch, una volta che hai scritto e
pubblicato il lavoro completo, non puoi sapere chi vorr dargli
un'occhiata in lab.
Cantor non aveva bisogno di ulteriori avvertimenti sul valore
del tempo, anche se non aveva ancora iniziato a elaborare il manoscritto
del lavoro esteso. In pochi minuti Stafford fu convocato nello studio del professore, a porta chiusa, come al solito. Jerry, lo sa
come me l'ha messa gi Krauss? Io non mi preoccuperei... cio,
non ancora. Ebbene, sono io che sto iniziando a preoccuparmi.
Cantor fiss lo sguardo sul suo collaboratore, ma gli occhi di
Stafford non si abbassarono.
Cos'ha intenzione di fare? La voce del giovane aveva un timbro
sommesso.
Cantor sent pena per lui. Aveva avuto l'intenzione di trasmettergli
il senso di quanto la situazione fosse urgente, non di abbatterlo.
Ripeteremo il suo esperimento insieme. Non nel laboratorio
grande. Nel mio laboratorio privato. Questa volta non lascer
niente affidato al caso. Terr tutto sotto controllo. Dev'essere un
altro di quei casi, frequenti, in cui non abbiamo tenuto conto di
una variabile sperimentale secondaria, ma che ha un'influenza cruciale
sull'esito dell'esperimento. Per questa volta, eseguir tutti i
passaggi sotto i miei occhi.  solo cos che scopriremo cosa mancava
nella sua descrizione. Non voglio che un dettaglio del genere
metta in discussione l'intera teoria. Allons, enfants de la patrie, andiamo
in laboratorio e partiamo.
L'anno che Cantor aveva trascorso all'Institut Pasteur di Parigi
gli aveva insegnato qualche frase fatta, anche se in alcuni casi un po'
forzata. In questo particolare caso, Stafford, che aveva passato l'esame
di lingua straniera per il dottorato in linguaggio di programmazione informatica FORTRAN, non sollev lo sguardo.
Il temporaneo trasloco di Stafford nel laboratorio privato di
Cantor fu ragione di molti commenti e anche di qualche soddisfazione
da parte di alcuni degli altri collaboratori. L'iniziale incapacit
di Krauss a ripetere l'esperimento schematizzato nell'articolo su
Nature non era stata oggetto di discussione nei seminari settimanali
del gruppo, ma nemmeno era stata tenuta segreta. A nessuno degli
studenti o dei collaboratori di Cantor era mai stato richiesto di
lavorare nel laboratorio privato del professore, e il fatto che proprio
al suo beniamino fosse ordinato di ripetere il suo spettacolare
esperimento, sotto gli occhi vigili del maestro, non doveva essere
proprio considerato come una promozione.
Le settimane in laboratorio scorsero senza intoppi. Ovviamente,
tutto sarebbe dipeso dall'esito dell'analisi degli amminoacidi
prevista per il luned mattina. Quando Cantor arriv quella mattina,
nervoso e preoccupato, incontr uno Stafford sorprendentemente
tranquillo e fiducioso. Entro poche ore, Cantor divenne
esultante: l'analisi aveva fornito il risultato atteso, un livello di arginina
sei volte superiore a quello del controllo.
Colgo quest'occasione, dichiar Cantor con tono alquanto
pomposo durante la riunione speciale convocata durante la pausa
pranzo, per rendere ancora una volta giustizia al pollice verde di
Jerry. Parecchie paia d'occhi si levarono al soffitto e comparve anche
qualche smorfia di rammarico. Gli occhi tornarono attenti e le
smorfie si ricomposero non appena Cantor ebbe ripreso a parlare.
Ma gli devo anche rivolgere un rimprovero e farlo in pubblico
perch serva da lezione a tutti. Fu allora che Cantor annunci ufficialmente
ci che fino ad allora era restato in forse: il gruppo di
Krauss ad Harvard non era stato in grado di replicare l'Esperimento
di Cantor-Stafford. Ma - e sollev trionfante l'indice della
mano destra- noi l'abbiamo replicato qui. Dopo aver fornito i
dettagli sperimentali del lavoro ed aver fatto delle congetture sulle
ragioni dell'insuccesso di Harvard, Cantor concluse: Quanto  accaduto
deve servire di lezione per tutti, su come si tiene il diario di
laboratorio. Per lo meno met degli ascoltatori gi sapeva il seguito.
Non si scrive mai abbastanza sul quaderno di laboratorio,
ma...
Quando Cantor rientr nel suo studio, trov sul pavimento una
busta, marcata CONFIDENZIALE. che era stata fatta scivolare da
sotto la soglia. Il messaggio, dattiloscritto e senza firma, consisteva
di una sola, breve frase:
Cosa faceva il dottor Stafford nel laboratorio privato, domenica sera?
...
.
...
12.
...
.
...
Il dilemma, per Cantor, si prospettava enorme. Non aveva alcuna
importanza se il motivo di quel biglietto anonimo fosse un sospetto
infondato, frutto avvelenato della gelosia professionale, o
qualche ragione pi grave. Chiunque delle otto o nove persone che
trascorrevano sempre la domenica in laboratorio poteva averlo
scritto. I passi giusti da prendere sarebbero stati: convocare
Stafford, metterlo di fronte all'accusa, ripetere l'esperimento senza di
lui e, se non fosse riuscito, informare Kurt Krauss. Come se questo
non rappresentasse un'umiliazione sufficiente, avrebbe dovuto
sottostare all'attesa pubblica cerimonia penitenziale: una lettera
pubblicata su Nature, con la quale avrebbe sconfessato l'Esperimento
di Cantor-Stafford. La chiusa della lettera sarebbe stata la
formula standard:  in corso una verifica sperimentale. In funzione
delle firme sulla lettera di ritrattazione, si sarebbero potute trarre
differenti conclusioni: se il firmatario fosse stato il solo Cantor,
tutti avrebbero potuto intuire la frode; se avesse recato entrambi i
nomi, si sarebbe potuto trattare delle conseguenze della faciloneria
oppure di una semplice irriproducibilit dell'esperimento. Di qualsiasi
cosa si trattasse, una ritrattazione sperimentale  un cilicio terribile
da portare. Se Cantor avesse deciso di doverlo indossare, la
sua teoria sull'oncogenesi si sarebbe ridotta ad un'altra delle congetture
scartate nel campo dell'oncologia.
Fino ad allora, a Cantor non era mai accaduto di dover ritirare
un lavoro pubblicato; mai aveva riportato un esperimento che non
potesse essere replicato in un altro laboratorio. Un errore di quelle
dimensioni, anche se compiuto da un collaboratore pi giovane,
non avrebbe potuto essere mai dimenticato. In ogni caso, Cantor
era un coautore del lavoro, e se anche il suo nome fosse apparso per
ultimo, ci non avrebbe fatto alcuna differenza: la responsabilit
era comunque del senior author. A Cantor torn alla memoria, ora
con un brivido, la soddisfazione a stento controllata con la quale
aveva appreso l'umiliazione di un collega famoso, un professore
della Cornell a Ithaka, uomo di correttezza adamantina, che era
stato costretto a sconfessare un lavoro di vasta risonanza, una volta
accortosi che i dati del collaboratore erano di dubbia genuinit.
Solo dopo aver letto la ritrattazione ufficiale, Cantor aveva provato
un po' di compassione per quella persona e un'ombra di rimorso
per la propria orgogliosa sicurezza che mai un fatto del genere
avrebbe potuto accadere nel suo laboratorio.
Data la posta in gioco, Cantor prese la decisione di tacere, di
non dire nulla, n a Stafford, n a Krauss. Tacendo, si poteva considerare
ancora indenne da qualsiasi possibile scandalo. Ma il silenzio
poteva solo guadagnargli una dilazione: doveva impiegare quel
tempo per trovare una conferma alla sua teoria oppure abbandonarla.
Buttare altre preziose settimane in una nuova replica
dell'esperimento di Stafford era fuori questione: il prezzo di un altro
fallimento sarebbe stato semplicemente troppo alto. Ma anche
l'alternativa era intollerabile: la sua teoria era troppo allettante.
Avvertiva fin nel profondo dei miei quark - come era solito dire -
che doveva essere quella corretta. Anche prima di trovarsi la lettera
anonima sotto i piedi, Cantor aveva concepito un nuovo esperimento
che poteva servire da verifica indipendente. Era un esperimento
rischioso, non elementare come il Cantor-Stafford, ma
Cantor giunse alla conclusione che ora la posta in gioco era altissima,
persino il Premio Nobel. Invece di focalizzare l'attenzione sulla
variazione nel contenuto di amminoacidi, e in particolare dell'arginina,
nella proteina, Cantor si concentr sulla natura dell'acido
ribonucleico, lo stampo responsabile per la biosintesi delle proteine
contenenti arginina, oggetto dello studio. Con il bagliore del
Premio Nobel davanti a s e incalzato da tergo dallo spettro della
ritrattazione, Cantor spar nel suo laboratorio privato, che aveva
cura di chiudere a chiave ogni volta che lo lasciava, fosse pure per
andare al gabinetto.
Il fatto che Cantor fosse improvvisamente sparito dalla circolazione
dest sorpresa e preoccupazione nei suoi collaboratori, ma in
nessuno pi che in Stafford. Anche nel passato, molti studenti - e
certamente anche Stafford - erano al corrente dell'argomento sul
quale il professore lavorava nel laboratorio privato. Stafford non si
era mai espresso in pubblico in merito, ma sotto sotto aveva classificato
le occasionali incursioni di Cantor nel laboratorio privato
come un cincischiamento ai limiti del dilettantismo. Tutto sommato,
non era stato proprio il professore a instillare in loro la convinzione
che solamente l'indefesso impegno consentiva di ottenere
dei risultati veramente significativi? Ma ora, ogni richiesta di
Stafford di incontrare Cantor nel suo laboratorio venne accolta dal diniego
di Stephanie, la segretaria, che normalmente gli faceva cenno
con la mano di entrare: Spiacente, Jerry, ma il professor Cantor
sta lavorando a un importante esperimento. Tutto quello che posso
fare  prender nota del suo messaggio. Stafford sentiva svanire
ogni giorno di pi la propria indulgenza nei confronti del professore
e, quel che era peggio, non sapeva con cosa sostituirla.
Stafford voltava apatico le pagine dell'ultimo fascicolo del Journal
of Biological Chemistry. Agli occhi di Celestine era fin troppo
evidente che la sua mente stava vagando altrove. Si sporse verso di
lui attraverso il divano per carezzargli i capelli. Cosa ti sta succedendo,
Jerry? Lo sguardo che Stafford fece scivolare su di lei era
una miscela di tristezza e di senso di colpa, cos intensi da stupirla.
Era gi da un paio di settimane che glielo domandava, ma lui si
era sempre schernito o aveva sviato l'argomento. Non era - semplicemente
- quel tipo di persona che si trova a suo agio nell'aprirsi a
parlare dei propri sentimenti personali. Ma quella sera qualcosa
scatt, forse perch lei si era resa conto che gli era capitato qualcosa
di veramente importante solo per l'atteggiamento affettuoso con il
quale lei lo aveva accarezzato.
Celly, esord con la voce soffocata, e si ferm. Gli vennero le
lacrime agli occhi.
Non ti preoccupare, Jerry, gli sussurr, asciugandogli le lacrime
con la mano. Si sentiva soffocare dall'urgenza di porgli delle
domande. Tutti sentono a volte il bisogno di piangere. Parla
quando ti senti. Celestine gli appoggi il braccio sulle spalle, lo
trasse a s, accarezzandogli dolcemente il capo.
Celly, riprese in un sussurro, c' una cosa che ti devo confessare:
mio nonno non ha mai avuto un infarto.
La mano di lei non smise di accarezzarlo. Ne sono sempre stata
convinta, gli rispose con calma.
Davvero? Stafford cerc di sollevare il capo, ma Celestine se
lo riport sulla spalla. Come l'hai capito?
Non ti somigliava proprio: il modo in cui sei sparito, i fiori,
quel biglietto. Non somigliavano proprio ai soli altri fiori che mi
hai mandato. Non posso dimenticare la mia costanza cardinale, la
mia eccellenza regale... i miei fianchi opimi...
Stafford sembrava non aver udito. Perch non mi hai detto
niente, quando sono tornato?
Cosa avrei dovuto dirti? Domandarti perch mi avevi raccontato
una balla? Ho pensato che dovevi avercelo, un motivo. Sapevo
che una volta o l'altra me lo avresti detto.
Alz il capo per fissarla. Celly, sei un tesoro. Le accarezz la
guancia. Fosse stato al contrario, io mi sarei comportato in modo
ben diverso.
Il suo sguardo ritorn triste e pieno di sensi di colpa. Ti ho detto
che Krauss di Harvard, quello di cui I. C. ha soggezione pi di
chiunque altro, non  riuscito a replicare il nostro esperimento: O
almeno non ci  riuscito uno dei suoi post-doc.
S, ma...
Aspetta, Celly, lasciami finire.  una cosa grossa. Senza dubbio
la pi grossa che sia capitata nel laboratorio di I. C. Ho tenuto coi
piedi il diario di laboratorio...
Hai lavorato come un dannato, Jerry. In tutto quel tempo non
lo abbiamo fatto nemmeno una volta.
Lo so. La sottolineatura di Celly di quel lo, gli scivol addosso
lasciandolo indifferente. I. C. l'ha presa con stile, ma mi sono
reso conto che, sotto sotto, gli seccava che, di tutti i posti al mondo,
proprio il laboratorio di Krauss avesse dei problemi con il mio
lavoro. Ti ricordi di tutto il casino che ha fatto per stupire Krauss, il
lavoro pubblicato su Nature invece che su Science? Se l'era presa
con se stesso per non essersi accontentato di PNAS, almeno quelli
avrebbero richiesto di includere la parte sperimentale, si era sfogato.
Capivo cosa voleva dire, perch in laboratorio rompe la testa a
tutti ripetendo Scrivete sul diario di laboratorio quello che fate in
modo che chiunque possa ripeterlo. E io dovevo fare cos. Mi ha
gettato nel panico pensare che non ce l'avrei fatta a ricordarmi tutti
i dettagli e che quelli di Harvard avrebbero di nuovo fallito. E allora
me la sono fatta sotto e sono scappato in Sud Carolina. Lo sai
cosa mi ha riportato indietro?
Me l'hai detto quando sei tornato: la telefonata di Cantor.
Questo mi ha fatto incavolare.
Non avresti dovuto. Tutta questa faccenda non ha niente a che
fare con noi. Ma non  stata la telefonata. E stato quello che I. C. mi
ha detto: voleva mandare a Harvard le fotocopie del mio diario di
laboratorio.
Tutto qui? Anch'io avrei pensato che fosse la soluzione migliore.
No! La foga del suo diniego la lasci interdetta. Te l'ho detto,
le mie note facevano schifo. Sarebbe stata una vergogna se Krauss
avesse dovuto ritelefonare per avere degli altri chiarimenti.
E alla fine, Krauss ha richiamato per davvero, gli rispose con
calma.
S! Non posso dirti come mi sono sentito quando I. C. mi ha
chiamato nel suo studio. Le sue parole mi sono rimaste impresse
nel cervello: Non si preoccupi... almeno non ancora. Non ho mai
visto Cantor perdere le staffe con uno studente o un post-doc, ma se
lo avesse fatto in quel momento, non avrei potuto dargli torto. E
nonostante tutto, non le ha perse. Mi ha solo detto che doveva esserci
un dettaglio mancante e che lo avremmo ripetuto insieme nel
suo laboratorio. Vedi perch la gente  ansiosa di lavorare sotto di
lui?
Mi chiedo a cosa stava pensando in realt, rimugin a mezza
voce Celestine.
Stafford sembr non aver udito. Non ti ho mai detto come mi
sentivo durante quelle settimane.
Non ne avevi bisogno, Jerry, me ne accorgevo benissimo. E allora?
Tutto  andato per il verso giusto, alla fine, non  vero?
Stafford si limit a scuotere il capo. Pensavo che tutto si sarebbe
aggiustato, ma non  stato cos. Non te l'ho detto, ma sono tre
settimane che I. C.  cambiato. Gli piaceva pasticciare in laboratorio:
metteva su un piccolo esperimento, di quelli che uno di noi stava
seguendo nel laboratorio grande e provava a replicarlo, oppure
provava qualcosa di nuovo per un paio di giorni e poi lo assegnava
a qualcuno. Certo,  gi fuori dal comune che faccia quello che fa:
scommetto che Krauss e quasi tutti quelli del giro sono anni che
non si sporcano pi le mani.
E allora, cos' successo? Il timbro di Celestine mostrava insieme
curiosit e preoccupazione.
Si  chiuso in laboratorio. Non ha detto a nessuno su cosa sta
lavorando ed  da molte settimane che lo sta facendo. Sta ignorando
tutti, e me in particolare. I. C. aveva l'abitudine di fare il suo giro
nei laboratori del gruppo quasi tutti i giorni e stava sempre a chiedere
alle persone cosa stessero facendo. Spesso avrei desiderato che
non ci fiatasse cos tanto sul collo. E ora ... La voce di Stafford si
smorz.
Perch non glielo chiedi di persona, Jerry? Mi hai sempre detto
che uomo aperto . Entra nel suo laboratorio.
Si chiude a chiave.
Stai scherzando! Il suo tono gioviale suon nettamente sforzato.
E allora bussagli alla porta finch ti apre! prov a suggerirgli
con tono esitante.
Celly, non posso e mi dispiace.
Jerry! Gli si avvicin per accarezzarlo, ma lui le allontan la
mano.
E ti dico anche il perch, le sussurr. Sono convinto che stia
ripetendo ancora il mio esperimento. E che stavolta non mi voglia
tra i piedi.
Leonardo, sei l'unico che conosco a non avere la segreteria telefonica.
Spero che non sia troppo tardi per telefonarti. Stai diventando
un estraneo. Paula Curry era brava a nascondere dietro alle
forme sociali il proprio disagio. Fino ad allora, era stata lei a invitare
Cantor a pranzo, lei gli aveva proposto di andare a sentire il
Quartetto Kronos e lei aveva comprato i biglietti; quando il loro
quartetto da camera si era riunito nella sua casa, era stata lei a suggerirgli
- a onor del vero in modo indiretto - di trattenersi per aiutarla
a mettere ordine. Era la prima volta che incontrava un uomo
che non ci provava in continuazione. Ma ora le sembrava che stesse
esagerando, che era tempo che si desse una mossa. Quando non
ebbe notizie di lui per due settimane, decise di fare un altro tentativo.
Lo sai quanto  difficile trovare un violista senza preavviso?
Anche pi che trovare un violoncellista. Se non fosse stato per il
tuo Boccherini preferito...
Non dirmelo: Sol ha pontificato su quanti trii per due violini e
violoncello ha scritto, Cantor le bruci la battuta.
Mais oui, monsieur.Si era accorta della mania di Cantor per la
fraseologia francese. Quarantasei, per la precisione. Non  un fenomeno,
Sol? E ora a te, Leonardo. Quanti ne ha composti
Haydn?
Ventuno, rispose all'istante.
Risposta esatta! Ma com' che lo sapevi?
Cantor ridacchi compiaciuto. Se non fossi un uomo tutto
onest ti risponderei, Ma non lo sai che lo sanno tutti?
Ma siccome tu sei uno onesto...
... e originale, complet la frase, ammetter che ho imparato
dal nostro primo violino queste minuzie musicali. L'ultima volta
che ho dovuto dart forfait all'incontro musicale, si  lamentato con
me che, eccetto che per i Divertimenti di Mozart, le uniche altre
partiture per due violini e violoncello che aveva a casa erano un
paio di trii di Haydn. E lo sapevi che ne ha composti ventuno, di
cui tre sono andati perduti? mi ha comunicato, senza che io da parte
mia lo stuzzicassi in merito. Ma dimmi, Paula, tu come stai?
Mi sei mancato, Leonardo. Speravo che mi chiamassi.
Rispose dopo una pausa quasi lunga: Anch'io.
 uno che svicola o  solo timido, si domand lei. Al diavolo,
prese una decisione, meglio essere impiccata per una pecora che per un
agnello. Anch'io che cosa? gli domand alzando la voce. Ti sono
mancata o speravi che chiamassi?
Tutti e due.
E allora, perch non hai tirato su il telefono? Pensavo che tu venissi
a Chicago quasi tutti i fine settimana.
Ti avrei chiamata, ma nelle ultime settimane non ho avuto orari.
Ero in laboratorio tutti i giorni, spesso anche la sera..
Ma io pensavo che tu avessi tutto un gruppo di devoti schiavi
sempre ai tuoi riveriti ordini.
Paula, da noi si chiamano collaboratori, colleghi, ...
Scusami, Professore.
Questo lavoro lo sto facendo completamente da solo. Potrebbe
essere l'esperimento pi importante di tutta la mia vita. Finalmente
sono riuscito ad annunciarlo, e guarda chi ho preso come mia
confidente! Per favore, acqua in bocca con chiunque, la incalz se
non funziona,  una cosa che non vale niente. In effetti meno di
niente.
Paula Curry ne rimase stupefatta. Quanti sono gli uomini che,
d'improvviso, ti rivelano che stanno lavorando all'esperimento pi
importante della loro vita? Chiss se Leonardo rispose la stessa
cosa a una donnetta sciocca che lo stava interrompendo nel mentre
che lui dipingeva Monna Lisa? Sentimi, Leonardo, ovviamente me
lo terr per me, ma un giorno o l'altro me lo spiegherai per filo e
per segno?
S.
Paula rimase sorpresa dall'immediatezza, quasi esplosiva, della
sua risposta. Quando?
Puoi raggiungermi qui in macchina, domenica? Probabilmente
mi far bene prendermi una pausa. Puoi venire per pranzo?
Certo che posso. Verr di sicuro. Per un momento, questa
quarantaquattrenne scafatissima si sent come un'adolescente che
era stata finalmente invitata al ballo degli universitari.
Sabato 24 maggio era una di quelle giornate che, nel Midwest,
possono essere appena primaverili durante il mattino e a mezzogiorno
afose come d'estate. In occasione di quella prima incursione
nella vera casa di Cantor, il clima le offriva la possibilit di mostrarsi
vestita in un modo del tutto differente da quello che aveva
mostrato in precedenza. Aveva pensato di non aver nulla da perdere
dal mostrare un po' pi di audacia e scelse di conseguenza il proprio
abbigliamento: calze velatissime, minigonna fucsia appena sopra
il ginocchio, con un sobrio spacchetto a sinistra e scarpe di
Charles Jourdans con tacchi a spillo, che mettevano in evidenza i
suoi polpacci muscolosi da jogger. Che i tacchi cos alti la rendessero
ancora pi alta non le sembrava molto importante: che differenza
poteva fare, essere pi alta di lui di sette o di dieci centimetri? Da
molto tempo ormai si era rassegnata a essere pi alta della maggior
parte degli uomini di sua conoscenza; se a Cantor questo dava disturbo,
finora lui non lo aveva dato a vedere. Passandosi in rassegna
di fronte allo specchio, sbotton prima due, poi tre bottoni
della camicetta di seta grigio perla. No, due va meglio, non c' motivo
di strafare.
Paula arriv con quasi venti minuti di anticipo e decise di fare un
giro in macchina per la cittadina, passando intorno ai fabbricati
sparsi del campus che la dominavano fisicamente ed economicamente.
Pass per il viale alberato dove abitava Cantor e osserv le
villette confortevoli, i prati ben rasati e non interrotti da siepi, l'architettura
omogenea del sobborgo. Ne rest sorpresa. Da Cantor,
si sarebbe immaginata qualcosa di diverso, non quella villona bianca
a due piani, degli anni Venti o Trenta. Con la borsetta in mano,
si incammin lungo il vialetto bordato di cespugli di ginepro, sal
gli scalini e, appoggiata contro la porta, trov una busta a lei indirizzata.
Il biglietto all'interno diceva:
Paula, ho dovuto fare un controllo in laboratorio. La chiave  sotto lo
zerbino. Torno tra poco. L.
Era il primo biglietto che riceveva da lui. La sigla, concisa per
com'era, le diede particolare piacere.
Da buon architetto d'interni, Paula Curry si comportava come
una vera professionista. Quando per la prima volta visitava la casa
di un potenziale cliente - o la casa di chiunque, in verit - non dava
l'impressione di osservarla con lo sguardo di chi sta compiendo una
perizia. Almeno non in modo evidente. Tuttavia istintivamente i
suoi occhi si comportavano come obiettivi grandangolari di una
macchina fotografica automatica e in un attimo acquisivano,
confrontavano e archiviavano le immagini in una specie di ricchissima
banca-dati personale. Ora, trovandosi da sola nella casa di Cantor,
per una volta pot permettersi di osservarsi intorno con piacevole
lentezza e senza la solita maschera di indifferenza. Era arrivata senza
avere idea di cosa doversi attendere. L'aspetto dell'appartamento
di Chicago l'aveva preparata a un uomo benestante e di ottimo
gusto, con la passione dei mobili inglesi. Nei confronti dell'unica
omissione sulla quale aveva formulato un commento, la sera del
Boccherini-Beethoven, ovvero sull'assenza di quadri alle pareti, lui
le aveva spiegato senza esitare: Non mi interessano n so niente
dei paesaggi di caccia inglesi. I pittori inglesi che mi piacciono e che
si accorderebbero con questo arredamento del Settecento sono
Hogarth o Romney. Un ritratto di Romney sarebbe particolarmente
appropriato, perch era figlio di un mobiliere. Cantor si era
stretto nelle spalle. Non ce ne sono in giro e se anche ce ne fossero,
verosimilmente non me li potrei permettere. Non mi dispiacerebbe
neppure un piccolo Reynolds o Gainsborough, ma  la stessa
storia. Allora preferisco limitarmi ai miei libri e, ovviamente...
concluse accennando alla finestra a questo panorama. Forse che
qui non c'era un panorama all'altezza, si domand Paula Curry
nell'ammirare le opere d'arte alle pareti del soggiorno. Affascinata,
spalanc le tende per fare pi luce.
Cos la trov Cantor quando, entrato in casa dalla porta del garage,
varc la soglia del soggiorno. Paula stava con un ginocchio
appoggiato sul sedile di vimini di un insolito divano di faggio, le
mani appoggiate all'alto schienale, la gonna tesa sul sedere, mentre
si sporgeva in avanti per guardare pi da vicino l'acquerello alla parete.
Cantor ne rest sorpreso, e non solo dalla sua posizione, ma
anche dalla viva illuminazione solare, che suonava quasi blasfema
per lui, preoccupato com'era di salvaguardare i suoi rarissimi acquerelli.
Bonjour, Paula, disse finalmente, benvenuta qui in periferia.
Paula ebbe un sobbalzo per la sorpresa. Oh, I. C. ... non ti ho
sentito arrivare. Gli porse la mano. Strette di mano e l'atto di porgerle
il braccio per attraversare la strada: queste erano le uniche forme
di contatto fisico intercorse tra di loro, fino ad allora. Leonardo,
le parole le si precipitarono fuori dalla bocca, perch non mi
hai mai detto niente di tutto questo? Fece cenno tutt'intorno con
la mano.  tutto cos spiazzante. E trovarlo in questa casa!
Cosa vuol dire in questa casa?
Oh, scusami. Ma capisci cosa dico, una casa perfettamente rispettabile
dall'esterno, ma ...
Vai avanti... Cantor sorrideva apertamente.
Chi si sarebbe mai aspettata di trovare una sedia del genere?
Sto cercando di ricordare come si chiama... tipo macchina per sedere...
Sitzmaschine, le rispose con orgoglio.
Ma s! Questa stanza  un concentrato di Vienna-fine-secolo:
Joseph Hoffmann! Kolo Moser! Guarda quella meravigliosa scrivania
di Moser, con gli intarsi in ottone! Cosa sta succedendo, Leonardo?
Antiquariato del Settecento inglese nell'appartamento in
citt, Jugendstil viennese nella villa nei sobborghi? Ma questo...
sorrise indicando le pareti, questo li batte tutti. E hai avuto la faccia
di bronzo di dirmi, a Chicago, che non avevi quadri alle pareti?
Che non ti potevi permettere i Romney in accostamento? E cosa ti
trovo qui? Degli Schiele, in accostamento!
Ebbene? Assunse un atteggiamento innocente. Egon Schiele
mor nel 1918 a Vienna. Per com' questa stanza, lavor nel posto
giusto e visse nel periodo giusto. E poi, amo le sue opere pi di
quelle di qualsiasi altro artista moderno. Ti basta questa, come risposta?
Ti basta questa, come risposta? gli fece il verso lei. E dire
che mi hai permesso di pontificare sulla musica da camera viennese
per tutto il concerto del mese scorso - musica che avrebbe potuto
essere scritta in questa stanza - e non hai detto una parola!
Paula, cerca di capire, protest, ma mostrando apertamente la
sua soddisfazione. Cosa pretendevi che ti dicessi? Questo programma
mi riporta a casa mia, quando mi rilasso sulla mia Sitzmaschine,
contemplando i miei Schiele e ascoltando un po' di
Schonberg sullo stereo?
Ci sono volte che fai troppo il furbo, per essere uno cos intelligente!
Agit in aria il dito, con aria di finto ammonimento. Certo,
non sono affari miei, ma... come te li sei potuti permettere...
inizi a contarli ... per lo meno sette Schiele?
Non sono dipinti a olio, le rispose con finta commiserazione,
sono solo acquerelli e disegni.
Solo!
Li acquistai negli anni Sessanta. Ora come ora, non potrei.
Non ti preoccupa che te li possano rubare?
Non eccessivamente. Colse l'occasione per richiudere le tende.
Intanto sono assicurati. E poi, qui non ricevo molte persone.
E quelli che vengono, Schiele non l'hanno mai sentito nominare.
Sembra che questo ti piaccia particolarmente, Cantor addit il disegno
sul muro, come mai?
Lei lo guard fisso negli occhi. Era giunto il momento di ristabilire
un piano di parit tra di loro. S. Tra tutti  quello con la
maggior carica di erotismo. Anche se la coppia  quasi completamente
vestita. Gli occhi, guarda, sembrano sconvolti. Il trauma di
essere stati riconosciuti... come se qualcuno li avesse appena colti
nell'atto di... Esit. Che parola avrebbe dovuto usare... scopare,
fare l'amore?
Cantor risolse il dilemma per lei. Si avvicin al muro e stacc il
quadro dalla parete. Qui, le sugger, guardalo orientato in questo
senso. Lo gir in posizione verticale, la donna in posizione
eretta, l'uomo che la teneva stretta alla vita, il capo all'altezza del
ventre di lei. Poi Cantor gir il quadro in posizione orizzontale.
Ora la donna sembrava giacere supina, l'uomo sopra di lei come se
si fosse appena ritirato. Poteva essere nell'atto di riabbottonarsi i
calzoni.
Sorprendente ! Gli prese il quadro dalle mani e prov lei stessa
a orientarlo, prima in un senso, poi nell'altro.
Qual  che trovi... maggiormente...
Eccitante? lo interruppe. Oh, in verticale. Non c' dubbio.
Cantor la scrut con uno sguardo interrogativo e divertito allo
stesso tempo. Ne sembri molto sicura. Perch?
In primo luogo, sono in piedi. Fare l'amore in questa posizione
ha qualcosa di clandestino. E questa coppia ha certamente l'aria di
due sorpresi a fare qualcosa di proibito. In secondo luogo, se ti soffermi
sulle posizioni relative dei loro corpi, non stavano... copulando.
Sembra pi che altro un cunnilingus. E poi, lo incalz, sempre
osservando il disegno, come se si stesse rivolgendo alle due figure
invece che a Cantor, visto che lei  in piedi, mentre lui  in
posizione raccolta, non si pu nemmeno decidere se lei  veramente
tanto pi alta di lui.
Capisco, le rispose dopo una lunga pausa e riappese il quadro
alla parete. Pranziamo fuori in giardino. La tavola, l'ho gi apparecchiata.
Che vino gradisci?
Paula aveva un suo programma, Cantor il proprio. Paula ambiva
a conoscere pi approfonditamente l'uomo e vedere la sua residenza
nel sobborgo universitario. E ora era ancor pi incuriosita in
merito ai suoi gusti, alle sue risorse, a come viveva da solo. Un
uomo che viveva apparentemente nel celibato e tuttavia circondato
da arte erotica? Lo scopo di Cantor, viceversa, era molto pi dettagliato,
con un obiettivo totalmente egocentrico: aveva necessit di
poter parlare con qualcuno. Nelle ultime settimane, si era ridotto a
vivere quasi come un eremita. Eleggere a propria confidente una
persona come Paula Curry, del tutto ignara di scienza ma di grande
intelligenza, discreta e forse sulla buona strada per diventare
un'amica; nel corso del pranzo, Cantor avvert di aver fatto la scelta
corretta.
Non appena si furono accomodati a tavola, si accorse che per
prima cosa avrebbe dovuto soddisfare la curiosit di Paula. Quando
l'aveva invitata - o era stata lei, ad autoinvitarsi? - l'invito era stato
cos spontaneo che lui non aveva pensato nemmeno per un attimo
alle domande che l'arredamento della sua casa le avrebbe potuto
suscitare. Era il primo architetto d'interni di sua conoscenza con
cognizioni cos profonde di storia dell'arte. Decise di sbarazzarsi al
pi presto, e con la massima concisione, di quell'incombenza. Persino
le quotazioni assurdamente basse degli Schiele - basse almeno
a paragone delle cifre astronomiche battute ora alle aste d'arte - le
sembravano fuori portata dallo stipendio di un giovane professore
universitario all'inizio degli anni '60. Certo che aveva ragione. Poich
era anche una donna tenace, nel corso del pranzo riusc ad ottenere
una spiegazione della sua relativa agiatezza e di perch in casa
sua fosse stato trapiantato un interno viennese.
La spiegazione si rivel semplice, o cos sembr a Cantor, nella
sua impazienza di disfarsi dei suoi dettagli biografici. Suo suocero
era un ricco industriale ebreo viennese e aveva reso Cantor - che ne
aveva sposato l'unica figliola, gi trentaseienne - erede di met della
sua fortuna. L'uomo era stato cos chiaroveggente, a differenza
della maggior parte degli ebrei viennesi, da prevedere che il virus
nazista non si sarebbe fermato alla frontiera austriaca. Due anni
prima dell'Anschluss, aveva abbandonato Vienna, con tutta la propria
famiglia e portando con s, intatti, danari, mobili e opere
d'arte. Capisci ora perch possiedo una Sitzmaschine e degli
Schiele?, aveva domandato Cantor attendendosi un cenno d'assenso.
No, gli rispose Paula mostrando lo scintillio dei denti, non
cos immediatamente. Perch ti ha reso uno dei suoi eredi? E cosa mi
dici di tua moglie, a lei cosa  restato? E perch avete divorziato?
Alla fine, Paula riusc a estorcergli tutta la storia. Pap
Lowenstein, un patriarca, era stato cos felice che la sua unica figliola, va,
avesse trovato non solo un marito, quando gi lui aveva ormai perso
ogni speranza di vederla accasata, ma persino un autentico Herr
Professor Doktor. Perch non lasciare al genero met delle sue sostanze?
E per sua fortuna, al vecchio era stato risparmiato il dolore
di vederli divorziare: era morto quattro anni prima, insieme alla
moglie, in un incidente automobilistico. Quando va e I. C. si separarono,
la suddivisione delle propriet non present particolari
difficolt, perch il padre di va aveva previsto tale eventualit nel
testamento. Entrambi ereditarono larghe somme di denaro. va
ne aveva fin sopra i capelli di essere Mrs. Cantor e di aver sposato
un'istituzione universitaria. Nulla pi le avrebbe dovuto ricordare
quello status, meno che meno la casa e i mobili.
Ma non  per parlare di questo, che ti ho invitata. Cantor non
poteva pi trattenersi.
No? Gli occhi di Paula si allargarono in un sorriso ironico.
Bene, suppongo che tu abbia saziato a sufficienza la mia curiosit,
almeno per il momento. Di cosa mi volevi parlare, Leonardo?
Dell'esperimento pi importante della tua vita? O di quello di
maggior successo?
Di successo? Per un attimo, Cantor si sent urtato. Ah, Paula,
 proprio di questo che sentivo il bisogno di parlare con qualcuno.
Cercher di farla breve e semplice...
Semplice? Le comparve ancora un sorriso sulle labbra.
Cantor si sorprese a fissarla nel viso un attimo pi di quanto sarebbe
stato conveniente. Intendo dire: omettendo i tecnicismi.
Dunque, devi sapere che da anni il mio gruppo di ricerca si sta concentrando
sull'oncogenesi.
So che mi odierai perch ti interrompo fin dall'inizio, ma cosa
significa, di preciso?
L'oncogenesi? L'origine dei tumori.
Cerchi di farlo venire, il cancro, o di curarlo? Voleva essere
una battuta di spirito, ma Cantor aveva ormai indossato l'abito
mentale del conferenziere.
Nessuna delle due cose. Noi ci sforziamo di capirne il processo;
perch i tumori si formano. L'anno scorso, dunque, io ho avuto
un'intuizione che, in tutta modestia, devo dire geniale. Sembrava
giustificare tutte le osservazioni che sono finora state fatte sull'insorgenza
dei tumori maligni ed era in grado di spiegare la produzione
di tumori in modo molto generale e applicabile. Cantor prese
un tovagliolo di carta e vi schizz sopra lo schema di una membrana
cellulare. Velocemente, e usando il minimo possibile di gergo
scientifico, le ricapitol i punti essenziali della propria teoria
sull'oncogenesi. Ora, numerosissime sono state finora le teorie
generali sui tumori - e molte ora sono state scartate - ma nessuna 
mai stata cos onnicomprensiva come la mia. Se cos posso dire, ha
fatto un po' di scalpore. Della sua giustezza ero certissimo. Ma era
solo un'ipotesi, destinata a rimanere tale, a meno che, fece una
breve pausa ad effetto, a meno che non fossimo stati in grado di
portare qualche dimostrazione sperimentale. Nell'autunno scorso,
ho escogitato un esperimento in grado di darla, e per realizzarlo
ho messo a lavorare su questo progetto il migliore dei miei giovani
collaboratori, un certo dottor Stafford.
Uno dei tuoi schiavetti.
No, uno dei miei collaboratori. Forse il pi promettente che
abbia mai avuto. Ma l'ho tenuto sotto pressione, questo devo ammetterlo.
Ero cos convinto della mia teoria, che ho fatto qualcosa
che, in circostanze normali, non mi sarei mai sognato di fare: in
buona sostanza gli ho detto che doveva finirmelo in tre mesi.
E lui?
Lui ce l'ha fatta. Abbiamo pubblicato il lavoro...
Abbiamo?
Cantor sembr preso alla sprovvista. S, in due. Perch me lo
chiedi?
Be', se lui ha fatto il lavoro, perch tu lo hai pubblicato con lui?
Dio mio, Paula, le rispose con una certa sufficienza, vedo che
abbiamo un serio gap culturale da colmare. Non voglio farlo adesso,
comunque. Ti basti la mia assicurazione che nella scienza, questo
comportamento  de rigueur. Io ho pensato al problema e trovato
la sua soluzione, lui ha svolto la parte pratica, e noi abbiamo
pubblicato il lavoro insieme. Si  sempre fatto cos.
Vai avanti, Leonardo, gli rispose per quietarlo. Non  importante.
E dopo, cosa  successo?
Be', dopo che l'abbiamo pubblicato, in pratica  come se fosse
esploso l'inferno, cio... in senso buono. Sorrise con un certo
disagio. Telefonate di congratulazioni, inviti a tenere conferenze...
tutta quella roba... ma, e sollev l'indice per enfatizzare la
clausola avversativa,  saltato fuori un problema. Un importante
collega di Harvard - o dovrei dire il maestro che non ho mai avuto -
ha assegnato a uno dei suoi post-doc il compito di replicare il mio
esperimento.
E perch mai avrebbe dovuto farlo? Il dottor Stafford, cio, voi
lo avevate gi fatto. Non si fidava di voi?
Paula, nella scienza noi abbiamo quello che si potrebbe chiamare
un contratto sociale. Dobbiamo essere in grado di fidarci del
lavoro degli altri scienziati. Se guardi un lavoro scientifico... aspetta
un momento, faccio un salto in casa e te ne porto uno.
Paula rimase commossa dal suo entusiasmo quasi fanciullesco,
dal modo col quale era saltato su dalla sedia ed era corso per la scala
del giardino, salendo i gradini a due a due.
Qui, guarda alla fine di questo articolo. Aveva aperto il reprint
del loro articolo su Nature. Ci sono undici riferimenti a lavori di
altri scienziati: sono tecniche e risultati che abbiamo utilizzato per
portare a termine la nostra ricerca. Se il loro lavoro non  affidabile,
nemmeno il nostro pu esserlo. La scienza  un edificio interamente
fondato sulla lealt. Se cos non fosse, sarebbe una baracca appoggiata
sulle sabbie mobili.
Ancora non riesco a capire cosa c'entri il vostro contratto sociale
con il tizio di Harvard che vuole ripetere il tuo lavoro, lo incalz.
Ah,  proprio questo. Un esperimento dovrebbe essere replicato
da una mano indipendente, per poter dimostrare la propria affidabilit.
Per accertarsi che noi non abbiamo commesso errori.
Certo, non lo si fa con tutti gli esperimenti, ma tutti quelli importanti
passano attraverso questo stadio. E il nostro appartiene alla
classe di quelli importanti. Questo  il motivo per il quale Krauss
ha deciso di dargli un'occhiata.  uno dei capiscuola, nel settore dei
tumori. C' anche un sarcoma che ha preso il nome da lui.
E cos, ha ripetuto il tuo lavoro come gesto di amicizia nei tuoi
confronti?
Cantor ebbe un'esitazione. No, non si tratta unicamente di
amicizia. Anche se dal punto di vista professionale godo della sua
amicizia, si affrett ad aggiungere, direi che lo ha fatto anche per
scetticismo.
E io che pensavo che il tutto fosse basato sulla fiducia...
Krauss non prende mai niente a scatola chiusa. Specialmente le
cose importanti. Ma a parte le ragioni personali, lo scetticismo  un
segno di buona salute, nella scienza.
E ora che lui ha verificato il tuo lavoro, cosa succeder ancora?
Che tu vincerai il Premio Nobel?
Cantor arross. Cosa te lo fa dire?
Oh, venire su con una teoria che spiega il cancro a me sembra
importante a sufficienza per un Nobel. Non lo pensi anche tu?
Fece un tono ingenuo. Leonardo Cantor, vincitore del Premio
Nobel. Suona magnifico.
Cantor cerc di dare mostra di umilt, come deve fare ogni candidato
serio, quando si entra in argomento, sia che ci avvenga in
pubblico o in privato. Il mondo  pieno di gente che dovrebbe ricevere
il Premio Nobel, ma che non l'ha preso e non lo prender.
Arne Tiselius, che lo ha detto, sapeva ci di cui stava parlando.
Vinse il Premio per la Chimica e fu anche presidente della Fondazione
Nobel.
Questo vuol dire che lui pensa di doverlo vincere. Paula Curry pens
per un attimo di dar voce al proprio pensiero, ma poi decise che, su
quell'argomento, il senso dell'humor di Cantor potesse mostrare dei
limiti. Torn alla domanda iniziale: E ora che il tuo amico Krauss
ha appagato il suo salutare scetticismo, cosa succeder ancora?
Cantor si appoggi allo schienale della sedia, scrutando verso il
giardino, per un tempo cos lungo che Paula si stava gi preparando
a ripetere la domanda. Finalmente il suo sguardo torn su di lei.
Non ha potuto appagare il suo scetticismo. Non sono stati in grado
di ottenere lo stesso risultato di Stafford.
Cosa? E perch no? Certo non ti dar del... Paula si ferm appena
in tempo e si stup di sentirsi lei cos risentita per un immaginario
affronto fatto a Cantor.
Cantor la zitt con un cenno della mano. No, no, Paula, calmati,
non  niente del genere. Ancora non riesci a capire qual  la natura
del nostro contratto sociale, che non ha niente a che fare col calunniare
le persone.  solo una questione scientifica: bisogna stabilire
se i risultati sono validi o no. E ad ogni modo, perlomeno all'inizio,
il fallimento di Krauss non ci ha stupiti pi di tanto. Su Nature
avevamo pubblicato solo una comunicazione preliminare,
quella che ti ho mostrato. Addit il reprint sul tavolo. E veramente
molto schematica: riporta solamente una descrizione della teoria
e annuncia che l'esperimento per dimostrarla ha avuto successo.
Non fornisce dettagli sufficienti perch l'esperimento possa essere
riprodotto in un altro laboratorio. Ma quando Stafford ha raccolto
tutti i dettagli sperimentali in una relazione e l'abbiamo mandata a
quelli di Harvard, ancora una volta loro non sono stati in grado di
riottenere i suoi risultati.
Vuoi dire che Stafford si  sbagliato?
No! le rispose seccamente Cantor. Non vuol dire affatto
questo. La metti troppo in bianco-e-nero. Pu voler dire che, a
propria insaputa, ha omesso di citare qualche dettaglio sperimentale
di importanza decisiva. O che l'uomo di Krauss ha trascurato
di seguirne scrupolosamente uno. Ho avuto un'esperienza simile
quando da giovane facevo il dottorato in chimica. Eseguii una reazione
che si chiama di decarbonilazione, che si fa mettendo la sostanza
in un recipiente di vetro e scaldandola al di sopra del suo
punto di fusione. La prima volta and benone, ma quando l'ho dovuta
ripetere a distanza di tempo, i risultati mi venivano a caso. Mi
ci volle un sacco di tempo per capirne il perch: all'inizio avevo usato
un recipiente di vetro normale, che  leggermente alcalino, mentre
pi tardi ero passato al Pyrex. Salt fuori che la reazione viene
promossa da tracce di alcali.
Ma cose del genere, avvengono spesso? Paula stava iniziando
ad appassionarsi. Aveva sempre pensato che gli esperimenti scientifici
fossero privi di ambiguit.
Spessissimo !  A Cantor premeva molto ribadirglielo. Ti posso
raccontare un'altra storia vera che ti sorprender. Carrol Williams,
un famoso entomologo di Harvard, ospit una volta un ricercatore
ceco, un certo Karel Slma, perch proseguisse nel suo
laboratorio alcune ricerche che aveva iniziate a Praga. Questa persona
aveva portato con s degli insetti di una specie che da anni
stava studiando in patria. Ma ecco che Slma non riusc a far maturare
e riprodurre nel Massachusetts quegli insetti, nonostante li
alimentasse con la medesima dieta. Sai cosa salt fuori alla fine? - I
coriandoli di carta che facevano da lettiera sul fondo dei contenitori
nei quali tenevano gli insetti! esclam Cantor con un'espressione
di trionfo. Si supponeva che la carta agisse solamente da
supporto inerte - l'avevano sempre usata, a Praga - ma, una volta
eliminata la carta, gli insetti presero a crescere felicemente anche a
Cambridge! A Cantor faceva piacere rievocare la storia, che gli
faceva dimenticare il proprio problema reale. La carta in Europa
 fatta con specie di alberi differenti da quelli impiegati in Nord
America, dove  quasi sempre di pino balsamico. Dalla polpa di
quell'albero riuscirono a isolare quello che da allora  chiamato il
fattore-carta, che provoca anomalie nella crescita e la morte prematura
degli insetti. Ricordo ancora come concludeva il loro peraltro
serissimo articolo: il Boston Globe e il Wall Street Journal
possedevano attivit inibitoria, mentre Nature e The Times di Londra
risultavano innocui.
Leonardo, resto stupita dalla vastit del tuo settore: abbiamo
cominciato a parlare di tumori e siamo finiti all'attivit inibitoria
del Wall Street Journal. Sollev il calice del vino. A qualcosa di
egualmente divertente nell'esperimento del Dr. Stafford!
Sarebbe bello, le rispose con una smorfia di tristezza, ma potremmo
non saperlo mai. Quando Krauss ha ottenuto il secondo fallimento,
io ho ordinato a Stafford di ripetere l'esperimento sotto i
miei occhi nel mio laboratorio privato, quello vicino al mio studio.
E...
E ha funzionato.
Magnifico, sorrise lei, dovresti esserne soddisfatto. Cosa ne
ha detto il tizio di Harvard?
Cantor continu come se non avesse udito l'ultima domanda.
Un paio di mesi fa ho escogitato un'altra verifica sperimentale della
mia teoria. Concettualmente  pi complicata, ma sperimentalmente
risulta pi semplice. Ho deciso di condurre l'esperimento
completamente da solo. La guard, con una mezza espressione di
scusa. Questa  la ragione per cui non sono andato a Chicago, e da
nessun'altra parte. Sei la prima persona a sapere di cosa mi sto occupando.
Tutto quello che mi occorre sono una o due settimane
per vedere se... Non fin la frase. Cosa mai poteva aggiungere?
Che in caso contrario avrebbe dovuto flagellarsi in pubblico?
Ma continuo a non capire. Perch iniziare un secondo esperimento?
Visto che Stafford non ha avuto difficolt a svolgere il lavoro
in tua presenza, perch non farlo ripetere un'altra volta ancora a
quelli di Harvard? O una cosa pi semplice ancora: dire a quelli di
Harvard di venire nel tuo laboratorio a fare l'esperimento insieme a
Stafford. Proprio come hai fatto tu.
Paula  una che non si prende per il naso, pens con ammirazione:
avviciniamoci alla verit. Prova a pensare se la prossima volta
non riuscisse. Ricordati che questo non  un esperimento da un
paio di giorni, questo richiede delle settimane. Se possiamo farlo
riuscire solo se Stafford  presente, non  un vero esperimento.
Non almeno nel contesto del contratto sociale di cui ti ho parlato.
Sai cosa dovrei fare, in quel caso? Pubblicare una ritrattazione sulla
stessa rivista, in cui dico che l'Esperimento, per qualche ignota ragione,
non  duplicabile. Per quanto riguarda Krauss e gli altri
come lui, quella sarebbe la fine della mia teoria generalizzata
dell'oncogenesi. Non  in gioco il Premio Nobel, ma la mia credibilit
professionale. La conosci, la parola Schadenfreude?
No.
 una di quelle parole tedesche, come Gestalt o Weltschmerz,
che possiede una sfumatura del tutto particolare, che non viene
resa dall'equivalente godere delle sfortune altrui. Schadenfreude ha
un significato pi sottile e ancora pi meschino. Pi impeccabile 
la tua reputazione, e pi importante  il lavoro che devi ritrattare,
pi grande  la Schadenfreude dei tuoi pari.
Non posso credere a quello che mi dici, esclam Paula. Voi
scienziati, paladini del contratto sociale, godete n pi n meno degli
altri mortali se qualcuno sbaglia? Anche se  proprio lui a confessarlo?
Cantor lasci andare un sospiro. Mi duole dirtelo, ma la risposta
 s. Anch'io l'ho fatto... aggiunse rapidamente voglio
dire... ho goduto. Non mi sono mai trovato nella condizione di
dover ritrattare un mio lavoro e spero Dio che non dovr farlo
neanche questa volta. Perch la rarit di questi eventi, innocenti o
meno che siano...
Cosa vuol dire o meno? lo interruppe Paula.
Manipolazione dei dati o anche frode bella e buona, ...
Succedono anche queste cose?
Non di frequente, le rispose con fermezza. Ma come ti ho
detto, precisamente per la rarit delle ritrattazioni, la memoria delle
persone  straordinariamente lunga... direi a vita. Siccome dipendiamo
tutti dalla fiducia reciproca, una volta che la credibilit
scientifica di qualcuno  intaccata, non potr mai essere
completamente ristabilita. Il pi delle volte  per sempre.
Cosa si aspettano le persone le une dalle altre, la perfezione assoluta?
esclam Paula.
Ovviamente no. Ma se il lavoro  importante, se influenza il
pensiero scientifico o la direzione che la ricerca di molti altri deve
imboccare, l'accusa sarebbe: perch tutta quella fregola di pubblicare?
Perch non hai aspettato che i risultati venissero validati?
E quale sarebbe la tua risposta, Leonardo, se te lo domandassero?
Perch tu hai avuto tutta questa fretta di pubblicare?
Voglio essere quanto pi possibile onesto. La maggior parte
di noi scienziati soffre di una specie di personalit dissociata: da un
lato, il rigido osservante dei principi del metodo sperimentale, con
tutto il suo insieme di regole e il suo obiettivo finale di espandere i limiti della conoscenza; dall'altro il fallibilissimo essere umano,
con tutte le sue fisime emotive. Ti dico delle fisime. Siamo tutti
consapevoli del fatto che, nella moderna ricerca, il rischio professionale
pi grave  di fare una scoperta simultaneamente. Se la mia
teoria  giusta, allora sono del tutto sicuro che, presto o tardi - che
in un settore competitivo come il mio vuol dire presto, piuttosto
che tardi - a qualcun altro verr la stessa idea. La molla che spinge
ogni scienziato, il suo amor proprio,  basata su un'unica, semplicissima
ambizione, e cio ottenere il riconoscimento da parte dei
suoi pari, i vari Krauss di questo mondo. Il riconoscimento  accordato
solamente all'originalit, che in termini pi terra-terra significa
che devi arrivarci per primo. Non deve stupire, allora, che la
spinta a essere il primo sia enorme. Improvvisamente ti vedo pensosa,
Paula. Ti ho delusa?
Esit parecchio, prima di rispondergli.Non tanto delusa,
quanto disillusa. E questa la ragione per cui non hai raccontato a
nessuno la tua ultima idea, che poteva offrire la conferma indipendente
della tua teoria? Cos nessuno la pubblica prima di te?
Annu. Suppongo di s.
Un'ultima domanda, Leonardo. Si sporse attraverso il tavolo
verso di lui. Perch lo stai facendo da solo, questo lavoro, seppellendoti
nel tuo laboratorio e non vedendo pi nessuno? Perch non
hai chiesto al tuo Stafford di fare il lavoro per te, come la prima volta?
Non  l'uomo migliore del tuo gruppo? Cos' cambiato?
Un bravo scienziato cambia una sola variabile alla volta.
Paula Curry rimase sorpresa. Cosa dovrebbe voler dire?
Non mi fido pi di Stafford.
...
.
...
13.
...
.
...
Alla fine, il secondo esperimento, ovvero la conferma indipendente
da parte di Cantor della propria teoria sull'oncogenesi, ebbe
precisamente il risultato che il professore aveva sperato: il cambiamento
nella struttura della proteina responsabile era rispecchiato
perfettamente anche da quello del suo stampo, l'acido ribonucleico
corrispondente. Aveva reso ragione al proprio ottimismo iniziale:
dapprima una teoria al bacio e ora un esperimento ancor pi al
bacio.
Tuttavia, invece di precipitarsi a pubblicarlo su Nature, Cantor
questa volta se lo gioc con cautela, a nervi freddi. Chiam Krauss
al telefono: non era necessario che il gruppo di Harvard procedesse
all'ulteriore verifica dell'Esperimento di Cantor-Stafford, perch
lui stesso aveva appena completato una seconda verifica, peraltro
pi semplice dal punto di vista sperimentale.
Kurt, abbi la pazienza di aspettare finch vedi i dettagli:  una
bellezza. E, contrariamente a quanto mi ero aspettato,  saltato
fuori che  pi semplice guardare la struttura dell'acido ribonucleico
di quella della proteina. Ma per un po' non voglio mettermi a
scriverlo, non fino a che qualcuno del tuo laboratorio non gli ha
dato un'occhiata. Ti mando col Federal Express le fotocopie del
mio diario di laboratorio. Ti arriveranno domani. In modo sottile,
Cantor aveva messo Krauss nella condizione in cui non poteva
far altro che piegarsi a diventare il testimone irrefutabile della veridicit
scientifica dello stesso Cantor.
Poich Cantor aveva la certezza che il suo ultimo lavoro sarebbe
stato confermato da Harvard, pens di non avere ragioni particolari
per ritardare l'annuncio a mezzo tam-tam del proprio successo -
un altro sistema collaudato per marcare il territorio nelle questioni
di priorit. Richiese quindi di tenere un seminario di dipartimento
e annunci che avrebbe parlato, senza per specificare il titolo.
Solo le vere superstar si possono permettere di usare un trucco del
genere. Quando l'avviso del seminario riporta la dicitura: ARGOMENTO
DA SPECIFICARE IN SEGUITO, le stelle meno luminose corrono
il rischio di parlare a una sala vuota.
Ma nel caso di Cantor, anche senza ricorrere al sotterfugio del
titolo a sorpresa, le voci stavano gi viaggiando senza controllo: la
sua virtuale sparizione dalla pubblica vista, e per settimane,
garantiva gi da sola il gran pienone. La sala conferenze era gi piena
come un uovo, quando Stafford arriv, deliberatamente all'ultimo
momento. Quando si sedette in una delle ultime file e si mise a
scrutare con una smorfia in viso l'uditorio impaziente e a contare le
teste delle persone che conosceva direttamente, si convinse di stare
per assistere alla propria pubblica crocifissione, o forse solamente
ad un'umiliazione indimenticabile. Ma, poco dopo che Cantor
ebbe iniziato a parlare, si rese conto di non essere nemmeno marginalmente
un comprimario nel dramma che si stava rivelando all'uditorio,
che si era fatto improvvisamente silenzioso. Senza fare riferimento
nemmeno una volta all'incapacit del gruppo di Krauss
di validare il lavoro di Stafford, Cantor descrisse la propria seconda
verifica sperimentale della teoria generalizzata dell'oncogenesi.
Nell'eccitazione dell'uditorio, quando incominciarono gli applausi,
nessuno not che Stafford era scivolato fuori dalla sala conferenze
e si era diretto senza esitazione verso lo studio del professore.
La voce di Stafford si era ricomposta, mentre si sprofondava in
una delle poltroncine della segreteria. Stephanie, I. C. ha tenuto la
conferenza pi straordinaria che tu possa immaginare. Voglio
aspettarlo qui per dirgli cosa penso della sua presentazione.
Stafford dovette aspettare per parecchio tempo, ma non gli importava.
Questo gli dava il tempo di riorganizzare il suo piccolo discorso.
Stava silenziosamente discutendo tra s e s come porgergli le
proprie congratulazioni: con un tono distaccato o pieno di entusiasmo
- una questione di stile - quando apparve Cantor. Il giovane
scatt in piedi. Prof' - aveva pensato che rivolgersi a lui come
I. C. non sarebbe stato appropriato in quelle circostanze, mentre
Professor Cantor sarebbe suonato troppo formale - La posso vedere
per un momento?
Cantor lanci appena un'occhiata al proprio studente e gli fece
cenno di entrare nello studio. Non appena la porta si fu richiusa,
Stafford si lanci. I. C., ero certo che gi nell'aula sarebbe stato
circondato da tutti. Volevo solo dirle che questa  stata la pi fantastica
conferenza che le ho mai sentito tenere. Sono stato molto
preoccupato nel non vederla in giro per tutte queste settimane, ma
ora sono sollevato.
L'espressione dell'uomo pi anziano non mut. E fa proprio
bene! fu tutto quello che gli usc dalla bocca.
Il viso di Stafford divenne paonazzo. Cosa vuole dire? riusc
solo a balbettare.
Arrivare sulla vetta dell'Everest seguendo due vie differenti 
un'impresa sensazionale: quasi nessuno  stato fotografato per due
volte sulla cima. Ma, questa volta, Cantor pot crogiolarsi al sole
per molto meno tempo che la volta precedente. Ancora una volta,
il messaggio proveniva da Harvard e il latore era ancora una volta
Krauss. Inform il buon collega che la verifica del secondo esperimento
era ormai a buon punto e che non erano sorti intoppi di alcun
genere. Cantor ne fu estremamente soddisfatto: si era sulla
buona strada per disinnescare una situazione potenzialmente destabilizzante.
Ma fu allora che Krauss cambi argomento. A proposito, I. C.,
il tuo famoso Stafford mi ha chiamato l'altro ieri. Mi ha chiesto se
gli avrei potuto offrire una posizione post-doc nel mio laboratorio.
Mi ha detto che ha trascorso l'intera sua carriera nel tuo dipartimento
e che avrebbe desiderato occuparsi di altri problemi, prima
di cercarsi un posto da assistant-professor.
Fosse stato chiunque altro, non ti avrei nemmeno chiamato,
ma visto che lavora con te, desideravo essere certo che tu non avessi
obiezioni a che lui si unisse al mio gruppo. So che di lui hai un'opinione
fuori dal comune. Ma anche tu conosci la burocrazia delle
nostre istituzioni. Nel fascicolo dobbiamo avere alcune lettere di
raccomandazione e, chiaramente, una deve provenire da te. Dal
punto di vista scientifico, sei suo padre. E ci nonostante, Stafford
non ti ha nemmeno elencato come referenza. Ne sono rimasto sorpreso
e gliene ho domandata la ragione, ma lui mi ha risposto che
non ti voleva seccare con una richiesta cos banale. Sinceramente,
posso pensare che credesse che a te potesse seccare che lui volesse
andare a lavorare in un altro laboratorio.
Per una volta, Cantor rest senza parole. Krauss scambi il suo silenzio
per un segno di disapprovazione, e continu. I. C., devi ammettere
che qualsiasi cosa lui far nel tuo laboratorio, non potr essere
se non di livello inferiore a ci che ha gi fatto. Dopo quello spettacolare
lavoro che voi due avete pubblicato su Nature,  del tutto naturale
che lui cerchi altri mondi da conquistare. Puoi spedirmi una lettera di
presentazione per lui? Non dev'essere una cosa lunga. Puoi limitarti a
mettere per iscritto quello che mi hai detto di lui tempo fa: che  la
persona migliore che tu hai mai avuto nel tuo laboratorio.
Leah aveva appena voltato l'angolo, quando scorse a distanza
Stafford che trasportava una valigia verso l'auto parcheggiata di
fronte alla loro abitazione. Lo raggiunse mentre si stava allontanando
dalla piazzola.
Jerry, lo chiam. Cosa sta succedendo? Fece cenno al sedile
posteriore dell'auto, stipato di scatoloni di libri e di vestiti.
Non te l'ha detto, Celly, l'altra sera? le ribatt scontroso.
Ieri notte non c'ero, gli sorrise, vengo a casa per farmi una
doccia e cambiarmi, prima di andare in biblioteca.
Allora domandalo a lei, le rispose accennando alla direzione
della casa, lei  a casa. Io devo andarmene.
Leah apr con cautela la porta di casa. Ci sei Celly? la chiam.
Si ferm nel vedere il viso dell'amica gonfio di lacrime.
Lasciami sola, Leah, sono incavolata nera.
Lo vedo, cerc di abbracciarla, ma lei si svincol. Dimmi,
cos' successo.
Quel bastardo. E dopo quello che mi ha promesso solo qualche
settimana fa. Si asciug gli occhi con il dorso della mano. Ti ricordi
quando mi hai domandato cosa ci trovassi veramente in Jerry?
Perch ho fatto la pace con lui dopo che non si  fatto vedere alla
cena con Jean Ardley?
S, che me lo ricordo. Mi hai detto che non avrei potuto capire.
Celestine si era calmata. Questa s, che  una cosa che tu puoi
capire.
Quando ho visto Jerry per la prima volta, mi  apparso cos
giovane. In un certo qual senso, mi sono sentita come deve essersi
sentito Graham: l'eccitazione di insegnare a una persona pi giovane
il piacere sessuale. Jerry sembrava cos privo di esperienza, fresco
e... bisognoso. Non sembrava aver bisogno solo di un'amante,
ma anche, in modo profondo, di una madre. Ti ricordi di quando
una volta noi due abbiamo parlato delle caratteristiche ideali di una
relazione: di avere insieme un amante, un amico e un compagno?
Da quando siamo diventati amanti, Jerry ha iniziato gradatamente
ad aprirsi, come un fiore, petalo dopo petalo. E dopo ha iniziato a
raccontarmi tutta la storia della sua vita. Lo sai che suo padre  un
convinto Pentecostale? Che ha il dono delle lingue, che  un
creazionista e che non permette che il termine evoluzione sia pronunciato
in casa sua? Sono diventata la sua confidente e non  un cattivo
inizio per diventare compagni. E quando Jerry ha iniziato a parlarmi
dei suoi desideri personali e delle sue ambizioni professionali
- qual  il significato che ha per lui la ricerca scientifica, quali sono i
suoi obiettivi professionali, e persino con quali criteri si  scelto un
mentore - allora mi sono accorta di quanto abbiamo in comune.
Gli amici hanno bisogno di questo.
Leah la guard con nostalgia. Non me lo avevi mai detto.
Perch mai avrei dovuto? Non metteva in gioco la nostra, di
amicizia. Si avvicin e le arruff i capelli. Jerry e io abbiamo priorit
di vita molto simili: tutti e due vogliamo fare la carriera accademica
ed entrambi vogliamo guadagnarci una buona reputazione
scientifica. E cos abbiamo raggiunto un accordo, o cos io pensavo.
Jerry avrebbe continuato il suo post-doc nel laboratorio di Cantor
finch io non avessi ottenuto il mio dottorato - mi ci vorr al pi
un altro anno - e poi ci saremmo trovati due lavori in posti non
troppo distanti. Per esempio, se lui avesse trovato a Berkeley, avrei
potuto cercare qualcosa a Stanford. Almeno questo  quello che
avevamo in testa.
Il timbro della voce di Celestine assunse una sfumatura di amarezza.
Ieri sera Jerry se ne viene come un cane con la coda tra le
gambe e mi annuncia che ha un'occasione che non pu lasciarsi
sfuggire. Ti ricordi di Krauss, il tizio di Harvard di cui ci ha raccontato,
quello che anche Cantor si  sforzato di impressionare? Jerry
mi dice che quello gli ha offerto una posizione post-doc a partire dal
mese prossimo e che lui ha deciso di accettarla. Lo inserirebbe nel
giro di Krauss per nuovi incarichi. E esattamente quello che mi ha
detto: inserirsi. E sai cosa gli ho risposto? Puoi inserirti in un giro
e anche sbattere all'aria un legame. Ma, Celly, mi ha risposto lui,
passeremo insieme i fine settimana. Verr in aereo da Boston e tu
potrai venirmi a trovare ad Harvard. Ma io, lo far? gli ho domandato.
E cosa succeder se non avr tempo di venire ad Harvard?
E se desiderer un po' di compagnia di marted o di gioved?
E cosa ti ha risposto?
Non me lo ricordo, mormor Celestine. Ma ha fatto la faccia
colpevole. Si  fatto venire anche qualche lacrimuccia. Mi ha
chiesto di credergli... Gli ho detto di portarsi via la sua roba e di
andarsene via... ora. Pensavo che avesse preso un impegno... con
me, ma sotto sotto si  tenute aperte tutte le possibilit. Ebbene, gli
ho risposto Ora sar io a tenermi aperte delle possibilit. Vuoi
dire che non mi vorrai pi vedere? mi ha domandato. Gli ho risposto
che se voleva una risposta subito, la risposta era s. Mi ha implorato
di ripensarci.
E tu, ci stai ripensando?
S.
Una modica dose di psicoanalisi non ti farebbe male, prima di
prendere una decisione. le sugger Leah con bont. Tu mi dici
che con Jerry avete molto in comune dal punto di vista della vostra
cultura scientifica. Forse il tuo accesso alla sua conoscenza passa attraverso
la tua sessualit...
Ma via, Leah, sii realistica: pensi davvero che le persone agiscano
in quel modo?
S, Celly, fanno proprio cos. Prova a considerare la tua relazione
con Lufkin, ad esempio. E ovvio che il tuo investimento in quel
rapporto  stato di puro transfert: la proiezione del desiderio di tuo
padre su un uomo pi anziano, in possesso delle caratteristiche che
tu desideravi.
Un attimo, protest Celestine, tra il seccato e il divertito,
 transfert, proiezione... sono tutte le psicocavolate che ti contano a
lezione?
Va bene, va bene, Leah lasci cadere l'obiezione con un gesto
della mano. Dimentica Lufkin ...
Hai detto dimentica Lufkin, le rispose Celestine con una
sbuffata. Ho un'informazione per te. Verr qui la settimana prossima.
E anche se non si far vedere, soggiunse, dubito che riuscir
mai a dimenticare il primo invito a cena da lui.
Celestine era appoggiata al frigorifero nell'ariosa cucina tutta
bianca, a casa di Lufkin. Sorseggiava del vino e lo guardava portare
i ritocchi finali al piatto che stava preparando. Ecco, sorrise compiaciuto
nell'ammirare la quiche, con mezz'oretta di forno sar
pronta. Do una girata all'insalata e ci possiamo mettere a tavola. A
proposito, aggiunse senza fissarla, quanti uomini hanno mai fatto
attenzione all'asimmetria dei lobi delle tue orecchie?
Celestine scoppi a ridere. Nessuno, all'infuori di mio padre.
 quello che pensavo. Appoggi le posate dell'insalata e si avvicin
fermandosi di fronte a lei, che stava reggendo a due mani lo
stelo del calice di vino contro il petto. Solo l'ombra di un sorriso gli
scintillava negli occhi, mentre le prendeva entrambi i lobi delle
orecchie e cominciava a massaggiarglieli delicatamente tra pollice e
indice, ogni tanto accarezzandogliene l'interno con la punta
dell'indice. Celestine si trov a rabbrividire di piacere: quell'uomo
aveva scoperto la sua seconda zona erogena e non la abbandonava.
Lentamente la tir a s per i lobi. Mi piacerebbe assaggiarti prima di
sederci a tavola, le sussurr. Le pass con gentilezza la lingua sulle
labbra, finch, piano piano, la bocca di lei si apr leggermente, quel
tanto perch la lingua di lui vi potesse penetrare e continuare l'esplorazione.
Improvvisamente, egli ritir la lingua dalla bocca di lei e cominci
a farla correre lentissimamente lungo il collo, fino a raggiungere
proprio il punto che lei desiderava. Nel momento in cui la punta
della sua lingua le entr nell'orecchio, lei lasci andare il calice e afferr
il capo di lui, e non seppe mai se era per trattenerlo l, con la sua
lingua insinuante, o per allontanarlo. Nel mentre il calice di cristallo
si infrangeva a terra, lei si sciolse da lui, ansimante, Mi dispiace.
A me no, le sorrise e riprese a mescolare l'insalata, mentre lei si
chinava a raccogliere i cocci.
Hai gi ventun'anni, vero? le domand mentre si sedevano
per cena al tavolo rotondo della cucina.
S, ma perch me lo domandi?
Lufkin la guard divertito. Volevo solo essere certo di non infrangere
la legge, le rispose accennando alla bottiglia di vino.
Il dessert - gelato di uvaspina con lamponi freschi e panna montata
- lo gustarono in soggiorno. Mentre Celestine stava raccogliendo
le ultime tracce di crema dalla sua coppa, Lufkin si avvicin
al mobile che custodiva la sua collezione di dischi. Si chin e pass
l'indice lungo le coste delle copertine. Cosa sai della musica di
Carl Orff? le domand.
Celestine si strinse nelle spalle. I Carmina Burana sono tutto
quello che ho sentito.
Gi maggiorenne e non hai mai ascoltato i suoi Catulli Carmina!
Dobbiamo riparare subito a questa mancanza. La musica rivelava
una scelta astuta da parte di Lufkin: ricordava infatti che Celestine
gli aveva confidato dei suoi studi abbastanza approfonditi di
latino al liceo. Pochi minuti pi tardi, Celestine si era tolta le scarpe
e si era rilassata sul divano, mentre la musica di Orff pervadeva la
stanza, tutt'intorno a loro. Ascolta, la sollecit, traducendo dal
latino il testo del canto che conosceva a memoria. Sono i giovani a
cantare, Oh, la tua lingua che si muove sempre, si muove come
quella di un serpente; le donne rispondono Attento a questa lingua
o ti morder; gli uomini le sfidano cantando Mordimi; le
donne rispondono Baciami, baciami, e poi puoi sentire il loro
Ah!. Ma questa  solo l'introduzione. Aspetta di ascoltare il coro
degli uomini anziani che annuncia l'ingresso di Catullo.
Lufkin si era accovacciato vicino ai piedi nudi di Celestine. Le
aveva afferrato il piede sinistro con le sue forti mani e alternava il
massaggio delle singole dita alla pressione decisa del pollice sotto la
pianta. Non poteva vedere l'espressione del viso di lei, nascosto
com'era dietro al testo di Orff, che lei reggeva con entrambe le
mani, ma da come stirava le dita del piede destro, risultava evidente
che desiderava il medesimo trattamento anche su quello. La musica
era arrivata al dialogo tra Catullo e Lesbia. Lufkin si distese sul
tappeto e le prese tra le labbra il mignolo del piede. Con estenuante
delicatezza, glielo succhi, prima di inserire la lingua nello spazio
tra le due dita, e cos prosegu, dito per dito. Nessuno aveva mai carezzato
Celestine in quel modo. Quando fu giunto all'alluce, lei si
trov distesa sul tappeto. Non fosse che per il volume della musica,
si sarebbe potuto udire l'ansimare di lei. Non ti preoccupare, le
sussurr, mi sono fatto vasectomizzare.
La mattina dopo, a colazione, avvolta nella vestaglia di Lufkin,
Celestine lo ud paragonare la sua pelle a Teflon satinato.
Ma che razza di complimento ? gli domand fingendo il
broncio.
L'ultimo grido, le rispose, alzandosi da tavola e ritornando
con in mano una padella. Tocca qui, passa il dito su questa superficie
e contemporaneamente, con l'altra mano, sull'interno della
tua coscia. Puoi trovare un'espressione pi appropriata di Teflon
satinato? Un'immagine sensuale che ricorda anche il laboratorio.
La parola laboratorio le riport inconsapevolmente alla memoria
la tattica con la quale Lufkin presentava nelle sue lezioni argomenti
che le ragazze del college trovano il pi delle volte gravemente
imbarazzanti, se affrontati da docenti maschi. Lui, al contrario,
era riuscito a renderli meglio accettabili, prendendo spunto
dalla vita riproduttiva dei suoi amati insetti.
Considerate, ad esempio, le femmine in alcune specie di zanzara,
aveva detto in una delle sue lezioni. La femmina risulta assolutamente
sterile dopo il primo contatto sessuale, indipendentemente
dal numero dei successivi accoppiamenti con maschi differenti.
 sterile come un maschio vasectomizzato, che non potr essere
pi padre di altri figli, indipendentemente dal numero delle
partner sessuali e dalla frequenza degli accoppiamenti, aggiunse
con una certa noncuranza.
Professore, Celestine si mangiava con gli occhi il suo amante
cinquantaseienne all'altro capo della tavola; nonostante lui glielo
avesse chiesto con insistenza, lei si era rifiutata di chiamarlo per
nome. Sei stato cos delicato, che non mi  nemmeno passato per
la mente di chiedere perch hai paragonato la femmina della zanzara
ad un uomo vasectomizzato, piuttosto che ad una donna con le
tube legate.
Lo sapevi che alcuni insetti, come il maschio della mosca scorpione,
possono comportarsi come un travestito? le rispose.
Cosa c'entra con la mia domanda?
Niente.
Niente?
Niente. Ho cambiato argomento.
Va bene, Professore, gli sorrise Celestine, vinci sempre tu.
Dimmi dei travestiti della mosca scorpione.
Non se non mi baci prima. Amo quella tua lingua.
Ricattatore.
Quando finalmente si ritrasse dalla bocca di lui, le pass le dita
lungo la nuca e attraverso i folti capelli castani tagliati cortissimi.
Era dai tempi di Branner e delle lunghe sessioni in piscina che li
portava cos; Lufkin li aveva notati dalla prima volta che era venuta
dopo la lezione a chiedere un riferimento bibliografico. Quell'acconciatura
le lasciava scoperte le orecchie, di forma squisita nonostante
la lieve asimmetria che quasi nessuno notava. Ora lui le avvicin
talmente il viso al proprio, al punto che gli sembr che lei avesse
tre occhi socchiusi, di taglio vagamente orientale, che diventavano
fessure sottili, mai completamente chiusi, anche al culmine della
passione sessuale.
Bene, continu lui, ti racconto del travestitismo del maschio
di mosca scorpione. Prima che la femmina acconsenta all'accoppiamento,
il maschio le deve portare un pezzetto di cibo, una specie di
dono nuziale. La femmina lo assaggia e, solo se  di suo gradimento,
si accosta al maschio nella posizione di accoppiamento. Ora, ti
rendi conto anche tu che il maschio va incontro a dei rischi, per andare
in cerca della sua offerta: pu essere vittima di altri predatori,
come i ragni, e non fare pi ritorno. Ma c' un gruppo di maschi
pi furbi, quelli che chiamiamo i travestiti, che assumono un
comportamento da femmine: accettano l'offerta da parte di un altro
maschio cacciatore in cerca di accoppiamento e se la svignano
con il boccone, che poi presentano a una femmina, questa volta autentica,
che si accoppia con il maschio travestito, il quale a sua volta
non ha mai messo a repentaglio la propria esistenza. Furbo, eh?
Professore, perch racconti sempre tutte queste storielle sexy
sugli insetti?
Perch, mia dolce ignoretmus, non mi sembrerebbe per nulla
straordinario se il Callosobruchus avesse una controparte umana.
Callosobruchus?
S, una specie giapponese di coleottero, la cui femmina secerne
una sostanza detta erectina, la quale - come puoi immaginare -
provoca la tumescenza nell'organo sessuale del maschio. Ci sei?
Ci sono. Celestine mosse il capo leggermente all'indietro, finch
i suoi due occhi guizzanti si fissarono su Lufkin. Penso che
chiamer te, Callosobruchus. E un nome insieme dotto e malizioso,
come te. Credo che verr ancora, se sarai tu a invitarmi.
Solo per poter ascoltare altre storielle?
No, in te ci deve essere molto, molto di pi.
...
.
...
14.
...
.
...
Seminario deriva (in un certo senso, non proprio alla lontana) dal
verbo seminare. Per questo, la maggior parte degli studenti nelle
grandi sedi universitarie di ricerca, si sente pi spesso un campo arato,
oggetto passivo di pratiche agricole intensive, che non un attivo partecipante
a discussioni scientifiche. Questa sensazione di sovrasaturazione
viene spesso descritta come istupidimento da seminari.
Nel caso di Celestine Price, la sua presenza ai seminari aveva inizio
il luned alle quattro del pomeriggio (seminari del dipartimento
di chimica), proseguiva con il seminario di gruppo della Professoressa
Ardley (due ore nell'intervallo di pranzo del marted) e poi c'era
il seminario di chimica organica, ancora una volta alle quattro del
pomeriggio, ma il gioved. In aggiunta, c'erano quelli dei vari luminari
in visita (e qualcuno, una volta o l'altra, poteva avere attinenza
con il suo lavoro di tesi, e quindi doveva parteciparvi) : i biochimici
alla Scuola di Medicina, i biologi dello sviluppo nell'adiacente complesso
degli edifici di biologia, e persino qualcuno di quelli in visita
alla scuola di agraria, a dieci minuti buoni di bicicletta.
Con tutta la pressione cui erano sottoposti, nessuna meraviglia
che gli studenti di dottorato e i borsisti post-doc avessero sviluppato
una soglia di attenzione piuttosto alta per scegliere i seminari cui
assistere. A meno che l'argomento della conferenza non fosse di
autentico interesse o che l'assenza dello studente - ad esempio, dai
seminari di dipartimento - non costituisse motivo di biasimo, occorreva
un oratore di grido o un titolo veramente accattivante per
trascinare Celestine o i suoi colleghi di laboratorio ad ascoltare
un'altra conferenza, di un argomento che esulasse dal proprio specifico
ambito di interesse.
Il Professor Graham Lufkin era pi sensibile di altri oratori alla
sindrome da saturazione di seminari in quanto non apparteneva
alla categoria delle superstar. Possedeva realismo a sufficienza anche
per non iscriversi d'ufficio nemmeno al gruppo delle stelle di
seconda grandezza. Alla John Hopkins, la sua universit da oltre
un quarto di secolo, era noto e rispettato come conferenziere di
gran classe. I suoi colleghi del dipartimento di biologia erano al
corrente dei risultati delle sue ricerche nel settore dei feromoni: le
giudicavano valide (sembra un complimento, ma in realt va letto
con sufficienza, quasi in senso peggiorativo), ragionevolmente
produttive, ma nulla di spettacolare. Attualmente, il suo gruppo
di ricerca consisteva solo di due candidati al Master e di uno al
dottorato. Quando teneva una conferenza alla Hopkins, gli ascoltatori
venivano perch volevano ascoltare Graham Lufkin, lo
showman pedagogico, ma non si attendevano di assistere a un tour
de force intellettuale. Ma ora era sul punto di presentare un seminario
a circa settecento miglia a ovest di Baltimora, al dipartimento
di chimica nel quale Jean Ardley si era trasferita con il suo gruppo
di ricerca.
Lufkin sapeva bene perch era stato invitato. Alla Hopkins, aveva
avuto con Jean Ardley quel tipo di relazione professionale che
era una manna per il suo ego : lui nella parte del consigliere e del
confidente scientifico, lei in quella della donna molto brillante, ma
anche parecchio pi giovane. Per quanto lo riguardava, il pensiero
del sesso - o anche solo dell'insinuazione che tra loro vi potesse essere
- era ben lungi dall'essere entrato a far parte del loro rapporto
personale. Anche se era di vent'anni circa pi giovane di lui, la
Ardley non era il suo tipo. Quando lei si era trasferita nel Midwest,
i loro contatti si erano ridotti allo scambio regolare degli auguri di
Natale e a qualche scambio di reprint, accompagnati da messaggi
scribacchiati sulla prima pagina. Tuttavia, qualche settimana prima,
si erano imbattuti l'una nell'altro a un congresso scientifico.
Nel congedarsi, la Ardley gli aveva detto: Graham, devi venire a
trovarci, una volta o l'altra. e Lufkin l'aveva dapprima presa per
un'espressione colloquiale e non impegnativa, cui rispondere con
un sorriso, senza alcun impegno. Con propria sorpresa, pochi
giorni dopo, aveva ricevuto dalla Ardley una lettera di invito e si era
trovato a dover scegliere tra tre possibili date per tenere una conferenza.
Cominci immediatamente a pensare a come presentare la
propria conferenza per assicurarsi un auditorio affollato. Per un dipartimento
di chimica cos distante, il nome di Graham Lufkin e la
sua provenienza da un laboratorio di biologia non rappresentavano
di certo un motivo di richiamo. Ma Lufkin, da buon realista, conosceva
bene il trucco da utilizzare: avrebbe vestito di un linguaggio
sexy i risultati della sua pi recente ricerca sull'ape del sudore.
Non sei per niente cambiata, Celly, le sussurr Lufkin nell'abbracciarla,
pronto a baciarla sulla bocca. Carino da parte tua venirmi
a prendere.
Graham, nemmeno tu sei cambiato, sorrise Celestine, baciandolo
leggermente sulla guancia e nel medesimo tempo allontanando
da s, decisamente ma con discrezione, le braccia di lui.
Cosa ti succede? le rispose fingendosi sorpreso. Cosa c' di
male nel baciare un'ex-amante dopo due anni e tra la folla di un aeroporto?
Le persone si scambiano sempre baci, in posti come questo.
Alcuni, s. Forse anche alcuni ex-amanti, ma non questa volta.
Non ti ricordi pi di come siamo diventati degli ex-...?
Celly,  successo pi di due anni fa.
E ci mi rende di due anni pi grande.
E allora?
E molti anni pi saggia.
Capisco. Il timbro della voce di Lufkin era passato dall'intimit
ad un tono di presunzione. E allora, perch sei venuta a prendermi?
 un servizio che rendi a tutti i visitatori famosi?
Famoso? Tu? Celestine si rese conto che con una punta di sarcasmo
avrebbe potuto entrare pi velocemente in argomento.
No, non  per questo che sono venuta.
Va bene,  stata la tua professoressa a dirti di venirmi a prendere.
Ora era chiaramente seccato.
Rilassati, Graham. Jean voleva venire lei stessa a prenderti, ma
aveva un consiglio di facolt. Stasera ti porta a cena. Jean non me
l'ha dovuto chiedere... sono stata io a offrirmi, perch volevo vederti.
Da sola, aggiunse. Fermiamoci qui al bar.
Celestine aggiunse un terzo cucchiaino di zucchero. Davvero
non sei cambiata, le fece notare Lufkin, puntando con il proprio
cucchiaino la tazza di caff di lei. Per lo zucchero, sei sempre una
maniaca.
Vero, per quanto riguarda lo zucchero sono rimasta la stessa,
gli rispose mescolando lentamente il caff. Cosa mi dici di te? Hai
qualche capello grigio, ma a giudicare dal titolo, resti sempre il vecchio
Graham Lufkin.
Non ti piace il mio titolo? Non  abbastanza pruriginoso? Non
pensi che tenter i chimici a venire a sentire un biologo?
No... s... s, rispose Celestine, pronunciando le parole lentamente,
senza particolare intonazione.
Cosa dovrebbe voler dire? le domand sospettoso Lufkin.
No, il titolo non mi piace: Avventure di una notte tra gli insetti.
Prova dell'esistenza di un ormone antiafrodisiaco in Lasioglossum
zephyrum? S,  pruriginoso a sufficienza. S, attirer i chimici.
Dopotutto, sar l'unico chimico dell'uditorio che ti conosce.
L'unico? Cosa mi dici di Jean Ardley?
Graham, Celestine si sporse attraverso il tavolino e mise la
mano sulla sua. Do per scontato che Jean non ti conosce come ti
conosco io... in senso biblico, intendo. Il tono della sua voce era
diventato improvvisamente serio.  di questo che ti volevo parlare.
Di questo? Lufkin sembrava prudente.
Graham, Celestine si appoggi allo schienale della sedia,
come se volesse interporre tra loro tutto lo spazio possibile. Perch
tu, un professore cinquantaseienne, hai sedotto una studentessa
poco pi che dell'et della ragione. Cosa ti ha spinto?
Cosa ti  preso, Celly? le sussurr. Perch non ti  venuto di
chiedermelo tre anni fa? Se  vero che io ti ho sedotta, perch hai
continuato a venire a casa mia per quasi un anno? Com' stato
che...
... che sono venuta con te a New York a sentire la mia prima
opera? complet la frase. Ma non ti eri accorto che non eravamo
due pari? E non sto parlando della differenza di et.
Celly, hai della bile nei miei riguardi. Ma non sono stato io a
farti finalmente crescere?
Ma sicuro, gli rispose. La parola importante  quel finalmente.
Ti ci sono voluti solo dodici mesi.
Lufkin decise che era arrivato il momento di abbandonare la difensiva.
Dimmi, perch tu hai fatto l'amore con un uomo di
trent'anni pi grande di te e che, giusto per caso, era un tuo ex-professore.
L'enfasi che diede a quell'ex- lo fece assomigliare a un sibilo.
Non siamo diventati amanti quando eri una studentessa del
mio corso.
Graham, non mi fare il legalista. Non ti sto accusando di molestie
sessuali al colloquio per la tua conferma in ruolo. Volevo solo
mettere alcune cose in chiaro tra noi. Me ce n' voluto, di tempo, per
guardare in faccia la realt..Si ferm e aggiunse ancora zucchero al
caff. Mi dispiace, Graham, non dovrei essere cos adirata.
Neanch'io dovrei, Celly. Allung la mano per rimettere il coperchio
alla zuccheriera. E allora, com'era, questa realt?
Come docente eri straordinario, e non solamente a lezione.
Ma quando mi hai sedotta, hai infranto un rapporto di fiducia.
E continui a ritornarci su, la interruppe. Prova a ripensare al
momento in cui... ebbe un'esitazione in cui... siamo diventati
sessualmente intimi. Stavi ascoltando la musica di Orff...
Ora fu lei a interrompere. E stavo leggendo un dialogo estremamente
sensuale che, per caso, tu avevi sottomano. Ora mi dirai
che  stata solo una coincidenza e che volevi solamente mettere alla
prova le mie conoscenze di latino.
No, non dico questo. Ma nel mentre tu leggevi, io mi sono limitato
a carezzarti le dita dei piedi. Se tu non lo avessi gradito,
avresti potuto fermarmi.
E tu ti saresti fermato?
Certo, nel modo pi assoluto! Ti avevo anche offerto una via di
uscita senza che nessuno di noi due dovesse perdere la faccia. Bastava
che tu dicessi che soffrivi il solletico.
Capisco, rispose Celestine con evidente ironia. Ma pensaci
un momento. Mi hai domandato perch io, una ragazza di soli ventun
anni...
... una donna di ventun anni, precis lui.
Ragazza, donna... sia quel che sia. Perch ci sono stata ad andare
a letto con un uomo pi vecchio di mio padre?
Oh, Dio, non  che me la menerai con Freud?
Potrei, ma non lo far. A volte, un sigaro  solo un sigaro. Non
ci credo nemmeno per un momento, che io stessi cercando in te
una figura paterna. Forse altre giovani donne l'avrebbero fatto.
Devo presumere che ce ne saranno state delle altre?
... delle altre?
Graham, non fare finta, con me! esclam lei. Per una volta
siamo onesti. Ce ne sono state molte, come me?
Nessuna come te, Celly.
Graham! Celestine non cerc di nascondere la propria irritazione.
Sai benissimo cosa voglio dire: giovani come me.
Poche.
Non ti chieder quante sono per te, poche. Altre dopo di me?
Lufkin la guard per un attimo, poi abbass gli occhi. Una.
Capisco. Mise dell'altro zucchero nella tazza vuota e fece cenno
alla cameriera perch la riempisse di nuovo.
La pausa dur abbastanza a lungo, perch si ristabilisse tra di
loro un certo equilibrio. Celestine riprese la conversazione. Credo
che quello che cercavo nella nostra relazione fosse la parit. Dal
punto di vista intellettuale, non potevo competere con te alla pari,
ma non volevo essere solo un oggetto sessuale. Per lo meno, volevo
essere importante per te e quando, da un momento all'altro, mi hai
scaricata, mi sono sentita molto offesa.
Lo so, le rispose. Sapevo come ti saresti sentita ancora prima
che dicessi una parola. Ma anch'io desideravo la parit. Per quanto
tempo ancora, sarei stato sessualmente attraente per te...
Non essere sciocco! esplose lei. Di che razza di attrattivit
sessuale stai parlando? Il tuo attrattore sessuale, il feromone personale
di Graham Lufkin,  la cultura.  la superiorit intellettuale
che spinge una giovane donna tra le braccia di un uomo pi anziano.
E tu ne hai abusato.
Come puoi dire questo? esclam Lufkin. Lascia che sia io a
dirti cosa significavi per me. Che tu definisca te stessa un oggetto
sessuale svilisce del tutto la nostra relazione.
Aha!
Non dirmi aha! Celly, le rispose con amarezza. Non sei in
grado di capire cosa abbia voluto dire per me la tua giovinezza?
Quando andammo all'opera a New York, per la maggior parte dello
spettacolo io sbirciavo te con la coda dell'occhio, piuttosto che
osservare i cantanti sul palcoscenico. Per te, tutto era una novit.
Sai cosa vuol dire, per uno come me?
Lo so,  stato un fine settimana magnifico, gli rispose con calma.
E il fatto che ci facesse piacere anche fare del sesso insieme non
lo ha guastato di certo, vero?
No di certo, Graham. Non allora, almeno. Ma a un certo punto,
s. Pu darsi che, se io fossi stata l'unica, l'avrei presa diversamente.
Ma mi hai appena detto che ce n'erano delle altre, prima e
dopo di me. Cos'hanno rappresentato, nella tua vita?
Lufkin tacque, gli occhi persi nel fondo della propria tazza di
caff, vuota, e tamburellando col medio della mano destra un ritmo
impaziente sul ripiano di plastica del tavolino. Celestine lo riconosceva,
quel gesto: era il suo modo di contare fino a dieci. Questa
volta, il tambureggiamento dur cos a lungo che Celestine si stava
gi preparando a ripetere la domanda, ma alla fine, non ce ne fu bisogno.
Lufkin riprese a parlare con la voce bassa, con tono quasi
astioso, sempre scrutando il fondo della tazza, come se stesse parlando
ad alta voce a se stesso.
Quando sono diventato di ruolo alla Hopkins, come ricercatore
ero promettente. Ma il vero motivo per il quale mi diedero la
conferma in ruolo fu in realt per il mio impegno nella didattica.
L'ho sempre presa molto seriamente e anche venticinque anni fa, in
quello, cavolo, se ero bravo! Ma fu la mia ricerca, a non spiccare
mai il volo. Non volevo ammetterlo di fronte a me stesso, almeno
non per i primi dodici o quindici anni, ma era la verit. Solo a poco
a poco raggiunsi la consapevolezza che non sarei mai diventato una
star. Non l'ho mai detto a nessuno e ad alta voce non l'ho mai detto
nemmeno a me stesso. Alz improvvisamente gli occhi dalla tazza:
Celestine rimase annientata, nello scorgergli gli occhi, arrossati
e, ora, con lo sguardo da vecchio. Ti stai domandando cosa c'entra
questa confessione con la tua, di domanda.
Per la seconda volta, in quella mattinata, Celestine si protese a
sfiorargli la mano. Continua.
Gli anni intanto passavano e divenne evidente che non avrei
mai riscosso un gran che di approvazione dagli scienziati che maggiormente
ammiravo. L'argomento della mia ricerca, semplicemente,
non era ai loro occhi abbastanza importante. E cos, invece
che sui miei colleghi, io ho focalizzato l'attenzione sui miei studenti:
che i miei corsi conseguissero valutazioni eccellenti da parte
degli studenti e viceversa; vedere l'interesse sui loro visi, udire risate
spontanee e domande calzanti durante le lezioni, queste sono
vere soddisfazioni. Ma, alla fine, anche queste non mi bastarono
pi. Non pi, col passare degli anni. Forse sarebbe stato diverso se
non fossi rimasto scapolo, ma non mi bast pi. E cos, invece, iniziai
a concentrarmi su singoli studenti.
Lufkin continuava a scrutare dentro la propria tazza, che ora circondava
con le mani a coppa, come se se le volesse riscaldare. Poi
improvvisamente se le infil nelle tasche e fiss Celestine. Ti ringrazio
di essere cos paziente, le disse con un sorriso sardonico.
Vedi che mi sto sforzando di arrivare alla tua domanda. Mi interessavano
solamente gli studenti pi brillanti, cio quelli che immaginavo
avrebbero potuto, un giorno o l'altro, diventare il tipo di
scienziato che io stesso avevo desiderato di diventare. Studenti
come te, Celly. Alz di nuovo lo sguardo per fissarla.
Devo supporre che fossero solo donne? gli domand. Al suo
cenno di assenso, continu Mai studenti maschi?
Perch non studenti maschi? Perch l'aspetto sessuale aveva la
sua importanza e per combinazione non sono gay. Quale miglior
dimostrazione di consenso ci pu essere del sesso? Dimostrare di
essere attraente nei confronti di donne giovani e intelligenti, in
competizione con maschi pi giovani e pi attraenti, ha finito per
diventare la mia ossessione. Hai centrato il punto: il mio feromone
 il mio intelletto. Ma la prova della sua efficacia - nel senso che voglio
dimostrare a me stesso che non sono ancora un vecchio decrepito
- la ottengo solamente quando una donna giovane e intelligente
mi preferisce ai suoi coetanei fisicamente pi attraenti. Pu
non essere una risposta piacevole, ma ha il pregio di essere onesta.
Graham, per pura ipotesi, ammettiamo che sia importante per
te dimostrare di essere attraente nei confronti di donne pi
giovani...
No,  ben pi di quello, interloqu lui. Una mente fresca e
giovane...
Una mente fresca e giovane...! Graham, questa sembra la descrizione
di un soggetto sperimentale in uno studio clinico!
Celly, tu lo sai, che non  questo che intendo!
Lasciamo perdere, allora. Quello che volevo dire  questo: tu
getti la tua rete, con la tua esca fatta di lezioni con storielle piccanti
su insetti sexy. Metti tutte le tue precauzioni nel lasciare da parte
tutte le studentesse cui non hai ancora assegnato il voto o che per
caso sono al di sotto dei ventun anni. E guarda un po', tiri su la giovane
Celestine Price, giovane, intelligente, tutto quel che vuoi tu.
Sei cos abile da non farla mai accorgere di essere stata presa all'amo.
E tu? Ottieni da lei il tuo ricostituente, quello per farti dimenticare
la tua paura della giovinezza perduta o qualsiasi altro problema
ti stia creando il tuo climaterio maschile.
Lufkin la guard con una smorfia come di dolore in viso.
Lei continu, come se non avesse notato la sua espressione. Tu
mi hai presa all'amo, io ho abboccato di mia spontanea volont, e
insieme ci siamo divertiti. Mi hai insegnato tante di quelle cose, e
non mi sto riferendo a quello che facevamo a letto.  durato abbastanza
da non darmi la sensazione di venire usata. E tutt'a un
tratto... bang! Un bel mattino, dopo una calda notte di passione,
tu mi hai scaricata.
Scaricata?  questo che ho fatto? Non metterla in termini cos
volgari, la implor.
Ma hai fatto proprio questo. Quando mi hai comunicato che
tra noi era finita, pochi minuti dopo che avevo gridato di piacere,
io mi sono sentita cos umiliata. Mi hai ridotta a un oggetto sessuale,
che rispondeva a qualche tecnica che tu avevi messo a punto con
Dio sa quante altre menti giovani e fresche.
Celly...
Non chiamarmi Celly. Ricordi con quale scusami hai reso
nota la tua decisione? La tua, Graham, non la nostra! Era perch ti
stavi innamorando di me! Come se fosse una specie di malattia che
stavi per prendere! Fino ad ora, ti sei limitato a dirmi cosa poteva
fare per te il tipo di relazione che avevi instaurato tra noi due. Lascia
che ti dica cosa rappresentava per me. Per mantenere il rispetto
di me stessa, per essere riassicurata ogni volta che mi accarezzavi,
mi baciavi, mi incoraggiavi a darti piacere, dovevo essere sicura
che fosse qualcosa di pi del semplice sesso che ci aveva portati a
metterci insieme, dovevo dimenticarmi della differenza di et tra
noi, perch dovevo sentire che, in qualche senso, noi potevamo essere
quasi dei coetanei, o almeno dei pari, che si offrivano a vicenda
qualcosa. Dovevo credere che tu non lo stessi facendo con un viso,
con un corpo, con la levigatezza della pelle o con l'anno giusto
stampato sulla mia patente. Dovevo credere che tu lo facevi con me
come individuo, con Celestine Price, una persona della quale, col
tempo, ti sarebbe importato come di te stesso. Celestine smise di
parlare all'improvviso, come se avesse esaurito tutt'a un tratto le
forze. Quando riprese, il tono della sua voce era divenuto rassegnato.
Ma non era cos, vero?
No, non  vero. In realt tu non sei stata a sentire quello che ti
stavo dicendo. Tu volevi che ci fosse parit tra una giovane donna e
un uomo anziano...
Un uomo pi grande, Graham, non un uomo anziano. Celestine
si stava calmando.
Grazie della correzione. E cosa mi dici tu, della parit tra un
uomo pi grande e una giovane donna? Della mia paura che la nostra
relazione potesse finire per tua iniziativa? Se ci pensi, sarebbe
stato inevitabile che accadesse, vista la nostra differenza di et. E
quanto pi fosse stato il nostro coinvolgimento, tanto maggiore
sarebbe stato alla fine il mio dolore.
E tu mi vieni a dire che  stato quello il motivo per cui hai deciso
di farla finita? Perch era diventato troppo doloroso? Quando ti
sentirai troppo vecchio per cercare una che mi sostituisca?
S, le rispose Lufkin, pi o meno  cos.
Graham, ribatt lei, non posso credere che sia semplice come
dici. Spinse all'indietro la sedia e si alz. Andiamo. Ho detto a
Jean che ti avrei portato in dipartimento per le undici.
Celestine arriv in sala conferenze pochi minuti prima delle
quattro e rest sorpresa nel trovarla quasi completamente occupata.
Il suo posto preferito, a mezza altezza lungo la sezione di sinistra,
in posizione strategica per le fughe veloci, era gi occupato.
Non riconobbe chi era l'abusivo che l'aveva sfrattata, ma non era
uno di chimica. Era ovvio che il titolo della conferenza di Lufkin,
Avventure di una notte tra gli insetti, aveva portato molti clienti. Celestine
era curiosa di vedere come l'avrebbe confezionata, quella
merce. Si rese improvvisamente conto di non aver mai assistito a una
conferenza di Lufkin. Lo aveva visto all'opera solo come docente,
con se stessa nei panni della studentessa in adorazione. Ora, nei panni
di un critico dal palato esigente, avrebbe avuto l'occasione di
ascoltare Lufkin che descriveva il suo proprio lavoro di ricerca.
I primi minuti furono un Lufkin d'annata. Mise in evidenza che
praticamente tutti gli attrattori sessuali sono secreti dalle femmine
degli insetti, ma che, di tanto in tanto, nella letteratura entomologica
appaiono articoli nei quali si sostiene che anche i maschi secernono
composti con azione antiafrodisiaca. Antiafrodisiaci? Nei
maschi?, vi potreste domandare. Fece conto su un certo stupore
dell'uditorio. E perch mai? Alcuni degli studenti iniziarono a ridacchiare,
ma Lufkin mantenne il suo impassibile contegno abituale,
quello che teneva nell'affrontare gli argomenti pi scabrosi.
Un sostanziale contributo al successo del suo stile espositivo a lezione
veniva dal fatto di mantenere le divagazioni frivole sotto il
proprio pi stretto controllo. Era la sua miscela personale contemporanea
di aspetto serio e di tono misurato nel descrivere comportamenti
sessuali oltraggiosi, ci che Celestine e i suoi compagni di
corso alla Hopkins avevano trovato cos irresistibile. Evidentemente,
il suo tocco magico non l'aveva abbandonato. Provate a riflettere
un momento sul significato della cintura di castit per gli
esseri umani: alcune specie di insetti sono semplicemente pi astute
di noi e, invece di un ingombrante aggeggio meccanico, hanno
sviluppato uno stimolo chimico per assicurarsi la monogamia sessuale
delle proprie femmine.
Le evidenze pi vecchie della presenza di composti antiafrodisiaci
negli insetti sono state di tipo puramente indiziario, dichiar
Lufkin. Ora avrebbe dimostrato loro che esistevano veramente.
Celestine poteva quasi avvertire che gli ascoltatori si erano irrigiditi
nei sedili, come se fossero stati tutti colpiti da un pungolo. Sorrise.
Le normali conferenze di argomento chimico non cominciano
cos. Il sesso  una spezia irresistbile, specialmente in ambito scientifico.
Considerate la specie Lasioglossum zephyrum, pronunci il difficile
nome con voce chiara e lenta, mentre lo scriveva alla lavagna,
detta anche vespa del sudore. Circa una decina di anni fa, Barrows,
dell'Universit del Kansas, disse che i maschi della specie tengono
sotto controllo sistematico i nidi e saltano addosso alle femmine.
Ci che lo stup, fu che questi contatti erano numerosi, a fronte tuttavia
di pochi accoppiamenti. Cos, pens Barrows, la femmina della
vespa del sudore non si accoppia se non una volta sola.
Lo sguardo di Lufkin scivol lentamente sull'uditorio. Il silenzio
era totale, mentre tutti attendevano la successiva rivelazione.
E poi viene il lavoro di Penelope Kukuk, della Cornell. Prese
alcune femmine vergini, le immobilizz, poi le espose ai maschi
lungo la sponda terrosa di un ruscello - uno degli ambienti favoriti
da questi insetti. La Kukuk not che almeno una mezza dozzina di
maschi le avvicinavano, ma dopo circa un minuto o due tutti i maschi,
all'infuori di uno, le abbandonavano, e il maschio rimasto
procedeva all'accoppiamento. Quando l'esperimento veniva ripetuto
con la medesima femmina, ora deflorata, l'insetto non si mostrava
pi attrattivo per i maschi.
Femmine immobilizzate e poi deflorate! Tipico di Graham, le
pass per la mente. Scommetto che met degli studenti sta pensando
al bindage. Ma come si fa a immobilizzare una vespa del sudore?
Ma voi vi chiederete come si fa ad immobilizzare una vespa,
continu Lufkin, quasi come se stesse dialogando a distanza con
lei.  semplice. La si fissa per le ali a un'asticella usando un pezzetto
di nastro adesivo. Posso avere la prima diapositiva?
Le diapositive mostravano l'habitat naturale della vespa del sudore;
le vespe femmina immobilizzate, che sembravano crocifisse
alle asticciole di legno; le boccette di vetro contenenti polline, miele,
acqua e una femmina vergine catturata. Ogni giorno, questo
stesso animaletto sarebbe stato trasferito in un'altra boccetta, mentre
il contenuto di quella del giorno precedente - la sua prigione,
aveva ormai concluso Celestine - veniva estratta con diclorometano
per fornire un FDE di odore sessuale. Celestine non aveva capito
cosa fosse un FDE. Un Fernale Day Equivalent - equivalente
giornaliero femminile - di odore, aggiunse Lufkin.
Dopo che erano stati raccolti centinaia di FDE, erano stati realizzati
dei simulacri di mosca femmina, costituiti da garza di nylon
nera, avvolta sulla punta di un applicatore e profumati con l'equivalente
di alcuni FDE estratti. Numerosi di questi simulacri erano
stati posizionati sul terreno, in modo che le vespe artificiali profumate
sporgessero dal terreno al margine superiore della sponda ripida
del ruscello, dove i maschi volavano avanti e indietro, in ricognizione.
Se uno dei maschi si avvicinava a meno di un centimetro
dal simulacro (o dal suo equivalente naturale) e vi stazionava per
pi di cinque secondi, questo comportamento era contato come
un sorvolo. Gli avvicinamenti che comportavano il contatto fisico
con il simulacro venivano contati come pseudo-accoppiamenti.
L'analisi statistica dei dati mise in evidenza che, una volta che un simulacro
di femmina vergine era venuto a contatto fisico con un
maschio, si verificava una netta riduzione del numero dei sorvoli
da parte di altri maschi sopra di esso. L'agente antiafrodisiaco era
certamente secreto dal maschio.
L'isolamento in forma pura del principio attivo antisorvolo era
l'oggetto del contributo specifico del gruppo di Lufkin e, per quanto
fosse stato piuttosto semplice da portare a termine, risult abbastanza
complicato da spiegare. Nonostante il raffinato e affascinante
meccanismo della risposta biologica da esso evocata, la sua struttura
chimica risult alla fine sorprendentemente semplice, priva di
aspetti chimici particolari. Celestine non ne fu sorpresa: ricordava
di aver provato il medesimo senso di delusione quando Lufkin aveva
descritto a lezione l'isolamento del primo feromone, dal baco da
seta Bombyx mori, e aveva successivamente svelato che il composto
chimico isolato dal chimico tedesco era un alcol di struttura semplice,
noto da molto tempo. A quel tempo, aveva fatto un commento
apparentemente banale, che tuttavia Celestine non aveva dimenticato:
Ricordiamo che Bombyx mori sintetizza il suo feromone
per attrarre un altro insetto della stessa specie, non un chimico
organico, e non per mettere alla prova il suo valore professionale.
Ricordiamoci che stiamo discutendo della riproduzione sessuale, il
meccanismo attraverso il quale perpetuare la specie, e non di un
modo per eccitare l'intelletto umano.
Almeno apparentemente, all'uditorio di quel pomeriggio non
era risultato sgradito quel saggio di moderazione chimica. Il loro
intelletto era stato stimolato e gratificato e il loro entusiastico applauso
lo rese evidente.
Improvvisamente Celestine si rese conto di cosa aveva voluto
dire Lufkin nella conversazione di quella mattina al bar
dell'aeroporto. La sua conferenza non aveva fatto riferimento ad alcuno degli
argomenti della moderna biologia molecolare: niente DNA ricombinante,
niente recettori, clonaggio o anticorpi monoclonali,
niente tecniche analitiche o spettroscopiche innovative, solo quelle
che tutti i chimici di oggi usano regolarmente. Ciononostante,
questa conferenza aveva attirato l'interesse di un pubblico che era
insieme pi ampio e maggiormente diversificato, rispetto a quello
che assisteva ai seminari che venivano tenuti nel dipartimento su
argomenti superspecialistici. A giudicare dalle mani alzate di chi
chiedeva di porre una domanda, agli studenti Lufkin era proprio
piaciuto, ma nulla da meravigliarsi se l'impressione sui suoi pari era
stata modestuccia, pens Celestine. Dalla sua esposizione, non risultava
nemmeno evidente quale parte del materiale discusso proveniva
dalla letteratura - ovvero dal laboratorio della Kukuk a Cornell -
e quale dal lavoro sperimentale svolto alla Hopkins
da Lufkin e dai suoi studenti.
Professor Lufkin, domand Celestine con un tono di voce
moderato, spero che non la consideri una domanda teologica. Ma
perch il maschio della vespa ha sviluppato un segnale chimico
come questo?
Lufkin sogguard verso i banchi pi in alto dell'aula. Teologica?
Mi vuole dire che ai seminari di chimica vengono anche studenti
di teologia? La battuta era un trucchetto per guadagnare tempo
e scegliere meglio le parole. Molti degli studenti che si erano messi
a ridacchiare si voltarono per cercare di capire chi avesse fatto la domanda.
Mi scusi. Lufkin si concesse l'ombra di un sogghigno. Ovviamente
la domanda lei l'ha posta in maniera seria. Posso solo provare
a fare delle congetture. Una possibilit  che lo scopo principale della
vespa  la propagazione della specie, non la cosiddetta gelosia
sessuale. E poich un singolo accoppiamento  sufficiente a fecondarla,
contrassegnare che essa ha gi raggiunto il suo scopo riproduttivo
evita ad altri maschi di sprecare il loro potenziale riproduttivo con
lei, piuttosto che con altre femmine vergini, ancora ricettive.
In questo caso, gli ribatt Celestine, perch utilizzare termini
come avventura di una notte? Non sono, queste, espressioni contemporanee
tipiche per descrivere il comportamento umano?
Espressioni tipiche? Mi piace usarle nel contesto degli insetti.
Lufkin sembr compiaciuto del fatto che gli ascoltatori ridacchiassero.
Celestine non apprezz l'apparente frivolezza della risposta
Professor Lufkin, lo richiam la scelta delle parole pu non essere
stata appropriata, ma la mia domanda ha un senso.
Lufkin le lanci una breve occhiataccia. Raccolse le sue carte e,
come un anchorman televisivo al temine di uno special, le impil
battendole sul tavolo. Gli dava qualcosa da fare, nel mentre organizzava
una risposta. Quella domanda, era il seguito della conversazione
all'aeroporto? Posto che veramente lo fosse, decise di tagliar
corto.
Bene, consideriamo l'espressione avventura di una notte. Mi
sembra di capire che non le piace l'idea e di conseguenza mi sta contestando
l'uso che sto facendo del termine. Forse sono stato io in
difetto nell'aver scelto un titolo apparentemente frivolo per introdurre
un discorso scientifico serio, ma forse  servito allo scopo,
non  d'accordo? Indic con la mano l'aula gremita. Ma questo 
tutto l'uso che io intendevo fare dell'espressione. Volevo usarla per
indicare un singolo, rapido evento sessuale. Non attribuisca comportamenti
maschilisti alla vespa del sudore e, la prego, nemmeno
a me. Il maschio della vespa non ha in realt sfruttato la femmina.
Quello che sto cercando di dire  che si commette un errore quando
si considera il comportamento sessuale degli insetti in termini
antropomorfi. Se non ci sono altre domande... Diede un rapido
sguardo all'uditorio, raccolse le sue carte e scese dal podio verso la
prima fila dei posti a sedere, dove stava seduta Jean Ardley.
...
.
...
15.
...
.
...
Stavano tornando a casa in automobile dalla casa di Sol
Minskoff, il violoncello nella sua custodia saldamente legato nel
vano bagagli della Volvo station wagon di Paula. Leonardo, inizi
Paula, interrompendo un silenzio che era perdurato sin da
quando avevano lasciato Ravenswood Avenue, sei come una banderuola,
cos diverso da come ti ho pensato la prima volta. Che tu
sia di umore variabile, lo si avverte anche da come suoni. Stasera sei
stato un vero strazio, probabilmente Dvorak si stava tappando le
orecchie nella tomba.
Cantor fece una smorfia. Lo so.
Vuoi dirmi cosa ti sta andando storto? Fino a due settimane fa,
eri al settimo cielo: l'esperimento pi importante della tua vita aveva
dato il risultato che tu avevi previsto. Mi hai anche detto che era
inaudito, per uno come te, aver fatto da solo tutto quel lavoro in laboratorio.
E ora?
Paula, prima rispondi alla mia domanda. Perch socializzi con
uno come me?
Socializzo? Dio mio, Leonardo, che parola oscena.  questo,
quello che stiamo facendo, socializzare?
Cantor sospir. Dilla tu, un'altra parola.
Cosa ci trovi, di sbagliato, nella parola amicizia?
Nulla. Nulla di sbagliato nell'amicizia, ma perch con me?
Oh, Leonardo, gli rispose, allungando la mano a stringere
quella di lui. Sciocco,  semplice o era semplice. Con te non mi annoio.
Pu essere perch non ci vediamo cos spesso.
Pu essere, ma non sottovalutarti. Sei un uomo complicato,
come se tu fossi fatto di pezzi. Sai come ti ha descritto Sol? I. C. 
un mensch, un vero uomo. Venendo da lui,  veramente un complimento.
Be',  dai tempi del college che ci conosciamo.
Allora,  un complimento anche maggiore. E... come direste
voi? Ancor pi significativo dal punto di vista biostatistico.
Non male, Paula. Il profilo di Cantor sembr ammorbidirsi,
nell'oscurit dell'abitacolo. E quindi,  perch sono un mensch ?
Non  solo per questo. Gli rispose alla svelta, distraendosi un
momento dalla guida. Voglio capire cosa tiene insieme le tue personalit
multiple. E ora, non appena penso di averti capito, salta
fuori qualche altro pezzo spaiato. Che succede? O  fuori luogo
chiedertelo?
Cantor non rispose. La pausa sembr prolungarsi al punto che
Paula gir lo sguardo verso il suo passeggero, il cui viso era a tratti
illuminato dalla luce dei fari delle automobili che giungevano dalla
direzione opposta. Temo proprio che non avrei dovuto domandartelo,
aggiunse lei con voce esitante.
No, non  per questo. La voce di Cantor aveva perso il suo
usuale timbro maschile. Fermati qui. Le fece cenno di fermarsi al
margine della strada. Quando Paula ferm l'auto sul marciapiede,
Cantor si sporse verso di lei e spense il motore. Stafford se ne  andato,
sibil bruscamente. Ha deciso di andare a lavorare da
Krauss ad Harvard e non mi ha detto niente. L'ho saputo solo
quando Krauss mi ha chiamato per avere una lettera di raccomandazione
per lui.
Oh, capisco... gli rispose Paula in tono comprensivo.
No, non puoi, ribatt Cantor con rabbia.
Che ingratitudine...
Certo. Fece un gesto sprezzante. Ma cosa mi dici della lettera
di raccomandazione?
Paula lo fiss confusa. Sii generoso, Leonardo. Hai sempre
detto che era uno dei tuoi uomini migliori. E, dopo tutto, ha portato
a termine quel vostro importantissimo esperimento.
Proprio quello! A Cantor sfugg una breve risata amara.
Non vedi, ruota tutto intorno a quell'esperimento. Nel pronunciare
quelle parole, abbandon ogni resistenza. L'esperimento
che tu hai chiamato il vostro importantissimo esperimento con
ogni probabilit  stato un falso.
Ormai con calma, Cantor le raccont il fatto della busta che aveva
trovata nel proprio ufficio; del motivo per il quale non ne aveva fatto
parola con alcuno; di perch era diventato indispensabile fornire una
seconda dimostrazione indipendente della propria teoria sull'oncogenesi,
e che ora, proprio dopo aver raggiunto il definitivo successo,
si trovava a doversi confrontare con un dilemma dalle conseguenze
mostruose. Se avesse voluto rifiutarsi di mandare a Krauss la lettera
di raccomandazione, avrebbe dovuto offrirgli, al suo posto, una
spiegazione. Dopotutto, Cantor non avrebbe potuto semplicemente
accampare la scusa di volersi tenere Stafford nel proprio laboratorio
e, solamente per quella ragione, di non voler raccomandare il
proprio miglior studente. Ma se davvero avesse scritto quella lettera,
Cantor non sarebbe stato pi in grado di cancellare l'Esperimento
di Cantor-Stafford, senza poi essere lui stesso compromesso.
Una lettera di raccomandazione per Krauss, redatta in termini
entusiastici, avrebbe sbarrato la strada in perpetuo a qualsiasi possibilit
di ritrattare l'Esperimento. Stafford lo aveva sfidato con un
ricatto ferocemente astuto e lui non aveva altra scelta che pagare il
riscatto chiestogli. Ho sempre saputo che Jerry era uno intelligente,
ma non che fosse un furbo. Cantor si accasci nel sedile, gli occhi
persi nell'oscurit al di l del parabrezza.
Dopo un po', Paula ruppe il silenzio. Leonardo, gli domand
con voce calma, toccandogli la manica, come puoi sapere che cosa
stesse facendo in realt Stafford in laboratorio quella sera? Come
puoi sapere con certezza che lui stava commettendo un falso? Forse
 stato un gesto di cattiveria di qualcun altro, geloso di lui. Non
pensi, in tutta lealt, che avresti dovuto chiamarlo per un confronto?
Per un confronto? Cantor la guard con gli occhi sbarrati dallo
shock. Se lui avesse confessato, io avrei dovuto ritrattare il lavoro
su Nature. Nessuno avrebbe mai dimenticato, anche se io avessi
pubblicato il secondo esperimento. Una volta che uno  infangato
da uno scandalo...
Ma la colpa non era tua!
Ma certo, che era mia. Tutti lo avrebbero pensato e lo avrei
pensato anch'io. Se si pubblica insieme, si deve condividere sia il
merito che la colpa.
 questo il contratto sociale di cui mi hai parlato?
Precisamente questo.
Ma prova a immaginare che Stafford potesse fornirti una spiegazione
perfettamente convincente di cosa faceva nel tuo laboratorio
quella domenica sera?
 un po' come nell'Otello. Una volta che il seme del sospetto 
sparso...
Ma, Leonardo, gli rispose in tono gentile, L'Esperimento
non si chiama Desdemona. E oltretutto, avresti potuto ripetere
l'esperimento di Stafford completamente da solo, non  vero?
Ci sarebbero volute delle settimane! E se non avesse funzionato,
cosa sarebbe successo? C'era un'altra variabile incognita in ballo?
Oppure io in laboratorio sono meno bravo di Stafford? O era
vero che Stafford stava barando? Quella che io ho fatto  stata la
scelta pi saggia.
Quella meno rischiosa, non necessariamente quella pi saggia.
Non sottilizziamo, riprese con tono rabbioso. Non c' dubbio
che Krauss, o chiunque altro, per quel che m'interessa, sar certamente
in grado di replicare il mio esperimento. E questo mette al
riparo la mia teoria sull'oncogenesi. Una volta o l'altra, nel futuro,
potrei anche tornare a dedicarmi all'esperimento di Stafford e vedere
se lo posso replicare. Se non ci riesco, posso sempre inserire in
qualche futuro lavoro una nota a pie' pagina, nella quale rendere
noto che abbiamo avuto problemi a replicare quell'esperimento.
Per allora, nessuno ci bader pi. Ma non lo riesci a capire? Il semplice
fatto che Stafford abbia chiesto a Krauss di andare da lui, e che
lo abbia fatto agendo dietro le mie spalle, dimostra che lui si sente
colpevole.
Ma ne sei veramente sicuro? Mi hai detto tu stesso che ti sei
praticamente segregato nel tuo laboratorio per settimane, che non
hai visto nessuno, me inclusa. Non hai detto niente a Stafford, del
tuo lavoro, non  vero?
No.
Ebbene? Qui sta il punto. Il tuo pi stretto collaboratore lo hai
lasciato fuori al freddo. Come credi che si sia sentito, in tutto quel
tempo? Forse si  accorto della tua sfiducia nei suoi confronti. Forse
ha pensato che solo andare a lavorare da Krauss - proprio dalla
persona che per prima ha sollevato dei dubbi sul suo lavoro - lo
avrebbe potuto riabilitare.
Il luned successivo, Cantor scrisse la lettera di raccomandazione.
Alla fine di luglio, Stafford si trasfer ad Harvard.
...
.
...
16.
...
.
...
Per soli venticinque minuti, l'undici ottobre fu il giorno pi bello
della vita di Cantor. Poco dopo le sei di mattina, mentre era sotto
la doccia, il telefono squill. Fu solamente l'insistenza degli squilli
che lo condusse, stillante acqua, all'apparecchio telefonico nella
propria camera da letto.
Il Professor Izidore Cantor? La voce dell'uomo, dall'accento
fortemente straniero, gli era sconosciuta e in aggiunta, da decenni
nessuno lo aveva pi chiamato Isidore.
Nonostante l'eccitazione che gli montava in cuore, decise di assumere
un tono vago. Chi parla?
Ulf Lundholm, dello Svenska Dagbladet di Stoccolma.
S? Cantor fu appena in grado di articolare il semplice monosillabo,
ripieno di attesa, di desiderio, di trionfo e anche di ambiguit.
Desiderava atteggiarsi a un freddo distacco, ma il cuore gli
batteva in gola e nelle tempie. Si trov a domandarsi - in una regione
del proprio cervello che perseverava nel condurre la propria normale
esistenza, laddove tutto il resto del proprio essere stava perdendo
il suo autocontrollo - perch mai la prima chiamata dovesse
sempre provenire da un giornalista. S, aggiunse forzandosi ancora,
parla il professor Isidore Cantor. Isidore Cantor? Dio mio,
sembra di parlare di un estraneo! Cosa posso fare per lei?
Professor Cantor, ho l'onore di porgerle le mie congratulazioni
per l'assegnazione fattale del Premio Nobel per la Medicina. Cantor
sorvol sul tono pomposo dell'interlocutore, che in realt aveva a
malapena percepito. Mi domando se ha commenti da fare.
Commenti? No, non ne ho. Non so nemmeno se la notizia 
esatta. A Cantor ritorn in mente l'episodio che ebbe per protagonista
Vincent du Vigneaud, che si era pubblicamente compiaciuto
quando un giornalista gli aveva porto le proprie congratulazioni,
comunicandogli che aveva vinto il Premio Nobel per la Chimica...
prematuramente, come poi si venne a sapere. Nel caso di
du Vigneaud, il giornalista si era mosso in anticipo di un anno.
Professor Cantor! Il tono della voce di Ulf Lundholm sembrava
offeso. Certamente non creder che io telefoni da Stoccolma
per farle uno scherzo?
Come posso essere sicuro che lei stia chiamando da Stoccolma?
Cantor pens di potersi consentire di essere prudente, anche
a rischio di offendere l'interlocutore. Per di pi, ora si sentiva immensamente
felice.
Le do il numero dello Svenska Dagibladet, gli ribatt
Lundholm, cos potr richiamarmi.
Non importa, si rilass Cantor, ora immensamente compiaciuto.
Le rilascer un commento, ma per ora desidero che lei lo
consideri del tutto informale.
Cosa prova, ora, avendo vinto e Cantor sent nella voce
dell'uomo quasi il tono di chi si alza e s'inchina profondamente, il
Premio Nobel?
In tutta sincerit, non ci ho ancora pensato, ma se la notizia 
esatta,  una grande sorpresa. Se  vero, ripet con enfasi, rappresenta
non solo un enorme onore, ma anche il riconoscimento degli
sforzi di tutto il mio gruppo di collaboratori, uno sforzo che perdura
da molti anni.
Questa era il tipo di risposta ampollosa che la maggior parte dei
cronisti svedesi considerava del tutto stereotipata. Anche il giornalista
ufficiale Ulf Lundholm voleva qualcosa di pi corposo. Cambi
approccio. E cosa ne far, della somma del premio, Professore?
Ha gi deciso come utilizzarla?
Cantor fu preso alla sprovvista. La prima dichiarazione, l'aveva
provata e riprovata da molto tempo, ma al danaro non aveva mai
realmente pensato. No... no, ovviamente no. Non ci ho nemmeno
pensato.
Nonostante la risposta gli fosse sorta del tutto spontanea, la
voce del cronista suon velata di scetticismo. Ma lo sa, qual  la
somma che accompagna il Premio?
Ancora una volta, Cantor si sorprese di essere colto impreparato.
La sua risposta ebbe il tono distratto che i cronisti adorano in circostanze
simili, scambiandolo erroneamente per sovrumano distacco.
Be', so che  una somma ingente, ma non so quanto in particolare.
Non appena il cronista di Stoccolma ebbe riappeso, Cantor accese
la radio. Per una manciata di secondi, manc di ascoltare le parole
cruciali ... e questi nomi quasi completano la lista dei Premi
Nobel per quest'anno. Il vincitore del premio per la letteratura verr
comunicato la prossima settimana.
Dannazione, pens Cantor, dovr attendere il notiziario delle
sette, per udire i nomi, o devo chiamare l'emittente? In realt non
dovette fare proprio niente. La prima telefonata giunse pochi minuti
dopo. Al telefono c'era Kurt Krauss.
il tono della sua voce era caloroso ed eccitato e la sua autentica
contentezza sembrava scorrere lungo la linea. Spero di essere
tra i primi a congratularmi con te. Lo meriti veramente, questo
Nobel. E mi dice anche che li so scegliere, io, i candidati.
Cantor stava per iniziare a rispondergli con modestia, ma, con
sua irritazione, Krauss prosegu. So che quello che ti sto per dire ti
far veramente ridere. Indovina cosa ha detto alla radio Lurtsema
pochi minuti fa, leggendo il notiziario?
E chi se lo immagina, ribatt Cantor. Non so nemmeno chi
, questo Lurtsema.
 l'annunciatore della nostra WGBH. Ma non importa. Indovina
cos'ha detto!
Va bene. Cantor decise di stare al gioco. Mago del cancro
nel Midwest vince il Nobel.
Sbagliato! La voce di Krauss esprimeva un senso di trionfo.
Lurtsema ha esordito con un altro Premio Nobel vinto ad Harvard. Puoi battere il nostro sciovinismo? Tipico di Harvard.
Non capisco. Cantor era perplesso. Perch mai lo ha detto?
Cosa vuol dire, perch mai, non lo hai capito, razza di provinciale
del Midwest? Qui sbaviamo tutti per aggiungere nomi alla
nostra lista di Nobel: tutti stanno includendo Stafford nella lista di
Harvard. Ridicolo, non  vero?
Erano le 6,28 del mattino. Seminudo e rabbrividente nella camera
da letto al buio, Cantor si rese conto che la giornata si era gi
girata al peggio.
La coppia Cantor-Stafford probabilmente sembr alla maggioranza
del pubblico un riconoscimento equo: il lavoro-chiave, quello che in modo conciso ma inequivocabile aveva descritto la teoria
generalizzata dell'oncogenesi e insieme la sua prima verifica sperimentale,
recava i nomi sia di Cantor che di Stafford. Il seme della
pianta che aveva portato all'inclusione di Stafford era stato piantato
nel 1923, quando Banting e Macleod avevano vinto il Premio
Nobel per la Fisiologia o la Medicina, per la scoperta dell'insulina,
effettuata da Banting e da Best. L'indignazione per l'ingiustizia arrecata
al giovane Charles Best, che insieme a Banting aveva effettuato
l'esperimento decisivo nel laboratorio di Macleod, era durata
per decenni. Da allora, i comitati di assegnazione dei Premi Nobel
avevano modificato i loro criteri e avevano iniziato a riconoscere il
contributo apportato dai collaboratori pi giovani alle ricerche.
Quello di Molstein e Jerne, vincitori del Premio Nobel nel 1984 insieme
a un Georges Koehler molto pi giovane di loro, per il lavoro
sugli anticorpi monoclonali, era solo l'esempio pi recente di
questa tendenza alla condivisione.
Il telefono doveva aver squillato per almeno dieci volte, prima
che Leah lo raggiungesse, nella casa buia. Pronto, sbadigli dentro
la cornetta.
Leah? Sono Jerry. Devo parlare con Celly. La sua voce aveva
un tono di urgenza, ma Leah era troppo assonnata per poterlo notare.
Cosa? rispose con un gemito.
Leah, devo parlare con Celly! le ripet.
La ragazza si allung per accendere la luce. Cristo, Jerry, ma lo
sai che ore sono!
Lo so, le rispose con un tono di scusa, sono solo le sette, ma...
Sono le sei, scemo, telefona a un'ora decente!
Il tono implorante di Stafford la trattenne tuttavia per un attimo
dallo sbatter gi la cornetta. Ti prego, Leah, aspetta. Mi spiace,
mi sono dimenticato del fuso orario, ma devo parlare con Celly.
Ora.  urgente.
Be', non puoi, Jerry. Non  a casa.
Cosa vuol dire, non  a casa? Alle sei del mattino?
Quello che ti ho detto. Leah era ancora arrabbiata. Ti dispiace
se torno a dormire?
Aspetta, non sbattere gi! Sai dov'? Devo parlare con lei!
Il tono della sua voce esprimeva a tal punto l'urgenza, che Leah
inizi a sentire pena per lui. So dov', ma non so se l la puoi chiamare.
Vuoi lasciarle un messaggio?
No, le devo proprio parlare di persona, ora. Non hai il numero
di telefono di dove si trova?
No.
Oh, mio Dio, Leah! La sua voce esprimeva tutta l'infelicit
possibile.
Aspetta, forse posso cercarlo sull'elenco del telefono. Balz
fuori dal letto e and in cucina. Come diavolo si scriver il cognome
di Roger? Si domand. Una cosa come Dougherty, ma non era quello.
Leah, in camicia da notte, inizi a rabbrividire e stava per rinunciare,
quando lo identific: Docherty, R.
Di chi , questo numero? le domand Stafford.
Un suo amico. E ora buona notte. Riattacc prima che lui
gliene potesse domandare il nome.
Con gesti convulsi, Stafford compose il numero. Dopo due
squilli, ud l'inizio dell'introduzione per chitarra di un brano musicale,
Gimme Shelter. Cristo, imprec, una di quelle fottute macchine!
Una voce virile interruppe le note: Parla Roger. Se volete
lasciare un messaggio, attendete il beep. E tagliate corto.
Innervosito dal tono sgarbato dell'annuncio, Stafford disse a
mitraglia: Messaggio urgente per Celestine Price. Dirle di chiamare
immediatamente Jerry al numero... e lo ripet due volte con
la voce incrinata. Grazie. Riattacc e si mise in attesa. Non funzioner,
se stanno ancora dormendo, concluse. E chi  questo
stronzo di Roger? Potrebbero volerci ore, prima che riceva il messaggio.
Decise di richiamare finch qualcuno avrebbe risposto.
Al quarto tentativo, una voce umana interruppe la chitarra.
S? Stafford rest cos sorpreso, che l'interlocutore dovette ripetere
S?, con un tono di voce ancor pi irritato, prima di decidersi
a chiedere di Celestine Price.
Celly,  per te, ud dire alla voce maschile assonnata. Vuoi
che te lo passi?
Chi ? domand Celestine con tono ansioso.
Celly, sono Jerry.Si precipit a parlare prima di avere la risposta
di lei. So che  un'ora oscena, Celly, ma mi devi aiutare. Sei la
sola che pu farlo.
Cosa ti succede, Jerry?
Non posso dirtelo per telefono. Devo parlarti di persona. Sono
gi all'aeroporto. Prender il volo delle 7,20. Vieni a prendermi.
D'accordo, ma dimmi..
Celly, non dire a nessuno che sto arrivando. E, ti prego, la incalz,
non accendere la radio o la TV prima di avermi visto. Prometti.
Celestine salt a sedere nel letto. Jerry, sei nei guai? gli domand
abbassando il tono della voce.
Te lo dir quando ci vediamo. Devo correre all'aereo, le rispose,
e riattacc.
Celly, grazie al cielo, sei venuta!
Cosa ti succede, Jerry? gli domand subito dopo che la ebbe
abbracciata. Dimmi.
Non qui. Portami al Memorial Park. Ma chi , questo Roger?
Una delle mie alternative. Ricordati, non siamo nel weekend.
Non appena arrivati al Memorial Park, praticamente deserto in
quella mattina invernale, Celestine ferm l'auto sul marciapiede,
poi si volt verso Stafford. E ora dimmi, cosa ti  successo?
Celly, le rispose balbettando, ho vinto il Premio Nobel.
Via, gli rispose in tono sbrigativo, non sono in vena di scherzare.
Non dopo che mi hai svegliato nel cuore della notte. E mi hai
trascinata a prenderti all'aeroporto. Se non ti metti a parlare seriamente,
puoi tornare in citt con l'autostop.
Celly, non sto scherzando.  la verit
Celestine lo fiss. Vide un'autentica espressione di genuino terrore
sul suo viso pallido. Quella che stava dicendo era la verit.
Tu? Tu hai vinto il Premio Nobel? ansim Tu?
Io. Con I. C. Mi hanno chiamato stamattina da Stoccolma. E
poi mi ha telefonato Krauss. E allora io ho telefonato a te. Celly,
sono spaventato!
Lo osserv incuriosita. Da lei era sparita ogni traccia di preoccupazione.
Non ti capisco. Ogni scienziato lo sogna, vincere il Premio
Nobel, e ora che tu..non pot trattenere una risata, resa stridula
dal rilassamento della propria precedente tensione. Devi essere
il pi giovane vincitore di tutti i tempi. E invece di saltare dalla
gioia, hai l'aria di chi sta per essere fucilato or ora! Cosa ti  preso?
Devo uscire dalla macchina, le rispose secco, spalancando lo
sportello. Camminarono per un sentiero, senza scambiarsi una parola,
fino a che giunsero ad una piazzola con una panchina. Le fece
cenno e la fece sedere, rimanendo in piedi di fronte a lei. Non lo
merito. Lei lo trattenne per le braccia, costringendolo a sedersi a
cavalcioni sulla panchina. Smettila, Jerry. Gli pos le dita sulla
bocca, con dolcezza. Non esagerare con quei tuoi scrupoli da battista.
Lo so, lo so che l'idea era di Cantor. Ma non  questo, quello
che ti sta ossessionando, non  vero?
Stafford ebbe un sussulto, come se fosse stato schiaffeggiato.
Celestine si allung contro di lui, lo afferr per la spalla e se lo strinse
contro. Sei solo spaventato, Jerry. Non c' altro. Conseguire un
successo cos definitivo... e cos presto. Renderebbe nervoso chiunque.
Ma tu lo meriti davvero. Chiunque avesse fatto quello che hai
fatto tu lo meriterebbe. Ma certo, che l'idea era di Cantor. Ma se tu
non avessi realizzato l'esperimento, lui non avrebbe potuto pubblicare
il lavoro su Nature. Si sciolse improvvisamente dall'abbraccio.
Vorrei tanto avere io, il tuo problema, sussurr con una
smorfia, fissando lo sguardo nel vuoto, oltre il parco alle spalle di
lui.
Non dirlo nemmeno per scherzo! esplose lui. Non ti ricordi,
l'uomo di Krauss, quell'Ohashi, che non riusciva a ripetere l'esperimento.
L'ho conosciuto ad Harvard, ed  uno estremamente in
gamba.
Ma, Jerry, tu lo hai ripetuto, l'esperimento, e insieme a Cantor.
E...?
Celestine scosse il capo meravigliata. E... niente. La seconda
volta  riuscito.
Ma Krauss non ha pi tentato di ripeterlo.
Questo non lo sapevo. E perch ha rinunciato?
Perch Cantor  venuto fuori con il secondo esperimento.
Quello che si  fatto tutto da solo e di cui ha tenuto tutti all'oscuro.
Si riavvicin a lei, fino ad avvertirne il fiato sul proprio viso.
Nemmeno a me, Celly. E dopo che gli  riuscito, ha convinto
Krauss a lasciar stare il mio e a interessarsi del suo secondo esperimento.
E Krauss lo ha fatto. Ma siamo gi troppo in l. Quello che
importa  che io me ne sono accorto: Cantor non si fidava pi di
me. E solo quella  la ragione per cui ho scritto a Krauss, chiedendogli
di offrirmi un posto da lui.
Sei stato tu, a scrivergli? Ma mi avevo detto che era stato lui a
chiamarti, quasi all'improvviso.
Stafford abbass lo sguardo. Ti ho mentito.
Ancora? E perch, questa volta? gli domand.
Volevo scoprire se Cantor aveva scritto a Krauss, dicendogli
del perch non si fidava pi di me. Evidentemente non lo aveva fatto,
altrimenti Krauss non mi avrebbe mai offerto il posto.
E perch non mi hai detto niente di questo?
Non potevo.
E perch no?
Perch c'era dell'altro.
Continua, Jerry, e spiegamelo adesso.
Celly, la voce gli mor in bocca. Strinse con forza i pugni, fino
a farsi diventare bianche le unghie. Celly, quando Krauss non
pot ripetere il mio esperimento, io mi sono spaventato a morte.
Pensai che fosse perch gli appunti li avevo buttati gi col culo...
avendo tralasciato qualcosa di veramente importante. Quando abbiamo
ripetuto l'esperimento con Cantor, ho cercato di essere meticoloso
al massimo. Ma dopo un po', con Cantor sempre dietro di
me, che mi contava i movimenti e controllava tutti i dettagli con
quello che era scritto sul quaderno, ho cominciato a diventare veramente
nervoso. Il giorno prima di quello in cui dovevamo terminare,
era di domenica, appena tornato a casa, mi sono reso conto
all'improvviso che durante il giorno avevo aggiunto troppo poca
chinasi alla preparazione.
Celestine not all'improvviso quanto bianche gli erano diventate
le unghie e gli prese le mani nelle sue, accarezzandogliele. Continua.
gli sussurr con gentilezza.
E cos mi sono precipitato di nuovo in laboratorio, senza informare
I. C., ed ho aggiunto dell'altro enzima. Sono convinto che
non sia in senso stretto una frode scientifica. Ho calcolato quanto
enzima non avevo aggiunto in partenza e mi sono limitato a
rabboccarlo. So che avrei dovuto farlo presente a I. C., ma non ero
molto in me. Prima il mio diario cos disordinato, poi quell'errore
cos stupido. Non so in che modo, ma I. C. deve aver sospettato
qualcosa, perch subito dopo  partito con il suo secondo esperimento.
Da allora in poi, non mi ha pi trattato nello stesso modo di
prima. Quando ha annunciato il suo, di successo, quasi quasi si stava
sbilanciando a dirmelo. E questa  stata un'altra delle ragioni per
cui ho voluto andare a lavorare nel laboratorio di Krauss. Speravo
che lui facesse ripetere a qualcuno il mio esperimento e volevo essere
l per vederlo riuscire.
E ad aggiungere dell'altro enzima?
Non far pi una cosa simile. E anche se tu non ci credi, quando
l'esperimento di Cantor  riuscito, in qualche modo non credi
che abbia reso ragione anche al mio? Avrei dovuto aver fiducia in
quell'esperimento, senza preoccuparmi di continuo di cosa stava
pensando I. C. di me. In quel momento, tutto quello che volevo,
era che Krauss gli desse un'altra guardata.
E lui l'ha fatto?
Non ancora, ma la settimana scorsa ho convinto Ohashi ad iniziare
un nuovo tentativo.
Celestine guard ancora nel vuoto, in direzione del parco deserto,
a lungo, come se stesse per prendere una decisione importante.
E ora cosa succede, laureato Nobel?
Celly, ti prego, non scherzarci su, adesso.
Scherzare? Tu sei un laureato Nobel.  una cosa che non puoi
cambiare.
Non posso? Stafford si alz dalla panchina e si mise a passeggiare
nervosamente per la piazzola, girandole intorno. Celly, tu
mi devi aiutare. Sei la sola persona a cui posso rivolgermi. Voglio
poter vedere Cantor oggi. Si volt verso di lei. Verrai con me?
Io? E cosa posso fare di buono, per te? gli rispose sbalordita.
Fammi finire, ti prego. la implor. Non vedo e non ho parlato
a I. C. da quando ho lasciato il suo laboratorio. Mi sento in tremendo
imbarazzo... e ho dei terribili sensi di colpa. Ti voglio l
non solo per darmi coraggio, ma anche perch tu mi sia testimone.
Intendo dire a Cantor tutta la verit, su quanto  in realt accaduto,
e spiegargli che sono intenzionato a rifiutare il Premio Nobel.
Celestine guard verso di lui. Farai questo? gli domand alla
fine. Rifiutare un Premio Nobel? E cosa dirai?
Te l'ho gi detto.
No, non a Cantor. Cosa dirai in pubblico? Che tu hai commesso
un falso? Non sar eccessivo? Tutto sommato, il premio lo hai preso
per il tuo primo esperimento. E, a meno che tu non mi stia dicendo
un'altra bugia ancora, quello  andato a buon fine, non  vero?
Stafford annu. S. E sono sicuro che funzioner ancora.
E allora, perch crocifiggerti in pubblico? Nella scienza, saresti
finito. Non troveresti mai pi un nuovo posto. Non  un prezzo assurdamente
alto da voler pagare per una singola e veniale trasgressione?
Forse, il purgatorio, ma perch dovresti arrostire per sempre
all'inferno? Vieni a sederti, e indic il posto accanto a s sulla
panchina e parliamone con calma.
L'aspetto pratico di come avere un colloquio con Cantor in privato
si dimostr molto pi complicato di quanto potessero immaginare.
Nel suo laboratorio regnava ormai il caos pi completo.
Non c'era modo di far arrivare una telefonata, perch il telefono
squillava ininterrottamente da prima che la segretaria arrivasse e da
allora non aveva smesso un attimo, finch Stephanie lo aveva staccato
per andare a raggiungere la grande festa che si stava tenendo in
sala conferenze. I colleghi, i presidi delle facolt, persino il rettore
dell'Universit, tutti si erano riuniti l, intorno a Cantor, il cui viso
eccitato brillava di gioia in tutta quella folla. Temporaneamente, si
era anche dimenticato che il premio lo stava condividendo con
qualcuno.
Stafford si era subito reso conto di non poter marciare direttamente
verso lo studio di Cantor. Avrebbe dovuto imbattersi in
troppe persone che lo conoscevano. Proprio per quella ragione,
aveva cercato di raggiungerlo telefonicamente, per organizzare un
incontro su qualche terreno neutrale. Quando si era accorto di non
riuscire a ottenere il contatto telefonico desiderato, gli aveva scritto
un biglietto, che aveva consegnato a Celestine. Ora lei si trovava al
margine della calca e si stava domandando se mai Cantor avrebbe
aperto la busta con il messaggio, che lei stava tenendo tra le mani.
Sulla busta era scritto solamente: Professor Cantor - PERSONALE.
Prese una penna e aggiunse: da Jeremiah Stafford. Questo dovrebbe
aiutarlo, pens, ed ebbe ragione. Si fece largo attraverso la calca e
cacci la busta proprio sotto il naso di Cantor, la cui reazione fu
piuttosto lenta. Dopo aver lacerato la busta e letto il messaggio,
diede un'occhiata, improvvisamente fattasi circospetta, tutt'intorno,
alla ricerca del latore del messaggio. C' una risposta per il
dottor Stafford? domand Celestine a voce bassissima.
Cantor le fece cenno di spostarsi in corridoio.  Lei chi ? borbott
brevemente.
Celestine Price, fu la rapida risposta.
La memoria per i nomi non costituiva proprio il pregio di Cantor,
ma anche se l'avesse posseduta, sarebbe stato improbabile che
avesse ritenuto un nome citato di sfuggita da Paula Curry alcuni
mesi prima, una voce udita una sola volta per telefono, e soprattutto
che se ne potesse ricordare velocemente e in quelle circostanze.
Sono un'amica di Jerry. aggiunse.
Gli dica di venire... cominci Cantor, guardandosi intorno
come se cercasse qualcosa, ... a casa mia. Subito dopo l'ora di
pranzo, prima non mi  possibile. Gli dica alle due.
Non  strano, disse Stafford a Celestine mentre attendevano
davanti alla porta d'ingresso, che mi ci siano voluti sei anni per vedere
l'interno di questa casa? Udirono azionare la serratura dall'altro
lato della porta e Stafford le sussurr: Preferirei essere da qualsiasi
altra parte.
Si accomodi, Jerry, lo salut Cantor nell'aprirgli la porta, poi
rest congelato. Con tutta evidenza, era rimasto sorpreso nel vedere
una terza persona.
La ringrazio di avermi ricevuto con cos breve preavviso,
esord Stafford con tono nervoso. Questa  Celestine Price, la
mia... Si ferm per guardare Celestine, anche lei sulla soglia, al
suo fianco, ma un passo indietro. La mia fidanzata, disse precipitosamente.
Spero che non le dispiaccia se rester con noi. E,
Prof, continu con enfasi, voglio porgerle le mie congratulazioni.
Deve esserne enormemente compiaciuto. Questo riconoscimento
lei lo meritava veramente.
S? Mi dica di lei. Cantor esit per un lungo istante, abbastanza
lungo perch Celestine si domandasse quale fosse in realt l'oggetto
della domanda. Non  anche lei compiaciuto? riprese Cantor,
mentre un sorriso ambiguo gli rischiarava il viso.
 questo il motivo per il quale sono venuto. Ho una cosa che
devo confessarle, disse Stafford nel mentre varcava la soglia dell'abitazione.
La risposta di Cantor fu secca e pertinente. Jerry, non  il
momento per una confessione, questo,  il momento di brindare.
Entrate e accomodatevi. Vi posso offrire qualcosa? Si rivolse a Celestine.
Miss...
Price, Celestine Price, gli rispose.
Certo, Miss Price. Prendo dello champagne, dobbiamo festeggiare
il Premio Nobel di Jerry, continu con lo stesso sorriso equivoco
e il vostro fidanzamento. E un fatto recente? domand spostando
lo sguardo da Stafford a Celestine e ancora verso Stafford.
Non sapevo che lei fosse fidanzato... per lo meno non quando era
nel mio laboratorio.
Stafford divenne paonazzo. Non osava alzare lo sguardo verso
Celestine. Non sapeva come lei avrebbe considerato quel nuovo
ruolo di fidanzata. Be', lo sa, mugugn non abbiamo mai parlato
molto delle nostre vite personali.
 proprio vero, ammise Cantor. Forse dovremmo rifarci ora
del tempo perduto. Ma prima, fatemi portare qui lo champagne.
Be', comment Celestine non appena Cantor ebbe lasciato il
soggiorno, non sapevo di essere fidanzata al vincitore di un Premio
Nobel.
Ti prego, Celly, non ti arrabbiare.  solo che... non sapevo
cosa dire.
Chi ti dice che mi sono arrabbiata? gli rispose. Sto solo immaginando
quanto  grande il diamante che pu offrirmi il vincitore
di un Premio Nobel.
Celly! esclam con una voce piena di preghiera e di avvertimento,
ricordati perch siamo qui.
Gi, dimenticavo, continu lei. Stai per rinunciare al Premio
Nobel. Bene, quello che guadagna un post-doc non pu pagare
nemmeno il pi piccolo dei brillantini.
Ci siamo, annunci Cantor, mentre posava sul tavolino da
caff il vassoio d'argento con i tre calici e il secchiello del ghiaccio.
Solo un momento, che lo champagne si raffreddi. Nel frattempo,
ditemi, a quando il grande evento?
Evento? Stafford era completamente smarrito.
Il matrimonio, ovviamente. Il sorriso di Cantor era alquanto
forzato.
Oh, sospir Stafford.
Celestine accorse in suo aiuto. In verit  una cosa che non abbiamo
ancora deciso. Dipende molto dai nostri rispettivi programmi
professionali... dove troveremo lavoro, cose del genere. Jerry si
cercher un posto per iniziare la carriera...
Be', quella non sar una cosa difficile, la interruppe Cantor,
almeno non per il vincitore di un Premio Nobel. Mi dica di lei,
continu rivolgendosi a Celestine, e lei cosa far?
Prender il dottorato l'anno prossimo. In chimica organica.
Anch'io mi cercher un posto in un'universit.
Vuol dire, come post-doc?
Di fatto no. Stafford la guard sorpreso, ma lei sfugg il suo
sguardo e continu. Mi sono state gi offerte delle posizioni da
assistantprofessor. Due, in sostanza. Sorrise con un certo autocompiacimento.
E dove? Cantor aveva iniziato a incuriosirsi.
L'Universit del Wisconsin e... fece una pausa prima di continuare,
certa di quale sarebbe stata la reazione, e Harvard.
Harvard? esplosero simultaneamente i due uomini.
S, rispose lei con simulata indifferenza.
E cos, sarete tutti e due a Boston, consider Cantor, che bella
combinazione.
Perch mai dice cos?
Via, Miss Price. Dimentica che sta per sposare un Premio Nobel.
Se non ottiene un posto ad Harvard, sar al MIT...
O la Boston University. O la Tufts. O la Brandeis, lo interruppe.
Ma io non so ancora dove finir. Fino a febbraio, non devo
prendere alcun impegno e... chiss, per allora potrei ricevere ancora
una o due offerte.
E le prenderebbe in considerazione, a confronto di Harvard?
Cantor si sporse in avanti. In che campo ha detto che lavora? Con
chi? Deve essere uno con un sacco di agganci.
La professoressa Ardley. Jean Ardley.
Ardley? Gene Ardley? Il nome non mi dice... La sua voce si
perse. Ma certo, non posso averla mai incontrata, se  a chimica,
vero? Ma allora, Miss Price, lei dev'essere... Improvvisamente si
alz dalla poltrona. Prendo una salvietta, disse velocemente,  il
momento di aprire lo champagne.
Celly, sibil Stafford, di queste cose non mi hai mai detto
niente. Quando  stato?
Neanche tu mi hai detto delle tue. Ma calmati, gli rispose accarezzandogli
il braccio, Ho ricevuto queste offerte per telefono
solo un paio di settimane fa. Doveva essere una sorpresa per te,
quando sarei venuta a trovarti a Harvard la prossima settimana.
Sono tutti abbastanza entusiasmati dal mio lavoro sull'allatostatina.
Specialmente da quando abbiamo avuto successo nell'incorporazione
virale, i chimici mi considerano una specie di biochimico
alla moda: per loro  una combinazione irresistibile. Guard alle
loro spalle, verso la porta. Quando Cantor ritorna, sar meglio
che cominciamo a parlare di te.
Professore. In quella circostanza, Stafford non se la sentiva di
usare l'informale I. C., aspetti per lo champagne. Le ho detto che
sono venuto per farle una confessione.
E io le ho risposto che questo non era il momento per le confessioni,
gli disse asciutto Cantor. Non mi sono preparato per assumere
il ruolo del confessore. E ora basta con l'argomento. Allung
la mano verso la bottiglia, ma Stafford interpose la propria.
La prego, I. C., esclam con la voce rotta dal dolore, mi deve
ascoltare. Io non posso accettare il Premio Nobel.
Cantor rest a bocca aperta, incapace di articolare parola.
I. C., lo incalz Stafford, io non lo merito. Lei lo sa bene
come lo so io. La teoria  stata una sua idea, l'esperimento lo ha
pensato interamente lei, lo ha realizzato con le sue mani...
Jerry! esclam Cantor con tono imperioso. Il Premio Nobel
 stato assegnato a noi due per il lavoro che abbiamo pubblicato su
Nature. Noi due, Jerry: Cantor e Stafford. Cerchiamo di non giudicare
quello che hanno fatto gli svedesi con il nostro senno di poi.
Ma, I. C.,  proprio di questo che le volevo parlare. Del primo
esperimento, quello che abbiamo pubblicato insieme.
Ed  precisamente quello che io non voglio ascoltare, esplose
Cantor. Non in questa sede, spost intenzionalmente lo sguardo
su Celestine, e poi ritorn su Stafford, e mai pi nel futuro. Su
quell'esperimento io so tutto quel che devo sapere, ed  tutta acqua
passata.
Stafford si guard intorno, il viso contratto dalla disperazione.
Va bene, dimentichi l'esperimento. Ma il Premio Nobel: per
quello lei ha lavorato per anni, lei sapeva di meritarlo...
Via, Jerry...
Certo. Noi tutti in laboratorio ce lo aspettavamo. Krauss se lo
aspettava. Me lo ha detto lui stesso. Non dovrebbe essere costretto
a condividerlo con uno che...
Che? Chi?... Jerry? Il cui esperimento non ha potuto essere
replicato al primo giro? Non ha niente di cui vergognarsi, Jerry.
Capita un sacco di volte a un sacco di gente, che non se ne fa minimamente
un problema. E poi, nel caso di un esperimento cos...
pazzescamente complicato come quello che lei, Jerry, ha portato al
successo. Il tono della voce di Cantor era passata di colpo da sarcastico
a qualcosa che era a mezzo tra l'implorazione e il rimprovero.
Perch Jerry non la smette? si domand Celestine. Non sta
ascoltando quel che dice Cantor?
Si dimentichi di quel maledetto esperimento! Semplicemente
io il Premio non lo posso accettare. Lo rifiuter e dir all'Accademia...
Al Karolinska, Jerry, osserv Cantor con voce tranquilla.
Mi scusi?
Il Nobel per la Medicina  assegnato da parte del Karolinska
Institutet, non dall'Accademia. Quella  responsabile per la fisica e
la chimica.
Bene, sia chi sia! Gli dir che si sono sbagliati e che dovrebbe
essere assegnato interamente a lei.
Jerry, si calmi. La voce di Cantor aveva assunto un tono caldamente
paterno. La nave  salpata, e lei non ci pu pi fare niente, 
un fatto che non pu essere cambiato. Il Premio Nobel non pu essere
rifiutato.
Non si pu? domandarono in coro Stafford e Celestine.
No, Jerry, non si pu. Cantor sorrise a Celestine. Lasciate
che vi racconti come l'ho saputo. Potrebbe tornare utile anche a lei,
Miss Price, dato che come chimico  cos promettente. Si volt
verso Stafford. Lei aveva di sicuro ragione, nel pensare che io nel
Nobel ci sperassi. Qual  lo scienziato che non ci spera? Ai miei
tempi, ne ho incontrati molti, di Premi Nobel. Ho letto parecchie
cose, sul Premio. In pi di una occasione, un paio dei comitati di
assegnazione dei Premi Nobel mi hanno anche sollecitato a nominare
dei candidati. A proposito, Jerry, Cantor strizz l'occhio al
proprio studente, il cui viso era imbronciato, da ora in poi, noi i
candidati li possiamo nominare tutti gli anni ed  uno dei fringe benefits
di essere un laureato Nobel. E non pensi che il suo peso sia
trascurabile. Potr vedere come, tutt'a un tratto, persone di ogni
genere diventeranno improvvisamente cordiali con lei. Krauss, ad
esempio...
Ma mi permetta di spiegarle perch lei non pu rifiutare il Premio
Nobel. Ovviamente pu dare a qualcuno la sua met del danaro
del premio... ad esempio, Banting don a Best met del proprio.
Per inciso, quella  una storia che un giorno o l'altro potrebbe
voler leggere. E non solamente perch Macleod, il direttore del dipartimento,
che Banting odiava profondamente, a sua volta aveva
diviso la propria met con l'altro dei suoi collaboratori, James
Collip (e questa sua azione, a propria volta contribu a complicare ancor
pi la questione dell'assegnazione dei reali meriti), ma anche
perch ripetere i primi risultati sperimentali sull'effetto dell'insulina
si dimostr difficoltoso. Vede, Jerry? Anche Banting e Best ebbero
i loro bei problemi con gli esperimenti. E Macleod non aveva
mai mosso un dito in laboratorio! Lanci a Stafford un'occhiata
che voleva essere d'intesa e prosegu.
Ciononostante, se lei scorre la lista ufficiale dei Premi Nobel,
non trover i nomi di Best e di Collip. Condivisero il denaro, ma
non il premio. Vede, il Premio non  in realt cosa sua, che pu accettare
o rifiutare. Di fatto, non ho notizia di scienziati che abbiano
mai rifiutato il Nobel. Oh, certo, ci furono quei tre chimici tedeschi,
Kuhn, Domagk e Butenandt, ma furono costretti a non accettarlo,
perch Hitler imped loro di farlo. Cambiarono velocemente
idea dopo la guerra e ritirarono le loro medaglie. Per non poterono
pi ottenere il denaro del premio! Che infatti va ritirato entro
un anno, altrimenti  perduto. Ci pensi bene, Jerry. Non so se i
giornalisti siano gi riusciti a mettersi in contatto con lei, ma se non
lo hanno ancora fatto, lo faranno ben presto. La sua quota del premio
ammonta a pi di 150.000 dollari. Sar meglio che domandi
bene alla sua fidanzata cosa ne pensa, di rinunciare a quelli.''''
E cos lei dice che nessuno ha mai rifiutato il Premio Nobel solamente
per una questione di principio?, domand Celestine.
S, in effetti ci fu una persona che lo fece. Fu Jean-Paul Sartre,
che lo ebbe per la letteratura, e lo respinse per motivi di ordine filosofico
e non accett mai di ricevere la medaglia o il denaro. Ma segua
bene il mio ragionamento: se lei scorre l'elenco ufficiale dei
Premi Nobel assegnati per l'anno 1964, ci trover il nome di Sartre,
accanto a quelli di Konrad Bloch per la medicina e di Dorothy
Hodgkin per la chimica e a tutti gli altri di quell'anno.
E allora, io, cosa posso fare? Stafford aveva sussurrato la domanda
con voce sconsolata, cos gonfia del suo senso di impotenza,
che fu Celestine ad intervenire in suo aiuto.
Professor Cantor, gli si rivolse con voce ferma ma gentile, lei
ha sentito quali sono i sentimenti di Jerry. Cosa pensa che dovrebbe
fare?
Cantor si strofin lentamente il mento, guardando direttamente
Stafford in viso. A cosa star pensando, in realt, si domand Celestine.
Vede, Jerry, c' una sola cosa che lei non pu fare, gli rispose
con calma, ed  di rifiutare il premio. Non le permetterei io
di farlo, per il suo bene, ed anche per il mio. Non sono interessato a
sollevare questioni, Jerry, non dopo tutto quello che ho fatto per
seppellirle. E cos anche lei  in condizione di accettare di buon grado
il premio e, se lo desidera, fece una pausa, anche con modestia.
Ma come posso farlo? Cosa potr dire a Stoccolma? Laggi
dovr tenere una conferenza... e di cosa potr parlare, del mio, di
esperimento?
Ah, Cantor si lasci andare a un sorriso di puro sollievo, questa
volta aperto, soddisfatto e soprattutto privo di sottintesi, dettaglio
che a Celestine non sfugg. Sapevo che sarebbe ritornato in
s, Jerry. Ora stiamo parlando di un problema reale, non di una
mera ipotesi. A essere del tutto sincero, ci ho riflettuto sopra stamattina,
dopo la telefonata di Krauss. A proposito, le ha telefonato?
Stafford annu.
E... una smorfia di preoccupazione torn sul viso di Cantor.
Lei cosa gli ha detto?
Nulla d'importante, l'ho unicamente ringraziato e gli ho detto
che stavo tornando qui.
Bene. Cantor emise un sospiro di sollievo. E ora ascolti la
mia proposta. Noi stiamo condividendo il Premio Nobel per una
scoperta fatta insieme. Non come Banting e Macleod, da nemici
nel medesimo dipartimento, e nemmeno come Guillemin e Schally,
che iniziarono la loro ricerca sugli ormoni ipotalamici da collaboratori,
nel medesimo laboratorio, e che la terminarono in un clima
di aspra competizione, in due differenti istituzioni. Noi
potremmo parlare come due collaboratori, che hanno lavorato nel
medesimo laboratorio e che hanno pubblicato insieme. Nonostante
quello che lei ha detto qui, e che, ne sono certo, rimarr tra queste
quattro pareti, Cantor fiss i suoi due giovani ascoltatori con
uno sguardo penetrante, dal significato del tutto esplicito, nel nostro
caso non vi sono questioni di sorta, almeno di quelle da rendere
di pubblico dominio, su chi pu assumersi il merito di cosa.
Tutti sanno che l'idea  stata sua, ammise Stafford.
Sia come sia, gli rispose Cantor, abbiamo la facolt di suddividere
la presentazione come meglio desideriamo.
E esattamente ci che mi ossessiona, medit Stafford ad alta
voce. Lei descriver la teoria, che  concettualmente molto brillante,
e io dopo descriver un esperimento che fino ad ora non 
stato replicato con successo da nessun'altra parte. Il meglio che
sar in grado di dire  che l'insuccesso di una conferma non  necessariamente
la conferma di un insuccesso.
Errore! esplose Cantor con un ghigno di trionfo in viso.
Sar lei a tenere la prima parte della conferenza, nella quale discuter
la teoria, che abbiamo pubblicato insieme, ed io continuer
descrivendo il mio secondo esperimento, che non ho ancora nemmeno
presentato a Nature per la pubblicazione. Lo vede? La soluzione
 semplice ed elegante e, in aggiunta, io riporter qualcosa di
nuovo e di non ancora pubblicato. E ora,  arrivato il momento di
aprire lo champagne e di brindare. Skoal, Jerry! Imparer anche
come brindano gli svedesi. E su queste precise parole, fece saltare
il tappo.
Finalmente! E veramente la tua voce, Leonardo? Ma lo sai che
sei stato irraggiungibile per tutto il giorno? Paula non gli concesse
nemmeno un'opportunit per replicare. Non  meraviglioso? Sarai
certamente emozionato e compiaciuto. Come ci si sente, quando
si diventa immortali?
Cantor era realmente compiaciuto. Immortale? Via, Paula!
Non sono molto diverso dalla persona che hai visto la volta scorsa.
Questo lo vedremo! Non posso aspettare nemmeno un momento
per festeggiarti. Sol  riuscito a parlarti? Non penso. Ma ha
avuto un'idea favolosa: ha promesso che riuscir a trovare un altro
violinista, cos potremo suonare uno dei quintetti di Mozart. Ha
suggerito il Kochel 516, che  dannatamente carino. Lo conosci? 
quello in cui, nel minuetto, la viola conduce entrambi i violini. Ho
gi dato un occhio alla partitura. Vedrai, ti piacer, specialmente
l'adagio. E quando ti vedr di nuovo?
Cantor era comodamente disteso sul letto, stanco ma soddisfatto,
col telefono in braccio. La giornata era stata convulsa, i muscoli
del viso erano quasi anchilosati dal continuo sorridere. Ma ora era
in pace, specialmente dopo il buon esito del colloquio con Stafford.
Si sentiva rilassato, pronto a ripetere tutto di fronte a un pubblico
ammirato. Dio solo sa quando potr tornare a Chicago. Ho
iniziato appena adesso a pensare a tutte le cose che avr da fare nelle
prossime settimane, prima di partire per Stoccolma.
Allora di tempo ne avrai a bizzeffe. Cos'altro devi fare, se non
vedere se lo smoking ti entra ancora? Ne possiedi uno, non  vero?
Lo smoking? S, ne ho uno, ma non serve. Dovr indossare l'abito
con le code ! Ricordati che il Premio lo consegna il Re in persona.
E anche il cappello a cilindro? Si avvertiva benissimo che Paula
era deliziata. E farai esercizio di inchini dalla vita?
Dovr rispolverare un po' di ballo. C' un grande ballo, dopo
la cena di gala in onore dei premiati.
Come sai tutto questo? Il tono della voce di Paula rifletteva la
sua meraviglia. Non dirmi che stamattina gli svedesi hanno avuto
il tempo di informarti sull'abito con le code e sul ballo.
No, le rispose ridacchiando. L'ho sentito raccontare da non
meno di tre Premi Nobel che mi hanno telefonato oggi per congratularsi
con me. Uno di loro mi ha persino rivelato dove sar alloggiato...
in una suite d'angolo del Grand Hotel. Dalle finestre, il panorama
spazia sull'acqua dello Strmmen e, sull'altro lato del
ponte, c' l'antico Palazzo Reale. Lui aveva portato con s non solo
la moglie e i figli, ma persino la suocera. Almeno, con me, risparmieranno
parecchi quattrini: niente moglie, niente figli, niente parenti.
Dev'essere bellissimo, gli rispose Paula con una sfumatura di
nostalgia, in Scandinavia sono stata solo una volta, ma mai in Svezia.
Ma continua a raccontarmi della tua giornata.
Be', puoi immaginarti quante persone sono arrivate in laboratorio.
Persino il rettore dell'Universit, che non ricordo abbia mai
messo piede in precedenza nell'edificio del dipartimento di biologia.
E indovina chi altro c'era?
Non ne ho idea.
Una tua parente.
Una parente? Mia nipote Celly? E com' che l'hai incontrata?
 venuta qui a casa mia con Jerry Stafford.
Stafford? Quasi me ne dimenticavo. Come ti senti, a dover dividere
il Nobel con uno dei tuoi studenti?
La maggior parte dei Premi Nobel sono condivisi. Cantor
cerc di assumere un tono noncurante. Marito e moglie, padre e
figlio, professore e studente, aspro concorrente con aspro concorrente.
Le combinazioni ci sono tutte. A pensarci, trovo che quella
di professore e studente, ed anche quella di padre e figlio,  quella
pi bella.
Padre e figlio? Ce ne sono state parecchie?
Cantor, felice di poter cambiare argomento, si lasci andare al
registro del conferenziere. Ci sono stati molti figli che hanno seguito
le orme dei loro padri e hanno anch'essi conseguito il Premio
Nobel. Tra di loro c' anche una figlia, Irene Joliot-Curie, la figlia
di Marie Curie. Ma almeno una coppia di padre e figlio lo ha conseguito
insieme: i Bragg, nel 1915. Il figlio, William L. Bragg,  il
laureato Nobel pi giovane della storia: aveva solamente venticinque
anni. Ha battuto Stafford di quasi tre anni. Quell'ultima frase
gli era sfuggita e Cantor avrebbe voluto mordersi la punta della lingua,
ma era ormai troppo tardi.
Paula non abbandon l'argomento. Cosa ci faceva da te, Stafford?
Pensavo che ti avesse abbandonato per andare ad Harvard, e
che quella persona...
Krauss. S, Stafford  ancora con Kurt Krauss, ma quando stamattina
ha ricevuto la notizia del premio  tornato di volata qui.
Per festeggiare l'avvenimento con te?
Non esattamente, le rispose Cantor con cautela.
E allora perch?
A lei posso benissimo raccontarlo, si disse Cantor.  l'unica che
conosce tutto il retroscena. Il vero motivo per il quale  venuto
qui,  stato per dirmi che aveva deciso di rifiutare il premio.
Cosa?
A Cantor piacque udire l'esclamazione di sorpresa di Paula.
Sentiva di non meritarselo solo per aver fatto un singolo esperimento.
In sostanza, insisteva nel volermi confessare qualcosa, ma
io l'ho fermato. Potevo benissimo indovinare cosa volesse dirmi.
Io certamente non ero pronto ad ascoltarla.
Vuoi dire che sei ancora determinato a non udire alcunch di
male?
A maggior ragione ora.
Qualcosa nel tono della sua voce avvert Paula di lasciar cadere
l'argomento. E cos Stafford voleva rinunciare al premio. Come
hai fatto a fermarlo?
Gli ho fatto presente che gli era impossibile rifiutare. Altri avevano
provato a farlo nel passato...
Pasternak non rifiut per caso il Premio Nobel per la Letteratura?
Ma s. Si interruppe. Era stato colto di sorpresa e aveva completamente
dimenticato il caso di Pasternak. Ma quello non fu per
caso per motivi politici? Non vuol dire niente lo stesso. Sono certo
che Pasternak  sulla lista dei vincitori del Premio Nobel per la letteratura.
In ogni caso ho convinto Jerry che non poteva farlo. Penso
che abbia recepito il mio messaggio: che non pu tirarsi indietro
senza causare del gran danno.
Danno a chi?
In primo luogo a se stesso, ovviamente. Anche a me, nonostante
io non ne abbia fatto cenno. Ma non era questo, quello che lo stava
preoccupando. Non in realt. Lo sai cosa lo preoccupava? La
conferenza dopo l'assegnazione del premio. Era preoccupato di
dover prendere la parola e descrivere un esperimento che non  stato
ancora replicato da nessuno. Alla fine, ho trovato una soluzione
abbastanza semplice al problema. Cantor pass a descriverle il
modo in cui aveva suddiviso l'ordine e gli argomenti delle rispettive
esposizioni.
E lui si  mostrato d'accordo?
Perch non avrebbe dovuto? Cosa c' di sbagliato, nel mio suggerimento?
Gli concedo di parlare per primo e di coprire quella che
, in tutta franchezza, la parte pi significativa dell'intero lavoro, la
teoria. Perch mai dovrebbe rifiutare una simile opportunit?
Perch mai? gli domand Paula con dolcezza. Non si  reso
conto del motivo per cui gli hai fatto quell'offerta, I. C.?
Se Cantor not l'improvviso cambiamento - l'aveva chiamato
I. C. - non lo diede a capire. Sono sicuro di s. O almeno lo spero.
Paula, ci sono alcune cose che non devono essere dette esplicitamente,
perch vengano capite.
...
.
...
17.
...
.
...
Suppongo che ci siano dei vantaggi reali nell'essere madre.
Come ad esempio un vero tte--tte tra una madre e una figlia
adulta. Paula Curry stava comodamente allungata sul divano del
proprio soggiorno, strofinandosi l'uno contro l'altro i piedi nudi.
A meno che lei non sia una Santippe, le rispose Celestine.
O non debba domandare a sua figlia delle cose serie. Cos' una
Santippe? Sorrise di autentica soddisfazione.
Dato che tu non sei la mia mamma, ma la mia zia preferita, ti risponder
di cercartelo da sola nel vocabolario. Questa  la risposta
che mi diede la mia compagna di stanza quando le feci la medesima
domanda. Ma hai ragione,  bello trovarci insieme cos. Telefono a
mamma tutte le settimane, ma non  la stessa cosa. Vorrei tanto che
fosse qui con noi per una bella chiacchierata a tre. Mi hai invitata
per una ragione specifica o solamente perch ti sono mancata?
Per tutte e due, Celly. Prima, ti devo confessare una cosa.
Ah, questa  una cosa che mi piace, le rispose Celestine, scivolando
pi vicina a lei sul divano. Confessa!
Ti volevo far sapere che conosco quel Professor Cantor che ha
vinto il Premio Nobel con il tuo amico Jerry.
Tutto qui? Speravo che il pettegolezzo fosse qualcosa di pi
succoso. Tra l'altro, gi lo sapevo. Con lui, ci sei anche uscita.
Paula si drizz a sedere. Chi te l'ha detto?
Nessuno. Ti ho vista con lui. E stato alcuni mesi fa, allo spettacolo
del Quartetto Kronos.
Sono rovinata, sorrise Paula, e sono anche meravigliata. Tu
sei piena di sorprese. Perch non sei venuta a salutarmi?
Non ero sicura che saresti stata a tuo agio.
Perch non avrei dovuto? Ci siamo incontrati per suonare musica
da camera nello stesso gruppo. E un discreto violista.
Cantor suona la viola? Questa volta a essere sorpresa fu Celestine.
Scommetto proprio che di questo Jerry non sa niente. Paula,
cos'altro sai?
Oh, null'altro di importante! Salvo che ti sei fidanzata. A Celestine
diventarono rosse le guance. Dio mio, Celly, esclam la
zia, che esempio di modestia vittoriana! La mia imperturbabile
nipotina che si fa venire le gote rosse! Si chin su di lei per abbracciarla.
Mi inviterai al matrimonio, vero? O volete darvi alla fuga?
E mia sorella, lo sa?
Celestine aveva cominciato a ricomporsi. Come hai sentito
questa storia? le domand seria.
Storia? Non  vero? I. C. mi ha detto che vi sareste sposati non
appena tu avessi trovato un lavoro. Mi ha anche detto che tu saresti
andata a Harvard. Giusto?
Dio! Celestine arross di nuovo, questa volta di stizza. Non
mi sono fidanzata e non l'ho detto a mamma, anche se, ovviamente,
lei sa di Jerry e di me. E sul mio prossimo lavoro non mi sono ancora
decisa. S, ho ricevuto un'offerta da Harvard. aggiunse in tono
pi calmo.
E allora, come ha fatto I. C. a capire tutto al rovescio?
Non  neanche colpa sua. Posso capire come si  ricostruito
tutto questo poema. Jerry mi ha presentato come la sua fidanzata
perch era imbarazzatissimo... credo che la parola amante lui non
possa nemmeno pronunciarla, in presenza di un'altra persona.
Cos tu non pensi che l'intendesse sul serio?
Non ho detto questo.  solo che non ne abbiamo parlato. In
questo momento ha la testa tutta presa con il premio. Te lo puoi figurare,
vincere il Nobel dopo appena due anni dal dottorato? Chiss
che effetto gli far?
Le due donne si scambiarono un lungo sguardo silenzioso. Chiss?
concluse Paula. Tamburell con aria meditativa sul bracciolo, prima
di guardare di nuovo la nipote. I. C. mi ha raccontato qualcosa
della conversazione a casa sua. Per Jerry non deve essere stato facile.
Celestine guard la zia con stupore. Quanto vi conoscete?
Abbastanza, le rispose Paula, mostrando un certo rossore alle
guance.
Celestine stava osservando con attenzione il viso della zia.
Aha! comment.
Aha! un corno, le salt addosso la zia. Si d il caso che siamo
solo buoni amici.
Certo, certo. le rispose Celestine con una smorfia di finta indifferenza.
 la stessa cosa che dice Jerry di me.
Celly, basta cos. Paula aveva ripreso il suo abituale tono da
professionista. C' qualcos'altro di cui ti volevo parlare. Ti piacerebbe
andare a Stoccolma per la cerimonia di assegnazione dei Premi
Nobel? Con me, aggiunse dopo una breve pausa, mia ospite.
Paula, stai scherzando! Come potrei mai? E per quale motivo?
Come? Perch ti sto invitando. Perch? Come amica di Jerry o
come amante o forse anche come fidanzata e... esit perch
vorrei portarmi una chaperonne.
Com' andata? Stafford era nella cucina del suo monolocale a
poca distanza da Harvard Square e si stava asciugando le mani nel
grembiule da cucina, la sua versione domestica del camice da laboratorio,
che indossava sempre quando cucinava. Com' andato il
colloquio? Hai preso una decisione?
Jerry, sono famelica. Non ho mangiato un boccone in tutta la
giornata. Celestine lasci cadere a terra la borsa della spesa davanti
al frigo e cominci immediatamente a frugare nel suo contenuto.
Masticando bocconi di pollo freddo, inizi a raccontare: Ho tenuto
la mia conferenza sull'allatostatina durante la pausa pranzo,
mentre gli studenti e i professori si sbafavano i loro spuntini davanti
ai miei occhi. Abbass di alcuni pollici il livello di un cartone di
latte. Dopo la presentazione, mi hanno fatto un sacco di domande,
specialmente sugli aspetti virali del mio lavoro. Stavo arrivando
in ritardo per il mio appuntamento con il preside e allora mi sono
limitata a prendere un caff. Cosa c' per cena?
Se ti resta ancora un angolino, dopo quest'abbuffata, c' una
sorpresa, che non  ancora pronta. Capisco perch le casalinghe si
lamentano sempre dei loro mariti, che tornano a casa a qualsiasi
ora, in comodo ritardo, e pretendono di trovare pronto a tavola. E
cos, mentre i tuoi enzimi digestivi lavorano sul pollo, raccontami
come te la sei cavata con il dipartimento di chimica. Hanno provato
tutti a convincerti?
E c'erano anche due presidi. Espresse la propria soddisfazione
con un gran sorriso. Harvard sta finalmente iniziando a prendere
in considerazione la legge sulle affermative action, (18), anche se
non troppo seriamente. A Chimica ancora non hanno una sola
donna come professore di ruolo.
NOTA: affermative action  una legge USA sulla parit dell'accesso al lavoro, volta, tra l'altro, a favorire
l'accesso delle donne, degli appartenenti alle minoranze e dei disabili
anche a posizioni di elevata qualificazione. FINE NOTA.
Stafford apr il forno, dal quale usc una nuvola di vapore aromatico.
Un attimo dopo, estrasse una casseruola sfrigolante, che
lasci a raffreddarsi sull'unico tavolo che fungeva anche da
scrivania. Il minuscolo locale ospitava anche un divano letto, una
poltrona e una cassettiera. Stafford aveva liberato il tavolo dalle
carte e l'aveva apparecchiato per la cena. Per l'occasione, aveva persino
acquistato dei veri tovaglioli di autentico tessuto.
Ah, ti perdono, mio casalingo, per non aver avuto la cena gi
pronta non appena ho aperto la porta.
Cosa ne dici di chiamarmi fidanzato-casalingo? interloqu Stafford.
Mio casalingo basta e avanza, gli ribatt.
Ma al tuo casalingo  permesso fottersi la sua ospite? Nel pronunciare
la battuta, Stafford divent rosso, ma non distolse lo
sguardo da lei.
Ma come, dottor Stafford, che razza di linguaggio! Uno scienziato
Premio Nobel, e battista per giunta, usare queste parolacce!
Ahi ahi. Sorrise soddisfatta.  questo l'effetto che fa su di te aver
vissuto da solo per gli ultimi cinque mesi? Ma la risposta  s!
Adesso, subito? le domand, stringendola tra le braccia.
No! lo respinse. Solamente a stomaco pieno.
Sulla tavola c'era una tovaglia nuova e splendevano due candele.
Aveva voluto fare a Celestine una sorpresa, cucinando un pasto con
piatti greci caratteristici, che non aveva mai provato prima a realizzare.
Le confess che l'antipasto di involtini di vite ripieni e il dolce,
un baklava che stillava miele, li aveva comprati in una gastronomia,
mentre l'insalata alla greca e specialmente il moussaka erano degli
Stafford autentici. Boston  proprio il posto giusto per la cucina
greca, le spieg con orgoglio. Assaggia queste olive nere e il feta.
Ti piacer, qui a Boston, Celly. Anche i dintorni non sono niente
male, per viverci.
Celly lo guard con curiosit. Hai organizzato una magnifica
cenetta, Jerry. Ma chi ti ha insegnato la cucina greca? E parli che
sembri l'ufficio del turismo.
Non sembri intenzionata ad accettare la loro offerta, o sbaglio?
le domand.
Vero, Jerry. Si sporse verso di lui e gli diede un bacio. Posso
dirlo anche a te. Ho pressoch deciso di declinare la loro offerta,
ma prima voglio parlarne ancora una volta con Jean. Rise, vedendo
l'espressione attonita di lui. Sei qui solo da pochi mesi, e sei gi
come tutti gli altri uomini di Harvard. Pensano che qui sia il non-
plus-ultra, che loro debbano solo limitarsi a fischiare, perch tu
corra da loro.
Ma, Celly, questa  Harvard, il meglio di tutto il paese.
Meglio per chi? Va l! Lo carezz lievemente sulle labbra, impedendogli
di replicare, e continu. Ora ti dico perch la penso
cos. Ho incontrato praticamente tutte le loro superstar della chimica
organica, una dopo l'altra: Kishi, Schreiber, Corey, Evans,
Whitesides. Di Whitesides mi avevano avvertito di stare attenta,
ma mi  sembrato particolarmente gentile. Sta facendo un sacco di
lavoro sugli enzimi e gli ha fatto piacere conoscere un chimico organico
interessato a problemi di tipo biologico. Ciononostante, ho
capito benissimo che, anche se il mio lavoro, con le sue potenziali
applicazioni pratiche, li aveva entusiasmati, non mi avrebbero mai
considerato un candidato - a questo livello iniziale della mia carriera,
quando non ho ancora preso il dottorato e senza alcuna esperienza
come post-doc - se non fossi di sesso femminile.
Ma, Celly, la interruppe Stafford con impazienza, questo
cosa dimostra? Tu sei in gamba, estremamente in gamba. Perch
mai non sfruttare la situazione? E per inciso, non credere che altrove
sia diverso.
Me ne rendo conto. Non sono scema. Preferisco piuttosto
prendere un posto solo perch sono una donna, che essere rifiutata
perch non sono un uomo.
E allora, qual  il motivo?
Non c'entra niente con l'essere una donna. Mi hanno precisato
fin dall'inizio che cominciare da loro come assistant professor mi preclude
ogni realistica possibilit di guadagnarmi la messa in ruolo
nel loro dipartimento. A meno di non vincere il Premio Nobel. Si
mise una mano sulla bocca, con un sorriso di imbarazzo. Jerry,
uno di loro ha usato proprio queste parole. Ha persino usato il tuo
caso personale, per spiegarsi meglio. Se ne vantano proprio, di non
promuovere mai candidati interni. Il presupposto del loro comportamento
 che pensano che uno debba considerarsi gi pago di
aver avuto la possibilit di iniziare la carriera ad Harvard. Pensano
che, nel momento in cui uno si sente pronto a chiedere un posto di
ruolo, non deve far altro che guardarsi intorno altrove.
E cosa ci trovi di sbagliato? le domand Stafford.
Cosa ci trovo di sbagliato? gli ribatt Celestine indignata.
Nessun altro dipartimento di chimica ti dice in partenza che, alla
distanza,  verosimile che tu non sia alla loro altezza. Il tuo Premio
Nobel non avr gi iniziato a darti alla testa? C' stata della gente
dannatamente in gamba che ad Harvard  stata trattata cos. Gilbert
Stork, ad esempio, uno dei migliori chimici organici del mondo,
e allo stesso livello di tutti gli attuali professori di Harvard. Per
avere la cattedra, ha dovuto spostarsi alla Columbia. O Wilkinson.
Ha ricevuto il Nobel per gli studi che aveva iniziato da
assistantprofessor ad Harvard. Il premio lo ha avuto solo dopo che lo hanno
cacciato via e lui se n' ritornato in Inghilterra. Smise di parlare
per un po', e riprese con la voce pi calma. Tutte queste cose me le
ha dette Jean.  lei che mi ha messo sull'avviso, spiegandomi com'
la situazione qui. Lo sai cosa mi ha detto?
Stafford scosse il capo.
Mi ha detto: Se cominci dalla cima, non puoi che scendere.
Mi ha fatto parecchi esempi di come, svolgendo del lavoro di alta
qualit in una sede universitaria considerata minore puoi attirare
l'attenzione su di te in modo pi efficace. Di come le altre sedi si
mettano in contatto con te, perch pubblicare un lavoro di eccezionale
interesse da una sede universitaria inattesa desta maggiore
sensazione. La Wayne University, ad esempio, non  certo una delle
sedi pi prestigiose, ma  proprio da l che un altro dei tuoi cari
Premi Nobel ha messo in cantiere la propria prestigiosa carriera. O
quell'altro di cui non ricordo il nome, aggrott la fronte, che ora
 a Stanford. Devi averlo sentito anche tu, pubblica un casino.
Bene, anche lui ha iniziato dalla Wayne. Secondo quel che mi dice
Jean, gli elementi pi importanti sono strutture abbastanza moderne,
un buon ambiente tra i colleghi, un carico didattico che non
ti stremi e una distribuzione degli studenti abbastanza onesta.
Onesta? le domand Stafford. Onesta come?
Onesta vuol dire onesta. Non che un paio di professori importanti
facciano incetta di tutti gli studenti di dottorato che si iscrivono.
Hai a disposizione non pi di sei anni per realizzare della ricerca
di alta qualit, oppure non ti passeranno mai di ruolo. Sono cose
che lavorando con le tue sole mani non potresti mai e poi mai fare.
E allora, cos'hai intenzione di fare?
Ho gi avuto un colloquio alla Wisconsin. E una buona sede,
con un dipartimento bello grande, e sar in regime di prova : se andr
bene, otterr la promozione, non mi spediranno via come farebbero
ad Harvard. L'altra cosa buona per me  che hanno un'eccellente
facolt di agraria. Se continuer il mio lavoro sugli insetti,
avere vicino un buon dipartimento di entomologia rappresenterebbe
un vero vantaggio.
Allora andrai a Madison?
Non sono ancora del tutto sicura. Potrebbe esserci un'opportunit
alla Cornell. Per i miei interessi, non sarebbe un brutto posto:
ci sono Eisner, Meinwald e Roelofs, il meglio del meglio
nell'entomologia. O il Cal Tech, il California Institute of Technology, a Pasadena, nei dintorni di
Los Angeles. Jean mi ha detto che stanno
espandendo parecchio il dipartimento di chimica, con tutti i soldi
che hanno appena avuto dalla Beckman.
Ce la farai, Celly, le disse Stafford in tono ammirato, non ce
ne sono molti col post-doc alla tua et.
Senti chi parla, il dottor Jeremiah P. Stafford, che non ha ricevuto
il Premio Nobel se non alla geriatrica et di ben ventotto
anni! Si sporse attraverso lo stretto tavolino e gli diede un pizzicotto
sulla guancia. Vieni, ora sono a stomaco pieno.
Per quello che interessava Cantor, l'aspetto pi importante delle
cerimonie di assegnazione dei Premi Nobel erano le conferenze
che lui e Stafford dovevano tenere. Tutto il resto era effimero e largamente
al di fuori del suo controllo: gli articoli su giornali e riviste,
le interviste in televisione e alla radio, anche la stessa cerimonia
di assegnazione. Ma la conferenza no, il ricordo di quella sarebbe
stato permanente: il testo sarebbe stato pubblicato nel volume annuale
Les Prix Nobel, edito dalla Fondazione Nobel. Non voleva lasciare
nulla al caso, in particolare perch era Stafford a dover parlare
per primo. Per questa ragione, inizi a preparare, con cura anche
maggiore di quella a lui consueta, il manoscritto per la conferenza
di Stafford, insieme a quello per la sua personale. E non lo
preoccupava solamente il testo scritto da pubblicare, ma anche
quello della presentazione orale. Il giorno prima del Ringraziamento,
Cantor telefon a Stafford a Boston.
Jerry, ho pensato a come organizzare al meglio il viaggio in
Svezia. Per prima cosa, penso che sia opportuno arrivare insieme.
Ci saranno un sacco di giornalisti, fin dall'arrivo, e le prime interviste
saranno le pi importanti. Per semplificarle le cose, continu
senza aver udito da Stafford alcun cenno di risposta, io viagger
via New York, in modo che ci possiamo incontrare al Kennedy.
Da l, potremo prendere il volo SAS fino a Stoccolma. C' un volo
via Copenaghen che fa una sola sosta. Sarebbe bene arrivare il venerd,
perch la cerimonia sar la domenica, e cos avremo il tempo
di compensare il jet-lag. Detto questo, chi la accompagner?
Cosa vuole dire? domand Stafford in tono inquisitorio.
Gli svedesi devono averle domandato quante camere devono
prenotare al Grand Hotel. A me hanno scritto. I suoi genitori?
Sfortunatamente non possono venire.
E la sua fidanzata?
L'ho chiesto anche a lei, ma mi ha risposto che  nel bel mezzo
dell'esperimento finale della sua tesi e non ce la fa a muoversi.
Non avrebbe dovuto accettare un no come risposta! Cantor
era rimasto sorpreso. Un esperimento pu sempre essere rimandato.
Aha! rispose Stafford con voce sommessa.
Cantor ignor il commento. Ma lo sa, cosa si perde? E improbabile
che venga invitata prossimamente a un'altra cerimonia di assegnazione
del Premio Nobel.
Gliel'ho detto, gli rispose Stafford, e sa cosa mi ha risposto?
Che dovr aver solo la pazienza di attendere di vincerlo lei, il Nobel.
Cantor sospir. E cos saremo entrambi da soli. Lei non si
preoccupi, l le faranno trovare abbastanza compagnia. A proposito,
lo sa che le nostre due conferenze sono state messe in calendario
per il luned successivo, al Karolinska...
S, gli rispose Stafford interrompendolo, non ho pensato ad
altro. Ci sto lavorando sopra da due settimane.
Davvero? la voce di Cantor esprimeva delusione. Pensi che
le ho anche preparato una bozza...
Davvero? la voce di Stafford esprimeva irritazione. E perch
mai?
Cosa vuol dire e perch mai? balbett Cantor. Io pensavo...
I. C., certamente la mia conferenza Nobel me la potr organizzare
da solo, lo interruppe Stafford, non  d'accordo? Il tono
della sua voce era improvvisamente diventato gelido.
Cantor rimase allibito. Le posso mandare lo stesso la bozza.
rispose con tono arrendevole. Magari la pu trovare utile.
Le virt discretamente inquisitorie di Paula Curry diedero i loro
frutti. Ebbe pochissima difficolt nel venire a sapere quando i due
uomini avevano programmato di partire, e dove sarebbero stati alloggiati.
Cantor non le aveva mostrato con orgoglio il Memorandum
della Settimana Nobel, inviatogli per corriere dalla Fondazione
Nobel? Si era divertita un mondo nel leggere il tono preciso e leggermente
pedante della sezione intitolata Sistemazioni alberghiere.
La prenotazione delle camere verr effettuata da parte della Fondazione
Nobel presso il Grand Hotel. La Fondazione si assume la spesa per
la camera con colazione del Laureato, del coniuge e dei figli minorenni
(di et inferiore ai 21 anni). I familiari di et adulta o gli assistenti professionali
che accompagnano il Laureato sono accolti come ospiti paganti.
In linea di principio, il numero degli ospiti non pu superare il numero
di sei. Le camere possono essere prenotate a cura della Fondazione, se
ci viene richiesto con sufficiente anticipo. Abbiate la cortesia di indicarci
i Vostri desideri sull'allegato questionario.
Ottenere la prenotazione al Grand Hotel risult impossibile
all'agenzia viaggi, ma non a Paula, che telefon direttamente al concierge
dell'albergo a Stoccolma, mettendo bene in evidenza che si
trattava di due amiche intime di due laureati Nobel, che altrimenti
sarebbero rimasti privi di compagnia. Baster una camera doppia,
ma la prego di mantenere la cosa completamente confidenziale.
Dev'essere una sorpresa. Acquist due biglietti Icelandair a tariffa
scontatissima per Stoccolma via Reykjavik. Gli uomini indosseranno
l'abito con le code e noi avremo bisogno degli abiti da sera. I
nostri soldi li useremo per quello. Non dimenticare che hai bisogno
del passaporto, ricord a Celestine, e porta la tua pelliccia.
La mia pelliccia? esclam la nipote. Ma stai scherzando! Pensi
che sia una cosa che una dottoranda indossa, di questi tempi?
E allora te ne prendo una a nolo qui a Chicago. Mia nipote non
andr al ballo dei Premi Nobel in abito da sera e giubbotto.
...
.
...
18.
...
.
...
Cantor aveva saputo da alcuni suoi amici, laureati Nobel, che
tutti gli eventi associati alle cerimonie di conferimento dei Premi, a
iniziare dal benvenuto all'arrivo all'aeroporto Arlanda, sarebbero
stati veramente distingus. Aveva deciso di arrivare con stile e la
prenotazione del suo viaggio aereo era stata conforme. Stafford, al
contrario, non aveva mai viaggiato in aereo se non in classe economica
e questo viaggio, per lui il primo in Europa, non faceva eccezione.
Di conseguenza, all'aeroporto Kennedy di New York i due
uomini si imbarcarono insieme, ma furono immediatamente divisi.
Cantor si accomod nella sezione anteriore dell'aereo, dove era
libero di alzarsi dal suo sedile, praticamente una chaise-longue, e di
passeggiare a suo piacimento per tutto l'aereo, mentre Stafford
non si poteva muovere dagli spazi riservati alla classe economica.
La prima volta che Cantor and alla ricerca di Stafford, tuttavia, i
corridoi erano bloccati dai carrelli dei pasti, mentre la seconda trov
Stafford profondamente addormentato, una figura magra incassata
tra due giganti biondi con l'aspetto di uomini d'affari. Cantor
era ansioso di discutere con Stafford circa alcuni dettagli dell'ultimo
minuto, relativi alla conferenza-stampa che si sarebbe svolta
al loro arrivo. Questo contrattempo lo costrinse ad attendere di
parlargli durante il cambio di aereo, a Copenaghen. Ma le cose non
andarono cos.
Poco dopo il decollo da New York, il comandante aveva comunicato
per interfono ai passeggeri che, contrariamente al previsto,
l'aereo avrebbe fatto scalo a Copenaghen solo per il rifornimento, e
che i passeggeri avrebbero proseguito il volo per Stoccolma sul
medesimo aereo. Cantor aveva sottovalutato il potere soporifero
della cena di sei portate, accompagnate da due vini, e del bicchiere
finale di Porto: all'atterraggio a Copenaghen, dormiva come un
sasso, con gli occhi coperti dalla mascherina. Al contrario, Stafford
era bello sveglio e aveva ingannato l'attesa scendendo dall'aereo e
sgranchendosi le gambe passeggiando tra i banchi del duty-free
all'aeroporto Kastrup.
A Stafford sfugg il primo annuncio della partenza del suo volo.
Riusc a udire il secondo e si diresse velocemente al proprio cancello d'imbarco. A mezza strada, tuttavia, si ferm improvvisamente,
sorrise tra s e s e torn indietro. Non aveva ancora terminato di
gustare la deliziosa pastafrolla e il caff con autentica panna nella
caffetteria dell'aeroporto, quando l'altoparlante diede l'annuncio
finale del suo volo. Si diresse con calma a uno dei banchi per i viaggiatori
in transito e non mostr particolare irritazione nemmeno
quando, all'ultimo momento, un viaggiatore davanti a lui nella fila,
e che parlava quasi solo turco, ci mise dieci minuti buoni a svolgere
la propria pratica. Finalmente la ragazza al banco, che aveva ormai
esaurito la propria quota giornaliera di pazienza contrattando con
il turco, gli diede retta. S? All'udire che il giovane passeggero
americano aveva perso la coincidenza per Stoccolma, alz gli occhi
al soffitto ed emise un sospiro di genuina impazienza. Guardo se
c' un posto sul prossimo volo, ma ne dubito. In settimana, i voli
del mattino per Stoccolma sono il pi delle volte pieni zeppi, si
scherm. La metto in lista d'attesa, ma perch non se ne  restato
buono sull'aereo?
Stafford si strinse nelle spalle, con uno sguardo soddisfatto.
Non ho difficolt ad attendere. Veda cosa pu fare per me. Il
nome  Stafford, J.
L'impiegata si fece consegnare il biglietto e guard al computer.
La sua faccia cambi di colpo. Afferr il telefono e parl in danese,
nel frattempo scrutando Stafford con curiosit. Quando ebbe terminato,
si alz dallo sgabello. Le porgo le mie scuse, signore. Non
potevo sapere chi lei fosse. Lasci che la accompagni alla sala di
aspetto VIP. Ridacchiava nervosa, mentre lo scortava attraverso i
lunghi corridoi. Lei  il primo Premio Nobel che ho mai incontrato.
Tub. Ed  cos giovane!
Non appena il segnale luminoso SEAT-BELTS si spense, Cantor si
diresse verso la coda dell'aereo, in cerca di Stafford. La sua poltrona
era libera e l'unico posto dove poteva essere andato era la toilette.
Cantor occup il posto, e attese. Dopo dieci minuti, si alz e and
ad attendere di fronte alla fila delle porte dei servizi. Dopo altri dieci
minuti, aveva potuto vedere tutte le porte aprirsi e far uscire i
loro occupanti. Di Stafford nessuna traccia.
Signorina, si rivolse a una delle hostess, sto cercando un passeggero
che era seduto a quel posto. Ha qualche idea di dove possa
essere?
L non c' seduto nessuno.
Questo lo sto vedendo, latr, poi si ricompose.  proprio
per questo che glielo sto chiedendo!
Il personale di cabina della SAS  addestrato a mostrarsi sempre
cortese e questa hostess non faceva eccezione. Spiacente, signore.
Volevo dire che il posto era libero fin dalla partenza da Copenaghen.
Ma  impossibile! esplose. Il passeggero che sto cercando 
stato seduto l fin dalla partenza da New York. Un uomo molto
giovane, viso rasato, capelli castani. Lei deve averlo visto.
Spiacente, signore, gli rispose con pazienza. Sono salita con
l'equipaggio a Copenaghen.
Ma deve esserci. La sua voce aveva ora il tono della disperazione.
Dove pu essere?
Potrebbe essere rimasto a Copenaghen, sugger la hostess.
Mi permetta di chiamare il capo-steward.
Il compito personaggio, che era al corrente dell'elevato rango
del passeggero, pur tuttavia non pot essere di ulteriore aiuto.
Non si preoccupi, Professore. Arriveremo a Stoccolma tra venti
minuti circa. Sono certo che a terra sapranno darle informazioni
sul suo collega. Fece a Cantor un rispettoso cenno col capo. La
SAS si onora di non avere mai perso un Premio Nobel.
Cantor stava guardando fuori dal finestrino con aria cupa. Era
una di quelle brevi giornate scandinave di dicembre, nelle quali il
sole fa a malapena capolino al di sopra dell'orizzonte, prima di tuffarvisi
nuovamente sotto. Il panorama sotto di loro era sobriamente
spolverato di bianco e le isole dell'arcipelago di Stoccolma si intuivano
appena poco pi distanti. Una voce serena gli squill di
fianco. Non si preoccupi, Professore. Il comandante ha parlato
proprio adesso con Copenaghen. Il dottor Stafford seguir con il
prossimo volo per Stoccolma. Deve aver perso l'aereo.
Come ha potuto farlo? rimugin dolorosamente Cantor.
I passeggeri, in fila, in piedi e ansiosi di uscire dall'aereo, fissarono
con occhi d'invidia Cantor, al quale fu chiesto di sbarcare per
primo. Appena emerse dallo stretto corridoio telescopico, rimase
per un attimo accecato dal muro di punti luminosi che sparavano
diritto nei suoi occhi. In sua attesa, e in parte responsabile dell'eccessiva
illuminazione, c'era Lars Sjstrand, il fotografo dello
Svenska Dagbladet. Sjstrand si considerava un fotogiornalista,
non un volgare paparazzo. Era persuaso che la funzione del fotografo
in un giornale fosse di scavare al disotto della superficie del
soggetto da ritrarre. E questa era la ragione per cui, unico tra tutti
i fotografi del suo giornale, per quei lavori non impiegava una
Hasselblad, ma una potente Nikon motorizzata, equipaggiata con un
tele-zoom da 600mm, lungo come un bazooka, e montata su uno
specialissimo sostegno che aiutava il suo poderoso braccio sinistro
nel dare all'obiettivo la medesima stabilit che avrebbe avuto su un
treppiede. Il segreto della sua tecnica era di inquadrare il naso del
soggetto: se l'ingrandimento dell'immagine era sufficiente a contargli
i peli del naso, Sjstrand era certo che nessuna espressione del
viso della sua vittima avrebbe potuto sfuggirgli, fino alla pi minuta
gocciolina di sudore, che sarebbe scappata a un obiettivo regolare.
La sua arma era puntata, come in un agguato, sul riquadro della
porta dalla quale sarebbero spuntati i passeggeri. Ulf Lundholm, il
giornalista dello Svenska Dagbladet, era al suo fianco. Ricordati
bene, Lars, lo asfissiava il collega, ne voglio una in cui quell'uomo
appare con la bocca aperta. E un arrogante. Fagli fare la figura
dello scemo.
Quando la foto fu pubblicata sul giornale il mattino seguente, la
mascella di Cantor effettivamente pendeva floscia dai muscoli facciali
e lui aveva veramente la faccia da scemo. Nel momento in cui il
bazooka di Sjstrand lo aveva inchiodato, Cantor aveva appena
percepito la prima immagine di Paula Curry: altissima, bionda, avvolta
in un lungo mantello di visone con stivali in tinta, e con uno
splendore vagamente malizioso nello sguardo. Nelle immagini
successive, la bocca aperta di Cantor era diventata il logico complemento
di un sorriso di sconfinato piacere. Lo scatto nel quale Paula
Curry abbracciava con trasporto il Professore fin anch'esso sul pavimento
della camera oscura. Sarebbe risultato oleograficamente
simile a quello mostrato nella foto a fianco, in cui uno Stafford lievemente
spettinato baciava con trasporto Celestine.
Lundholm si congratul con se stesso per la propria astuzia, nel
rubare quello scatto: tutte le stazioni televisive e i quotidiani concorrenti
- il Datjens Nybeter, l'Aftonbladet, l'Expressen - avevano inviato
ciascuno una sola squadra, per coprire l'arrivo sia di Cantor
sia di Stafford. Quando il comitato ufficiale di accoglienza -
costituito dal Ministro svedese degli Affari Esteri, dall'addetto culturale
dell'Ambasciata degli Stati Uniti, dal rettore del Karolinska
Institutet e da due professori svedesi - ebbe diretto Cantor verso la
sala di ricevimento speciale, messa a disposizione dalla SAS, tutti
gli inviati seguirono il gruppo, all'infuori di Lundholm, il quale
aveva trattenuto con s anche il proprio fotografo. Lundholm aveva
avuto la sensazione - dimostratasi poi corretta - che l'intervista a
Cantor non avrebbe rivelato alcun aspetto interessante. Sul personaggio,
Lundholm aveva accumulato una bibliografia ampiamente
sufficiente, dato che Cantor appariva nel Who's Who in America e
in altri annuari di normale consultazione e che aveva anche richiesto
al loro corrispondente da Washington di trovargli alcuni recenti
trafiletti. Era il giovane co-vincitore, Jeremiah Stafford, che aveva
suscitato il suo interesse professionale. Le informazioni che la
Fondazione Nobel aveva fornito su di lui erano cos scarne da rasentare
l'inutilit: luogo e data di nascita, curriculum scolastico, titoli
di quattro articoli scientifici, tutti - all'infuori del primo - pubblicati
insieme a Cantor. Lundholm conosceva bene i lettori svedesi:
una storia umanamente accattivante, che descriveva il secondo
laureato Nobel pi giovane della storia, avrebbe rivestito un interesse
maggiore.
Quando, cinquanta minuti dopo, arriv il volo successivo da
Copenaghen, ad attendere Stafford c'erano, oltre a Lundholm e a
Sjstrand, solamente l'addetto del ministro degli esteri svedese ed
una bella ragazza americana. Il diplomatico stava facendo esercizio
di conversazione con la ragazza, la quale indossava un piumino
nero e stivali imbottiti spessi come doposc ed era a capo scoperto,
mostrando una testa di capelli castani tagliati assai corti. Era eccitatissima.
Sjstrand aveva dato l'ultima occhiata alla fototessera di Stafford
riportata sul comunicato stampa della Fondazione Nobel, poi
aveva sollevato il suo bazooka e si era messo in posizione. Ma, in
contrasto con l'arrivo in pompa magna di Cantor, quello di Stafford
avvenne nel modo pi informale. Era stato sistemato in un posto
in coda all'aereo ed era scivolato fuori dal corridoio in mezzo
agli ultimi passeggeri, giacca a vento in una mano, nell'altra una valigetta
da bagaglio a mano e un libro tascabile. Si ferm all'improvviso
nello stretto corridoio, cos all'improvviso che il passeggero
che lo seguiva gli si ferm addosso, rovinando i primi due scatti di
Sjstrand. Il terzo scatto, tuttavia, che fu incoronato dalla prima
pagina dello Svenska Dagbladet, mostrava la sua valigetta e il libro
sul pavimento, mentre Stafford baciava con trasporto Celestine, le
mani intorno alla vita di lei, che lo stringeva forte forte al collo.
Lundholm si era chinato a raccogliere il volume e rimase sorpreso
dal titolo: T.S. ELIOT. POESIE 1909-1961.
Celly, amore! Lundholm ud esclamare Stafford dopo che la
coppia aveva terminato di scambiarsi baci e di sorridersi a vicenda.
Non posso crederci! Come sei arrivata? Mi avete fatto proprio
fesso, tu e il tuo importantissimo esperimento. Stava per baciarla
di nuovo, quando ud un discreto colpo di tosse di fianco a s. Era
dell'addetto diplomatico svedese, ma Lundholm lo trasform
immediatamente in un ottimo spianto per s.
Benvenuto a Stoccolma, Dottor Stafford, esord con il suo
tono pi cordiale. Sono un giornalista dello Svenska Dagbladet.
Lasci che gliela porti io. Prese la valigetta e il libro, che Stafford
aveva nel frattempo recuperati. Posso farle alcune domande, prima
che questo signore la conduca nella sala di ricevimento? Indic
con la mano l'addetto diplomatico, che fino ad allora non era riuscito
ad attirare l'attenzione di Stafford.
Ma certo, gli rispose cordialmente Stafford, ancora con il
braccio attorno alla vita di Celestine, spari pure.
Questa  la sua prima visita alla nostra citt?
In assoluto! Ed  anche la prima in Europa. E tu, Celly? rispose
strofinando il proprio naso contro quello della propria compagna.
Anche per me  la prima volta che visito la Scandinavia, ma
sono stata altre due volte in Europa con la mia famiglia.
 preparato ad affrontare tutte le celebrazioni? A incontrare il
nostro Re? Nel nominare il proprio sovrano, Lundholm inconsapevolmente
si raddrizz.
Non sono sicuro di essere preparato, ma non ne vedo l'ora.
Sa qual  il suo nome? gli domand il giornalista, con un lampo
di astuzia nello sguardo.
No, mi dispiace, ammise Stafford, ma non penso che ne avr
bisogno, vero? domand. Va bene rivolgersi con Vostra Maest
al re o alla regina?
Jerry,  una donna, e il suo nome  Silvia Renate, lo interruppe
Celestine, per risparmiargli un ulteriore imbarazzo.
Come lo hai saputo? le domand Stafford meravigliato.
Sono qui da un giorno intero. E indovina con chi?
Leah? tir a indovinare.
No, gli rispose, ma sarebbe stato carino. Immagina, la cerimonia
di consegna dei premi osservata da una prospettiva bakhtiniana.
Fai un altro tentativo.
Mi arrendo. Chi ?
Mia zia, Paula Curry.
Non prendermi in giro. Perch proprio lei?
Aspetta. Lo capirai da solo. Ma penso che prima questo signore
voglia farti qualche altra domanda. Si spost al suo fianco, per
consentire a Lundholm di continuare l'intervista.
Giusto, disse Lundholm. Per esempio, chi  questa giovane
signora?
E la mia..Stafford stava iniziando a rispondere, quando Celestine
si intromise. Mi chiamo Celestine Price. Siamo amici. Veniamo
dalla stessa universit, rispose con una certa esitazione.
Ah, replic Lundholm, prendendo nota sul suo taccuino.
Come si scrive Price? premio come Premio Nobel?
No, con la c, come preciosa sorrise lei.
O come preciosissima come inestimabile  lei. aggiunse Stafford.
Ah, ripet per la seconda volta Lundholm, prendendo velocemente
un'altra nota.
E questo libro? Le  caduto dalle mani or ora. Gli restitu il volumetto.
Fa parte della sua preparazione a ricevere il Premio Nobel?
Forse... rispose Stafford, cercando di assumere un tono diffidente,
tuttavia immediatamente smascherato dal rossore del suo viso.
Cosa stavi leggendo, Jerry? gli domand Celestine, facendosi
mostrare la copertina. T.S. Eliot? Ma guarda!
Lundholm, una volta annotato anche il particolare del nome
dell'autore, consider chiuso l'argomento. Dottor Stafford? richiam
nuovamente l'attenzione del giovane, che stava nuovamente
guardando Celestine. Pensa che sia giusto che lei vinca il
Premio Nobel insieme al professor Cantor?
Celestine accorse nuovamente in suo aiuto. Non rispondergli,
Jerry. Si volt verso il giornalista. Non  una domanda corretta!
Sono interessato solamente all'opinione del dottor Stafford.
Non vorr che Jerry faccia la critica alle intenzioni del Comitato
Nobel, per caso? Non sarebbe educato.
Vedo bene che lei ... preciosissima Miss Price. Un'ultima domanda,
dottor Stafford, se posso. Ha gi deciso come impiegher
la sua parte del premio? E una somma considerevole, specialmente
per uno scienziato giovane come lei.
Stavo cercando di immaginarlo anch'io, Jerry, comment Celestine
sorridente, cosa farai del malloppo?
S, ci ho pensato, le rispose asciutto. Te lo dir prima della
mia partenza da Stoccolma. Si volt verso il giornalista. Nonostante
il suggerimento della mia inestimabile amica, risponder
alla sua domanda precedente. Ma poi dobbiamo andare. Vedo che
quel signore accenn con un sorriso all'addetto del Ministero degli
Esteri che stava ascoltando con calma il colloquio,  impaziente
di continuare. Lei mi ha domandato se sia giusto che io vinca il
Premio Nobel insieme al professor Cantor. Celestine ha sicuramente
ragione, bisognerebbe che lei rivolgesse la stessa domanda
al Comitato Nobel. Appare evidente che hanno reputato che la teoria
sull'oncogenesi il premio lo meritasse. L'idea originale  stata
interamente del Professor Cantor, ma se il premio l'avessero assegnato
unicamente sulla base della teoria, avrebbero fatto un azzardo.
Lo sa che, nel 1926, Johannes Fibiger ricevette il Premio Nobel
per la propria teoria secondo la quale i tumori maligni erano
prodotti da parassiti? La supposizione si mostr completamente
erronea, come si sa, e per i quarant'anni successivi non fu pi assegnato
un Premio Nobel per ricerche svolte nel campo dei tumori.
Lundholm prendeva freneticamente appunti. Celestine, al contrario,
fissava Stafford con evidente stupore. Dove le hai sapute,
tutte queste cose? gli sussurr.
Me le ha dette il Professor Krauss, le rispose sotto voce. Sembra
che ci sia pochissimo sul cancro ed il Premio Nobel che lui non
sappia. Stafford si volt ancora verso il giornalista. Ma torniamo
alla sua domanda. In tutti i campi del sapere umano, una teoria 
come una specie di Bella Addormentata. Come ogni Bella Addormentata,
ha bisogno che un Principe la risvegli. In questo caso, il
Principe  la verifica sperimentale. Io sono riuscito a ottenere questa
verifica e, in questi termini, ho dato la vita alla teoria.
Allora lei  il Principe! esclam Lundholm, con gli occhi che
gli brillavano per l'emozione. Meraviglioso! Il Principe e la sua
preciosissima amica che arrivano a Stoccolma...
Un attimo, riprese Stafford sorridendo, mentre Miss Price 
realmente preciosissima anzi  inestimabile, non ho assolutamente
detto che io sono un principe. Volevo cercare di spiegarle in termini
semplici perch io sono il coautore della pubblicazione originale.
E questo, presumibilmente,  il motivo per cui...
Jerry, lo interruppe Celestine, con palese imbarazzo, io non...
Ah, si intromise nuovamente Lundholm, che aveva intuito il
seguito del discorso di Stafford e non se lo voleva lasciar sfuggire.
E il Professor Cantor  venuto da lei per ottenere la conferma sperimentale?
S,  avvenuto cos.
Perch lei era la sola persona in grado di farlo? A ventotto
anni? Inarc le sopracciglia.
Certo che no. Stafford rafforz il diniego con un reciso movimento
del capo. Se fossi stata l'unica persona in grado di eseguire
quell'esperimento, esso come tale non avrebbe avuto nessun valore
operativo. L'espressione gli piaceva, anche se aveva la sensazione
di averla gi udita in precedenza. Un esperimento possiede tale
valore se pu essere replicato da altri. Tornando alla metafora, occorrono
due Principi per trasformare un'ipotesi in un fatto. Di conseguenza,
e per definizione, io non posso essere l'unica persona in
grado di eseguirlo.
Capisco, mormor il giornalista, scribacchiando furiosamente.
E chi  stato a ripetere il suo esperimento? domand senza
sollevare gli occhi dal taccuino. Chi  l'altro principe?
Dobbiamo proprio andare e raggiungere il Professor Cantor,
gli rispose Stafford prendendo Celestine per la mano. Scommetto
che si sta domandando cosa mai mi sia successo a Copenaghen.
Mentre seguivano la loro guida svedese lungo il corridoio, Celestine
gli sibil con rabbia: Jerry, sei ammattito?
Rilassati, gli rispose sempre a bassa voce, ma con calma. So
quello che sto facendo. Le strinse forte la mano.  per questo che
ho perso l'aereo a Copenaghen.
Bene, bene, la pecorella smarrita, annunci Cantor stringendo
la mano di Stafford. Le presento i nostri ospiti svedesi. E poi
anche tutti questi cronisti. Fece con la mano un gesto tutt'intorno
verso i microfoni, le telecamere e i numerosi giornalisti gi con il
taccuino in mano. Dopo lo scambio formale delle strette di mano,
Cantor indic Paula Curry, che fino ad allora era stata seduta su un
divanetto, a osservare la scena. E questa ...
Che sorpresa, Miss Curry! esclam Stafford, facendo un passo
verso di lei per salutarla. La compagna misteriosa di Celly: cosa
la porta qui?
Paula, voi vi conoscete? La voce di Cantor, confuso, proveniva
da dietro le loro spalle. Dove vi siete conosciuti?
Lei si strinse nelle spalle, sperando che la risposta avesse un tono
innocuo. Oh, a Chicago. Mia nipote lo ha portato con s una volta
che  venuta a trovarmi. Ma voi due dovete essere molto stanchi.
Finite le vostre interviste e andiamo in albergo.
Hai ragione, le rispose Cantor, che aveva appena finito di soffocare
gli ultimi fuochi del proprio senso di sfiducia. Mentre eravamo
in sua attesa, Jerry, ho parlato con queste persone. Si volt e
disse a voce alta: "Signori, penso... si ferm ... e signora, ovviamente,
riprese con un lieve sorriso di scusa in direzione dell'unica
giornalista donna presente. Questo  il mio collaboratore, il dottor
Stafford, che a quel che sembra ha avuto un contrattempo a Copenaghen.
Credo di aver risposto a tutte le vostre domande a nome
di entrambi. Penso che sia ora che noi andiamo al nostro albergo a
farci un pisolino.
Mi perdoni, Professore, gli si rivolse Lundholm, non ero
presente durante la sua intervista. Avrei una domanda da farle, che
ho gi fatta al Dottor Stafford. Sul viso del giornalista comparve
un sorriso lupesco. A meno che non abbia gi risposto ai miei colleghi,
ovviamente.
Dica pure, gli rispose Cantor, lanciandogli un'occhiata di allarmato
sospetto.
Volevo sapere perch il suo collaboratore, ad appena ventotto
anni, condivide il Premio Nobel con lei. Qual  stato, di preciso, il
suo contributo?
Numerosi microfoni, che gi pendevano oziosi nelle mani dei
cronisti, si rialzarono in un attimo e si diressero verso Cantor, mentre
i lapis si appoggiavano pronti sui notes. Jerry, cosa gli ha detto?
domand voltandosi verso di lui.
Stafford stava per iniziare a rispondere, ma Lundholm lo ferm
con un gesto della mano. Mi interessa la sua risposta, Professor
Cantor. Ho gi quella del Dottor Stafford. Alz il taccuino.
Aspetti un momento, cominci Cantor in tono iroso. Si ferm,
cercando di cambiare tono. Siamo stati collaboratori. Durante
tutto il corso della ricerca. Per questo motivo abbiamo pubblicato
il lavoro congiuntamente. Per questo motivo condividiamo il
premio.
Professore, questo lo sappiamo, ribatt Lundholm con tono
di ostentata pazienza. Queste informazioni sono contenute nel
comunicato stampa della Fondazione Nobel. Ma la domanda che
io le pongo riguarda la specifica collaborazione del dottor Stafford,
in cosa ha...
Lo sforzo che Cantor stava facendo per controllarsi risultava del
tutto evidente. Le persone che collaborano in modo autentico
non dividono i meriti tra loro. Noi abbiamo collaborato in questa
ricerca fin dall'inizio. Appena poche settimane prima, Cantor sarebbe
diventato livido dall'indignazione per l'insolenza mostrata
dal cronista. Ma ora, reso pi paziente dall'aura di gloria che gli
conferiva il Premio Nobel, fece sbollire la propria ira. Posso suggerirle
di venire ad ascoltare la conferenza scientifica di luned?
Sono certo che in quella sede trover risposta a tutte le sue domande.
Grazie del suggerimento, Professore, gli rispose mellifluo
Lundholm. Ci sar.
...
.
...
19.
...
.
...
Una pila di buste in raffinato cartoncino a mano, racchiuse entro
un portacarte di marocchino, attendevano Stafford nella suite assegnatagli,
d'angolo al terzo piano del Grand Hotel. In tutta la propria
vita, non si era mai trovato cos oberato di inviti. Tra di essi, spiccavano
quello per la cena del sabato al Grand Hotel, ospite del
RectorMagnificus, e alla quale avrebbero partecipato i pi famosi professori del
Karolinska; il banchetto di luned sera per i premiati e per le loro famiglie,
offerto dal Re e dalla Regina nei saloni dell'antico Palazzo Reale
(del quale Stafford poteva contemplare le luci dalle finestre del proprio
appartamento); il pranzo con l'ambasciatore degli Stati Uniti il
marted, nella sontuosa residenza ufficiale in Nobelgatan 2; la cena
della sera di Santa Lucia, il mercoled, offerta dall'Associazione degli
Studenti della Facolt di Medicina. Con la possibile eccezione dello
spuntino di mezzogiorno, per i successivi cinque giorni era del tutto
improbabile che Stafford potesse liberarsi del frac preso a nolo, il quale
lo aveva anch'esso accolto al suo arrivo in albergo: era appeso, stirato
di fresco, nell'armadio. Aveva dovuto mandare in anticipo le proprie
misure sul modulo che gli svedesi gli avevano spedito: vita, lunghezza
dal cavallo al piede destro, idem per il sinistro, torace, spalle,
lunghezza del braccio destro e del braccio sinistro.
Due delle buste nel portacarte erano pi spesse delle altre. Una
conteneva i dettagli organizzativi per la cerimonia di conferimento
dei Nobelpriset, i Premi Nobel, che si sarebbe tenuta la domenica
pomeriggio nel salone dei concerti a Hotorget. Non poteva dirsi in
realt un invito, sembrava piuttosto una convocazione, con un
programma cos minuzioso che l'unico dettaglio non contemplato
risultava essere una (peraltro necessaria) pausa per recarsi alla toilette.
Un biglietto spillato alla busta suggeriva di portare con s
quelle istruzioni alla prova in costume della cerimonia, che si sarebbe
svolta alle 11 del mattino. L'altra delle due buste voluminose
conteneva l'invito al banchetto di gala della domenica nel Municipio
di Stoccolma. Come Stafford not con terrorizzata sorpresa, la
lista degli invitati comprendeva ben 1318 nomi, coi relativi titoli, e
le posizioni dei rispettivi posti a sedere in uno dei sessantasei tavoli
indicati con nordica precisione nell'allegata piantina. Gli vennero
le vertigini: non aveva ancora avuto modo di rendersi conto delle
dimensioni e della solennit dell'evento.
Lo risvegli lo squillo del telefono. La camera era immersa nel
buio, come fosse nel cuore della notte. Trascorsero parecchi attimi,
prima che Stafford si potesse orientare. Jerry, ti ho svegliato?
Che ore sono? domand, annaspando in cerca dell'interruttore
della luce sul comodino.
Quasi le quattro.
Perch mi svegli alle quattro del mattino? si lament.
Dolcezza, gli rispose con dolce simpatia Celestine. Sono le
quattro del pomeriggio, non del mattino. Siamo un bel pezzo pi a
nord della Sud Carolina ed  la met di dicembre. Andiamo a fare
quattro passi, noi due soli, prima che la stampa si metta alla caccia
del Principe Stafford.
Dove vuoi che andiamo?
Attraversiamo il ponte e andiamo a vedere la Citt Vecchia.
Ma metti su tutti i vestiti che hai portato, fuori fa un freddo cane.
Ti schiarir le idee. Penso che tu ne abbia bisogno, dolce Principe.
Stafford aveva quasi terminato di imbacuccarsi, quando Celestine
buss alla sua porta, col viso illuminato da una luce di affettuoso
entusiasmo.
Dio, com' meraviglioso averti qui con me, Celly. Fino a poche
ore fa, temevo che avrei dovuto sopportare tutte queste giornate
da solo.
Jerry, non mi hai mai detto perch i tuoi genitori non sono qui
insieme a te.
Il viso di Stafford si contrasse in una smorfia di dolore. A qualcuno
devo pure dirlo. Anche I. C. me lo ha domandato e gli ho risposto
semplicemente che non potevano. Ti ho gi raccontato di
mio padre: la Bibbia  Verit Rivelata e l'evoluzionismo darwiniano
una bestemmia. Avrei forse fatto meglio a dedicarmi come te
alla chimica, cos avrei potuto evitare di incocciare nell'evoluzionismo.
Ma perch mi sono dedicato alla biologia? Fin dai primi anni
di universit, potevo solamente stare zitto o finiva in rissa. Quando
ho iniziato gli studi per il dottorato,  stato anche peggio. Mio padre
continuava a blaterare di creazionismo e alla fine si  creato tra
noi un mare profondo di incomprensione personale. Se credi che il
Premio Nobel abbia potuto servire a colmarlo, ti sbagli di grosso.
Jerry, quanto mi dispiace!
Anche a me. Ottenere il Nobel ha solo rinforzato la disapprovazione
di mio padre nei miei confronti. Quando li ho invitati ad
assistere alla cerimonia - viaggiando a mie spese, beninteso - mio
padre ha respinto il mio invito senza mezzi termini. Ai suoi occhi,
io sono caduto sotto un'altra tentazione. Tutto quello che ha avuto
da dire a suo figlio, vincitore di un Premio Nobel,  stato: L'orgoglio
prelude alla caduta. E dato che io son ora caduto, usciamo e spassiamocela.
La posizione di Paula Curry e di Celestine Price come consorti
non-ufficiali di due Premi Nobel era saltata fuori troppo in ritardo
perch i loro nomi potessero essere inclusi nella lista ufficiale degli
inviti a stampa. Era meglio cos, perch la loro posizione in termini
formali non era mai stata chiarita, e l'ambiguit insita nell'impiego
del termine generico di amica non semplificava di certo il problema.
Ci nonostante, i padroni di casa svedesi si prodigarono per
improvvisare con stile e leggerezza. Due inviti alla cerimonia di
conferimento dei premi, del tutto indisponibili con quel brevissimo
preavviso, furono recapitati alla loro camera. I posti erano proprio
al centro della quinta fila, immediatamente alle spalle di quelli
riservati al Gabinetto Svedese e al Corpo Diplomatico.
Per il banchetto in onore dei Premi Nobel, la situazione si presentava
ancor pi complicata: l'opuscolo a stampa che riportava la
distribuzione dettagliata dei posti a sedere era stato inviato per posta
agli invitati con parecchi giorni di anticipo. Secondo quanto riportato
nella piantina allegata, la famiglia reale svedese, i laureati
Nobel con le loro famiglie e alcuni tra i pi importanti membri del
governo e rappresentanti delle istituzioni accademiche - per un totale
di 86 persone - avrebbero trovato posto intorno all'enorme tavola
principale. I rimanenti invitati erano suddivisi in due gruppi:
720 persone, che portavano titoli come Ambassador, Friherrina,
Ceremonimtistare Professor, disposte in ventiquattro lunghi tavoli,
perpendicolari a quello degli ospiti d'onore. Ad altri 512 ospiti
di rango minore - giornalisti, studenti muniti di uno speciale invito
e altri ospiti dell'ultimo minuto, tra cui un gruppetto di professori
con cognomi esotici - erano stati assegnati i posti in un circolo
esterno di quarantuno tavoli pi piccoli. L'importanza relativa e il
ruolo di ciascuno degli ospiti erano stati attentamente soppesati
dagli addetti al cerimoniale ed erano evidenziati dalla loro distanza
dal tavolo centrale, e in particolare da quella rispetto al suo centro,
occupato dalla famiglia reale. Era del tutto inimmaginabile pensare
di spostare qualcuno per fare posto a Celestine o a Paula.
Ai vincitori del Premio Nobel vengono assegnati accompagnatori
per l'intera durata della loro permanenza ufficiale, che va dal
loro arrivo all'aeroporto di Stoccolma fino al 14 dicembre, il giorno
dopo la celebrazione del Luciadag, quando i laureati vengono
svegliati alle sette del mattino da otto ragazze biancovestite, che
cantano l'inno di Santa Lucia e servono loro la colazione a letto (e
tutto l'evento  registrato da un'invadentissima troupe televisiva).
Gli accompagnatori si occupano di gestire tutti i dettagli logistici
e di fornire agli ospiti suggerimenti sullo svolgimento della cerimonia
e sul comportamento da tenere. Alle guide cui erano stati
affidati rispettivamente Cantor e Stafford venne assegnato in pi
l'incarico di preoccuparsi delle due amiche, alle quali dovettero
spiegare perch mai avrebbero dovuto trovar posto all'estremit
pi remota di uno dei tavoli del cerchio esterno. Per lo meno,  il
tavolo numero 25, al centro, aggiunse in tono consolatorio uno
dei due uomini, offrendo a ciascuna di esse, a titolo di risarcimento,
un binocolo da teatro, e mangerete le stesse portate che saranno
offerte al Re e alla Regina. Vi posso confidare un piccolo segreto,
sussurr chinandosi in tono cospiratorio tra le due donne, ma
dovrebbe rimanere una sorpresa. La portata principale  una squisitezza
locale: la sella di lepre svedese con una salsa al Calvados e
anelli di mela.
Come fa a saperlo, se dovrebbe essere un segreto? gli domand
Paula.
Non rivelatelo a nessuno, rispose loro ponendosi verticalmente
l'indice sulle labbra. Conosco uno degli chef allo Stadshuskallctren,
il ristorante che prepara il banchetto.
L'unico riconoscimento speciale che le due amiche ricevettero
la domenica fu di poter condividere con i rispettivi laureati la limousine
Volvo che li conduceva alla cerimonia di conferimento dei
Premi al salone dei concerti, e di l al banchetto. I due tragitti in automobile
furono praticamente i soli momenti in cui poterono essere
da soli, fino a mezzanotte passata. Durante il trasferimento del
pomeriggio dall'Hotel al salone dei concerti, rimasero praticamente
in silenzio. Stafford era irrigidito dall'ansia e solo un debole sorriso
faceva capire a Celestine che stava avvertendo la delicata stretta
della sua mano attraverso il guanto bianco. Il suo stato d'animo era
completamente cambiato durante il loro secondo incontro tte--tte,
il percorso dal salone dei concerti alla Stadshuset, il grazioso
Municipio di Stoccolma in color cotto, con la sua torre all'italiana e
il tetto color verderame. Stafford, laureato Nobel di freschissima
incoronazione, era ormai rilassato, mentre Celestine era addirittura
euforica.
Jerry, esplose non appena lo sportello della vettura venne
chiuso dietro di loro, mi  venuta la pelle d'oca, quando sono suonate
le trombe e siete entrati tutti. Con le code eri bellissimo e sembravi
anche pi giovane dello studente che vi faceva strada! Gli si
avvicin, baciandolo sulla guancia. Devi assolutamente comprarti
un abito con le code, quando torniamo a casa. Mi piacerebbe tanto
uscire con te, vestito in questo modo.
Affare fatto, le rispose Stafford, a condizione che tu indossi
lo stesso vestito che hai ora. Non avrei mai immaginato che tu ne
avessi uno cos. Si allung sull'ampio sedile, contemplandola dalla
testa ai piedi.
Neanch'io l'avrei mai immaginato.  stato un regalo della zia
Paula, che mi ha invitata con s in questo viaggio. Celestine apr la
pelliccia e stir le gambe in tutta la loro lunghezza. La commessa
del negozio ha detto che ho la figura giusta.  Celestine continu, la
voce attutita nell'interno dell'automobile, imbottito e semioscurato
come un'alcova. Jerry, non dimenticher mai quando hanno
proclamato il tuo nome e la fanfara ha risuonato, e tutti si sono alzati
in piedi mentre tu ti avvicinavi al Re. Lo guard dritto in viso.
Cosa ti ha detto?
 un segreto di Stato. Ma forse, una volta o l'altra, te lo dir.
Tipo stanotte? gli sussurr con innocenza.
Forse, le rispose sul medesimo tono.
Jerry, dove hai imparato a camminare all'indietro? gli domand.
Non l'ha fatto nessuno, degli altri premiati. L'hai fatto perch
non si deve mai mostrare le spalle al Re o alla Regina?
S, sorrise apertamente, cos mi ha suggerito di fare il mio accompagnatore,
stamattina alla prova in costume. Mi ha detto:
Cammini all'indietro, con gli occhi rivolti alla famiglia reale, prima di
inchinarsi. Gli svedesi presenti tra il pubblico lo apprezzeranno molto.
Scommetto che sono stato l'unico a farlo. Mi ha promesso di spedirmi
una videocassetta con la registrazione dell'intera cerimonia.
Il loro colloquio privato fu interrotto dall'accompagnatore.
Miss Price, stiamo per arrivare alla Stadshuset. Non appena avr
accompagnato il Dottor Stafford fino alla sua vicina di tavola -
prender posto tra la Regina e la moglie del Talman, il Presidente
del nostro Parlamento - scorter lei fino alla Bla Hallen, la Sala
Blu, che poi non  blu ma bianca. Lei prender posto al tavolo numero
25, proprio in fondo, e sar seduta di fronte all'amica del Professor
Cantor. Trover un segnaposto con il suo nome e lei  il numero
806 sulla piantina.
L'impressione pi profonda che rimase a Celestine della fastosa cerimonia
pomeridiana di consegna dei Premi Nobel, tra gli squilli di
tromba, i discorsi ufficiali e gli stacchi dell'orchestra, fu l'espressione
serena del viso del suo innamorato dopo la consegna del premio:
cammin con sicurezza all'indietro, reggendo tra le mani la medaglia
nella sua scatola rossa e la busta di marocchino. Celestine si attendeva
di scorgere un'espressione di orgoglio, o semplicemente di eccitazione,
ma quel che vide fu solamente un viso composto e tranquillo.
Durante lo svolgersi del banchetto, a distanza di pi di cento
metri da Stafford, pos la propria attenzione su un dettaglio del
tutto impressionante, ovvero la precisione, insieme militare e coreografica,
con la quale i camerieri in livrea e guanti bianchi e le cameriere
servivano le portate, mentre i laureati di fresca nomina tenevano
dei brevi discorsi. Cantor fu uno di essi e fu chiamato a parlare
tra i primi, subito dopo la portata di pesce.  fortunato, I. C.,
le fece notare Paula, ora pu rilassarsi e godersi il resto della cena.
Cantor tenne un discorso elegante e pertinente. ... Ci che non
sai  tutto quel che sai e ci che hai  quel che non hai! recit, come
scrisse una volta un grande poeta, al quale venne, pi tardi, conferito
il Premio Nobel per la letteratura. Chi era? Si chiedeva Celestine,
e not dai bisbigli che si scambiavano i suoi vicini di tavola che
anch'essi si stavano ponendo la medesima domanda. Cantor prosegu.
... Giungere dove gi si , partire da dove non si  arrivati, occorre
che tu percorra una strada dove estasi non c'. Sentimenti simili
a quelli espressi in questi versi possono essere comuni anche
all'impresa scientifica. Ma stasera vorrei utilizzare le parole di questo
poeta per riferirmi al premio di cui mi avete graziosamente insignito.
Non appartiene a me, perch il contributo scientifico cui 
stato reso onore con il Premio Nobel non  il risultato del lavoro di
uno o due singoli individui. Esso  piuttosto il culmine di lunghi
anni di ricerca, spesso noiosa, e all'apparenza vana, e di tanto in
tanto sfiorata dal sentimento estatico della scoperta, ma in ogni
caso lavoro di molte menti... Celestine smise di ascoltare. Si stava
domandando cosa mai avrebbe detto Jerry, se mai gli fosse stato
chiesto di tenere uno dei discorsi durante il banchetto.
Lo spettacolo pi impressionante offerto dalla squadra dei camerieri
venne con il dessert. Al suono delle trombe, le luci furono
gradualmente attenuate, fino a che la sala non rest illuminata solo
dal tenue lingueggiare dei candelieri posti sui lunghi tavoli. I camerieri,
ciascuno dei quali teneva alto davanti a s un grande vassoio
d'argento, sfilarono in ordine, ciascuno arrestandosi all'estremit
di uno dei tavoli. Si preparavano a servire il tradizionale Nobel Is,
un dessert gelato incoronato da una W' di ghiaccio.
A un sobrio cenno della mano del maestro di sala, tutti i camerieri
si mossero all'unisono, e servirono gli ospiti a ciascuno dei tavoli
esattamente alla medesima velocit, di modo da giungere simultaneamente
al termine di ogni tavolo. Al Tavolo Numero 25,
Celestine e Paula ricevettero le due ultime porzioni di Is. Celestine
rest stupefatta nell'udire la voce di Jerry, portatale dal sistema di
amplificazione della sala e nitida come se lui le fosse accanto. Alz
lo sguardo e lo vide, splendente nell'abito di gala, il viso luminoso,
mentre si avvicinava, chinandosi, verso il microfono. Celestine
punt verso di lui il binocolo da teatro. Perch mai le aveva taciuto
che avrebbe preso la parola?
Vostre Maest, esord con un profondo inchino in direzione
dei Reali, disinvolto come se fin dall'infanzia si fosse rivolto a teste
coronate, Vostre Altezze Reali, Vostre Eccellenze, signori ministri
e ambasciatori, signore e signori. Poich il Professor Cantor ha
cominciato il suo discorso con alcuni versi tratti dai Quattro Quartetti
di Eliot, un'osservazione che produsse nei commensali
un'ondata di cenni di assenso e di sorrisi, considero appropriato
seguire i passi del mio maestro e professore e citare anch'io Eliot:
Ricevere il Nobel  come ricevere un invito al proprio funerale. Nessuno
ha mai pi fatto alcunch, dopo averlo ricevuto. Tra gli ascoltatori
nell'ampia sala corse un brivido di stupita meraviglia e si udirono
parecchi sommessi mugoli. Doveva essere considerata una semplice
battuta di spirito? Fu Stafford medesimo a fornire la risposta,
riprendendo la parola dopo una breve pausa.
Ovviamente, Eliot non pronunci queste parole nel suo discorso
di accettazione del Premio Nobel per la letteratura. Sarebbe
sembrato un gesto di somma scortesia. Lo disse invece in privato,
lamentandosi della quantit di richieste e di attese nei suoi confronti,
nei confronti di un poeta gi di fama internazionale, e giunto
ormai ai sessantanni quando gli fu conferito questo altissimo e definitivo
onore. Ma io, che fino a poche settimane fa ero un illustre
sconosciuto..e qui fece un'altra interruzione, appena sufficiente
perch Paula sussurrasse a Celestine un brevissimo commento circa
la sua abilit da consumato conferenziere nell'uso delle pause,
... e posso ragionevolmente attendermi alcuni decenni di proficuo
lavoro, devo meditare approfonditamente il significato di queste
sue parole. Quale effetto eserciter su di me il Premio Nobel, tenuto
conto del fatto che mi viene accordato a un'et cos giovane
della mia vita? Vorrei offrirvi la mia risposta con il medesimo spirito
che Eliot espresse nell'ultima sua poesia: Queste sono parole in
privato, che io ti dico in pubblico.
Celestine premette forte gli oculari del binocolo, finch le orbite
cominciarono a dolerle. Voleva catturare l'espressione degli occhi
di Stafford, nel momento in cui percorreva lentamente con lo
sguardo l'uditorio.
Nonostante le generose parole di ringraziamento che ha voluto or
ora rivolgere ai suoi numerosi studenti e collaboratori, il Professor
Cantor pu legittimamente guardare al Premio Nobel conferitogli
come al pi elevato riconoscimento a una carriera scientifica di straordinaria
produttivit. Al contrario, io sono qui unicamente in virt del
fatto che ho avuto il grande privilegio di essere stato suo allievo e di
aver preso parte, dietro suo esplicito invito e con fortunata coincidenza
di tempi, a un esperimento di importanza cruciale. Solo poche settimane
fa, io stavo appena iniziando a pensare di chiedere una posizione
dalla quale, al termine del mio addestramento come post-doc, iniziare
a intraprendere una carriera scientifica indipendente. Ma se una
tale offerta mi fosse fatta oggi, sarebbe in forza della notoriet che mi
viene dal Premio Nobel che condivido con il Professor Cantor, oppure
in virt della mia produzione scientifica del passato e della fiducia
nelle mie potenzialit per il futuro? Non potr mai saperlo.
Immagino che, preparandosi a questo viaggio a Stoccolma,
molti dei laureati Nobel abbiano preso in esame le carriere e i
successi dei predecessori le cui voci sono risuonate in questa sala, e in
particolare quali siano state le loro esperienze negli anni successivi
al conferimento del premio. Anch'io l'ho fatto e sono rimasto particolarmente
colpito dalle carriere di due di essi, due fisici che vinsero
il Premio Nobel quando erano molto giovani. Il pi giovane,
W. L. Bragg, ricevette il Premio a venticinque anni, condividendolo
con il padre, per i loro contributi nel campo della cristallografia a
raggi-X. L'intera sua carriera la spese nel medesimo settore. Donald
Glaser era poco pi che trentenne, quando fu onorato con
questo Premio per l'invenzione della camera a bolle. Io avverto il
suo come un esempio particolarmente appropriato alla mia stessa
persona per due ragioni. In primo luogo, impieg parte del denaro
del premio per la propria luna di miele. Celestine si trov ad arrossire
nell'improvviso scoppio d'ilarit che si propag velocemente
nell'uditorio. Mantenendo gli occhi negli oculari del binocolo da
teatro, riusc ad evitare di rispondere al cenno d'intesa che le aveva
fatto Paula.
Ma Glaser rappresenta per me un modello appropriato anche
per un'altra e pi profonda ragione, ovvero per la decisione che
prese dopo aver vinto il Premio. Decise di cambiare completamente
la propria area di ricerca, dalle camere a bolle e dai raggi cosmici
alla biologia molecolare e alla biofisica. Ho deciso di compiere un
passo simile, di partire con una nuova linea di ricerca, in un altro
settore, completamente affidato alle mie sole forze. In questo, ho
preso la decisione di compiere un ulteriore passo in avanti, di seguire
un percorso che, ne sono convinto,  ancora aderente alla volont
di Alfred Nobel. In origine, infatti, Nobel pens che la parte
monetaria del Premio dovesse servire a renderne il vincitore libero
da preoccupazioni materiali. Oggi, ci resta vero solo nei termini in
cui l'assegnazione del Premio Nobel consente al suo vincitore di assicurarsi
i finanziamenti per la ricerca erogati dalle agenzie governative
o dalle fondazioni. Al contrario, io vorrei impiegare la maggior
parte di quel denaro nel senso pi stretto della visione che ispir Alfred
Nobel quasi novantanni or sono: per offrire a me stesso il mezzo
di acquisire l'indipendenza dal punto di vista professionale. Io
voglio tornare sui banchi di scuola... Stafford prese una pausa per
consentire alla frase di penetrare in profondit nell'uditorio, ... alla
facolt di medicina, per diventare medico e in questa nuova mia veste,
lo spero, per studiare le implicazioni cliniche della teoria
sull'oncogenesi concepita nel laboratorio del Professor Cantor.
Poich  stato proprio il Professor Cantor a introdurmi per primo
alla poesia di Eliot, spero che non avr obiezioni se io do termine
a queste mie parole con una citazione dalla poesia che lui stesso
ha scelto per aprire il proprio discorso: Non smetteremo mai di cercare,
e il termine della nostra ricerca / sar giungere l, da dove siamo
partiti / e guardare quel luogo come fosse la prima volta.
Mentre Stafford tornava al suo posto, a fianco della Regina di
Svezia, Celestine si asciug con il tovagliolo le lacrime che le scorrevano
sul viso. Di portarsi dietro un fazzoletto, se n'era proprio
scordata.
Il banchetto si era protratto per quasi tre ore. Celestine non era
stata in condizione di scambiare n una parola e nemmeno un'occhiata
con il suo innamorato, che le aveva fatto una proposta di matrimonio
praticamente di fronte a parecchie centinaia di invitati.
Sperava di riuscirci durante la festa da ballo, ma anche in questa circostanza
dovette ritardare l'incontro. La festa era offerta dall'associazione
degli studenti universitari e si teneva nella soprastante Gyllene
Salen. Il presidente annuale dell'Associazione degli Studenti,
una giovane donna che sembrava uscita dalle pagine di una guida
turistica, scort Stafford, ancora seduto al fianco della Regina, fino
alla pista da ballo. Celestine si dovette accontentare di danzare il
valzer con il loro accompagnatore svedese. Il ballo successivo, un
fox-trot, venne preteso da Cantor.
Miss Price, le annunci con formale gentilezza, sono certo
che preferirebbe ballare con Jerry, ma sembra che il suo fidanzato
sia richiestissimo. Il fox-trot  un ballo che va bene per me. Posso
avere il piacere?
Cantor si dimostr un ballerino un po' rigido ma capace, che la
guid verso la periferia della pista. Celestine stava cominciando a
congratularsi con lui per il discorso di accettazione, ma lui la interruppe.
Parliamo piuttosto di quello di Jerry. Era preparata a udire
quello che ha detto?
Assolutamente no.
Nemmeno io, ma devo confessarle che ne sono rimasto impressionato.
E non avrei mai detto che avesse preso cos seriamente
il mio suggerimento di leggere Eliot. Sono rimasto veramente impressionato,
ripet. Ma vede, credo proprio che lei abbia molto a
che vedere con la sua decisione di frequentare la scuola di medicina
E come?
Vincere un Premio Nobel e poi decidere di tornare sui banchi
di scuola? mormor. Potrebbe anche avere ragione. Mi ha fatto
pensare, con quella citazione di Eliot circa il premio. Non la conoscevo
affatto. Cantor spost il capo all'indietro, in modo da guardare
negli occhi la donna che ballava con s. Quando mi sono congratulato
con Jerry, al piano di sotto, e fece un cenno verso la Blue
Hall, gli ho domandato se aveva gi deciso in quale universit
iscriversi. Lo sa cosa mi ha risposto?
Celestine scosse il capo.
Pensavo che avrebbe scelto Harvard.  gi l e Kurt Krauss
avrebbe potuto preoccuparsi di tutti i dettagli. Al contrario, mi ha
detto che aveva spedito le domande alla Wisconsin e alla UCLA, l'universit della California.
Non mi aveva detto, proprio lei, che l'Universit del Wisconsin era
una di quelle che le avevano offerto un posto?
S.
Ma perch la UCLA? si domand Cantor. E buona, certo, ma
di quel livello ce ne sono almeno una dozzina.
Non ne ho idea, gli rispose Celestine, cercando con gli occhi
Stafford nella sala. Forse avr un'amica al Cal Tech.
Fu necessario che partisse un pezzo dei Bee Gees perch la pista
si liberasse di alcuni dei ballerini pi anziani e Celestine potesse trovarsi
faccia a faccia con Stafford. Finalmente! esclam. Ci ho
messo un casino di tempo a trovarti. E ora che ci incontriamo, non
posso nemmeno abbracciarti. Si misero a dimenare i fianchi, le
spalle e le braccia al ritmo della musica disco. Ogni volta che si avvicinavano,
erano brevi domande e risposte.
E cos, tu pensi di andare alla UCLA?
Chi te l'ha detto?
Cantor.
Quel bastardo!
No,  che non riesce a spiegarsi il perch.
E tu?
Io s! gli grid, per sovrastare la musica. Vuoi spendere un
po' dei soldi del tuo Premio Nobel vicino a me.
 per noi due, le grid in risposta.
Fu allora che lei smise di agitarsi nel ballo e lo abbracci forte.
All'inferno il ballo.
Durante il ritorno all'Hotel, nella limousine, il loro accompagnatore
si volt verso di loro e gli pose una domanda. Dottor
Stafford, Eliot la disse veramente, quella frase sul Premio Nobel e il
funerale?
S. E citata nella pi recente biografia su di lui.
Lei ha tenuto un discorso molto audace. Rivolse lo sguardo
verso Celestine. Miss Price, lo sapeva gi, che il Dottor Stafford
aveva deciso di iscriversi a medicina?
No.
E cosa ne pensa?
 una decisione molto audace, scoppi a ridere. E meravigliosa.
Spero solamente che ce la faccia a essere ammesso.
L'uomo rest sconvolto dalla risposta. Con un Premio Nobel?
Dipende da quello che lei crede voglia dire, si intromise Stafford.
Lasciate che vi racconti una cosa, ma che resti qui tra noi.
Oltre alla Wisconsin e alla UCLA, ho fatto domanda di iscrizione
anche ad Harvard. Solo per tenermi un'altra possibilit. Strizz
l'occhio a Celestine. Lo sapete cosa  successo? Un paio di giorni
prima di partire per Stoccolma, ho ricevuto per posta una cartolina
di risposta. Una semplice cartolina dall'ufficio immatricolazioni di
Harvard, senza nemmeno una firma.
E cosa diceva, domand l'accompagnatore.
Che Harvard non poteva prendere in esame la mia richiesta.
Era arrivata dopo la data di scadenza.
Ma... ma, balbett l'uomo.
So cosa vuole dire, lo interruppe Stafford. Ovviamente non sapevano
che io avevo vinto un Premio Nobel. Ma non  questo il ragionamento
che volevo dimostrare nel mio discorso di accettazione?
Com' fare l'amore con un Premio Nobel? Ora che  ufficiale,
questo , sussurr all'orecchio di Celestine. Erano le tre di notte
passate, ma erano entrambi troppo eccitati per poter prendere sonno.
I loro abiti di gala erano disseminati sul pavimento della camera
da letto della suite di Stafford. Stavano distesi nel letto e la luce
che filtrava dalla strada attraverso i tendaggi delineava sommariamente
il profilo dei loro corpi.
Gran bella serata, vero? le domand con un lieve tono di soddisfazione
maschile nella voce. Mi sarebbe piaciuto che tu fossi seduta
vicino a me, al banchetto.
Ti saresti perso la conversazione con la Regina. Che tipo ?
Molto gentile e molto bella.
Non mi dice niente, questo. Di cosa avete parlato?
Non indovineresti mai.
E allora dimmelo tu. Gli diede un pizzicotto. Dai, Jerry!
Non ho mai avuto l'occasione di conversare con una vera testa coronata.
Domani sera lo farai. A Palazzo, tu verrai con me.
Lo so, ma vorrei sapere da te di cosa avete parlato al banchetto.
Solo un esempio.
Va bene. Le posate.
Le posate? Gli diede un altro pizzicotto. Sii serio, Jerry.
Mano sul cuore. Hai visto com'era apparecchiato, per il banchetto.
Hai contato le posate? Forchette, coltelli, cucchiai, specialmente
i coltelli?
No.
Be', io l'ho fatto. Non avevo mai usato un coltello da pesce in tutta
la mia vita. Quando ci hanno servito il goulax, mi sono limitato a
tagliarlo col bordo della forchetta. Fino a che ho notato come stava
mangiando la Regina. E allora l'ho imitata. Deve essersene resa conto,
ma non ha fatto commenti quando hanno servito il coniglio...
Non era coniglio, Jerry, era lepre. Sella di lepre svedese.
Come osi correggere un Premio Nobel?
Scusami, caro il mio Premio Nobel, ridacchi lei, Vai avanti
con la tua storia.
La carne, io, l'ho tagliata come ho fatto in tutta la mia vita. 
stato allora che la Regina ha fatto un commento sui coltelli e le forchette.
 stata piena di tatto, ma vedevo che si stava divertendo.
Di cosa?
Del modo in cui usavo coltello e forchetta. La Regina ha notato
che in Occidente si possono distinguere persone provenienti da
paesi diversi, a seconda del modo in cui utilizzano le posate. La
maggior parte degli europei tiene la forchetta con una mano e il
coltello con l'altra e non li inverte mai. L'esperimento che permette
di distinguerli viene fatto mangiando i piselli.
Via, Jerry! La Regina ti ha parlato di come si mangiano i piselli?
S e con seriet. Secondo lei, tutti gli europei, eccetto gli
inglesi, tengono la forchetta nella posizione per la quale  stata concepita
per reggere il cibo: con le punte all'ins e i piselli vengono
caricati sulla parte a conca spingendoli con la punta del coltello.
Anche gli inglesi, mi ha fatto notare, tengono la forchetta in una
mano e il coltello nell'altra, ma portano la regola del non-cambiare-mai-mano
alla conseguenza assurda di tenere sempre i denti
delle forchette puntati verso il piatto, come si fa per infilzare un
pezzo di carne. Cos facendo, l'unico modo per mangiare i piselli,
in Inghilterra,  di impastarli contro il lato convesso della forchetta,
spingendoli con la lama del coltello, cosa che riesce pi facile se si
usa il pur di patate come colla per non farli cadere.
Celestine scoppi a ridere. Jerry, non posso crederci! E perch
la regina si  messa a parlare dei piselli?
Osservando come mangiavo io. Mi ha fatto notare che mi
comportavo come un tipico americano, ovvero come la terza variante
occidentale: l'uso pi irrazionalmente lento delle posate. Infatti
mi ha mostrato che io tagliavo la carne, deponevo il coltello,
prendevo la forchetta con l'altra mano e portavo alla bocca il pezzetto
tagliato, poi cambiavo mano e continuavo cos fino alla fine.
Vuoi sapere cosa ha finito per domandarmi?
Continua.
Perch mai noi americani, che facciamo credere di essere cos
efficienti, non abbiamo mai impiegato un analista di tempi e metodi
per stimare di quanto la produttivit in America verrebbe incrementata
se tutti mangiassero alla maniera europea. Le ho risposto
che gli americani mangiano di proposito pi lentamente per incoraggiare
la conversazione a tavola. La risposta le  piaciuta.
 tutto quello di cui avete parlato, coltelli, forchette e piselli?
No.
E di cos'altro?
Quando sono ritornato a sedermi, dopo essere stato al microfono
per tenere il mio discorso, mi ha fatto una domanda sul commento
che ho fatto sulla luna di miele: era di natura ipotetica oppure
avevo in mente una persona in particolare?
Cosa le hai risposto?
Le ho risposto che stavo parlando sul serio, che la candidata era
seduta tra gli ascoltatori, ma che non avevo ancora affrontato l'argomento.
Non ancora? E cosa mi dici di una proposta fatta davanti a
qualche centinaio di persone?
Pensavo che poteva essere stato cos sottile da non essere capito.
Forse per la Regina, ma non per la candidata.
Jerry, vieni a dare un'occhiata, lo chiam Celestine. Stava indossando
la vestaglia di Stafford e guardava fuori dalla finestra.
Che ore sono? le domand pigramente dal letto.
Non lo so, gli rispose, probabilmente  tardi, almeno le dieci.
Il sole  gi alto.  un'altra bella giornata. Ma vieni qui a vedere,
gli fece cenno, indicando la scena sulla strada.
Poterono vedere Cantor e Paula Curry sul bordo del canale,
mentre osservavano i gabbiani posarsi sulla riva dello Strmmen. Si
stavano tenendo per mano.
Com' strano vedere I. C. in compagnia di una donna, medit
Stafford. Non ho mai pensato a lui in questi termini. Mi domando
se siano amanti.
Spero di s.
Sembra felice, continu nella propria meditazione, come se
non l'avesse udita.
Celestine si volt verso di lui, con aria sorpresa. Perch non dovrebbe
esserlo? Tu non lo sei, felice?
Veramente no. Oggi  luned.
E allora?
Questo pomeriggio dovremo tenere le nostre conferenze ufficiali.
Non sarai preoccupato per quello, Jerry, vero? Gli prese il viso
tra le proprie mani. Hai il testo e le diapositive... e certamente conosci
quello di cui parli.
S, lo so. Ma non sono del tutto tranquillo.
l'aula magna del Karolinska Institutet, la pi importante facolt
di medicina di tutta la Svezia, era piena zeppa. I membri pi autorevoli
della facolt occupavano le prime file, ma molti studenti si
erano dovuti accontentare di sedersi sui gradini dell'anfiteatro. Al
pubblico si aggiungevano giornalisti e fotografi, i cui flash scoccavano
in continuazione con fastidiosa insolenza, e numerosi altri
estranei al mondo accademico, che erano venuti per ascoltare proprio
quelle due conferenze. Nonostante la loro natura prettamente
specialistica, l'argomento dei tumori e l'occasione del Premio Nobel
costituivano una combinazione affascinante per numerosi ospiti
che non avevano mai assistito a una conferenza al Karolinska.
Stafford e Cantor erano seduti in prima fila, uno a ciascun fianco
del Professor George Klein, uno dei biologi pi famosi al mondo a
occuparsi di tumori. Nella sua qualit di membro anziano della facolt
del Karolinska, era suo il privilegio di presentare i due oratori.
Ma mentre Cantor e Klein si conoscevano da anni, aveva incontrato
Stafford solamente il sabato precedente. Date queste circostanze,
e il fatto che Cantor era dei due quello di gran lunga pi noto e
apprezzato, Klein forn nel breve discorso di introduzione un saggio
di attenta diplomazia scientifica. E d'altronde, cosa avrebbe potuto
dire di Stafford, all'infuori che aveva conseguito il suo dottorato
con Cantor, informazione nota a tutti, e che ora lavorava nel
laboratorio di Kurt Krauss ad Harvard? Aveva preso quindi la decisione
di presentarli insieme, con una breve ma elegante introduzione.
Oggi abbiamo il privilegio di ascoltare due persone fuori dal
comune, esord Klein, e nel dire questo sollev le due dita di ciascuna
mano, come per virgolettare una citazione. Uso questo termine
nel senso definito dal fisico di Harvard e filosofo della scienza
George Holton: uomini che la scienza la fanno, per contraddistinguerli
dalla maggior parte dei membri della comunit scientifica,
che nella scienza lavorano, che fanno la maggior parte del lavoro di
rifinitura, un'espressione coniata da un altro filosofo della scienza,
Thomas Kuhn. I dettagli biografici e professionali dei nostri due
Premi Nobel sono stati presentati ieri alla cerimonia di conferimento
dei premi e non li ripeter oggi. Poich le due conferenze
Nobel di oggi descrivono un lavoro svolto in collaborazione, vi
suggerisco di ascoltarle una dopo l'altra, senza interruzione. Professor
Cantor, e sorrise all'amico seduto in prima fila, spero che
non le spiaccia prendere la parola immediatamente dopo che il
Dottor Stafford avr terminato. Sar come assistere a L'Olandese
Volante di Wagner, un'opera che deve essere ascoltata senza intervalli.
Dottor Stafford, Klein stese la mano verso di lui, mi sembra
di capire che lei prende la parola per primo.
Stafford avanz verso il podio, si aggiust l'altezza del microfono
e inizi la propria conferenza. Era come un nuotatore che non si
soffermava a provare la temperatura dell'acqua, ma vi si tuffava subito,
senza indugi. All'infuori di un cenno rispettoso in direzione
di Klein, fece a meno delle formalit, non disse nemmeno Signore
e Signori.
Posso avere la prima diapositiva? furono le sue prime parole.
Prov sullo schermo il puntatore laser e cominci: Abbiamo deciso
di presentare il nostro lavoro nell'ordine cronologico in cui esso
 stato svolto, in quanto - fortunatamente - questo  anche un ordine
logico. Soffermiamoci dapprima sulla costruzione teorica...
Cantor scivol comodamente nel proprio sedile, non solo perch
quella posizione offriva la visione pi agevole delle diapositive
dalla prima fila, ma anche perch era rilassato. Dopo il fascino esotico
delle cerimonie di conferimento del premio, era rientrato nel
proprio ambiente: il tono circostanziato delle affermazioni scientifiche,
il fascio luminoso del proiettore che tagliava lo spazio della
sala oscurata, il ritmo della voce dell'oratore; tutti questi elementi
a lui ben noti lo cullavano nello stato di semi-attenzione di chi assiste
a una conferenza gi ascoltata altre volte. Ricordava ancora
l'espressione costruzione teorica: appariva nel primo paragrafo
della bozza che aveva inviato a Stafford a Boston. Mentre Stafford
procedeva nella sua illustrazione, Cantor socchiuse gli occhi. Non
aveva bisogno di guardare le diapositive: era evidente che Jerry si
era attenuto dettagliatamente al testo preparatogli da Cantor.
Le due donne sedevano a met del ripido anfiteatro, vicino a
uno dei corridoi. Mentre Celestine ascoltava con grandissima attenzione,
Paula cominci a guardarsi in giro: l'argomento era troppo
tecnico per lei - e molti termini le suonavano quasi del tutto incomprensibili.
Ma quando Stafford ebbe parlato per una mezz'ora
circa, si trov improvvisamente a udire parole che era in grado di
comprendere. O era solo l'effetto di un cambiamento nel tono di
voce dell'oratore? Al suo fianco, anche Celestine si era irrigidita. Si
era sporta leggermente in avanti, ma nella sala in penombra pot
distinguere solamente il profilo del viso di Stafford, illuminato dal
basso dalla lampadina del podio e circondato dalla luce del proiettore.
Non riusciva a scorgere l'espressione del suo viso. E ora rivolgiamo
l'attenzione sulla relazione tra teoria e fatti, stava affermando.
Una teoria scientifica non pu essere dimostrata, ma solo
falsificata. In altri termini, deve essere sottoposta all'esame della
sperimentazione. 
Cantor riapr gli occhi e guard l'orologio. Le parole sembravano
preludere all'annuncio della sua conferenza, ma Stafford aveva
parlato solamente per ventotto minuti e Cantor rimase sorpreso
del fatto che Jerry non intendesse impiegare interamente i quarantacinque
minuti a sua disposizione. Di conseguenza, io ora vorrei
passare...
Il radar mentale di Cantor inizi a segnalare i primi contatti con
una traccia irregolare. Cosa voleva dire quell'uso della prima persona
singolare?
... a descrivere il primo esperimento al quale abbiamo sottoposto
questa teoria generale dell'oncogenesi. Solamente due persone,
nell'intero uditorio, reagirono a questa frase, ma la loro reazione
fu simile a quella che si pu provare sotto un secchio d'acqua gelata.
Cantor si raddrizz improvvisamente sulla propria poltroncina,
mentre Celestine si copr la bocca con la mano, mormorando:
Oh, noo!
Cosa c'? le domand ansiosamente Paula, chinandosi verso
la nipote.
Ascolta! mugol lei, quasi trattenendo un gemito.
Tornando alla prima persona plurale, Stafford si inoltr senza
indugio a descrivere il suo primo esperimento, proprio quello che
Cantor aveva immaginato di averlo indotto a dimenticare. Mentre
Celestine si domandava l'influenza di quale demone o allucinogeno
stesse spingendo Jerry a mettere in piazza quel particolare problema,
una sorpresa ancor pi inattesa li sferz. Ma sottoporre da
s le proprie teorie alla prova dell'esperimento non  ancora sufficiente.
 necessario provvedersi di controlli esterni indipendenti.
Nel nostro caso, il Professor Kurt Krauss di Harvard prese la decisione
di fornirci tale conferma, chiedendo a un suo collaboratore, il
Dr. Ohashi, di ripetere il nostro esperimento nel proprio laboratorio.
Cosa gli  saltato in testa? Si domand freneticamente Cantor.
 uscito di senno, Jerry? Si domand Celestine chiudendo gli occhi.
Si sentiva come il guidatore di un'auto che, avendo imboccato
al contrario una strada a senso unico, vedeva all'improvviso un'altra
auto venirgli incontro: poteva solamente pestare sui freni e
chiudere gli occhi.
Ma proprio nel momento in cui si attendeva di avvertire l'urto,
ud la voce di Stafford. All'inizio, il Dr. Ohashi incontr dei problemi
nel replicare il nostro esperimento e, solo dopo che ogni singolo
passaggio fu sottoposto all'analisi critica pi accurata pot
emergere la ragione dell'apparente discrepanza. Alla fine di tutto,
si trattava solo di un modesto dettaglio. Nei suoi occhi balen un
sorriso appena accennato, mentre abbassava lo sguardo a incrociare
quello di Cantor, che lo osservava a occhi sgranati dalla prima
fila di poltroncine. Se c' una lezione che deve essere tratta da questa
nostra esperienza,  che anche i dettagli pi irrilevanti devono
essere trascritti nel proprio diario di laboratorio. Cantor trasal
nell'udire l'eco delle proprie medesime parole, ripetute fino alla
nausea: Non si pu mai dire quali dettagli risulteranno di importanza
cruciale.
Celestine riapr gli occhi. Il sorriso di Stafford era evidente.
Fortunatamente il Dr. Ohashi  riuscito a replicare il nostro esperimento
solo poche settimane fa. Ma, come  accaduto, la sua conferma
si  resa superflua, dato che, nel frattempo, avevamo elaborato
una seconda verifica sperimentale, che risult fin dall'inizio positiva.
Attese per rendere evidente la sottolineatura. A questo
proposito, anche quest'ultimo esperimento viene accuratamente
sottoposto a verifica nel laboratorio del Professor Krauss e non ho
ragione di dubitare che anch'esso riuscir ad essere replicato. Per
la seconda volta nel corso dell'intera conferenza, lo sguardo di Stafford si pos pesantemente su Cantor. Ma questa volta Stafford
non sorrise. A Cantor, annichilito, e presumibilmente solo a Cantor,
quello sguardo suon come un silenzioso messaggio. Che ingrato!
imprec sottovoce. E poi, che valore aveva quel anch'esso riuscir?
Ma prima che Cantor potesse assorbire il significato sottinteso
di quelle parole, Stafford gli pass la palla. E cos, al momento,
noi possediamo due esperimenti indipendenti che suffragano la
teoria. Sono certo che nessuno di voi considerer questo come un
superfluo trattino sulla to come il pleonastico puntino sulla i. Dopotutto,
l'espressione teoria generale sulla genesi dei tumori contiene
due t e il lavoro  stato condotto da due io, me stesso e il Professor
Isidore Cantor. Sar lui stesso a parlarvi del secondo esperimento.
Non appena le luci si furono riaccese e l'uditorio esplose in un
applauso, Stafford attese che Cantor si alzasse in piedi. Al podio si
poteva salire da due rampe di gradini, posti sugli opposti lati della
piattaforma. Quando Stafford vide Cantor avvicinarsi lentamente
dal lato di destra, discese da quello opposto.
Celestine rimase sbigottita. Se Jerry stava dicendo il vero - e
come avrebbe potuto mentire in pubblico, nell'ambito di una conferenza
che sarebbe stata in pratica scolpita nel marmo negli archivi
della Fondazione Nobel? - allora era riuscito, con una strategia
obliqua, a ridimensionare Cantor dal ruolo assegnatogli di uomo
non comune a quello di uno tra i numerosi scienziati, di uno che si
sarebbe ora ridotto a descrivere i minuziosi dettagli di ci che ora si
sarebbe potuta definire un'ulteriore conferma di un esperimento
gi riuscito. E tutto ci lo aveva fatto in modo che potesse essere
capito solamente da Cantor e da Celestine medesima.
Cantor ebbe solo meno di un minuto per adattarsi a questo mutamento
di circostanze. Pi tardi, quella sera stessa, Celestine e
Stafford si scambiarono degli ammirati commenti sulla sua bravura
nell'improvvisare.
Soffrono, le parole, / scricchiolano, e qua e l cedono, sotto il peso, / Sotto
la tensione scivolano, slittano, periscono, / Si deteriorano nell'imprecisione,
non rimangono salde, / Non rimangono ferme.
Il ritmo che Cantor imprimeva ai versi, che recitava tenendo gli occhi fissi in quelli di
Stafford, aggiungeva enfasi a quello proprio del testo di Eliot. Attese
finch Stafford non ebbe distolto lo sguardo dal proprio. Ma questo
non sar il mio problema di oggi, continu finalmente sollevando
lo sguardo verso l'uditorio, perch il collega qui presente mi ha
agevolato il compito di terminare la nostra conferenza congiunta.
Come ha cos correttamente evidenziato, per validare una teoria, bisogna
sottoporla all'esame sperimentale. E per una teoria cos importante,
due esperimenti valgono pi di uno. Per citare - e questa 
l'ultima volta - T. S. Eliot, I vecchi devono essere esploratori / qui e l, non conta dove. A paragone del Dottor Stafford e degli altri miei studenti,
mi qualifico certo come anziano, se non vecchio. Forse  questa
la ragione per cui sono stato tentato di condurre con le mie stesse
mani l'esperimento che vi sto per descrivere.
Al termine della propria conferenza, non appena Klein ebbe
concluso i lavori, Cantor si volt verso il padrone di casa. George,
mi sono reso conto or ora che devo fare una telefonata urgentissima
negli States. Sar cosa di un attimo. Posso usare il tuo ufficio?
Kurt, Cantor inizi a parlare non appena Krauss ebbe risposto
al telefono, ti sto chiamando da Stoccolma. Lo so che  molto
presto...
Non importa, risuon nell'apparecchio la voce di Krauss.
Congratulazioni! Com' andata la tua conferenza?
Perch non te lo fai raccontare da Stafford, quando ritorna a
Boston? gli rispose, con un certo tono distante. A proposito di
Stafford, mi dice che dopo tutto siete riusciti a ripetere il nostro
primo esperimento. Mi stavo domandando, com' che alla fine ce
l'avete fatta a farlo funzionare?
S, avrei proprio dovuto chiamarti, ma Ohashi c' riuscito solo
un paio di settimane fa e Jerry voleva farti una sorpresa. Ha continuato
a stare sotto a Ohashi per convincerlo a fare un nuovo tentativo,
anche se per la verit glielo avevo detto, che non era possibile finire
la conferma di entrambi gli esperimenti entro il 10 dicembre.
Vai avanti, disse Cantor in modo quasi automatico. Il seguito
gi se lo stava aspettando.
Ohashi doveva essere arrivato a circa due terzi del tuo esperimento,
I. C., ma Stafford gli continuava a ripetere di dare un'altra
occhiata a quel suo primo esperimento. Diceva che, per la storia, il
primo esperimento doveva essere replicato prima del 10 dicembre
di quest'anno, e non rimandato a data da destinarsi. Dopotutto, era
quello per il quale avevano dato a voi due il Premio. Si  anche offerto
di dare una mano. Cos mi sono arreso e ho chiesto io a Ohashi
di dargli un'altra passata. La ragione del precedente insuccesso,
venne fuori, era di una semplicit ridicola: sembra che Ohashi
avesse usato uno scintillatore nuovo di zecca, del quale non era stata
verificata la calibrazione. Sai com', dettagli da nulla...
S. Cantor sussurr la risposta con voce quasi afona.
I. C. ? Mi hai sentito? grid Krauss all'altro capo dell'apparecchio.
S, ti ho sentito.
C' un problema. La voce di Krauss si fece esitante. Ohashi
non sar in grado di finire la conferma del tuo esperimento. Ha
avuto da Kyoto un'offerta meravigliosa, ma questo vuol dire che si
metter subito a tirare i remi in barca dei lavori che aveva in ballo
qui. E cos ho deciso di passare il lavoro...
Cantor non ud mai il resto della frase. Premette con forza l'indice
sinistro sul bottone della forcella, come se spegnesse una sigaretta
accesa.
Per il ritorno al Grand Hotel, Cantor sugger che Paula e Celestine
viaggiassero sulla stessa limousine, cos da poter parlare a
quattr'occhi con Stafford.
Jerry, esord, perch non mi ha avvertito in anticipo di ci
che aveva intenzione di dire? A parte l'elementare cortesia nei miei
confronti, non pensa che sarebbe stato il gesto pi immediato di
lealt che lei potesse compiere?
Stafford ne evit lo sguardo. Non potevo, I. C..
Ah! E perch mai non poteva?
Lei mi avrebbe detto di non menzionare quell'esperimento.
gli rispose, rivolgendogli alla fine uno sguardo carico di dolore.
Cantor gli restitu lo sguardo. S, probabilmente glielo avrei
detto.
Ma non lo capisce, I. C. ? continu Stafford, con la voce ormai
rotta dalla tensione. Non sarei stato in grado di venire qui a Stoccolma,
se il primo esperimento non fosse stato replicato con successo
nel laboratorio di Krauss. Non credo che mi avrebbe creduto,
se io non l'avessi annunciato in pubblico.
Ha ragione, Jerry, ammise Cantor. Oggi sono stato costretto
a prendere in mano il telefono e a parlare direttamente con
Krauss.
Lo ha fatto? gli domand Stafford con tono indurito. Quando?
Subito dopo la conferenza. Dallo studio di Klein.
Avrebbe telefonato a Krauss, se mi fossi limitato a metterla a
conoscenza dei fatti in privato?
No, ammise Cantor, avrei avuto delle remore a farlo. Cos
come stanno le cose, Krauss probabilmente sta facendo due e due,
quattro. Ma lei mi ha forzato la mano, Jerry.
Lo sapevo gi, mormor. Lo sapevo.
Cantor scrut accigliato fuori dal finestrino. Dopo un po', si
volt nuovamente. Jerry, cosa ci faceva nel mio laboratorio quella
domenica sera? Intendo il giorno prima di quello in cui abbiamo
completato insieme l'esperimento.
Stafford sollev lo sguardo. Come ha fatto a saperlo?
Cantor si strinse nelle spalle. Non si preoccupi, non  importante.
Ha ragione, convenne Stafford. La sola cosa importante 
che ho aggiunto dell'altro enzima al campione in incubazione.
Questo era ci che ero venuto a confessarle quando sono venuto a
casa sua, ed ero pronto a darle spiegazione anche della ragione per
cui l'ho fatto. Ma lei non ha voluto nemmeno ascoltarmi.
Cantor chiuse gli occhi per un momento e deglut il groppo che
aveva in gola. Per un pezzo stette in silenzio. E la prima volta?
Deve ancora chiedermelo? gli ribatt Stafford. Krauss non le
ha sistemato la cosa, una volta per tutte?"
S... ma...
Ma io ero a Harvard, quando Ohashi  finalmente riuscito a replicare
l'esperimento.  questo che voleva dire, I. C.?
Cantor annu, senza aprir bocca.
Stafford guard fuori dal finestrino il traffico in strada. I. C., io
sapevo di non essere pi in condizione di vivere dignitosamente nel
nostro mondo, dopo quello che avevo fatto quella domenica sera.
Non davanti ai suoi occhi, e per quello che le pu voler dire, nemmeno
davanti ai miei.  questo il vero motivo per il quale torno sui
banchi dell'Universit, a studiare medicina. Invece di limitarmi a
voltar pagina, incomincio un nuovo libro.
Ho pensato che fosse un gesto di astuzia.
Astuzia? Stafford sput la parola a voce cos alta, che il loro accompagnatore,
seduto davanti, si volt. Stafford si era completamente
dimenticato dell'esistenza dell'altro passeggero, e velocemente
abbass lo sguardo, come se improvvisamente volesse esaminare
con cura i propri piedi, al termine delle lunghe gambe distese
nell'ampio abitacolo della limousine. Allora  questo, che ha
pensato! sibil. Che fosse solamente una furbata? Non le  mai
passato per la testa che fosse un atto di espiazione? E non ha mai riflettuto
sul suo, di ruolo, in tutta la faccenda? Come lei ha reso del
tutto impossibile, quella seconda volta, che io la potessi deludere in
laboratorio? Il tono amaro della sua voce era risalito nuovamente,
al punto che Cantor si schiacci l'indice sulle labbra.
Alla fine, l'unica cosa che le stava veramente a cuore era quello
che avrebbero pensato i vari Krauss di tutto il mondo. Non potr
mai perdonarmi di averla messa in una situazione nella quale Krauss
avrebbe potuto dimostrare che lei si stava sbagliando, non  vero?
Ora era di Cantor, il turno di guardare fuori dal finestrino.
Dire non perdonare mai  eccessivo. Non dimenticare mai 
probabilmente un'espressione che descrive meglio.
E cos, invece di chiamarmi, perch io potessi giustificarmi, lei
mi ha tenuto totalmente all'oscuro. Tutto quello che lei voleva, era
un esperimento che Krauss potesse replicare. Dico giusto, I. C.?
Per un istante, Cantor lanci uno sguardo al proprio vicino, ma
non disse nulla.
Senza la benedizione di Krauss, e ora il tono della sua voce si
fece sarcastico, la sua teoria sull'oncogenesi non poteva dirsi
completa. Non  questa, la verit? Mi risponda, I. C., lo incalz, non 
questa, la verit?
S.
E ora sta pensando che la verifica di Ohashi abbia risolto il suo
problema, perch io ero presente ad Harvard. Ho ragione?
Ha ragione.
Per parecchi minuti, i due uomini stettero in silenzio, ciascuno
fissando il vuoto dal proprio finestrino. La strada, avvolta nel gelo
dell'inverno, sfilava troppo lentamente davanti a loro. Quando
Stafford riprese a parlare, la sua voce aveva un timbro falsamente
casuale. Per caso, Krauss le ha detto cosa  successo con Ohashi?
S, gli rispose Cantor, mi ha accennato a qualcosa circa uno
scintillatore scalibrato.
Non dico di quello, scatt Stafford. Le ha detto che Ohashi
sta per tornare in Giappone?
S. rispose Cantor con voce stanca. Sentiva venirgli addosso
un'urgente bramosia di sonno. Mi ha detto che ha assegnato il
progetto a qualcun altro del laboratorio.
Per la prima volta in tutto quel lungo pomeriggio, la voce di
Stafford ebbe un tono di compassione. Scommetto che non immagina
neppure chi , quel qualcun altro.
...
.
...
20.
...
.
...
Gran bel posto che hai qui, I. C. Com' che non hai mai detto
niente? Mi chiedo quanti altri assi hai nella manica.
Cantor si sentiva lusingato: nel codice di Krauss, una dichiarazione
del genere assomigliava a un complimento. Posso avere
molti difetti, Kurt, ma non soffro di spionite. Puoi domandarlo ai
miei studenti.
Krauss gli lanci uno sguardo colmo di astuzia. Far una piccola
inchiesta, forse. Tutto sommato, abbiamo il tuo Stafford. Ma
non mi riferivo alla scienza. Quello che volevo dire  che, mentre
credo di sapere quasi tutto quello che hai fatto dal punto di vista
professionale nell'ultima dozzina d'anni - o da quando anche tu hai
visto la luce e ti sei unito a noi nella nobile battaglia contro il cancro
- mi sono accorto appena adesso che la tua vita privata  stata per
me finora come un libro chiuso. Non mi hai mai detto del tuo appartamento
di Chicago, per esempio. O di questo. Punt il dito
alle quattro sedie e ai quattro leggii. Non hai mai fischiettato una
nota, in mia presenza. E sei dalla testa ai piedi un collezionista di
antiquariato inglese. Cos'altro mi nascondi, da queste parti?
Non me l'hai mai domandato. E quando ci incontriamo, di solito
facciamo pettegolezzo. E cos, anche tu sai qualcosa di antiquariato
inglese? E a te, piace la musica?
Non ho mai avuto tempo di imparare a suonare, ma s, la musica
mi piace. Annu in direzione di Cantor con atteggiamento
complice. Sono stato anche visto a Tanglewood.
Cantor iniziava a essere blandamente seccato. Non era da
Krauss, giocare al gatto e al topo. Decise di ignorare quella sua
maldestra tattica: aveva la sensazione che presto avrebbe saputo
cosa stava bollendo in pentola. Vuoi trattenerti e sentirci suonare,
stasera? Normalmente suoniamo senza pubblico, ma forse posso
convincere il nostro feroce primo violino a fare un'eccezione.
Non posso, gli rispose Krauss con tono incolore. Il mio aereo
parte da O'Hare alle sette in punto. Devo essere in laboratorio
bello vispo e di buon'ora... sai, ci dev'essere qualcuno che fa schioccare
la frusta. Non siamo come te, I. C.. Ora tu ti puoi permettere di
prendertela calma, essere magnanimo con i tuoi studenti e suonare
il violino.
La viola, lo interruppe Cantor con una smorfia.
Non prendermi alla lettera. Quel che volevo dire  che ce l'hai
fatta, sei arrivato. Mentre il resto di noi deve ancora...
La voce di Krauss si affievol, come se gli fosse improvvisamente
venuto in mente qualche altro pensiero. Hai ricevuto il mio curriculum
e la bibliografia? Di recente mi  venuta l'occasione di rivederlo
e ho pensato che l'avresti trovato utile.
Cantor fece la faccia pensosa. Ma, s, li ho ricevuti. Hanno rischiato
di andare sepolti da qualche parte. Non puoi credere quante
tonnellate di posta mi arrivano, di questi tempi.
Be', sono lieto che siano riusciti a emergere. Mi sarebbe dispiaciuto
che tutta la mia fatica fosse andata sprecata.
S, comment Cantor in tono asciutto, non ho mai visto un
curriculum stampato con pi eleganza. La tua segretaria deve aver
usato almeno tre caratteri differenti. Come riesci a stampare con la
laser un'intestazione cos elaborata?
Krauss gli lanci di sottecchi uno sguardo allarmato. Non lo
so. Abbiamo delle persone apposta per queste cose. Ma non mi riferivo
tanto al curriculum, quanto alla bibliografia. Ho deciso di
riarrangiarlo per argomenti e sottocapitoli, piuttosto che in ordine
cronologico. Come la maggioranza di noi, anch'io mi sono reso
colpevole di qualche salami publishing. Ma stavolta ho scartato
quasi tutto. Ho lasciato solo le fette pi spesse. Sai, solo lavori fondamentali.
NOTA: salami publishing. Pubblicazione frammentaria dei risultati di una ricerca sotto forma di
numerosi articoli, al solo scopo di aumentarne artificiosamente il numero,
che rappresenta il principale indicatore di produttivit scientifica di un
ricercatore ed  in grado di condizionarne lo sviluppo della carriera lavorativa. FINE NOTA.
Me ne sono reso conto.
Ho pensato che avrebbe semplificato le cose.
Semplificato?
Krauss continu come se non avesse nemmeno udito la domanda.
Hai gi spedito la tua candidatura?
Cantor era in un angolo del divano, con le gambe comodamente
incrociate, un braccio steso lungo la spalliera, mentre Krauss stava seduto
rigido all'altro angolo. Improvvisamente Cantor si alz. Kurt,
non ti ho offerto niente da bere. Desideri qualcosa prima di andare in
aeroporto? Vino bianco? Sherry? O anche solo della Perrier?
Niente, grazie. Ceno sull'aereo e ci sar da bere in abbondanza.
Quando viaggio per lavoro, vado sempre in prima classe.
Io mi prendo uno sherry, gli rispose Cantor, avvicinandosi
alla credenza in stile Queen Anne.
Be', lo hai fatto?
Cantor rimase stordito dal tono esplicitamente diretto della richiesta.
No, rispose versando lo sherry con la cautela con cui
avrebbe maneggiato un composto chimico pericoloso in laboratorio.
Non ci ho nemmeno pensato, alle candidature.
Non sto parlando delle candidature ai soliti riconoscimenti,
disse enfatizzando il plurale, ma della candidatura. Dopotutto,
uno dei privilegi reali del vincitore di un Premio Nobel - forse l'unico
veramente duraturo -  che non deve attendere di essere interpellato
dal Comitato per proporre una candidatura. Fece un breve,
marcato sogghigno. Sei stato fortunato, I. C., che l'anno scorso
fosse il mio turno...
Cantor era ritornato al suo posto sul divano e lo sherry gli and
per traverso. Krauss gli si avvicin e gli batt sulla schiena. Rilassati,
I. C., non possiamo permetterci di perderti, adesso.
In quel momento una chiave gir nella serratura della porta
d'ingresso. Leonardo, caro, risuon una voce femminile, sono
riuscita a venire pi presto... oh! esclam Paula Curry entrando
nel soggiorno, non sapevo che fossi in compagnia.
Cantor balz in piedi per prenderle la borsa della spesa. Questo
 Kurt Krauss, di Harvard, le disse, indicando l'uomo.  capitato
qui di passaggio sulla via dell'aeroporto. Mi hai gi sentito parlare
di lui. Kurt, questa  Paula Curry.
Aha, esclam Krauss osservando la donna. Sapevo che dovevano
esserci altre sorprese da parte. Piacere, Miss Curry... disse alzandosi
in piedi lentamente e accennando un goffo inchino, o dovrei
dire dottoressa Curry?
Paula guard in direzione di Krauss, che era pi basso di lei di
quasi una spanna. Solo Paula Curry. Non era nel carattere di
Paula fissare con insistenza lo sguardo, ma era rimasta troppo
sorpresa. Di lui aveva sentito dire parecchie cose, dapprima da
Cantor e successivamente, a Stoccolma, anche da Stafford. Di conseguenza,
si era fatta di lui un'immagine abbastanza precisa: quella
di un uomo possente, quasi un tipo di ufficiale prussiano. Invece si
era trovata di fronte una specie di gnomo con un testone sproporzionato
al resto del corpo, una disordinata capigliatura alla Einstein
e occhietti dal brillio malizioso. L'unico che le veniva in mente
era Alberich, il re dei nani del Ring. Non voglio interrompervi,
disse infine. Vado a cambiarmi prima che arrivino Sol e Ralph.
Non ci interrompe affatto, Miss Curry. Krauss era ritornato al
divano. Una volta seduto, il suo capo sproporzionato sembrava ancor
pi dominare il corpo minuto. Che ruolo ha, qui? domand
con il suo caratteristico atteggiamento diretto, accennando con un
gesto della mano alla sala tutt'intorno.
Il violoncello. Nel quartetto. Lei che strumento suona, Dottor
Krauss?
Cantor si permise un'ombra di sorriso sul volto. Gli piaceva vedere,
almeno per una volta, Krauss ridotto sulla difensiva.
Non ho tempo per svagarmi con uno strumento.
Paula aggrott le sopracciglia. Certamente ci si potr svagare
anche nella scienza, credo.
La scienza  una battaglia, non uno svago, Miss Curry. Ma non
vi voglio distogliere dal vostro, di svago, continu con un tono
lievemente beffardo. C' solo un'ultima cosa, I. C., si volt verso
Cantor, come se Paula non esistesse. Ti potrei dire che Stafford sta
avendo un po' di difficolt a replicare il tuo esperimento.
Cantor si sent avvampare. Si vede? Si domand.
Krauss si accorse di aver colpito nel segno. Be', sai come vanno
le cose, continu con un sorrisetto, pu accadere anche al migliore
di noi. Probabilmente  qualche dettaglio che hai trascurato
di annotare in quello che ci hai mandato. Ho suggerito a Stafford
di tornare qui e di ripetere l'esperimento con te, nel tuo laboratorio.
Allarg le mani con atteggiamento magnanimo. Ovviamente
tutto pagato dal mio, di finanziamento NIH. Ma Stafford non
vuole averci a che fare. Mi ha informato che  sua intenzione ripetere
l'esperimento da ricercatore indipendente in un laboratorio distante,
e non come una specie di figliol prodigo che ritorna a casa.
Ma non ti preoccupare, I. C., Krauss si alz dal divano, nessuno
sapr niente da me. E Stafford  fin troppo imbarazzato di suo per
mettersi a fare baccano. Ricordi cosa mi dicevi una volta, che era il
tuo uomo migliore in laboratorio? Se lui non riesce a replicare il
tuo lavoro,  una fortuna per te che succeda nel mio laboratorio, invece
che da qualche altra parte. Fece un inchino in direzione di
Paula e cominci a muoversi verso l'anticamera.  meglio che
prenda un taxi per O'Hare. Ma poi ebbe un'esitazione. Sai, I. C.,
dovremmo essere grati alla Federal Express. Oggi  il ventuno gennaio.
Che uomo strano, gli fece notare Paula, non appena la porta si
richiuse alle spalle di Krauss, e cosa voleva dire quel riferimento in
codice alla data?
Bastardo ricattatore!
Paula non aveva mai sentito in bocca a Cantor un'espressione di
rabbia cos forte. E non lo aveva mai sentito dare a nessuno del bastardo.
Che furia vulcanica, Leonardo. Paula cerc di calmarlo. Vieni,
sediamoci sul divano e raccontami cosa  accaduto.
Cantor continu ad aggirarsi nella stanza come un leone in gabbia.
La bile che ha in corpo, quell'uomo! Sono il primo ad ammettere
che i problemi difficili e importanti attirano quelli di noi che
hanno un gran bell'io ipertrofico. E quello dei tumori  uno di
quei problemi. Ma se qualcuno mi avesse detto cosa ne sarebbe
uscito fuori, io non gli avrei affatto creduto. Nemmeno sapendo
che si trattava di Kurt. Squadr la cupa distesa del Lago Michigan
oltre le ampie finestre della sala, le mani sprofondate nelle tasche.
Poi si volt verso Paula, appoggiato ai vetri e scuotendo il capo.
Quando riprese a parlare, il tono della sua voce era cos flebile che
a malapena la donna riusc a captarne le parole. Vedi, Paula, le candidature
al Premio Nobel devono arrivare a Stoccolma entro il 31
Gennaio. Stupisce sempre sapere quanti scienziati conoscono
quella scadenza.
Paula si avvicin alla vetrata. E tu, la conoscevi?
Cantor annu. S, la scadenza mi era nota. Ma non sono stato
cos grossolano da interpellare qualcuno perch ponesse la mia
candidatura. Che  proprio quello che stava facendo Kurt, poco
prima che tu arrivassi. Per lui era del tutto scontato che io questo
glielo dovessi, visto che era stato lui a presentare la mia, di candidatura.
Ma come faccio a sapere che non ce ne sono stati anche altri a
fare il mio nome? Ma quegli altri non si sono presentati qui con la
maledetta ciotola da mendicante! Abbass la voce. Ho detto una
cattiveria, mi spiace. Credo che tu sia delusa. Non si vedono spesso
scienziati che lavano in pubblico i loro camici sporchi.
Veder lavare i panni sporchi non  una delusione.  un comportamento
umano e tu stesso mi hai mostrato quanto c' di umano
anche in uno scienziato famoso.
Le sorrise. Pur tuttavia, la pesante allusione fatta da Kurt mi ha
lasciato di sale.
Lo farai?
No! sbott. Non lo far.
E perch? protest Paula. Tu stesso mi hai raccontato che
grande scienziato  Krauss. Non hai detto che ha dato il suo nome a
un sarcoma? Che  stato quasi il tuo maestro? Sebbene, visto ora di
persona, non riesco a capire perch, tra tutti, hai scelto proprio
lui. Ma in ogni caso, non merita forse il Nobel?
Cantor sollev la mano, come per prevenire ulteriori domande.
La risposta a tutte le tue domande  s. Ma in ogni caso, io non
porr la sua candidatura. Certamente non per quest'anno. Ho avuto
fin troppe cose da pensare, finora, che non ho affatto considerato
le candidature per il Premio Nobel, n per Kurt Krauss, n per
nessun altro. Per inciso, la questione non  necessariamente se lui
merita o no il premio. Certamente lo merita, per la scoperta del sarcoma,
ma anche per altri suoi contributi. Ma il Nobel lo meritano
molte pi persone di quante arrivino poi a vincerlo. Krauss avrebbe
dovuto vincerlo anni fa. Con tutte le nuove scoperte fatte finora,
il suo nome figura in una lista sempre pi lunga ed  davanti a lui
che la fila sta crescendo. E oltre tutto, gli svedesi difficilmente assegneranno
uno dopo l'altro due premi per ricerche sul cancro.
Ma non  questa la vera ragione, non  vero?
No. La vera ragione  che non voglio sottostare al suo ricatto.
Via, Leonardo. Che Kurt Krauss abbia alluso in maniera piuttosto
pesante al fatto che la tua candidatura al Nobel tu la debba a
lui pu sembrare poco elegante anche come mercato delle vacche,
ma da questo a chiamarlo ricatto...
Lo hai sentito con le tue orecchie. Ha detto che Stafford sta
avendo dei problemi. A replicare il mio esperimento.
Ma...
So quello che mi vuoi domandare. Cosa c'entra Jerry in tutto
questo? Non riesci a capirlo? E una coincidenza che di tutto il suo
enorme gruppo di ricerca lui  andato a scegliere proprio Jerry per
replicare il mio esperimento? Non l'hai visto di che cattiveria gli
brillavano gli occhi? Lo stesso lampo che gli si vede quando pugnala
in pubblico un oratore ospite con una domanda. Quello che voleva
farmi sapere  che non ne far parola in pubblico, posto che
io... Cantor non ritenne necessario completare la frase. Ma perch
Jerry non mi ha chiamato, se ha incontrato un ostacolo?
Paula gli prese la destra nelle sue. Ora ti stai ponendo la domanda
giusta. Di sicuro Krauss deve aver capito cosa c' stato tra
voi due quando gli hai telefonato da Stoccolma. Gli carezz la
mano per rassicurarlo. Non ti arrabbiare, aggiunse, se ti faccio
una domanda che ero tentata di farti fin da Stoccolma, salvo che
non mi sembrava il momento giusto. Non ti  sembrato molto triste
che Jerry abbia ritenuto necessario parlarti in pubblico, prendendo
occasione dalla conferenza, e che anche allora tu non gli abbia
creduto? Krauss deve essersene accorto.
Credo di s, le rispose Cantor con il viso corrucciato. E anche
cos, perch Jerry non mi ha chiamato? Vorrei poter sapere cosa 
accaduto in quel laboratorio.
E allora telefonagli.
Per dirgli cosa? Kurt Krauss mi ha fatto cenno che lei ha avuto
dei problemi nel replicare il mio esperimento. Le posso essere di
aiuto? Impossibile! Sarebbe troppo umiliante.
Paula scosse lentamente il capo, pi per compassione che per
esprimere perplessit. In quel caso, domanda a Celly. Forse lei sa
qualcosa. Non te l'ho ancora detto, ma  in arrivo domani, di ritorno
da Los Angeles. Spero non ti spiaccia se le ho chiesto di passare
dopo pranzo, prima che prenda la corriera per l'universit.  da
Stoccolma che non la vedo.
Cantor sollev la testa. Quel che ho visto di lei mi  piaciuto.
Jerry ha trovato un tesoro.
Bravo Leonardo! Ogni volta che ci incontriamo le tue vedute si
ampliano di pi. Scommetto che Krauss avrebbe detto Lei ha fatto
un gran bell'acquisto.
Fatti guardare, Celly! Paula la contempl tenendola per le
spalle, a braccia tese e girandola lentamente, come un manichino.
Se non sapessi che  la figlia di mia sorella, direi che sto vedendo
una yuppie di Chicago completa di MBA, il Master in Businness Administration, un diploma d'alto livello. Guardala, Leonardo! lo
chiam ridendo. Tailleur blu con gonna al ginocchio, mezzi tacchi,
camicetta bianca con il fiocco. Celly, cosa ti  successo?
Dammi tregua, Paula, le rispose tirata la nipote. Posso riprendere
fiato e sedermi, prima di pensare alla mia difesa?
Certo che puoi, cara. Ti porto del caff. E ora sentiamo cosa 
successo, che ti ha fatto diventare improvvisamente cos conformista.
Cantor, lasciato solo con Celestine, non era nello stato d'animo
giusto per fare salotto. Fin dal pomeriggio precedente stava
rimuginando come far scivolare la conversazione sull'argomento di Jerry
Stafford e del suo attuale lavoro. Cosa la porta a Chicago? domand infine.
Oh, non gliel'ha accennato Paula? Sono andata a LA per un colloquio al Cal Tech.
A Cantor torn in mente il ballo dopo il banchetto in onore dei
Premi Nobel a Stoccolma. Ha avuto un'offerta anche dal Cal
Tech?
Celestine annu con un largo sorriso.
Notevole, prima Harvard, poi il Cal Tech.
E prima ancora, la Wisconsin, aggiunse.
E? Non riesco a sopportare quanto la sta tirando in lungo, la
ragazza, pens, ma non riusciva ancora a trovare un modo delicato
per tirare fuori l'argomento di Stafford. Col pessimo esempio di
Krauss ancora bene in mente, non aveva alcuna intenzione di forzare
l'argomento.
Ho deciso sull'aereo, tornando qui. Il Cal Tech.
Bene, sono arrivata appena in tempo, li interruppe Paula rientrando
col vassoio.
Davvero rinuncia ad Harvard? La curiosit di Cantor ebbe la
meglio sulla sua impazienza. Perch?
Semplice. Il dipartimento del Cal Tech  abbastanza piccolo e
sembra ci sia un buono spirito di collaborazione, gli studenti sono
di prima categoria, e non hanno nemmeno un chimico donna di
ruolo.
Ne potrebbe trovare molte, di istituzioni di quel livello, le rispose
asciutto.
 vero, ammise Celestine, ma sembrano voler fare qualcosa
al riguardo. Un pettegolezzo vuole che Jacqueline Barton venga l
come ordinario trasferendosi dalla Columbia. Jack Roberts, il loro
grande vecchio, se n' venuto fuori di sua iniziativa a parlarmi di
sua figlia che  medico. Si  anche offerto di aiutare me e Jerry a trovare
casa vicino al campus.
Quando vi sposerete, lei e Jerry? Cantor colse la palla al balzo.
Non lo so. A Jerry ho detto che dovremmo provare a vivere per
un po' insieme e vedere come va.
L'avete gi fatto, osserv Paula.
Vero, ma non nelle circostanze adatte, sai, l'indipendenza professionale
di entrambi. Cantor non era sicuro di farcela, ma voleva
far cadere l'argomento. Stava gi pensando a una domanda pi
pertinente su Stafford, ma Celestine non aveva ancora terminato.
Voglio dire, com' vivere con un Premio Nobel? Per ora, la sta
prendendo bene, ma come sar in seguito? Cosa ne pensi tu, Paula?
Notando il turbamento della zia, Celestine fece un sorriso vagamente
ironico.
Se sposer Jerry, si intromise Cantor, pubblicher come
Mrs. Stafford?
Celestine lo scrut, non capendo se si trattava di una battuta o se
stava dicendo sul serio. Paula si precipit a rispondere. So cosa ti
risponder Celly.
Davvero? Va bene, Zia Paula, diede una sfumatura ironica
alla parola Zia, dimmelo tu.
Ovvio, terrai il tuo, di cognome.
 possibile, ma ne dubito.
Cosa? Vorresti diventare Celestine P. Stafford?
Non ho detto questo. Cambierei il mio, di nome, se Jerry fosse
d'accordo nel fare altrettanto.
Jerry? Diventare Jerry Price ? Era il turno di Cantor, per stupirsi.
Hmm, mi piace. Ma pensavo a qualcosa tipo i due nomi con
un trattino in mezzo.
Hmm. Cantor cerc ancora una volta di riassumere il controllo della conversazione. Mi diceva del suo colloquio al Cal Tech.
Come ha introdotto il nome di Jerry? Lui...
S, gli rispose Celestine con entusiasmo, ho detto loro che il
mio fidanzato voleva iscriversi alla facolt di medicina e che aveva
un PhD in biologia cellulare. Quando ho detto a Harry Gray, il direttore
del dipartimento, che Jerry aveva presentato domanda alla
UCLA, mi ha risposto che conosceva il loro preside di medicina e ha
preso in mano il telefono. E stata una scena piuttosto buffa. Credo
che il preside abbia domandato Come si chiama? Jeremiah Stafford
ho risposto. Gray ha ripetuto il nome al telefono davanti ai
miei occhi e quasi ho potuto udire il preside all'altro capo del filo
reagire a scoppio ritardato. Quello che...? Mi sono limitata ad annuire
in tono dimesso, proprio con questo tailleur con il fiocco.
Era del tutto evidente che Celestine si stava divertendo un mondo
a raccontare la sua storia con tutti i dettagli. Cantor smise di ascoltarla.
L'aver menzionato Stafford gli dava l'occasione di entrare in argomento.
Su cosa sta lavorando Jerry in questo periodo? le domand.
Cosa gliene pare, del laboratorio di Krauss? Ora che ci penso,
non gliel'ho mai domandato, quando eravamo a Stoccolma.
Be', dice che  diverso dal suo, di laboratorio.
Cosa significa? Cantor arricci il naso, come se stesse fiutando
il vento.
Celestine lo fiss con un'espressione divertita. Nel tempo in
cui dividevamo l'appartamento, sembrava che lei lo vedesse almeno
una volta al giorno, se non pi spesso.
Ebbene?
Jerry mi dice che  una fortuna se riesce a vedere Krauss un paio
di volte al mese. Lavora quasi per conto proprio e questo gli piace.
Sta cercando di sviluppare un nuovo saggio di attivit
antineoplastica, con lo scopo di accelerare la risposta del sarcoma di Krauss a
vari farmaci antineoplastici. Ma quel sarcoma non cresce facilmente
in coltura cellulare, aggiunse come informazione supplementare
per Cantor. Nello stesso tempo, cerca di imparare quante pi
tecniche sperimentali di screening gli  possibile. Pensa che gli saranno
particolarmente utili per la ricerca clinica che vuole svolgere
alla scuola di medicina.
 questo tutto quello che sta facendo ora?
Penso di s, gli rispose Celestine. Per lo meno, non ha parlato
di nient'altro, l'ultima volta che  venuto qui.
Jerry  venuto qui? Quando?
Celestine alz di scatto il viso verso di lui, sorpresa dal tono perentorio
della domanda. Due o tre settimane fa. Torner per l'anniversario
della nascita di Washington.
Cantor estrasse l'agendina dalla tasca. Paula, perch non passiamo
quel fine settimana fuori citt? Potremmo avere a pranzo
Jerry e tua nipote. Cerc di sembrare casuale. L'ultima volta che
Jerry  stato a casa mia,  stato in circostanze abbastanza insolite.
 arrivato il momento di congratularci in modo formale con questa
fortunata giovane coppia, non pensi?
Paula e Celestine si scambiarono appena un'occhiata, che Cantor,
preoccupato, non riusc a cogliere.
Indovina chi ho visto questo pomeriggio?
I. C.
Come hai fatto a indovinare?
Pura intuizione.
Celestine ud la risata di Stafford al telefono. Be', non me l'aspettavo.
E indovina di cosa abbiamo parlato?
Non indovino. Ma prima di parlare di Cantor, dimmi come 
andato il tuo colloquio al Cal Tech. Ti hanno offerto il posto?
S, un'offerta favolosa.
E...?
Celestine esit. Era sicura che lui avrebbe preferito che lei decidesse
per Harvard, ma sapeva anche che il Premio Nobel l'aveva
sotto molti aspetti trasformato. Quello pi importante, e completamente
inatteso, era il modo nel quale lui aveva utilizzato il premio:
per scendere di un gradino rispetto a lei. Proprio nel momento
in cui Celestine stava iniziando la propria ascesa professionale,
Jerry aveva preso la decisione di ritornare un semplice studente. Ci
avevano scherzato sopra insieme: quanti studenti di medicina cominciano
con un Nobel gi in tasca? Ma, e lei lo sapeva, Jerry era
anche preoccupato. Come lo avrebbero trattato i professori? Con
deferenza? Oppure avrebbero provato a fargli scendere ancora un
paio di gradini? E, cosa ancor pi importante, come lo avrebbero
trattato i colleghi? Celestine si rendeva conto che il suo stato di tensione
si sarebbe riversato anche sulla loro relazione e si riprometteva
di starci attenta. Probabilmente accetter, gli rispose. Per me
 di sicuro la sistemazione migliore. Nella zona di LA ci sono parecchie
facolt di medicina e tu sai perfettamente che puoi entrare in
quella che preferisci.
Questo solo se dico loro del Premio Nobel. Ma se io non lo faccio,
non credo che ci siano molti comitati di ammissione che faranno
due e due, quattro.  del tutto improbabile.
Jerry, non fare il puritano. Sai anche tu quanto poco c'entrino
le graduatorie di ammissione con il reale valore delle persone. Hai
tutto il diritto di avvalerti del tuo premio. La facolt dell'UCLA potrebbe
essere la scelta migliore per te, se io andr al Cal Tech. Potremmo
prendere una casa a mezza strada tra le due, in modo da dividere
il percorso. Ne parleremo quando tornerai a trovarmi tra
due settimane. Verrai, non  vero?
Certo che verr.
Non mi sembri molto contento.  che preferisci Boston, o che
non vorresti dover lasciare Harvard?
Probabilmente tutti e due. Lei avvert il suo sforzo nel cambiare
il tono di voce. Stava davvero bene, si domand, o si stava risparmiando
per una prossima occasione? Per lo meno hai la fortuna
di aver scelto un giorno adatto per dirmi della California. Oggi
 una giornataccia, qui. Fa freddo e le strade sono piene di neve e di
fango. Ma mi stavi dicendo di I. C. Vede ancora tua zia?
Certo. Non ho avuto una sola occasione per parlarle da sola,
ma non sarei sorpresa di sapere che vivono addirittura insieme.
Stafford si fece scappare un sordo sibilo. Non avrei mai pensato
niente di simile da parte di I. C. Cosa sta facendo, di questi tempi?
In verit non lo so, ma in compenso mi ha domandato con insistenza
su cosa stai lavorando tu. Quando ha saputo che saresti venuto
a trovarmi, ti ha invitato per pranzo.
Perch non mi ha invitato di persona?
Jerry, non fare il fossile. Uno a pranzo  gi abbastanza. E dopo
tutto  il tuo professore.
Era il mio professore, le rispose stizzito.
No, lo  ancora. Non hai ancora tagliato del tutto il cordone
ombelicale.
Cordone ombelicale? Tra due uomini?
Non faccia lo scemo con me, Dottor Stafford. Lei non ha bisogno
di una laurea in medicina per immaginare come dev'essere fatto.
O non ha notato quella piaga dolente sul suo pancino, di recente?
Pensavo fosse quello con te... le rispose con malizia.
Ti vorrei qui... si lasci andare lei, con nostalgia.
...
.
...
21.
...
.
...
Ti metti questo? le domand Stafford raddrizzandosi allo
specchio il nodo della cravatta.
Celestine, seduta dalla propria parte del letto, aveva appena calzato
uno stivale. Alz lo sguardo verso di lui, stupita. Sai, Jerry,
penso che tu non mi abbia mai fatto una domanda simile. Nemmeno
a Stoccolma. Perch proprio oggi?
Stafford la contempl riflessa nello specchio, prima di voltarsi.
Ti aiuto a infilare l'altro stivale, le disse infine. Lei allung l'altra
gamba. Hai ragione, continu, tirandole distrattamente verso
l'alto la gamba dello stivale, perch sono cos preoccupato del nostro
abbigliamento, quest'oggi? Perch mi sono messo la cravatta?
Non  come se stessi andando in chiesa.
Celestine si allung nuovamente sul letto fino alla testata, incrociando
le lunghe gambe inguainate negli stivali. Nell'ultimo paio di
mesi, Jerry era diventato molto pi introspettivo e a lei piaceva
molto ascoltarlo quando era nello stato d'animo meditativo.
Forse  perch stavo ripensando all'altra volta in cui siamo stati
a casa di I. C. Ricordi quanto ero spaventato? Non ce l'avrei fatta a
sopravvivere a quella giornata, se non ti avessi avuta accanto a me,
Celly.  stato solo quattro mesi fa, non  vero? Sembra che siano
passati anni. Come se fosse successo tutto a un altro.
Cosa ha fatto la differenza? Il premio?
Non del tutto. In questi ultimi mesi, per la prima volta nella
mia vita, ho preso delle decisioni importanti completamente da
solo. Quando lasciai la Sud Carolina per venire qui, in sostanza
sostituii I. C. ai miei genitori. Non dico che sia stato un male. Da
lui ho imparato moltissimo. Ma in qualche senso sono stato manipolato
da lui. Non penso che I. C. lo abbia fatto consapevolmente.
Krauss, ad esempio,  molto pi deliberato nel suo manovrare le
persone, anche se lo vediamo molto meno di quanto non vedessimo
I. C. noi del suo gruppo. Forse  solamente la maniera normale
in cui vanno le cose nei corsi di dottorato: per anni hai un contatto
assiduo con un unico professore. Specialmente se ti ha in simpatia,
 come un genitore che desidera replicarsi attraverso il proprio figlio.
 stato cos anche tra te e Jean? Stafford aveva smesso di passeggiare
su e gi di fronte al letto e si era seduto al fianco di Celestine.
Lei gli prese la mano. Molto meno. Non ti so dire se  perch
lei  solo dieci anni pi anziana di me o perch siamo due donne.
Sar interessante vedere cosa mi succeder a medicina. Non ho
pi bisogno di un maestro. So esattamente cosa voglio fare e dove
andare. Il Nobel mi ha dato un tipo di sicurezza che  molto diversa
da quella economica.
Non ti dimenticare di quella, Jerry. Sarai l'unico del tuo corso
che non ha fatto debiti anche per comprare il fonendoscopio.
Stafford continu come se non avesse udito. Ho la sensazione
che, quando vedr I. C. quest'oggi, sar quasi tra pari. Forse  questo
il motivo per cui vengo in giacca e cravatta. Lui si veste sempre
in modo cos formale.
Celestine non vedeva l'ora di poter fare una chiacchierata tra
donne con la zia. Non appena furono arrivati a casa di Cantor, port
la zia in cucina. Lascia che ti dia una mano, le disse con un tono
cos insistente che Paula acconsent senza obiezioni.
Posso offrirle qualcosa, Jerry? gli domand Cantor. Si stupiva
di trovarsi cos a disagio, a tu per tu con il proprio ex-studente.
Grazie, gli rispose Stafford, non per ora. Si avvicin alla
Sitzmaschine e vi si sedette con cautela. Mentre Cantor si versava
da bere, Stafford guardava le pareti. Quando vi era stato, alcuni
mesi prima, era stato incapace di vedere altro che il proprio problema
immediato. Ora, si trovava di fronte a uno degli acquerelli di
Schiele di soggetto erotico. Come Cantor aveva spiegato a Paula,
la maggior parte dei suoi ospiti, e Stafford non faceva eccezione,
non conoscevano affatto l'artista austriaco. Ci nonostante, non
occorreva essere un esperto d'arte per rimanere colpiti, anche a prima
vista, dalla sua maestria.
Be', cosa ne pensa? Cantor si era spostato al fianco di Stafford,
senza che il giovane se ne fosse accorto.
Sono... cosa devo dire? balbett.
Non quello che si attendeva?
Stafford sorrise. No, I. C., non  quello che avevo intenzione di
dire, ma... ha ragione,  quello che stavo pensando. Sono molto...
originali.
 sorprendente, quante persone usino questa parola. Quello
che intendono veramente dire  che sono erotici.
Stafford scrut apertamente il viso di Cantor. Lo aveva mai fatto,
in precedenza? Non gli sembrava. Non in questo modo. Sostenne
per un attimo lo sguardo dell'uomo pi anziano e lo distolsero
l'uno dall'altro nello stesso momento.
I. C., non posso fare a meno di provare divertimento, nel vedere
noi due ora. Sono anni che la conosco e la ammiro, ma solo di recente
mi sono reso conto di quanto poco so di lei. E ora sono qui,
con il mio abito migliore e con la cravatta, e per la prima volta nella
mia vita la vedo senza cravatta.
Cantor abbass rapidamente gli occhi come se si fosse appena
allora reso conto del colletto della camicia aperto sotto la giacca di
lana. Mea culpa, sussurr alzando una mano. Avrei dovuto cominciare
ad invitarla molto tempo fa, Jerry. Vestiti comodi. Le piace
la vita a Boston?
Non  male, gli rispose Stafford con cautela. Certo, non 
come il suo laboratorio.
In che modo? La domanda aveva perso molto della sua
asprezza.
Be', il gruppo di Krauss  molto pi numeroso. Questa pu essere
una delle ragioni per cui non lo vedo molto spesso.
Questo  un male, comment Cantor quasi senza tono nella
voce.
In verit, no. Mi piace.
Oh?
Non mi fraintenda, I. C., Stafford si sporse verso di lui. Da
lei ho imparato tantissimo. Ma  giunto per me il momento di usare
le mie conoscenze per conto mio.
E su cosa sta lavorando, al momento? A Cantor non interessava
la velata critica implicita nelle ultime parole di Stafford. Ci che
realmente gli interessava era che fossero arrivati a parlare dell'argomento
per lui pi importante, e prima di quanto si fosse aspettato.
Innanzitutto sto imparando tecniche nuove. Mi sono detto che
era del tutto improbabile che io mi imbattessi in un altro
super-esperimento come quello che ho fatto l'anno scorso...
Abbass lo sguardo verso i piedi di Cantor.
Ho pensato che sarebbe stato pi
produttivo se avessi imparato delle tecniche nuove, che potrebbero
essermi utili per il mio lavoro quando avr finito gli studi di medicina.
Ho sentito che andr alla UCLA.
Oh? Stafford fu colto alla sprovvista. Come fa a saperlo? 
una delle sedi per la quale ho presentato la domanda, ma non ho
ancora ricevuto nessuna notizia.
Non la preoccupa, Jerry, vero? Sarebbe veramente assurdo che
respingessero la domanda da parte di uno che ha appena vinto il
Premio Nobel.
Che ha condiviso un Premio Nobel, lo corresse Stafford. No,
quello non mi preoccupa. Ma non ho messo quell'informazione
nel mio curriculum. Preferirei essere ammesso senza che lo sapessero.
Mi sto domandando una cosa, Jerry. Perch scegliere la UCLA?
Ho saputo che la sua fidanzata ha ricevuto un'offerta da Harvard.
Perch non l'ha convinta ad accettare? Per lei, non  un buon
compromesso.
Potrebbe esserlo per Celestine.
Cantor sembr non aver udito. Ha detto che sta lavorando sulla
microecologia cellulare del sarcoma di Kurt.
Stafford aggrott le sopracciglia. L'ho detto?
Be', forse non in questi termini. Cantor si accorse di aver utilizzato
le informazioni ottenute da Celestine. Forse lei non aveva
riferito al fidanzato i dettagli della loro precedente conversazione.
Ma cos'altro sta facendo? lo incalz. Certamente quel lavoro
non le porta via tutto il tempo.
E perch dovrei? Porta via tutto il tempo che io gli dedico. Ma,
in tutta schiettezza, I. C., non lavoro con l'intensit con la quale lavoravo
da lei. Sono cambiate molte cose. Solo, non  pi di drammatica
importanza che io pubblichi un lavoro importante durante
il mio anno nel laboratorio di Krauss. Probabilmente non ha pi alcuna
importanza che io pubblichi o no.
Certamente, lei  cambiato.  solo che non mi sarei aspettato
che accadesse cos rapidamente.
Anche dopo quello che  accaduto l'anno scorso?
Cantor annu, incerto sulla prossima mossa. Avvertiva una sensazione
di disagio, tuttavia una sensazione a lui familiare, sebbene
per un attimo non fosse in grado di collocarla. Poi gli torn alla
mente: era ci che aveva provato a Stoccolma, durante la conferenza
Nobel di Stafford.
I. C., Stafford si raddrizz sul sedile. Nella sua voce c'era una
traccia di quel tono, che ancora una volta richiam alla mente di
Cantor quella conferenza. Lei non mi ha mai domandato perch
sono tornato da solo nel suo laboratorio, quella domenica sera.
Cantor annu ancora, col viso ridotto a una maschera. Vero,
non gliel'ho mai domandato.
Non lo vuole sapere?
Solo se lei me lo vuole dire spontaneamente.
Ma lei non me l'avrebbe domandato di sua iniziativa?
Non l'avrei fatto.
Se ne rammarica, ora?
Credo proprio di s.
Stafford fiss il proprio professore e scosse lentamente il capo,
senza aprir bocca.
Cantor fiss con gli occhi il pavimento. Il mese scorso ho visto
Krauss, disse. E venuto a trovarmi a Chicago.
Stafford si irrigid, ma rest in silenzio.
Mi ha riferito che lei ha avuto dei problemi a replicare il mio
esperimento. Cantor tacque per un lungo istante. Perch non mi
ha telefonato? Probabilmente avrei potuto aiutarla.
Problemi? Ma io non ho avuto problemi.
Krauss mi ha detto che lei li ha avuti. Quando lei non me ne ha
parlato, ho temuto che mi nascondesse delle brutte notizie. Sollev
gli occhi e un'aria di sollievo inizi a rischiarargli il viso. Non lo
sta facendo?
Non ho toccato l'argomento, perch non ci sto pi lavorando
sopra.
Chi ci sta lavorando sopra, ora? domand Cantor, perplesso.
Nessuno. Perch mai qualcuno dovrebbe lavorare al suo esperimento?
Non capisco.
Stafford guard il proprio ex-professore, che stava col capo reclinato
all'indietro, un'espressione confusa sul viso. Sent un poco
di compassione nei confronti del suo maestro. Le ho detto che
non ho avuto alcun problema a replicare il suo lavoro, riprese con
tono gentile. Perch mai avrei dovuto averne? Il suo diario di laboratorio
 di un ordine straordinario, I. C. Stafford avvert un
forte imbarazzo in quel momentaneo rovesciamento dei ruoli,
come se lui stesso fosse diventato un professore che si rivolgeva a
uno studente preoccupato per tranquillizzarlo. Cosa buffa. Ci ha
predicato in lungo e in largo la necessit indispensabile di tenere
dei diari di laboratorio ordinati, ma finch ho lavorato con lei, io il
suo non l'ho mai visto. Quando lei ha mandato a Krauss le pagine
fotocopiate - non mi fraintenda, I. C., ma sembrava quasi come se
fosse uno studente che le mandava al professore - e quando Krauss
me le ha passate, mi sono quasi commosso. Dico quasi perch,
sinceramente, mi sono risentito del fatto di venire a sapere i dettagli
del suo lavoro attraverso Krauss piuttosto che direttamente da
lei.
Cantor non rivel alcuna emozione.
C' poco da dire. Le sue annotazioni erano chiare e concise. E,
lei lo sa, l'addestramento che ho avuto nel suo laboratorio  stato di
prima qualit. Ho replicato il suo esperimento al primo tentativo e
senza alcuna difficolt.
L'ha terminato? Cantor non pot nascondere la propria sorpresa.
E quando?
Stafford vacill. Qualsiasi risposta ora avesse dato, avrebbe tradito
la fiducia di uno dei due, di Cantor o di Krauss. Fece la sua
scelta. Verso la met di gennaio. Mi ricordo la data, perch Krauss
non ci sta sempre intorno fiatandoci sul collo come faceva lei con
noi. Avevo terminato di ripetere il suo esperimento e mi stavo domandando
quando lui me ne avrebbe domandato notizie.  passata
una settimana, prima che si facesse vedere in laboratorio. E in
quell'occasione gliel'ho detto. E stata una cosa un po' strana, e mi
ha fatto tornare in mente la conversazione nel suo studio quando
lei torn dal seminario di Harvard, quando l'uditorio era scoppiato
a ridere, e mi disse dell'esperimento. Lei disse qualcosa come per
una volta, le chiedo di mantenerlo confidenziale. Se ne ricorda,
non  vero?
Cantor si chin in avanti nella poltrona, come se fosse in procinto
di alzarsi di scatto. Cosa le ha detto?
Per prima cosa, mi ha citato una frase di Enrico Fermi: La conferma
sperimentale di una previsione  solamente una misura. Un
esperimento che avversa una previsione  una scoperta. Ma poi ha
continuato: Teniamolo in frigo per un po', non sono ancora pronto
per pubblicarlo. Dopo tutto, abbiamo appena spedito il lavoro
di Ohashi sulla conferma del suo, di esperimento. Come disse Fermi,
non si fa molta strada se ci si ferma a ripetere il lavoro altrui.
Che bastardo!
Stafford rimase stordito. Da Cantor non aveva mai udito un linguaggio
simile. Perch dice questo? balbett infine. Krauss ha
delle buone ragioni, che fretta c' di pubblicare una seconda conferma?
Lei... noi il Nobel l'abbiamo gi ricevuto, Ohashi e Krauss
quell'esperimento lo hanno gi pubblicato. La loro conferma io
l'ho annunciata a Stoccolma e quel lavoro apparir tra pochi mesi.
Che fretta c'?
Ma lei non  ansioso di pubblicare la sua conferma del mio esperimento?
Perch dovrei? Lo sa, quando Krauss mi ha chiesto di prendere
il posto di Ohashi che se ne andava, io ne sono stato felice, perch
nel ripetere il lavoro che lei mi aveva tenuto nascosto tornavo, sia
pure nelle vesti di un tappabuchi, ad essere un suo collaboratore.
I. C., il suo esperimento  una favola, e a Stoccolma lei gli ha reso
piena giustizia. E allora, perch dovrei pubblicarne una conferma?
Non basta sapere che il suo lavoro  stato replicato con successo in
un altro laboratorio? O la preoccupa il fatto che sono stato io a farlo?
Se cos fosse, anche se io pubblicassi la mia conferma, ci non
risolverebbe il suo problema. Ha la sensazione che Krauss abbia
trescato perch le cose andassero proprio cos? Sarebbe in tono con
il suo famigerato senso dell'umorismo, non  vero? Deve essersi accorto
che tra noi due doveva essere successo qualcosa. Forse ha
pensato di poterlo scoprire organizzando la sua trama in questo
modo.
Paula era comparsa diverse volte sulla soglia del soggiorno, ma
ogni volta si era ritratta con discrezione, senza che i due uomini se
ne accorgessero. Questa volta li chiam. Penso che abbiate parlato
abbastanza.  ora di andare a pranzo. Dovreste essere affamati.
S, ho fame, rispose Stafford alzandosi velocemente. Cercava
un modo diplomatico di concludere la conversazione.
Ho perso l'appetito, annunci Cantor.
...
.
...
22.
...
.
...
Curry & Cantor Antiques, Inc.
Fine English Furniture
Post Office Box 3759, Chicago, Illinois 60626
1 marzo.
Caro Kurt,
Jerry Stafford  venuto a trovarci di recente e mi ha raccontato
degli eccellenti risultati che ottiene nel tuo laboratorio. Sono molto
lieto di sapere che non ha perso il suo tocco magico al bancone.
Ma questo, ovviamente, non  il vero motivo della mia lettera.
Quando sei venuto in quella che, col tuo stile inimitabile, hai
chiamato la periferia, hai espresso la tua sorpresa nel venire a sapere
che sono un collezionista di mobili di antiquariato. Io stesso
ignoravo che tu avessi l'occhio per queste cose, ma ci dimostra
quanto poco conosciamo, in realt, l'uno dell'altro.
 parecchio tempo, ormai, che a tempo perso mi dedico a questa
forma di collezionismo, ma  Paula Curry il vero esperto del settore.
Come puoi vedere dall'intestazione di questa lettera, Paula e
io abbiamo formalizzato il nostro comune interesse. Con il tuo occhio
acuto, sono certo che avrai interpretato correttamente l'ordine
in cui compaiono i nostri nomi. Dopo tutto, sappiamo entrambi
tutto sui dettagli dell'attribuzione della senior authorship.
Per venire al punto, mi  tornato in mente che potresti essere interessato
all'acquisto di un pezzo veramente eccezionale, nel quale Paula
si  imbattuta di recente. E una sedia a dondolo dell'800, realizzata da
Michael Thonet e nuova di zecca. Proviene dalla collezione di Billy
Wilder, di hollywoodiana fama, certamente non una cattiva provenienza!
Potresti provare il desiderio di possederla per il tuo santuario
harvardiano. Non ricordo di aver mai visto un arredo simile in nessuno
degli studi dei tuoi colleghi, ma devi ammettere che una sedia a
dondolo  il seggio - o per meglio dire, il trono - ideale per chi attende.
Paula ti manda i suoi migliori saluti e mi incarica di assicurarti
che, per farti avere un cos nobile arredo,  disposta a farti un prezzo
speciale.
Saluti.
I. C.
P.S. Mi sembra di aver seminato il tuo curriculum con la bibliografia,
ma sono certo che riemerger uno di questi giorni.
11 Chatwich Circle
Boston, Massachusetts
9 Marzo
Caro I. C.,
Solo dopo aver letto la tua recente lettera, mi sono reso conto
che, a parte gli auguri natalizi, non ci siamo mai scambiati lettere
personali. In tutta franchezza, la tua era un po' troppo acuta per il
mio gusto. Sembra che tu abbia parecchi assi nella manica: una casetta
sul lago Michigan arredata con estro, la musica da camera,
una passione per l'antiquariato, un gran bel pezzo di donna al tuo
fianco. C' niente che mi sia sfuggito? E chi  Michael Thonet? 
solo una manifestazione della tua superiorit nel campo dell'antiquariato
o sto perdendo un'allusione ancor pi sottile?
Penso che per entrambi sia giunto il momento di gettar gi la
maschera. Ci che in sostanza ti ho chiesto a Chicago  di avanzare
la mia candidatura per il Nobel, non solo quest'anno, ma di insistere
fino a che non lo ottengo. Sappiamo entrambi che il tuo  stato
un caso relativamente raro, come  stato quello di quei fortunati fisici
di Zurigo che hanno avuto il premio per la fisica pochi mesi
dopo aver scoperto quei loro bizzarri superconduttori. La maggior
parte degli altri premiati viene candidata per anni, prima che il
messaggio arrivi al Comitato di assegnazione dei Premi Nobel.
Francamente, ho delle forti obiezioni nei confronti del tuo
modo di agire, cos gelidamente adamantino.  vero, tu non mi
hai chiesto che io ti candidassi, ma te lo aspettavi, non  vero? E certamente
hai risposto immediatamente quando ti ho chiesto il tuo
curriculum con la bibliografia. E cosa mi dici di quel paragrafo,
non richiesto e lunghetto, nel quale hai riassunto la tua teoria
sull'oncogenesi? Non ti fidavi della mia volont di rendere giustizia
alla tua teoria nel mio inimitabile stile?
A proposito del tuo Premio Nobel e dell'oncogenesi, cosa mi
dici del tuo famoso secondo esperimento che non hai ancora pubblicato?
E del lavoro completo sul primo esperimento, che ancora
non hai scritto? Intorno a quel lavoro aleggia uno spiacevole odore
di ammine volatili, un sentore di pesce leggerissimo invero, ma
non tale da sfuggire al mio sensibilissimo naso. Sarebbe un vero
peccato se dovesse contaminare la tua teoria sull'oncogenesi che
non solo  plausibile e autoconsistente, ma rappresenta anche un
vero tour de farce intellettuale. Ci non di meno:
Quando ho chiesto a Stafford di sostituire Ohashi, lui all'inizio
ha rifiutato. Solo quando gli ho fatto pressione, sono venuto a sapere
che non gli avevi detto niente del tuo secondo esperimento,
fino a quando non lo hai annunciato in pubblico. Devo considerarlo un esempio della tua mancanza di segretezza? Hai anche avuto la
faccia tosta di suggerirmi di domandare ai tuoi studenti circa le tue
galattiche qualit. Io stesso avrei annunciato con orgoglio una notizia
del genere al mio post-doc preferito, soprattutto se avessi deciso
di lavorare sperimentalmente con le mie mani. Per inciso, perch
mai hai condotto l'esperimento di persona? Per il puntiglio di
mostrarci che tu lavori ancora in laboratorio, mentre il resto di noi
altri va bene solo come scribacchini e tipi da pi-erre? Perch mai
imbarcarsi in un secondo esperimento, quando il primo aveva gi
dimostrato dove volevi arrivare?
C'era qualcosa di poco kosher in quel primo esperimento da Premio Nobel?
NOTA: kosher: significa conforme alle prescrizioni comportamentali (es., dietetiche)
dell'ortodossia ebraica; in senso traslato: regolare, genuino o corretto. FINE NOTA.
E se c'era, chi lo ha fatto, quell'esperimento? E chi
c'era, nel mio laboratorio, quando Ohashi  finalmente riuscito, al
terzo tentativo? Devo ammettere che  stato Ohashi stesso a dirmi
la storia della calibrazione dello scintillatore, ma tutti noi conosciamo
fin troppo bene la sindrome del salviamo la faccia. Pu anche
essere che se l' inventata per spiegare come mai le prime due volte,
in assenza di Stafford, a lui non  riuscito.
Per il momento, voglio lasciar dormire il cane, perch non sono
ancora certo che il cane noi ce l'abbiamo veramente. Dalla tua lettera
capisco che per quest'anno hai perso la scadenza del 31 gennaio.
Ti voglio perdonare questa mancanza (ne sono certo, involontaria),
innanzitutto perch le possibilit che dopo il tuo venga
assegnato un altro Nobel per la ricerca sul cancro sono davvero esigue.
Ma l'anno prossimo e quello successivo...
La mia richiesta  la seguente. A novembre di quest'anno,, mi
manderai il modulo per la segnalazione delle candidature, quello
che porta la dicitura strettamente confidenziale in alto a destra e
che comincia con le parole: Noi, in qualit di membri del Comitato
Nobel, abbiamo l'onore di invitarLa a presentare proposte...
Semplificher la vita a entrambi completando il modulo in tutte le
sue parti e inviandotelo da firmare. Tu mi rispedirai la pagina firmata
e io, dopo aver allegato la mia bibliografia e gli altri documenti
di supporto, spedir personalmente l'intero plico a Stoccolma.
So benissimo che da qualche parte nel modulo  scritto che alla
persona che presenta una candidatura  richiesto di non rivelare l'identit
del candidato, neppure al candidato medesimo. Ma entrambi
sappiamo quanto pochi siano quelli che obbediscono.
Jerry Stafford ha annunciato nella sua conferenza Nobel che noi
abbiamo confermato il suo esperimento, ma fortunatamente per
tutte le persone coinvolte il nostro articolo non  ancora apparso.
Non resterai troppo scandalizzato nel sapere che ho appena ritirato
l'articolo di Ohashi. Non devi preoccuparti, l'ho fatto in modo
molto soft, facendo presente all'editor che volevamo controllare alcuni
dettagli importanti. Dopotutto, non fa mai male essere estremamente
cauti in queste cose. Lasceremo in sospeso la faccenda
per un po' - diciamo per il tempo in cui attender che tu mi mandi
la sedia a dondolo in dono per il mio sessantacinquesimo compleanno,
che sar il 21 Novembre. Faremo una gran bella festa in
lab e tu, ovviamente verrai invitato. Ti prego di portare con te la
tua amichetta musicale.
Cordialmente,
Kurt
P.S. Nel rileggere la lettera, mi sono accorto di aver dimenticato
di scriverti della conferma del tuo esperimento. Data la nuvoletta
sulla testa di Stafford (nuvoletta che tu potresti disperdere in un
soffio), suggerisco di lasciare in sospeso anche quella. In realt non
c' fretta neanche per quello: dopotutto, tu come Stafford hai riportato
il tuo lavoro in una Conferenza Nobel.
...
.
...
FINE.
...
.
...
POSTFAZIONE. di Federico Maria Rubino
...
.
...
Vi sono molte specie di soprusi che sono stati esercitati nei confronti della scienza,
poco noti se non agli iniziati... Possono essere classificati sotto i capitoli della
mistificazione [hoaxing], della falsificazione [jurgery],
dell'imbellettamento [trimming] e dell'invenzione di sana pianta
[cooking] ... essi [i nostri professionisti della
scienza] possono riposare tranquilli, sapendo che non uno solo dei fatti che essi hanno
accertato, non uno degli esperimenti di successo che essi hanno prodotto verr
entro un tempo brevissimo ripetuto, verificato, e discusso...
CHARLES BABBAGE (1830)
...
.
...
La frode  estremamente rara in ambiente scientifico. Ci che
pi importa,  che nella scienza non pu esistere l'equivalente di un
"delitto perfetto", nessuna malefatta pu rimanere insoluta, in
quanto all'attivit investigativa non sono posti vincoli. Se l'argomento
di una ricerca risulta di importanza sufficientemente elevata,
presto o tardi l'esperimento verr replicato e la teoria sottoposta
ad una verifica indipendente. Il Dilemma di Cantor, tuttavia, non si
occupa di questo preciso aspetto del problema, del bianco e del
nero, del vero e del falso, ma piuttosto si spinge nel vasto territorio
dei grigi, in quello in cui noi, i professionisti della ricerca scientifica,
deliberatamente o in modo inconsapevole, in alcuni casi abbandoniamo la retta via.
La scienza innovativa - quella che Thomas Kuhn defin "scienza
paradigmatica" - di solito comporta la costruzione di un'ipotesi di
lavoro, la cui verit deve essere comprovata sperimentalmente.
L'ipotesi, quando ci  dato costruirne una, ci appare cos elegante,
e nello stesso tempo cos ovvia, che deve essere corrispondente al
vero. Noi progettiamo un esperimento per confermarla, ma il suo
risultato sembra smentirci. Dico sembra. Qualche volta, ci avviene
attraverso la comparsa di risultati non consistenti o disomogenei:
i due punti su otto che non cadono sulla nostra retta, quel ratto
su sette che non sopravvive. Siamo soliti ascrivere queste discrepanze
alla variabilit sperimentale, ad un comportamento aberrante
dal punto di vista statistico, ben sapendo che queste sono condizioni
al contorno del lavoro scientifico cui non ci possiamo sottrarre.
E cos giungiamo a pubblicare i nostri risultati in forma
"ritoccata", il nostro articolo suscita interesse, colleghi e
concorrenti si affrettano a ripeterlo e a verificarne le conclusioni con altre tecniche.
La "scienza normale" prende il sopravvento ed il nostro nuovo
paradigma trova il suo posto nel pantheon delle conoscenze.
Supponiamo anche che il nostro intuito sia stato chiaroveggente,
che la logica del nostro ragionamento sia stata impeccabile: allora
cosa possiamo dire degli aspetti etici del nostro "aggiustamento"
dei dati? L'esistenza di comportamenti similari fu notata - e condannata
- gi oltre centocinquanta anni fa dall'inventore della prima
macchina da calcolo moderna, il matematico britannico Charles
Babbage. E assodato che questo comportamento pu vantare
una tradizione lunga e gloriosa:  stato dimostrato nel caso di Gregor
Mendel,  dato per probabile anche con Isaac Newton, e senza
dubbio anche Francis Bacon ha ritoccato i suoi risultati, tutti quanti
con l'intenzione di riferire qualcosa un tantino al di l del vero. E
cosa possiamo dire, a riguardo dei nostri studenti, dei nostri collaboratori
pi giovani? Sono stati da noi contaminati? E ci siamo
noi contaminati due volte, ignorando la portata dell'esempio che
abbiamo posto loro dinanzi? La ricerca scientifica  nello stesso
tempo una disinteressata ricerca della verit ed una comunit umana
con proprie consuetudini ed un proprio contratto sociale.
Quanto  esteso e profondo il danno arrecato alla cultura di questo
gruppo, quando proprio le sue lites mostrano di esercitare un
comportamento cos deviante rispetto alle regole?
Dietro lo schermo della finzione narrativa, io mi propongo di
gettare un raggio di luce su queste zone grigie. E ci nonostante,
non posso iniziare con la presa di distanza tipica di un autore di fiction:
"tutti i personaggi sono immaginari, ogni somiglianza con
fatti e persone realmente esistiti o accaduti  pura coincidenza". Ma
questo non  un romanzo di fantascienza. A titolo d'esempio, praticamente
tutti i dettagli sulla vita degli insetti corrispondono a verit:
il maschio della mosca scorpione esercita veramente il
"travestismo"; il comportamento riproduttivo della femmina dell'ape
del sudore  veramente condizionato da una "cintura di castit"
chimica; che lo crediate o no, il The Wall Street Journal impedisce
per davvero la maturazione sessuale della cimice Pyrrhocoris apterus,
mentre The Times, il quotidiano londinese, risulta innocuo -
questo secondo i risultati di un esperimento condotto prima del
suo acquisto da parte di Rupert Murdoch.
Il Dilemma di Cantor vuole descrivere il mondo della ricerca
scientifica professionale attraverso la forma del romanzo (non 
fantascienza, scietue-fictum, ma scienza romanzata, science-in-fictim)
e, con una sola eccezione, tutte le nozioni scientifiche riportate
sono ben reali. Il professor I. Cantor, i dottori Jeremiah P. Stafford
e Celestine Price, cos come numerosi tra i comprimari, tra cui
i professori Graham Lufkin, Kurt Krauss, e Jean Ardley (nata
Yardley), sono prodotti della mia immaginazione. Il personaggio
di Jean Ardley ha voluto cambiare il suo cognome da Yardley allo
scopo di arrampicarsi su per l'ordine alfabetico degli autori. E cos
ha fatto uno dei miei conoscenti dell'ambiente scientifico, che ha
saltato una ventina di lettere dell'alfabeto, al solo prezzo di un tratto
di penna ratificato da un magistrato. Sono in condizione di garantirvi
che Cantor, StafFord e tutti gli altri non sono mai esistiti?
In quarantanni di carriera scientifica, li ho tutti incontrati sotto
molti travestimenti. La maggior parte degli altri nomi appartiene a
persone realmente esistenti o esistite: i molti Premi Nobel, i chimici
organici di Harvard, scienziati famosi come McConnell, Nakanishi,
Roelofs, Roller, Stork e Williams; editori di riviste scientifiche
come Koshland di Science e Maddox di Nature. In una o in
un'altra occasione li ho incontrati tutti, ed alcuni sono anche miei
amici personali. Nessuno di loro  in alcun modo responsabile della
propria apparizione nel romanzo, se non per il fatto che provo
ammirazione per il loro lavoro.
Le pubblicazioni, l'assegnazione della priorit, l'ordine degli
autori, la scelta della rivista, gli aspetti di collegialit e quelli di brutale
competizione, la carriera accademica, l'assegnazione dei finanziamenti,
il Premio Nobel, la Schadenfreude - tutto questo costituisce
l'anima, ma anche il fardello della scienza contemporanea. Per
illustrarli ad un pubblico di non-scienziati, ho scelto che Cantor e
Stafford lavorassero su una teoria generale dell'oncogenesi di pura
fantasia.  anche quasi del tutto improbabile che una dimostrazione
convincente di una teoria di cos ampia portata possa essere fornita
dal risultato di uno o due esperimenti mirati, ciascuno della
durata di poche settimane o mesi, come avviene a Stafford e poi a
Cantor. Ma mentre la loro ricerca  del tutto inventata, il loro retroterra
scientifico, la loro etica e le loro ambizioni non lo sono.
Solo nel mentre io stesso, lo scienziato-romanziere posso certificare
che la loro scienza  di pura fantasia, io sono in condizione di descrivere
il loro comportamento ed il loro modo di pensare, che
sono certamente assai pi diffusi di quanto non ci piaccia ammettere.
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SCIENZA E SCIENZIATI.
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Carl Djerassi  uno scienziato dalla carriera poliedrica, coronata
da grandi successi professionali (per primo ha preparato per sintesi
chimica il cortisone; ha inventato il primo contraccettivo orale e
promosso, con la fondazione di una propria azienda, la ZOECON,
l'impiego dei primi pesticidi ecologicamente compatibili) e da numerosi
pubblici riconoscimenti internazionali. Alla propria straordinaria
prolificit scientifica, Djerassi ha unito un talento letterario
inconsueto:  autore di cinque romanzi, di numerosi racconti brevi,
di una raccolta di poesie, di saggi autobiografici e, ultimamente,
anche di alcuni testi teatrali.
Quattro romanzi, che compongono un'ideale "tetralogia
scientifica" (oltre a Il dilemma di Cantor, Bourbaki Gambit, Menachem's
Seed e NO), descrivono alcuni aspetti del mondo della ricerca scientifica
di alto livello e del suo rapporto con il mondo della politica
internazionale e dell'economia imprenditoriale. Il genere letterario
messo a punto dall'Autore, la "scienza romanzata"
(science-in-fiction),  ben differente dalla "fantascienza"
convenzionale (sciencefiction, ad esempio, il Crichton di Jurassic
Park) e dalla biografia romanzata
di personaggi del mondo scientifico. Nel suo stile - solo
apparentemente di intrattenimento - e nell'accuratezza fattuale
delle descrizioni, esso risulta equivalente in forme ed obiettivi alla
spy-story ed al thriller fantapolitico "classico" (ad es., quello di
LeCarr e Forsyth, ma anche di McNabb e Robinson) : siamo ancora
nell'ambito della tradizione del romanzo storico europeo, componimento
misto di Storia e d'invenzione, volto a descrivere in forma emblematica
- e spesso portatrice di una visione critica o per lo meno
problematica - tempi, luoghi e costumi sconosciuti al potenziale
lettore, in una forma che trascende quella convenzionale del saggio
divulgativo.
Djerassi fornisce con il primo romanzo II Dilemma di Cantor un
affresco privo di infingimenti sulla vita reale dei professionisti della
ricerca scientifica: vengono descritti il rapporto ambiguo che esiste
nella "bottega" scientifica tra "maestri" - datori di lavoro ed "allievi" -
prestatori d'opera; la sindrome del "publish-or-perish" (pubblica-o-
sei-fuori) e la relativa pressione sui collaboratori pi giovani a
"far riuscire" gli esperimenti, pena l'emarginazione; l'ambizione
professionale che - in ciascuno al proprio livello, dal laureando implume
al vecchio professore-barone rotto a tutte le astuzie - incenerisce
molti dei buoni propositi coi quali ogni ricercatore ha iniziato a
perseguire la propria vocazione scientifica.
L'Autore non intende essere autoindulgente, ma al contrario
porre in evidenza - virtualmente per la prima volta in una forma
comprensibile anche agli outsider - "di che lacrime e di che sangue"
sia composto in realt il successo professionale nella Scienza, con
spregiudicata crudezza anche nella descrizione di contorno.
L'ambiziosa professoressa Ardley - nata Yardley e disposta a cambiare
il proprio cognome di nascita al solo scopo di comparire per prima
nell'elenco alfabetico degli autori- giunge a farsi sterilizzare, pur di
non "perdere tempo" con la maternit, e tutto ci per poter essere,
un giorno, il pi giovane membro donna dell'esclusiva National
Academy of Sciences. Anche l'epilogo della vicenda non viene risolto
con un happy end, ma si stempera nella luce ambigua
dell'espiazione e del ricatto. Mentre Stafford riscatta ci che percepisce
come un'infrazione all'etica scientifica (la correzione in segreto
della propria svista nella conduzione dell'esperimento) con l'equivalente
di un seppuku, abbandonando la ricerca scientifica in favore
della medicina clinica, Cantor - vincitore del Premio Nobel in
compagnia del proprio allievo - deve resistere alla sgradevole pressione
del proprio "doppio" Krauss - lo scienziato roso dall'ambizione
fino a perdere qualsiasi senso etico - che gli chiede, in cambio
del proprio silenzio sul presunto intrigo, di presentare la sua candidatura
ad un successivo Premio Nobel.
Ne Il Dilemma di Cantor appare evidente la traccia del contemporaneo
Caso Baltimore, forse il primo caso di vera o presunta frode
scientifica a guadagnare le pagine della stampa di informazione:
l'accurata e veridica tenuta dei "quaderni di laboratorio" (veramente
la prima lezione che uno studente riceve al suo ingresso nel laboratorio
di tesi!) costituisce infatti uno dei perni della vicenda narrata
(nel dirimere la vertenza Baltimore, quelli di Teresa Imanishi-Karl
furono sottoposti a perizia nei laboratori dell'FBI per accertare la
cronologia della loro compilazione). Analogamente, l'accesso di
Stafford al laboratorio - di notte ed all'insaputa di Cantor - per porre
rimedio ad un'incolpevole svista commessa nel condurre il complesso
procedimento sperimentale sotto gli occhi inquisitori del
proprio Maestro, ricorda il tentativo di forzatura del codice di riconoscimento
delle provette che sembra sia avvenuto durante la ripetizione,
sotto gli occhi di una commissione di controllo, del celebre
esperimento detto della "memoria dell'acqua".
Mentre per gli operatori della ricerca scientifica la lettura de Il
dilemma di Cantor pu agevolare una visione introspettiva ed autocosciente
del proprio mondo, per l'outsider l'approccio romanzato
adottato da Djerassi  una forma di divulgazione dell'impresa
scientifica che pu stimolare, nell'opinione pubblica colta e sensibile
ai recenti orientamenti della scienza, un dibattito di cui si avverte
da tempo la necessit.
Federico Maria Rubino
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FINE.